Il Ducato di Modena su Regni Rinascimentali
 
IndiceIndice  FAQFAQ  CercaCerca  RegistratiRegistrati  AccediAccedi  

Condividere | 
 

 Repubblica di Genova

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso 
AutoreMessaggio
Haris

avatar

Numero di messaggi : 119
Data d'iscrizione : 26.05.10

MessaggioTitolo: Re: Repubblica di Genova   Sab 29 Mag 2010, 16:49

Citazione :
Trattato di non belligeranza fra il Ducato di Modena e la Repubblica di Genova


Nella loro grande saggezza e nella loro volontà di lotta contro le ingiustizie e di salvaguardia della pace Andrea Raffaele Carafa della Spina, Duca di Modena, Conte di Correggio e Erazmus Ciolek Witelo della Rovere, Doge di Genova, massimi rappresentanti dei rispettivi stati, facenti parte del Sacro Romano Impero Germanico, hanno scelto di mettere per iscritto il presente trattato di non belligeranza fra i propri popoli e governi, nel rispetto dell'accordo di pace firmato a Palazzo Imperiale Italiano il 10 Maggio 1458.


Articolo I - del riconoscimento -

a) Il Ducato di Modena riconosce di non avere alcuna legittima sovranità sulla Repubblica di Genova.
b) La Repubblica di Genova riconosce di non avere alcuna legittima sovranità sul Ducato di Modena.


Articolo II - dei territori -

a) Il Ducato di Modena riconosce l'integrità e l'unità della Repubblica di Genova e s'impegna a nome delle proprie terre a rispettare e garantire la salvaguardia delle suddette integrità e unità.
b) La repubblica di Genova riconosce l'integrità e l'unità del Ducato di Modena e s’impegna a nome della sua Repubblica a rispettare e garantire la salvaguardia delle suddette integrità e unità.


Articolo III - delle frontiere -

a) Il Ducato di Modena si impegna a rispettare in tempo di pace le frontiere della Repubblica di Genova.
b) La Repubblica di Genova si impegna, in tempo di pace, a rispettare le frontiere del Ducato di Modena.
c) Il nodo fra Massa e La Spezia, appartiene alla Repubblica di Genova.


Articolo IV - della libera circolazione -

I cittadini residenti delle province firmatarie possono circolare liberamente tra esse, purchè la libera circolazione sia pacifica e rispettosa delle leggi e a condizione espressa che non siano soggetti a procedimenti giudiziari, che le frontiere non siano chiuse, che non si tratti di soldati o di mercenari in esercitazione da soli o in gruppo, che non siano nemici dichiarati di uno dei due stati firmatari.


Articolo V - degli eserciti -

a) Un contraente deve chiedere un'autorizzazione di passaggio del suo Esercito sul territorio dell'altro contraente. Il Consiglio di quest'ultimo si riserva il diritto di dare una decisione favorevole o meno alla richiesta.
Nessun armata può entrare in tempo di pace, nei territori dell'altro contraente, senza esplicita autorizzazione del Duca o del Doge.

b) Il Ducato di Modena si impegna a mantenere una sola armata nella città di Massa.

c) La repubblica di Genova si impegna a mantenere una sola armata nella città di La Spezia.

d) Nel caso in cui sarà necessaria la presenza di un ulteriore armata in una di queste città, i firmatari dovranno avvertire gli altri governi, spiegando le motivazioni.


Articolo VI - della non aggressione -

a) Le parti contraenti si impegnano a non intraprendere alcun tipo di azione aggressiva l'una verso l'altra.

b) I Firmatari, non saranno ritenuti responsabili di potenziali disordini commessi da armate non legittime venute dall'uno o dall'altra provincia.

c) Nel caso in cui, alcune armate legittime di uno dei contraenti, invada, aggredisca o faccia un torto ad uno dei paesi firmatari, le due potenze, seguiranno le disposizioni del punto "g".

d) Il Ducato di Modena e la Republica di Genova, con i loro rispettivi consiglieri e cittadini s'impegnano a non creare, sostenere o incoraggiare disordini sul territorio della controparte con qualunque mezzo (sommosse etc.).

