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 Archivio Compagnia Stabile del Teatro Modenese 2

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m.azzurra

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MessaggioTitolo: Archivio Compagnia Stabile del Teatro Modenese 2   Sab 11 Ott 2014, 19:04

M.azzurra ha scritto:
In quanto Ministro della Cultura, con il permesso del Duca Daygar_ii,
inauguro questa nuova sala dedicata alla Compagnia Stabile del Teatro Modenese,
per un secondo Spettacolo.
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m.azzurra

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MessaggioTitolo: Re: Archivio Compagnia Stabile del Teatro Modenese 2   Sab 11 Ott 2014, 19:04

M.azzurra ha scritto:
[rp]Séregon: un passo verso la libertà, è un pezzo teatrale che narra la storia di uno Camargue che vive allo stato brado nella selvaggia Camarga in Francia.
Il suo primo incontro con l'uomo non è dei più felici visto che Séregon non vuole essere domato,
ma una profonda amicizia nasce tra lui e una giovane ragazza di nome Angelica, un'amicizia che affonda le sue radici nell'intriso significato della parola libertà.[/rp]

Autrice dell'opera M.azzurra De' Giustiniani Borgia
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m.azzurra

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MessaggioTitolo: Re: Archivio Compagnia Stabile del Teatro Modenese 2   Sab 11 Ott 2014, 19:07

M.azzurra ha scritto:
Séregon: un passo verso la libertà

PERSONAGGI:

BATTITORE

PERSONAGGIO 1

DANIELE

LORENZO

VOCE NARRANTE

ANGELICA



BATTITORE: …ricordatevi sempre che, nel Ramponneau, nel caso in cui nessun giocatore abbia raggiunto un punteggio, il vincitore sarà sempre quello con la carta più alta, o con la carta più alta nel caso in cui la prima sia uguale… Faites vos jeux…

PERSONAGGIO 1: Metto sul piatto tutto quello che ho e cioè il mio cavallo… un Camargue, rustico e resistente che viene usato sia per la sella che per la soma. Di taglia piccola, l'altezza al garrese è di 1,43 metri, ma nonostante ciò non è considerato un pony ma un cavallo. Pesa tra i 300 e i 400 kg. Nasce baio o roano e solo in età adulta diventa grigio. La testa è un po' grande, con ganasce pronunciate, la fronte è larga, le orecchie corte ma larghe, gli occhi grandi ed espressivi. Il collo è piuttosto corto e muscoloso, largo alla base con criniera ricca ma irsuta. Il garrese è piuttosto pronunciato, la linea dorso-lombare è dritta, le reni sono piuttosto lunghe e i fianchi sviluppati. La groppa è obliqua, la coda folta e fluente, il torace è ampio, la spalla dritta e piuttosto corta…

DANIELE: [Daniele pensava.] Non importa che avessi giocato quella mano egregiamente, non importa che avessi il mio avversario in pugno come una marionetta. A Ramponneau non si gioca con le carte ma con la persona che hai di fronte. [Daniele fissava il suo avversario. Il suo stile era il contrario del suo; quando giocava sudava abbondantemente, era teso e nervoso, e faceva rapidamente le sue mosse come se questo fosse un titolo di merito.]

BATTITORE D’ASTA: Scoprite le vostre carte… [Il battitore guardò le carte e annunciò il vincitore della partita] …Full di Jack con 9 vince contro full di 10 con Assi… Complimenti Signor Daniele!



DANIELE: [Il giorno dopo, in qualche modo lo stalliere era riuscito a sellare il cavallo. Si trovavano nel grande fienile di pietra. Era sempre fresco e buio lì dentro. Il cavallo teneva le orecchie indietro e mostrava il bianco degli occhi.] Sicuro me la caverò. [Egli gli saltò in groppa e per un attimo non accadde nulla.] Lascia le briglie. [Egli lasciò le briglie e Séregon partì. Lorenzo si tolse dalla traiettoria tuffandosi fuori del recinto. Impennandosi e ricadendo violentemente, Séregon sbandava nello spazio ristretto. Daniele gli rimase aggrappato come una scimmia. Il cavallo si arrestò. Sbuffava. Daniele rise sarcasticamente. La bestia indietreggiò verso il muro. Daniele lo spronò ancora. Il cavallo si impennò sulle zampe posteriori. Daniele tenne duro. Il cavallo si gettò all’indietro e sbatté Daniele contro il muro. L’animale scivolò giù. Daniele era in trappola, l’immenso peso del cavallo lo schiacciava contro la pietra ruvida. Il cavallo si rialzò sulle zampe. Daniele giaceva immobile. Con la lunga frusta in mano Lorenzo balzò nuovamente nel recinto. Di proposito il cavallo scalciò il corpo disteso di Daniele… una, due, tre volte. Poi, incurate delle scudisciate, trottò verso il lato opposto del fienile, prese la rincorsa sfondò il portone del fienile, balzò il recinto e gustò nuovamente il sapore della libertà.]







VOCE NARRANTE: Quello che vi voglio raccontare non si legge sui libri. Dicono che la storia di questa terra sia stata scritta in sella a un cavallo, ma non è mai stata raccontata da uno di noi... almeno finora. Io sono nato qui, in quello che avrebbero chiamato la Bouches-du-Rhône, ma per quelli come me questa terra è senza età, senza inizio e senza fine, senza limite fra terra e cielo. Come il vento nell'erba della prateria, noi eravamo parte di questo posto, e ne saremmo sempre stati parte. Dicono che i Camarguais siano lo spirito di questa regione; ma se questa terra sia stata vinta o persa alla fine dovrete deciderlo voi. Ma la storia che vi voglio raccontare è vera. Io ero là... e me lo ricordo. Mi ricordo il sole, e il cielo e il vento che mi chiamava per nome, al tempo in cui i cavalli selvaggi correvano liberi.

