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 Archivio Lavori Ministro M.azzurra Chiesa San Possidonio 3 s

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m.azzurra

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MessaggioTitolo: Archivio Lavori Ministro M.azzurra Chiesa San Possidonio 3 s   Mer 24 Set 2014, 22:24

3 settembre 1462
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m.azzurra

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MessaggioTitolo: Re: Archivio Lavori Ministro M.azzurra Chiesa San Possidonio 3 s   Mer 24 Set 2014, 22:24

M.azzurra ha scritto:
In quanto Ministro della Cultura,
con il permesso del Duca Daygar_ii,
e la Benedizione dell'Arcivescovo di Modena, Padre Fabio degli Scalzi "Theflyinthenet"
inauguro questa nuova sala dedicata a San Possidonio e alla Chiesa di Mirandola.
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m.azzurra

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MessaggioTitolo: Re: Archivio Lavori Ministro M.azzurra Chiesa San Possidonio 3 s   Mer 24 Set 2014, 22:36

[rp]




Apre la chiesa di Mirandola, una carezza di luce.
La Chiesa presente dove viviamo, è strumento per la realizzazione del progetto di Dio. Un incanto.
Luce e leggerezza sono gli elementi che caratterizzano la chiesa dedicata al Santo Possidonio.

Un viaggio per i fedeli alla scoperta della Chiesa e del suo grande abbraccio di madre; un viaggio intorno ai carismi,
alle vocazioni e ai tanti differenti doni che ne fanno una realtà ricca e variegata,
una famiglia presente in tutto il mondo, che vuole annunciare Dio e il suo messaggio d'amore e di speranza per tutti gli uomini.

Vi si notano tre porte d'ingresso a sud: una centrale, relativa alla navata maggiore e le altre due laterali, corrispondenti alle navate minori.

Il prospetto, nella parte inferiore, è costituito da una imponente gradinata di sei scalini; segue una zoccolatura sulla quale si alzano quattro paraste con basi e capitelli.
Di esse le due centrali racchiudono un portale in calcarenite, sormontato da un timpano spezzato al centro.
Le cappelle laterali sono ornate da imponenti altari.

Un ringraziamento va alla fondazione Borromeo e all'arcivescovo Padre Fabio Degli Scalzi, che ha permesso tutto questo nonché al Duca Daygar_ii.

Un particolare ringraziamento a Muses Corleone e al mio compagno di Viaggi, Mastro Pintorotto che mi hanno sostenuto moralmente in questa iniziativa.







M.Azzurra De' Giustiniani Borgia
Ministro della Cultura Ducato di Modena
Diacono di Massa
Cappellano Nobiliare Santa Raffaella Arcangelo

Massa, 5 settembre 1462[/rp]
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m.azzurra

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MessaggioTitolo: Re: Archivio Lavori Ministro M.azzurra Chiesa San Possidonio 3 s   Mer 24 Set 2014, 22:37

M.azzurra ha scritto:


Piantina chiesa di Mirandola - Autrice M.Azzurra
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m.azzurra

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MessaggioTitolo: Re: Archivio Lavori Ministro M.azzurra Chiesa San Possidonio 3 s   Mer 24 Set 2014, 22:37

Theflyinthenet ha scritto:
Giunto all'inaugurazione della nuova sala dell'accademia, il cardinal arcivescovo salutò i presenti, quindi procedette alla benedizione:

"O Signore Onnipotente, nel tuo infinito amore, posa il tuo benevolo sguardo su questa sala e benedicila, facendo sì che la mirabile arte che in essa risplende sia testimonianza a te gradita dei talenti che ci hai donato.

Che la benedizione dell'Altissimo scenda su questa sala e la protegga. Amen!"