e) La Repubblica di Genova rinuncia a qualsiasi tentativo di assalto verso città ed istituzioni modenesi, da parte della controparte genovese o militanti della stessa.

f) Il Ducato di Modena rinuncia a qualsiasi tentativo di assalto verso città ed istituzioni genovesi, da parte della controparte modenese o militanti della stessa.


g) Nel caso in cui si verifichino gli avvenimenti riportati nei commi b, c, d, il Ducato di Modena e la Repubblica di Genova uniranno le loro forze per combattere i traditori mobilitando, se richiesto dalla controparte, una forza proporzionale alla minaccia o in caso contrario partecipando per metà al pagamento delle spese affrontate per la mobilitazione di truppe.


Articolo VII - della partecipazione ad altri trattati -

Le parti contraenti si impegnano a non partecipare ad alcun trattato, accordo o convenzione ostile alle altri parti firmatarie e contrario al presente trattato. Sono considerati ostili i trattati, accordi o convenzioni che mirano a prendere con la forza parte del territorio dell'uno dei contraenti.


Articolo VIII - della modifica del trattato -

Per mutuo consenso, la riscrittura del trattato può essere effettuata nella sua integrità o parzialmente.
In caso di accordo, si procede al cambiamento dei termini o delle clausole. In caso di disaccordo, il trattato in corso rimane in vigore fino a nuovi negoziati.


Articolo IX - rottura del trattato -

a) I Firmatari e i loro successori si impegnano a rispettare gli articoli di questo trattato.

b) Il trattato può esser annullato o per mutuo consenso delle due parti firmatarie o per inadempimento degli articoli o clausole presenti nel Trattato. In caso di inadempimento, la controparte danneggiata potrà decidere di non rendere nullo il trattato inviando all'altro contraente un lettere ufficiale entro 4 ( quattro ) giorni, che indichi la sua volontà a confermare valido il trattato in questione .

c) Nel caso in cui uno dei contraenti, dichiari guerra, attacchi o invada uno stato alleato della controparte, il presente trattato sarà considerato nullo.

d) Il contraente che desidera porre fine al presente trattato deve far pervenire una lettera ufficiale di denunzia presso la sede diplomatica degli altri contraenti. Quest'ultimo dispone di 7 ( sette ) giorni lavorativi per prenderne atto. Senza risposta ufficiale che lo accenna, il presente contratto è considerato annullato passati questi termini. Le parti contraenti si impegnano a pubblicare in modo ufficiale una lettera che precisa l'abrogazione del contratto.

e) Il presente trattato non potrà essere rotto in tempo di guerra, ogni annullamento del trattato in situazione di guerra dichiarata da parte di terzi è un atto di tradimento e autorizzerà ad eseguire delle rappresaglie.


Articolo X - del mancato rispetto del trattato -

Qualsiasi inadempimento al presente trattato o annullamento di quest'ultimo non conforme a quanto stabilito dà diritto ad un’adeguata compensazione economia della parte danneggiata per il valore stabilito in 15.000 ducati.


Articolo XI - dell'entrata in vigore del trattato -

Il presente trattato entra in vigore, senza limitazione di tempo, al momento della firma di tutti i dignitari, che impegnano al rispetto del medesimo, le loro terre ed i loro popoli.


Firmato a Modena il 25 maggio 1458


In rappresentanza del Ducato di Modena:

Il Duca di Modena
Andrea Raffaele Carafa della Spina Conte di Correggio


Il Gran Ciambellano
Miriam Serena di Montefeltro, Contessa di Sassuolo e del Frignano


In rappresentanza della Repubblica di Genova:
Il Doge di Genova
Erazmus Ciolek Witelo della Rovere

Il Gran Ciambellano
Abelardo Babj d'Altavilla

Tornare in alto Andare in basso
Cudiga

avatar

Numero di messaggi : 416
Data d'iscrizione : 16.09.10

MessaggioTitolo: Re: Repubblica di Genova   Lun 14 Nov 2011, 13:42

Citazione :
TRATTATO DI PACE TRA LA REPUBBLICA DI GENOVA, IL DUCATO DI MILANO, IL DUCATO DI MODENA E LA SERENISSIMA REPUBBLICA DI VENEZIA