E da roano mi son vestito in età adulta d’un manto cinereo, e divenuto indomito e audace come il fragore sopra la terra, gareggiavo con le aquile, sfidando il vento e dopo che l’anima s’era immersa in un bagno di polvere, come gli uccelli, credevo di volare.

Ed improvvisamente la pioggia… Come è bella la pioggia… mi piace il susseguirsi delle fasi che la precedono. È una scenografia che si modifica nell'evento stesso. Nel cielo si addensano nubi "borbottanti" Si scontrano: un lampo, sussegue il tuono e comincia così la danza della pioggia. Canta, rumoreggia, scroscia viene giù, sempre più. Si riversa con forza sulla terra. Esplode in un acquazzone ed io mi godo la scena. Ho odorato la pioggia e ho sentito quel suo profumo tipico di freschezza e di rinnovamento, quel profumo di nuova vita, migliore della precedente. La Luna mi guardava, a tratti nascosta dalle nuvole che nel cielo si rincorrevano. Lei mi guardava e mi fissava dal centro del cielo buio; sembrava compiacersi nel vedermi solo sotto quella foresta a guardare la pioggia e fantasticare nel mentre. Perché la Luna conosce i sogni di ognuno ancor prima che essi si realizzano o sfumano per sempre. La pioggia scivolava giù dal mio muso, batteva sui miei arti e ancora mi dipingeva la bella figura davanti i miei occhi di quella scena così unica. Era così trasparente e vera da farmi sentire un pazzo. Sembrava quasi che la potessi toccare, afferrarla per una mano e danzarci in un ballo romantico e leggero. Mi sembrava quasi potesse sfiorare la mia anima. C'era la pioggia che batteva sulle foglie dell'albero e ogni ticchettio sembrava un suono di campane.

Era l’ombra di una donna. La bellezza di una donna si misura dalla dolcezza, e quella dose di serenità che emana nei gesti e nei movimenti. Una donna è bella per virtù non per esteriorità. C’è una bellezza del corpo e c’è una bellezza dell’Anima.
La bellezza del corpo è ordinaria e transitoria: oggi c’è, domani forse no. E la bellezza del corpo è più negli occhi di chi guarda che nell’oggetto in sé: la stessa persona può apparire bella a qualcuno e brutta a qualcun altro. Ma la bellezza dell’Anima è qualcosa d’interiore, non è negli occhi dell’osservatore, perché non può essere vista, può solo essere sentita. Non è una bellezza che può essere distrutta,
nemmeno la morte può toccarla, è eterna. Quella stessa donna mi si avvicinò e mi accarezzò il muso, si chiamava Angelica.



ANGELICA: Incontri lungo il tuo cammino persone che, senza saperlo, danno una luce alla tua vita... per un attimo con un sorriso, una parola, un'emozione, oppure stanno un po' con te, poi sembra che le perdi ed invece ritornano, magari si affiancano a te per un pezzo più lungo di strada aiutandoti in un momento in cui hai bisogno di vedere la tua vita anche con altri occhi e tu sai che ci sono e ci saranno sempre per te, qualunque cosa accada e nonostante tutto, tu sai che hanno lasciato un'impronta indelebile sul tuo cuore. Allo stesso modo tu hai lasciato un’impronta indelebile nel mio cuore.

VOCE NARRANTE: Aveva occhi belli, ma tristi, che non sorridevano quasi mai come se avesse paura a mostrarli così belli, che quando riusciva a farli "parlare", splendevano, ed era impossibile non ascoltarli. Era buona e non era come lei sempre definiva il suo maggior difetto che ora "tentava" di correggere.
Era bellissima la sua fragilità, che la faceva inciampare e cadere, ma era ancor più bella la sua forza che la faceva sempre rialzare.
Regalava poesie al Cielo che con esse si vestivano di eleganza e ricambiava il suo dono regalando le sue albe e i suoi tramonti. Così le feci capire di salire in groppa.

ANGELICA: Se il cavallo non si persuade, converrà toccar prima noi stessi l'oggetto del quale ha paura, e quindi avvicinarvi il cavallo a poco a poco; coloro che vogliono costringerlo con le percosse lo spaventano sempre più, perché il cavallo pensa che il castigo inflittogli in quel momento sia causato dall'oggetto del quale ha paura. I cavalli ci prestano le ali che non abbiamo per volare tra i sogni e scoprire la libertà.

Il Paradiso è qui, in sella a un cavallo, sulle ali della libertà, verso un mondo che solo noi conosciamo… noi, che cavalchiamo il nostro sogno in sella a un cavallo, sulle ali del vento! Quando trotti bevi il vento...quando galoppi la terra trema…

La libertà è una condizione appresa. Si impara ad essere liberi, liberi dai pregiudizi, liberi dalle catene simboliche di una vita che ti porta in basso. Liberi non si nasce, si diventa.



Ultima modifica di m.azzurra il Lun 29 Dic 2014, 20:32, modificato 2 volte
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m.azzurra

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MessaggioTitolo: Re: Archivio Compagnia Stabile del Teatro Modenese 2   Sab 11 Ott 2014, 19:36

M.azzurra ha scritto:


Autrice: M.azzurra De' Giustiniani Borgia

Séregon: un passo verso la libertà

PERSONAGGI:

BATTITORE : Don_Gedrago

PERSONAGGIO 1 : Obelisco

DANIELE :Heba

LORENZO : _V_Per_Vendetta_

VOCE NARRANTE //

ANGELICA : Beatricee
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