Accompagnò il tutto con un solenne gesto di benedizione, quindi attese di poter visitare con calma la sala.
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m.azzurra

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MessaggioTitolo: Re: Archivio Lavori Ministro M.azzurra Chiesa San Possidonio 3 s   Mer 24 Set 2014, 22:38

M.azzurra ha scritto:
Kali_ ha scritto:
Conoscere il proprio Patrono era fondamentale, quindi l'Arcivescovo preparò una pergamena con la vita di San Possidonio da far leggere ai fedeli e la appose sotto il quadro raffigurante il Santo, dipinto dalla Contessa Corinne de Rossi in occasione del concorso indetto dalla fondazione Borromeo



[rp]
San Possidonio (330 – 412 DC)


La giovinezza


San Possidonio nacque col nome di Possidio circa trecento trent’anni dopo la venuta di Christos in una cittadina della Spagna, sotto il dominio di Roma. La sua famiglia era una delle più importanti della regione ed egli in gioventù potè così vivere nel lusso e nello sfarzo.
Suo padre morì presto e, ancora giovane, Possidio divenne proprietario di tutte le terre del padre, che comprendevano vasti campi e numerosi allevamenti. Possidio divenne noto per il modo in cui sfruttava la manodopera locale senza alcun giudizio: difatti non era raro che assumesse per 12 soldi braccianti per raccogliere il grano, o che per molto meno facesse macellare le sue mucche; eppure, questi atti di schiavismo non erano criticati apertamente dalla popolazione, poiché Possidio era ricco e potente e faceva paura.

L’incontro con l’Aristotelismo


Un giorno, tra i braccianti assoldati da Possidio, vi era un vecchio che era stato destinato al lavoro negli orti. Possidio nel vederlo rimase sorpreso, poiché era vecchio e debole, ma rimase ancora più sorpreso quando lo vide lavorare senza alcuna lamentela, mentre tutti gli altri braccianti erano soliti lamentarsi per la durezza dei lavori svolti e per la misera paga. Quando la giornata di lavoro fu conclusa, Possidio volle andare personalmente dal vecchio per pagarlo con i 12 soldi stabiliti, ma il vecchio li rifiutò.
“Come, vecchio? Ti sei spaccato la schiena nel mio orto per tutto il giorno, e rifiuti i miei soldi? Vuoi forse dire che son troppo pochi?” gli domandò Possidio.
“Ho lavorato con piacere nel tuo campo, giovanotto, perché il lavoro manuale aiuta ad elevare lo spirito” rispose il vecchio.
“Almeno accetta i 12 soldi per il lavoro, o si dirà in giro che non pago i miei braccianti!” ordinò Possidio.
“In verità, li paghi poco, giovanotto, ma nessuno osa dirtelo per paura” ribattè ancora il vecchio.
Allora Possidio lo afferrò per le vesti e lo guardò con aria minacciosa, ma il vecchio riprese: “Non accetterei comunque i tuoi soldi, neppure se fossero il giusto prezzo per il mio lavoro. Non è ai beni terreni che noi uomini dobbiamo guardare, ma ai beni della nostra anima e alle virtù. Essere ricchi e compiere soprusi sui deboli non ci aiuterà a giungere alla vera felicità e alla salvezza. Rifletti su questo, giovanotto”
Furibondo, Possidio ordinò che il vecchio fosse incarcerato e si ritirò nelle sue stanze. Nella solitudine della notte, però, le parole del vecchio cominciarono a farsi largo nella sua mente e nel suo cuore, ed egli cominciò a riflettere. In effetti, nonostante fosse ricco e potente, non si sentiva affatto felice, sentiva che qualcosa mancava alla sua anima, e lentamente cominciò ad accettare questa condizione a lungo nascosta persino a sé stesso.
Ordinò quindi che il vecchio fosse liberato e condotto innanzi a lui il giorno dopo, e quando lo ebbe di fronte gli domandò: “Conosci tu forse un modo per trovare la salvezza di cui hai tanto parlato senza ricorrere ai beni terreni?”
Allora il vecchio annuì ed espose a Possidio le virtù aristoteliche, e parlò a lungo dell’unico vero Dio che è Amore incommensurabile e dell’Amicizia aristotelica, gli raccontò delle vite dei due Profeti e degli apostoli che dopo Christos avevano dato la vita per diffondere il suo messaggio di fede, e accennò alle agiografie di tutti quei seguaci che, pur perseguitati dai Romani, continuavano a diffondere la parola dell’Altissimo.
Possidio fu colpito da quelle parole e nel suo cuore nacque il desiderio di approfondirle, cosicchè nominò il vecchio suo maestro e da allora trascorse intere giornate chiuso nelle sue stanze con lui, ascoltando la parola dei due Profeti e la via delle Virtù.