I Governi della Repubblica di Genova, del Ducato di Milano, del Ducato di Modena e della Serenissima Repubblica di Venezia intendono porre fine alle ostilità, tramite questo trattato di pace, riportando lo stato delle cose alla situazione pre-bellica, col fermo proposito di una pace che possa poi continuare per il futuro.
I Governi della Repubblica di Genova, del Ducato di Milano, del Ducato di Modena sono altresì concordi nel sottolineare che l'entrata nel conflitto della Serenissima Repubblica di Venezia è stato l'adempiersi in toto con onore e lealtà di un trattato di alleanza precedentemente stipulato con Modena.
A tale proposito, i Governi della Repubblica di Genova, del Ducato di Milano, del Ducato di Modena e della Serenissima Repubblica di Venezia, concordano che la guerra non è lo strumento più idoneo per risolvere le controversie tra i popoli.


Articolo I
1. Gli eserciti e i soldati della Repubblica di Genova, del Ducato di Milano, del Ducato di Modena e della Serenissima Repubblica di Venezia faranno ritorno alle loro rispettive terre.
2. Eventuali autorizzazioni a sostare su un territorio dei Ducati e delle Repubbliche coinvolte possono essere accordati dai rispettivi Governi.

Articolo II
1. La Repubblica di Genova, il Ducato di Milano, il Ducato di Modena e Serenissima Repubblica di Venezia si impegnano a restituire eventuali nodi, miniere o città occupate secondo i confini precedenti al conflitto.
2. Il nodo tra le città di La Spezia e Massa viene riconosciuto appartenente alla Repubblica di Genova.
3. Il nodo a Sud-Est immediatamente sotto Fornovo è riconosciuto come proprietà del Ducato di Modena.
4. Il nodo fra le città di Parma e Guastalla è riconosciuto come proprietà del Ducato di Milano.

Articolo III
1. Per evitare la tensione registratasi nelle settimane precedenti alla guerra, la Repubblica di Genova e il Ducato di Modena si impegnano a consentire lo stazionamento di un solo esercito nazionale rispettivamente a La Spezia e a Massa.
2. A tale proposito e nella reciproca fiducia, il Doge Tancredi Kratos d'Altavilla e la Duchessa Miriam Serena di Montefeltro si impegnano a firmare, congiuntamente al trattato di pace, un trattato di non belligeranza con un preavviso di rottura di 7 giorni, accordo che preveda la disponibilità dei firmatari a tenere un solo esercito, in stato di reclutamento, dentro le mura di La Spezia e di Massa.
Tale accordo sarà presentato con le rispettive firme di seguito al presente.
3. Nel caso i Governi della Repubblica di Genova e del Ducato di Modena ritengano necessaria la presenza di più di un esercito in tali città, devono farne richiesta alla Santa Chiesa Aristotelica, in particolare al Cenacolum Episcoporum Italiae, e al Ducato di Modena/Repubblica di Genova.
4. Il CEI e il governo interessato dall’avviso si impegnano a rispondere entro ventiquattro ore.

Articolo IV
1. Per evitare la tensione registratasi nelle settimane precedenti alla guerra, il Ducato di Milano e il Ducato di Modena si impegnano a lasciare libero il nodo tra Parma e Guastalla, mentre Il nodo sotto Fornovo verrà presidiato e tenuto pulito dai briganti, da una forza congiunta Milano-Modena.
2. A tale proposito e nella reciproca fiducia, il Duca Markus GianMaria Casanova e la Duchessa Miriam Serena di Montefeltro si impegnano a firmare, congiuntamente al trattato di pace, un trattato di non belligeranza con un preavviso di rottura di 7 giorni, accordo che preveda la disponibilità dei firmatari a tenere un solo esercito, in stato di reclutamento, fuori dalle mura di Parma e di Guastalla.
Tale accordo sarà presentato con le rispettive firme di seguito al presente.
3. Nel caso i Governi del Ducato di Milano del Ducato di Modena ritengano necessaria la presenza di più di un esercito in tali città, devono farne richiesta alla Santa Chiesa Aristotelica, in particolare al Cenacolum Episcoporum Italiae, e ai Ducati di Milano/Modena
4. Il CEI e il governo interessato dall’avviso si impegnano a rispondere entro ventiquattro ore