L’ordinazione e i viaggi


All’epoca, la fede aristotelica non era più perseguitata dai Romani, e dunque i suoi chierici potevano predicare e svolgere le loro funzioni alla luce del Sole, senza alcun timore. Possidio trascorse un intero anno facendosi istruire dal vecchio, finchè non decise che per lui era giunto il momento di intraprendere quella via di cui tanto aveva appreso e che sentiva di desiderare con tutto il cuore.
Si affacciò dal balcone del suo palazzo e, fatti riunire sotto di esso tutti i braccianti che avevano lavorato nei suoi campi, annunciò: “Fratelli, ho deciso finalmente di intraprendere la via della Chiesa. Negli anni passati mi sono comportato male con voi, vi ho tartassati e non vi ho pagati quanto meritavate per il vostro lavoro; ma adesso, poiché nella via che seguirò le ricchezze materiali non contano, lascio tutto questo a voi. Prendete i miei campi, i miei allevamenti, le mie terre, divideteli fra voi, e prosperate!”
Fatto ciò, Possidio era pronto per partire. Lui e il vecchio si recarono a Valencia, che era la capitale di quella provincia e il luogo dove il giovane avrebbe compiuto i suoi studi. Lì Possidio cambiò il suo nome in Possidonio e ricevette il sacramento dell’ordinazione, pronunciando i quattro voti di castità, carità, umiltà e mansuetudine, rinunciando per sempre ai piaceri della carne, ai vizi e alla violenza. Studiò per due lunghi anni le basi filosofiche e teologiche del pensiero aristotelico, apprendendo i segreti del Libro delle Virtù e studiando la logica, la morale, l’ontologia, la metafisica, la teologia.
Per apprendere le virtù e le idee trascendentali, dovette invece studiare il greco antico; ma poiché non tutti i libri erano reperibili in Valencia, dovette viaggiare a lungo in quasi ogni parte dell’Impero, tanto a Oriente che in Occidente. Durante i suoi numerosi viaggi, sempre fatti assieme all’inseparabile vecchio maestro, Possidonio diede prova di grande carità e solidarietà verso i più poveri: in particolare, donava 5 soldi alla fine di ogni messa, e non vi fu chiesa nell’Impero nella quale non fece tale donazione.

Possidonio a Mirandola


Sulla strada per Roma, dove Possidonio avrebbe ricevuto la nomina a vescovo direttamente dal Sant Padre, i due vennero assaliti da un gruppo di briganti, i quali li spogliarono dei loro miseri beni e li lasciarono nella polvere, senza neppure degnarsi di aiutarli a rimettersi in piedi.
Possidonio, che dei due era il meno dolorante, si caricò sulle spalle il vecchio maestro e proseguì a piedi per tutta la giornata, ignorando la stanchezza, finchè non giunse in un piccolo borgo con un rigoglioso frutteto. I guardiani della città raccolsero i due viaggiatori ormai stremati e li condussero in una locanda a riposare, avvertendo il governatore locale del loro arrivo. Questi si recò dai due chierici non appena essi si furono ripresi, e fu molto sorpreso quando seppe che non avevano voluto sporgere alcuna denuncia ai viceprefetti circa l’identità dei briganti che li avevano assaliti; ma ogni suo dubbio svanì quando seppe che erano davvero due ecclesiastici, noti per la loro carità e umiltà.
“Vedete, Mirandola manca di una guida spirituale da molto tempo” disse il sindaco “Sarei onorato se, per qualche tempo, fino al ritorno del parroco partito per un viaggio a nord, voi rimaneste qui a ricoprire la sua carica. I fedeli si sentono abbandonati dalla Chiesa e temiamo che pericolose eresie possano diffondere fra la popolazione”
Senza indugi Possidonio accettò, scartando per qualche tempo l’idea di recarsi a Roma. Nella cittadina di Mirandola rimase tre mesi, svolgendo al meglio il suo compito, finchè il vecchio parroco non tornò; seppe farsi amare dalla popolazione, si fece notare per i suoi accesi sermoni, rivolti sempre al popolo basso che ormai era arrivato ad amare, e soprattutto amministrò il culto aristotelico e i sacramenti con molta serietà, ricevendo il plauso dello stesso arcivescovo di quella regione.
Durante quella sosta, però, vi fu un triste evento che oscurò la felicità di Possidonio, ossia la morte del suo vecchio maestro, ormai giunto alla fine dei suoi giorni dopo una lunga vita trascorsa a predicare per il mondo la dottrina di Aristotele e Christos. Possidonio vegliò sul suo corpo per tre notti, piangendo la morte del caro amico a cui doveva tutto, poi celebrò una messa semplice e toccante in suo onore, e quando il parroco rientrò in città ripartì subito, il cuore contrito, verso Roma.


L’elezione a vescovo


A Roma, Possidonio giunse preceduto dalla sua fama di uomo misericordioso e caritatevole, che aveva retto la parrocchia di Mirandola, che aveva diffuso il verbo aristotelico fra i poveri e aveva fatto consistenti donazioni a favore dei poveri. Venne così ricevuto dal Santo Padre, e il giorno stesso ricevette la nomina a vescovo della città di Valencia, nella terra di Spagna da cui era venuto.
Durante la sua breve permanenza a Roma, il vescovo Possidonio venne invitato a presenziare un processo contro alcuni briganti pagani noti per i loro crimini contro gli Aristotelici, accusati fra l’altro di aver bestemmiato l’Altissimo e di aver depredato una Chiesa, tutte colpe legalmente punibili. Quando Possidonio vide i colpevoli, riconobbe in essi i briganti che avevano aggredito lui e il suo maestro sulla via per Roma, e disse subito: “Fermi, non puniteli! È più facile infatti insegnare la via della virtù e dell’Amicizia attraverso il perdono, che con la punizione. Fratelli, pentitevi dei vostri peccati e abbracciate la fede nell’Altissimo, che a differenza dei vostri miseri dei pagani vi perdonerà e vi purificherà”
Al che, i predoni si pentirono e umilmente richiesero il battesimo, che venne celebrato da Possidonio in quello stesso luogo. Di questi briganti, tre divennero poi a loro volta ecclesiastici e santi, a dimostrazione di quanto penetrante fosse il messaggio di Aristotele e di Christos per mezzo delle parole di Possidonio, servo dell’Altissimo.


L’invasione dei Vandali e l’esilio


Per molti anni dopo il suo rientro in Spagna, Possidonio amministrò la diocesi di Valencia con impegno e dedizione; avrebbe potuto ricevere molte alte cariche, essere fatto arcivescovo o cardinale, o persino Papa, ma ogni volta che gli veniva proposta una cosa del genere lui rifiutava, per timore di allontanarsi troppo dai poveri fedeli di Valencia che amava come figli e ai quali era diretto tutto il suo amore.
Nell’anno 412 dopo la venuta di Christos, però, quella regione della Spagna venne invasa da una popolazione barbara, i Visigoti, i quali misero a ferro e fuoco molte città popolose e ricche. Il re dei Visigoti era un fervente sostenitore della religione pagana predicata soprattutto fra i barbari del Nord, e non vedeva di buon occhio l’Aristotelismo professato dai vescovi di quella regione, così ordinò ad essi di convertirsi immediatamente alla sua religione. Tutti accettarono, tutti tranne Possidonio, che, ormai vecchio ma non ancora indebolito né nel corpo né nello spirito, venne condotto dinanzi al re dei barbari.
“Tu osi sfidarmi continuando a seguire la tua dottrina, pazzo di un vescovo!” lo rimproverò il re “Forse che la tua vita non conti nulla per te?”
“In verità, se io rinunciassi alla mia fede salverei il mio corpo, ma non la mia anima” rispose Possidonio “La vera forza non sta nelle armi con cui mi minacci, ma nella volontà con cui rimango fedele alla mia dottrina anche sotto minaccia”
Il sovrano barbaro rimase colpito dal disprezzo per la morte di Possidonio e ordinò che venisse immediatamente esiliato; se mai fosse tornato nel regno che i Vandali si erano appena conquistati, sarebbe stato giustiziato.