Articolo V
La Repubblica di Genova, il Ducato di Milano, il Ducato di Modena e la Serenissima Repubblica di Venezia dichiarano la loro disponibilità a discutere trattati, accordi e convenzioni che possano rafforzare la collaborazione tra gli stessi.

Articolo VI
1. Il Ducato di Milano si impegna a restituire al Ducato di Modena quanto guadagnato dall’occupazione della miniera modenese durante il conflitto. La cifra da restituire, concordata tra i rappresentanti economici del Ducato di Milano e del Ducato di Modena, è pari a:
- 17.000 ducati
- 190 kg di ferro
- 300 quintali di pietra..
2. Tale cifra terrà conto delle operazioni manutentive effettuate dal Ducato di Milano per riportare tale miniera in condizioni ottimali di utilizzo affinché il Popolo Modenese non venisse danneggiato oltremodo continuando a lavorare in essa e a percepire un salario.
3. Qualora il Ducato di Modena lo ritenesse necessario, tale cifra potrà essere convertita, per intero o per una sua parte, nel suo equivalente in merci.
4. La Santa Chiesa Aristotelica si fa garante dell’avvenuta restituzione.

Articolo VII
1. La Repubblica di Genova accetta di prestare il suo aiuto al Ducato di Modena e alla Serenissima Repubblica di Venezia attraverso scambi commerciali a prezzi favorevoli per le seconde concordati tra gli Sceriffi delle parti coinvolte.
2. Si prevede, pertanto, da parte della Repubblica di Genova, un rimborso commerciale riguardante l'acquisto di:
- 500 tronchi al mese per 4 mesi a 5 ducati
- 500 tronchi al mese per 4 mesi a 4 ducati
dal Ducato di Modena
3. Inoltre è prevista la firma di un trattato commerciale le cui merci e i prezzi verranno discussi dai rispettivi Ministri del Commercio con l’avvallo del Doge della Repubblica di Genova e della Duchessa di Modena.
A tale accordo si è giunti per volontà dei due sovrani di mostrarsi vicini al popolo dell'altro per far comprendere che la pace raggiunta è ferma volontà di entrambi e che nessuno dei due stati vuole accanirsi sui cittadini di entrambe le terre che già molto hanno sofferto e pagato in questo conflitto.
4. Il Ducato di Milano e il Ducato di Modena, per volontà dei due sovrani di mostrarsi vicini al popolo dell'altro per far comprendere che la pace raggiunta è ferma volontà di entrambi e che nessuno dei due stati vuole accanirsi sui cittadini di entrambe le terre che già molto hanno sofferto e pagato in questo conflitto, accettano di firmare, in secondo momento, un trattato commerciale tra i due Ducati.
5. La Santa Chiesa Aristotelica si fa garante della consegna di tali merci, le quali saranno trasportate da un Ducato/Repubblica all’altro da uomini appartenenti ad essa, da uomini delegati da essa, o da ordini religiosi ad essa facenti riferimento.

Articolo VIII
1. Il Ducato di Modena si impegna a chiudere tutti i processi contro i soldati Genovesi/Milanesi, garantendo ad essi il ritorno incolumi quanto prima in patria.
2. Il Ducato di Milano e la Repubblica di Genova si impegnano a ritirare eventuali denunce contro soldati Modenesi/Veneziani garantendo ad essi il ritorno incolumi quanto prima in patria.