La fonte d’acqua


Possidonio si mise dunque in viaggio, da solo, verso il confine, dopo aver giurato al re dei barbari che non sarebbe più tornato. Avvolto in vesti lacere e consunte, con un misero bastone da passeggio e poche provviste, giunse a un piccolo villaggio. Qui, nonostante la popolazione sembrava versare in uno stato di miseria, fu accolto festosamente e venne invitato a trattenersi lì qualche giorno, invito che non declinò.
Purtroppo, sul villaggio si era abbattuta una terribile disgrazia: da quasi due anni non vi era più acqua che sgorgasse dal terreno, il fiumiciattolo del villaggio si era prosciugato inspiegabilmente e le piogge erano scarse. Eppure, Possidonio vedeva che gli abitanti del luogo gli offrivano sempre la loro acqua, rinunciando a berla per dare prova di ospitalità con lo straniero. Commosso da quel gesto, Possidonio decise di ricompensare gli abitanti del villaggio, che avevano dato prova di grande carità e di virtù.
Si fece condurre al centro del villaggio e qui sollevò il bastone e invocò l’Altissimo: “O Signore, che Ti Sei manifestato in mezzo a noi grazie all'intercessione dei Tuoi due Profeti, fa scendere la Tua solenne benedizione su questa terra e dona a questa popolazione l’acqua, simbolo di vita ma anche di purificazione dal peccato”
Allora battè il bastone sul terreno, ed ecco che subito sgorgò acqua in abbondanza dal terreno stesso. I cittadini del piccolo villaggio cominciarono a festeggiare e a inneggiare al loro salvatore, ma purtroppo tale schiamazzo attirò anche le guardie vandale che erano di stanza lì, e quando esse riconobbero in Possidonio il responsabile di tale disordine lo arrestarono, per ricondurlo a Cartagine, dal loro re.
In tale occasione, un giovane armato di un bastone si parò di fronte al vecchio e fece per difenderlo, ma lo stesso Possidonio gli intimò di fermarsi: “Non gettare la tua vita così, giovanotto! Si vede che il mio tempo volge al termine, il tuo è appena cominciato. Non versate sangue innocente per me, ora che sono felice di aver compiuto la mia missione fino in fondo”
Così, venne arrestato.


Il martirio


Quando il re dei Visigoti si vide nuovamente di fronte il vecchio vescovo che aveva scacciato, fu pieno di rabbia e ordinò immediatamente che fosse condotto in pubblico per essere giustiziato, non volendo sentire alcuna ragione. Possidonio si lasciò guidare dai suoi carnefici senza opporsi, poiché non aveva affatto paura della morte.
Venne condotto nella piazza centrale di Valencia e lì, dinanzi a una grande folla, decapitato. Le tue ultime parole furono rivolte all’Altissimo: “Signore, accogli la mia anima al Tuo fianco, non dimenticarti di me quando chiamerai a Te i giusti e i virtuosi, permettimi di contemplare la Tua luce e la sapienza dei Tuoi due Profeti”
Così morì, nell’anno del Signore 412. La folla, essendo composta in buona parte da Aristotelici che nascondevano la loro fede solo per timore di essere perseguitati dai Visigoti, assalirono i carnefici quando essi minacciarono di buttare in una fossa comune il corpo del vescovo, riuscendo a portare via la testa del martire, che venne nascosta per qualche tempo in casa di un ricco mercante della città, un tempo amico di Possidonio; quanto al corpo,uno degli stessi consiglieri di corte del re, mosso a pietà e colpito dall’insofferenza dell’uomo di fronte alla morte, fece in modo che i suoi fedeli potessero trovarlo e dargli degna sepoltura.
Molti anni dopo, il corpo e il teschio furono ricomposti assieme al bastone che Possidonio aveva usato per operare il suo miracolo. Quando anche gli Arabi invasero quella zona dell’Africa e minacciarono di distruggere le spoglie mortali del santo, un pio fedele fece in modo che le reliquie fossero condotte sane e salve a Mirandola, dove venne eretta una chiesa in suo onore.


Simbologia e reliquie


Nell’iconografia religiosa, San Possidonio è raffigurato come un uomo vestito di un abito lungo e lacero, simbolo della sua umiltà e sobrietà anche quando ricoprì la carica di vescovo. Il suo simbolo più importante è il bastone, col quale compì il miracolo della fonte.
Le reliquie attribuite al santo sono varie. A Mirandola si trovano, oltre alle spoglie mortali del santo e al bastone con cui compì il suo miracolo, il sobrio calice con cui egli celebrò le messe a Mirandola durante la sua permanenza lì; anche la casa dove il santo visse per qualche tempo è ancora in piedi ed è stata inglobata nell’attuale chiesa di San Possidonio.
A Valencia sono conservati invece un dito del santo e un orlo del suo abito da vescovo, custodito per secoli da alcuni suoi fedeli e ora anch’esso sulla via per Mirandola.[/rp]
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m.azzurra

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MessaggioTitolo: Re: Archivio Lavori Ministro M.azzurra Chiesa San Possidonio 3 s   Mer 24 Set 2014, 22:40

M.azzurra ha scritto:


Progetto Cripta Chiesa di Mirandola - Autrice M.Azzurra
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MessaggioTitolo: Re: Archivio Lavori Ministro M.azzurra Chiesa San Possidonio 3 s   Mer 24 Set 2014, 22:41

M.azzurra ha scritto:


Schizzo Vista prospettica Tomba San Possidonio - Chiesa di Miramdola
Autrice M.azzurra
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MessaggioTitolo: Re: Archivio Lavori Ministro M.azzurra Chiesa San Possidonio 3 s   Mer 24 Set 2014, 22:42

M.azzurra ha scritto:


Schizzo Fonte Battesimale. Chiesa San Possidonio Mirandola
Autrice M.Azzurra
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MessaggioTitolo: Re: Archivio Lavori Ministro M.azzurra Chiesa San Possidonio 3 s   Mer 24 Set 2014, 22:43

M.azzurra ha scritto:

Tela realizzata nell'Accademia d'Arte Corleone
Autore: Pintorotto - Ritratto "Il calice di San Possidonio"
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m.azzurra

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MessaggioTitolo: Re: Archivio Lavori Ministro M.azzurra Chiesa San Possidonio 3 s   Mer 24 Set 2014, 22:44


Provenienza: Accademia d'Arte Corleone
Autrice: Baakmat - Ritratto di San Possidonio
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MessaggioTitolo: Re: Archivio Lavori Ministro M.azzurra Chiesa San Possidonio 3 s   Mer 24 Set 2014, 22:45

M.azzurra ha scritto:

Provenienza: Accademia d'Arte Corleone
Autrice: Baakmat - Il calice di San Possidonio


Ultima modifica di m.azzurra il Sab 17 Gen 2015, 22:36, modificato 1 volta
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MessaggioTitolo: Re: Archivio Lavori Ministro M.azzurra Chiesa San Possidonio 3 s   Mer 24 Set 2014, 22:46


Provenienza: Accademia d'Arte Corleone
Autrice: Rosa_selvaggia - Il Miracolo di San Possidonio
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MessaggioTitolo: Re: Archivio Lavori Ministro M.azzurra Chiesa San Possidonio 3 s   Mer 24 Set 2014, 22:47


Provenienza: Accademia d'Arte Corleone
Autrice: Rosa_selvaggia - Il Miracolo di San Possidonio
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MessaggioTitolo: Re: Archivio Lavori Ministro M.azzurra Chiesa San Possidonio 3 s   Gio 25 Set 2014, 15:46


Provenienza Accademia d'Arte Corleone
Autrice: Ladyblu - La Cattedrale di Modena San Possidonio
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MessaggioTitolo: Re: Archivio Lavori Ministro M.azzurra Chiesa San Possidonio 3 s   Mar 21 Ott 2014, 16:17

M.azzurra ha scritto:


Tela realizzata nell'Accademia d'Arte Corleone
Autore: Pintorotto - Ritratto "Il Miracolo di San Possidonio"
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MessaggioTitolo: Re: Archivio Lavori Ministro M.azzurra Chiesa San Possidonio 3 s   

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