Miriam Serena di Montefetro
Duchessa di Modena
Contessa del Frignano



Doge della Serenissima Repubblica di Venezia
Visconte di Sirmione
Sign Asburgo d'Argovia



Tancredi Kratos d'Altavilla, Barone di Arzeno
Doge della Repubblica di Genova



Markus GianMaria Casanova, detto Skioppo
Duca di Milano
Barone di Caorso



Mons. Alessandro III de Montemayor, detto Giarru
Vicario Reggente del Vescovado di Genova
Nunzio Apostolico
Vice Segretario Apostolico per le terre italiche

Tornare in alto Andare in basso
Elein

avatar

Numero di messaggi : 2582
Data d'iscrizione : 22.08.11

MessaggioTitolo: Re: Repubblica di Genova   Ven 19 Feb 2016, 12:23

Citazione :
TRATTATO RIGUARDANTE LO STATUTO DEGLI AMBASCIATORI DI GENOVA E DI MODENA


Articolo primo

a)
Il Ducato di Modena riconosce la Repubblica di Genova, le sue istituzioni e le sue cariche, come Stato indipendente, autonomo e sovrano, facente parte del SRING.
La Repubblica di Genova riconosce il Ducato di Modena, le sue istituzioni e le sue cariche, come Stato indipendente, autonomo e sovrano, facente parte del SRING.

b) L'ambasciata del Ducato di Modena nella Repubblica di Genova è cosiderata territorio sovrano del Ducato di Modena.
L'ambasciata della Repubblica di Genova nel Ducato di Modena è considerata territorio sovrano della Repubblica di Genova.


Articolo secondo

a)
Il Corpo Diplomatico Modenese, composto dal Duca, dal Gran Ciambellano, dal Gran Ciambellano Anziano e dall'Ambasciatore Modenese, dispone dell'immunità diplomatica su tutto il territorio definito appartenente alla Repubblica di Genova.
Il Corpo Diplomatico della Repubblica di Genova, composto dal Doge, dal Gran Ciambellano, dal Cancelliere e dall'Ambasciatore Genovese, dispone dell'immunità diplomatica su tutto il territorio definito appartenente al Ducato di Modena.

b) Il Ducato di Modena può dichiarare un membro del Corpo Diplomatico della Repubblica di Genova, esclusi il Doge e il Gran Ciambellano, "persona non gradita".
Ciò comporta il decadimento per tale membro dello status di rappresentante diplomatico nel Ducato di Modena.
La Repubblica di Genova può dichiarare un membro del Corpo Diplomatico Modenese, esclusi il Duca e il Gran Ciambellano, "persona non gradita".
Ciò comporta il decadimento per tale membro dello status di rappresentante diplomatico nella Repubblica di Genova.
In tal caso la "persona non gradita" ha una settimana di tempo per uscire dal territorio ospitante.
In seguito alla nomina dell'Ambasciatore, lo Stato accogliente avrà sette (7) giorni di tempo per mettere in discussione tale nomina, qualora il candidato risulti "persona non gradita". In tal caso si potranno presentare ufficiali richieste di rimozione del neo ambasciatore. Scaduto tale tempo la nomina sarà ufficiale.

c) Per immunità diplomatica si intende una situazione giuridica soggettiva privilegiata riconosciuta e garantita a taluni soggetti in considerazione della loro posizione e funzione istituzionale. Gli effetti delle immunità sono riconducibili alla non processabilità per tutti i reati esclusi quelli previsti dal comma seguente.

d) Per i reati quali il brigantaggio, l’assalto ai municipi o l’assalto al Castello della capitale, i rappresentanti diplomatici di entrambe i contraenti rimangono processabili e saranno giudicati secondo le leggi in vigore nella provincia ospite.


Articolo terzo

a)
Il Ducato di Modena autorizza la libera circolazione su tutto il suo territorio da parte del Corpo Diplomatico Genovese (ove per corpo Diplomatico si intende Gran Ciambellano e ambasciatori) della Repubblica di Genova.
La Repubblica di Genova autorizza la libera circolazione su tutto il suo territorio da parte del Corpo Diplomatico Modenese (ove per corpo Diplomatico si intende Gran Ciambellano, Gran Ciambellano Anziano e ambasciatori).

b) In caso di chiusura delle Frontiere di una delle parti contraenti, il Corpo Diplomatico dovrà dare conferma della propria presenza al Prefetto e al Capitano della Provincia ospitante che altresì dovranno assicurare l’incolumità dei Diplomatici stranieri.
Il Corpo diplomatico prima di compiere ogni azione deve ricevere una missiva di avvenuta lettura della comunicazione.

c) In caso di necessità imminente, il Ducato di Modena può esigere la partenza dell'ambasciatore della Repubblica di Genova che disporrà, quindi, di una settimana di tempo per lasciare il territorio del Ducato di Modena.
In caso di necessità imminente, il Doge di Genova può esigere la partenza dell'ambasciatore del Ducato di Modena che disporrà, quindi, di una settimana di tempo per lasciare il territorio di Genova.


Articolo quarto

a)
Il Ducato di Modena si impegna a proteggere e ad aiutare il Corpo Diplomatico della Repubblica di Genova su tutto il suo territorio e in ogni situazione.
La Repubblica di Genova si impegna a proteggere e ad aiutare il Corpo Diplomatico del Ducato di Modena su tutto il suo territorio e in ogni situazione.

b) La persona del rappresentante diplomatico, riconosciuto come tale, dalla nomina del Gran Ciambellano o del Duca stesso, è considerata inviolabile. Un attacco contro di essa o una mancata adeguata protezione da parte della provincia ospitante costituisce una grave offesa alla controparte.


Articolo quinto

a)
Il presente trattato va a sostituire il precedente, firmato in data 30 Giugno 1458, dal momento in cui verranno apposti i sigilli di entrambi i firmatari.

b) Se una degli Stati firmatari, desiderasse annullare il presente trattato, deve necessariamente farne dichiarazione scritta all'altra Provincia. Il trattato sarà allora considerato caduco una settimana dopo la ricezione della suddetta comunicazione.


Siglato a Genova in data 29 Gennaio 1464


In nome del Ducato di Modena

Il Duca





Il Gran Ciambellano





In nome della Repubblica di Genova

Il Doge




Referente per l'Ambasciata di Genova



Ultima modifica di Elein il Mar 12 Apr 2016, 09:41, modificato 1 volta
Tornare in alto Andare in basso
Elein

avatar

Numero di messaggi : 2582
Data d'iscrizione : 22.08.11

MessaggioTitolo: Re: Repubblica di Genova   Ven 19 Feb 2016, 12:25

Citazione :
Trattato di cooperazione giudiziaria tra il Ducato di Modena la Repubblica di Genova


Nella loro grande saggezza, Erasmo Dondi de Falconieri, Duca di Modena e Maria Ginevra IV Carroz, Doge della Repubblica di Genova, al fine di promuovere e rinnovare una duratura amicizia e collaborazione tra le loro Terre, siglano quest'oggi tale trattato di cooperazione giudiziaria che andrà a sostituire in toto il precedente siglato in data 24 Maggio 1458.

Articolo I - Del principio di cooperazione
Ogni individuo che si sia macchiato di un'offesa o un crimine nei confronti delle leggi e delle regole vigenti nel territorio di uno dei due contraenti dovrà, in seguito a formale richiesta, essere ricercato tramite inserimento in Lista Nera. In seguito a tale fermo, i due Reggenti italiani, previa consultazione, decideranno di comune accordo se estradarlo o portarlo in giudizio davanti al tribunale del territorio nel quale l'individuo è stato bloccato.

Articolo II - Dell'applicazione del diritto del ricorrente
Il comune accordo prevede una piena e attiva cooperazione tra procuratori e giudici delle due Province Imperiali in modo che l'accusato riceva lo stesso giudizio che avrebbe ricevuto nel caso non fosse sfuggito alla giustizia del territorio ove ha commesso il reato essendo il processo e relativa sentenza assolto in nome e per conto del contraente che ha emesso la richiesta.

Articolo III - Della procedura di giudizio
Il procuratore del richiedente redige l'atto d'accusa premurandosi di fare apparire le leggi sulle quali l'atto di accusa si basa. A compilazione avvenuta, trasmette il tutto al suo omologo insieme alle prove in suo possesso a carico dell'imputato.
Il giudice responsabile del processo deve ricevere i dettagli dello stesso. A termine del processo dovrà redigere la sentenza premurandosi di fare apparire le leggi del ricorrente sulle quali l'atto si basa.

Articolo IV - Della cooperazione dei Prefetti e del corso della giustizia
I membri della prefettura, della giustizia e della sicurezza (Prefetti, Capitani, Sergenti, Giudici, Procuratori) si impegnano a collaborare attivamente affinché le leggi dei due Paesi siano rispettate.
Sarà loro compito:

  • condividere le informazioni in loro possesso
  • far rispettare la giustizia quando un'offesa o un crimine sia stato commesso e l'accusato sia sul territorio di uno dei due contraenti. La procedura prevede l'emanazione di un avviso di ricerca, ovvero una formale richiesta destinata ad avviare procedure quali l'indagine, l'inserimento in Lista Nera, la messa sotto accusa fino a giungere al giudizio del soggetto incriminato.



Articolo V - Della richiesta
La richiesta deve essere emessa dal Pubblico Ministero e deve essere formulata come segue:

Citazione :
Ducato/Repubblica di _________

Natura della richiesta: Avviso di ricerca

Emittente (nome, funzione):

Data:

Individui accusati (nomi):

Descrizione dell'offesa/crimine o del pericolo:

Luogo e data in cui è avvenuto il crimine:

Articoli di legge sui quali si basa la richiesta:

Prove:

Articolo VI - Dei termini di giudizio
La denuncia deve essere valutata entro due settimane dalla comunicazione, così come il processo va avviato con le medesime tempistiche.
Il processo non deve essere superiore a tre settimane tra fasi processuali e pronuncia del verdetto.
Se i termini fossero passati, le disposizioni del presente Trattato potranno essere annullate dalla Provincia che aveva inoltrato la denuncia.

Articolo VII - Degli inadempimenti al trattato
In tempo di pace come in guerra, qualsiasi inadempimento al presente trattato o annullamento di quest'ultimo non conforme all'articolo qui di seguito può aprire il diritto ad una compensazione della parte danneggiata.

Articolo VIII - Della procedura di denunzia del trattato
Il contraente che desidera porre fine al presente trattato dovrà fare pervenire una lettera ufficiale di denunzia all'altro contraente. Quest'ultimo dispone di sette (7) giorni per prenderne atto. Senza una risposta ufficiale nei tempi previsti, il presente trattato è da considerarsi nullo sotto ogni punto di vista. Le parti contraenti si impegnano a pubblicare in modo ufficiale una lettera che precisa l'abrogazione del trattato.

Articolo IX - Della modifica del trattato
La riscrittura del trattato può essere effettuata integralmente o parzialmente solo con un consenso reciproco.

Articolo X - Dell'entrata in vigore del trattato
Il presente trattato entra in vigore senza limitazione temporale dopo la ratifica da parte dei contraenti, che impegna le loro Terre ed i loro popoli.


Firmato presso il Palazzo Ducale di Modena il 25 Gennaio 1464


In nome del Ducato di Modena

Il Duca



Il Gran Ciambellano




In nome della Repubblica di Genova

Il Doge



Referente per l'Ambasciata di Genova

Tornare in alto Andare in basso
Contenuto sponsorizzato




MessaggioTitolo: Re: Repubblica di Genova   

Tornare in alto Andare in basso
 
Repubblica di Genova
Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto 
Pagina 1 di 1
 Argomenti simili
-
» Arrivo Ambasciatore della Repubblica di Genova
» PATTO D'ALLEANZA TRA LA REPUBBLICA DI FIRENZE E LA REPUBBLICA DI GENOVA
» [GENOVA]Trattati tra Firenze e la Repubblica di Genova
» Arrivo dell' Ambasciatore della Repubblica di Genova
» Arrivo dell' Ambasciatore della Repubblica di Genova

Permessi di questa sezione del forum:Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum
Palazzo Ducale di Modena :: Biblioteca di Palazzo Ducale :: Archivio dei Trattati :: Trattati siglati-
Andare verso: