Il Ducato di Modena su Regni Rinascimentali
 
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 [CLM] Corpo Legislativo Modenese - Febbraio 1462

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Elein

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MessaggioTitolo: [CLM] Corpo Legislativo Modenese - Febbraio 1462   Lun 03 Dic 2012, 10:21

Citazione :
CORPO LEGISLATIVO DUCATO DI MODENA



Il Ducato di Modena al fine di garantire la serena e pacifica convivenza delle persone ivi residenti e/o circolanti ed il libero utilizzo di cose e beni, appartenenti sia al privato che all’Istituzione Pubblica, si avvale del sistema
di Leggi e Ordinanze, qui sotto enunciato, valide su tutto il territorio su cui esercita la propria sovranità. Le stesse trovano applicazione nei modi e nei termini previsti dal vigente Corpo Legislativo.



1 - DISPOSIZIONI SULLA GRAVITA', DELLE PENE E DELLE PROCEDURE PREVISTE DALLA GIUSTIZIA MODENESE


    Sez. 1 - Del volere Imperiale, delle Pene , della Gravità e delle Procedure


      • 1.1.0 - Del Volere Imperiale
      • 1.1.1 - Della Modalità di Sviluppo del Processo
      • 1.1.2 - Della Lista delle Pene applicabili nel Ducato di Modena
      • 1.1.3 - Della gravità dei Reati e dei Crimini
      • 1.1.4 - Della prescrizione dei reati
      • 1.1.5 - Del Valore dei decreti
      • 1.1.6 - Delle Ordinanze Comunali
      • 1.1.7 - Della Votazione delle Leggi



    Sez. 2 - Aggravanti

      • 1.2.0 - Delle aggravanti e della recidiva


    Sez. 3 - Attenuanti

      • 1.3.0 - Del patteggiamento e dell’ammissione di colpa



2 - DELLA TIPOLOGIA DEGLI ILLECITI


    Sez. 1 - Reati e crimini economici


      • 2.1.0 - Della Frode, della Speculazione e della Manipolazione dell’economia
      • 2.1.1 - Del mancato pagamento del prestito
      • 2.1.2 - Dello sfruttamento dei beni pubblici e dell’appropriazione indebita
      • 2.1.3 - Del mancato pagamento dei tributi e delle tasse
      • 2.1.4 - Dello Schiavismo


    Sez 2 – Reati e crimini economici - Ordinanze Municipali


      • 2.2.0 - Modena :
      • 2.2.1 - Modena :

      • 2.2.2 - Guastalla: Ordinanza sullo Schiavismo
      • 2.2.3 - Guastalla:

      • 2.2.4 - Mantua : Ordinanza sullo Schiavismo
      • 2.2.5 - Mantua: Ordinanza sul Prezzo Massimo della Legna

      • 2.2.6 - Massa :
      • 2.2.7 - Massa :

      • 2.2.8 - Mirandola : Ordinanza Sui Salari per i Lavori
      • 2.2.9 - Mirandola : Ordinanza sul Prezzo Massimo della Frutta


    Sez. 3 - Reati e crimini sociali


      • 2.3.1 - Del furto e del brigantaggio
      • 2.3.2 - Dell'insulto e della diffamazione
      • 2.3.3 - Della ribellione e del suo incitamento
      • 2.3.4 - Del tradimento e dell'Alto Tradimento
      • 2.3.5 - Dell'abuso di titoli o cariche



3 - DELLE ISTITUZIONI DUCALI E DELLA SICUREZZA


    Sez. 1- Pubbliche Istituzioni


      • 3.1.1 - Statuto dei Rappresentanti Diplomatici del Ducato di Modena
      • 3.1.2 - Regolamento della Prefettura del Ducato di Modena
      • 3.1.3 - Statuto della Camera Esterna del Consiglio di Modena
      • 3.1.4 - Lettere di Credito
      • 3.1.5 - Dei doveri dei sindaci
      • 3.1.6 - Dei porti, delle Navi e dei loro utilizzi
      • 3.1.7 - Della scelta del Magnifico Rettore
      • 3.1.8 - Del contributo di Trasferimento
      • 3.1.9 - Dell'ereditarietà e dei Testamenti



    Sez. 2 - Sicurezza e Forze Armate


      • 3.2.1 - Della sicurezza della Capitale e del Territorio Modenese (soppressa)
      • 3.2.2 - Delle forze armate
      • 3.2.3 - Statuto Esercito Ducale
      • 3.2.4 - De La lotta alle aggregazioni Criminali
      • 3.2.5 - Statuto della Marina Militare




4 - RAPPORTI CON ALTRE ISTITUZIONI


    Sez. 1- Della Chiesa

      • 4.1.1 - Concordato tra la Santa Chiesa Aristotelica romana e il Ducato di Modena
      • 4.1.2 - Trattato tra la Guardia Episcopale e il Ducato di Modena





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Elein

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MessaggioTitolo: Re: [CLM] Corpo Legislativo Modenese - Febbraio 1462   Lun 03 Dic 2012, 10:22

Citazione :
1- DELLA GRAVITA, DELLE PENE E DELLE PROCEDURE PREVISTE DALLA GIUSTIZIA MODENESE


Sez. 1 - Del volere Imperiale, delle Pene , della Gravità e delle Procedure

    1.1.0 - Del Volere Imperiale

      Ogni processo o accusa pendente, visibile presso la Corte di Giustizia, verso un qualsiasi imputato è da ritenersi immediatamente estinta nel caso Sua Altezza Imperiale si pronunciasse in favore di esso.


    1.1.1 - Della Modalità di Sviluppo del Processo


    Art.1 Processo in Tribunale (processo In Gratibus)



      Il Processo si svolge esclusivamente all'interno delle aule del Tribunale del castello di Modena, secondo i canoni classici della Giustizia (processo In Gratibus)


    Art. 2 Processo in Pubblica Piazza vigilato

      Proposto all’accusato prima dell’apertura del processo di cui all’art 1, con precisazione che lo stesso avverrà a porte aperte presso la Taverna del Ducato di Modena.

      All’imputato verrà chiesto tramite Missiva Privata e prima dell’apertura del processo di cui all’art. 1, se sia o meno interessato ad avvalersi di tale possibilità, chiedendo l’autorizzazione alla pubblicazione di tale consenso, consenso che dovrà pervenire entro 48 ore e lo stesso dovrà contenere l’eventuale citazione circa la presenza di testimoni/difensori che presenzieranno a suo favore.

      Nel caso questi non rispondesse o non fornisse nessun tipo di assenso si procederà all’apertura del processo di cui all’Art.1 reputando la non risposta come un rifiuto ad avvalersene.

      Una volta manifestata la decisione, il Pubblico Ministero (PM) avrà il compito di aprire un aula destinata al Tribunale dove si svolgerà il processo, nel forum della Taverna del Ducato di Modena con dicitura nel titolo del Nome imputato – Accusa … specificando i nominativi di coloro che potranno partecipare a tale processo.

      In questa sede potranno partecipare unicamente la parti in causa e specificate in sede di apertura. Ogni altra partecipazione verrà annullata e la tempistica di svolgimento dello stesso dovrà essere identica a quella del processo In Gratibus sino alla fase in cui viene rinviato al Giudice per la sentenza finale.

      Il processo si concluderà con una pena di cui all’art. 3 - Legge 1.1.2 ; la sentenza dovrà prevedere l’eventuale pena In Gratibus che verrà irrogata qualora l’imputato non adempia alla stessa, dando quindi facoltà al Giudice di poter intervenire attraverso il processo In Gratibus in corso in un secondo momento.

      Tale pena dovrà essere compresa in un eventuale sentenza che preveda una pena mista del tipo Res Parendo/Ingratibus di maggiore entità. (esempio: le percosse in pubblica piazza e 1 giorno di prigione)
      Rispettata la sentenza il Giudice potrà poi chiudere il processo In Gratibus riportando, in ogni sua parte, la sentenza emessa in sede di processo aperto in piazza .

      Viene precisato che nei casi di sentenza di colpevolezza in un processo (in piazza), in cui venga inflitta la sola pena Res Parendo e che la stessa sia stata scontata correttamente, il Giudice chiuderà il processo con l’ammenda di 1 ducato al fine di far corrispondere l’esito finale del processo Res Parendo con l’esito finale del processo In Gratibus. Tale importo dovrà essere preventivamente indicato nell’emissione di sentenza Res Parendo (ad esempio : condannato a scuse pubbliche presso…..ed a 1 ducato di ammenda)

      Da tale procedura è esclusa la pena dell’esilio che, in caso di inadempienza, soggiace ad apposite disposizioni.

      Tale tipologia di processo non è proponibile nel caso l’accusato abbia commesso un Crimine di qualsiasi categoria, nei casi in cui l’apertura del processo spetti al Sindaco di una città o in presenza di forme limitazione della libertà di movimento (chiusura di città o frontiere)



    1.1.2 - Della Lista delle Pene applicabili nel Ducato di Modena

      Art. 1 Generalità

      Vengono di seguito riassunte le pene attuabili dal Giudice del Ducato di Modena. Per una corretta visualizzazione si effettua una suddivisione delle stesse in pene IG e pene Res Parendo.

      Art. 2- Pene In Gratibus


      Le pene In Gratibus (inflitte dal Giudice) sono le pene ad applicazione immediata per cui il giudice può optare senza consultazione col consiglio ducale e senza la collaborazione del condannato. La scelta varia fra le seguenti:

      [In Gratibus-I] L’ammenda. Essa è versata all’Impero come costo amministrativo della Giustizia. Il giudice che commini un'ammenda deve assicurarsi che il condannato abbia la possibilità di pagarla.

      [In Gratibus-II] La prigione leggera. Pena di una durata minore o uguale a 3 giorni.

      [In Gratibus-III] La prigione dura. Pena di una durata maggiore di 3 giorni; il limite massimo previsto per tale pena è di 10 giorni.

      [In Gratibus-IV] La pena capitale: La proposta di condanna sarà messa ai voti del Consiglio in modo da ottenerne un parere indicativo ma non vincolante.

      La pena di morte potrà essere commutata in altra pena nel caso in cui l'imputato abbia subito, durante il processo, o nei 15 giorni precedenti, uno scontro con un esercito del Ducato di Modena tale da averlo ferito mortalmente con prognosi variabile dai 15 ai 45 giorni di immobilità a letto. In tal caso l'imputato sarà tenuto a presentare in aula le prove del suo stato.


      Art. 3- Pene Res Parendo

      Nel caso l'imputato decida di avvalersi delle facoltà previste dal Art.2 della Legge 1.1.1. in materia di svolgimento dei processi, lo stesso in sede di sentenza sarà passibile delle seguenti pene:

      [Res Parendo-I] Le Pubbliche scuse: il condannato dovrà scusarsi pubblicamente tramite affissione in Municipio (apposito topic aperto in Taverna Ducale o nel forum della città in cui è stato commesso il reato, a seconda della gravità dello stesso)

      [Res Parendo-II] I lavori forzati: presso il Municipio, il Ducato, la Gendarmeria, la Milizia o presso un terzo danneggiato. La persona o ente che assumerà il colpevole per lo svolgimento di tali lavori dovrà testimoniare l'adempimento da parte del colpevole di tale incarico. Alla fine di ogni giorno di lavoro il colpevole dovrà restituire il ducati al datore di lavoro.

      [Res Parendo-III] Le percosse in pubblica piazza: a seconda della gravità del reato, un numero di colpi di bastone in serie di cinque. ( da effettuarsi attraverso apposito intervento Res Parendo aperto in Taverna ducale o forum della città)

      [Res Parendo-IV] La gogna. Esposto sulla pubblica piazza, il condannato viene esposto agli improperi e al lancio di rifiuti da parte degli abitanti del villaggio. ( da effettuarsi attraverso apposito intervento Res Parendo aperto in Taverna ducale o forum della città)

      [Res Parendo-V] L'esilio. Pena prevista in sostituzione della pena di morte o in presenza di reati gravi e ripetuti, quali:

      a) L'alto tradimento;
      b) Il tradimento;
      c) Il brigantaggio reiterato;
      d) La ribellione reiterata o commessa in gruppo;
      e) Il disturbo all'ordine pubblico reiterato

      può avere una durata massima di 3 mesi ed essere inflitta solo dopo che il Giudice abbia formulato formale richiesta al Consiglio. Questi dovrà motivare tale richiesta riportandone la durata, attendendo poi che la stessa venga votata; l'approvazione o il diniego a tale proposta verrà presa con votazione a maggioranza dei votanti.

      Una volta inflitta la pena dell'esilio il Giudice comunica nella sentenza il termine entro cui il condannato deve abbandonare il suolo del ducato. Tele termine non potrà in ogni caso essere inferiore ai 10 giorni, e dovrà tener conto del tempo strettamente necessario al condannato per raggiungere il confine modenese.

      Se non abbandona il suolo entro il tempo stabilito si procede a un nuovo processo (capo di accusa: disturbo dell'ordine pubblico - rifiuto di collaborare con la giustizia).
      La pena prevista per tale nuovo procedimento è la condanna sino a 10 giorni di prigione.



    1.1.3 - Della gravità dei Reati e dei Crimini

      Ogni azione che violi la legge del Ducato di Modena è classificata come reato o crimine e può assumere diversi livelli di gravità.

      I reati sono divisi in tre categorie: reati leggeri, reati seri, reati gravi.

      - I reati leggeri sono passibili delle pene IG e Res Parendo di livello I.

      - I reati seri sono passibili delle pene IG di livello I e II, e di ogni livello di pene Res Parendo.

      - I reati gravi sono passibili delle pene IG di livello da I a III, e delle pene Res Parendo di ogni livello.

      I crimini sono divisi in due categorie: crimini e crimini infami. Per via della gravità maggiore rispetto a quella dei reati, tutte le pene Res PArendo, esclusa quella dell’esilio, per questo tipo di infrazione sono precluse mentre le pene di tipo IG invece sono applicate secondo questa scala.

      - I crimini semplici sono passibili delle pene IG dal livello I al III.

      - I crimini infami sono passibili delle pene IG di ogni livello


    1.1.4 - Della prescrizione dei reati


      Chiunque commetta un reato o un crimine all’interno dei confini del Ducato di Modena e non veda a suo carico sporta una denuncia entro 45 giorni dalla data in cui è stato commesso, vedrà il proprio reato andare in prescrizione e non potrà più essere denunciato per esso.

      Chiunque venga denunciato per un reato o un crimine commesso all’interno dei confini del Ducato di Modena e non veda avviato un processo entro 60 giorni dalla data in cui è stata presentata la denuncia, vedrà il proprio reato andare in prescrizione e non potrà più essere processato per esso.

      I tempi di prescrizione per i reati di Tradimento ed Alto Tradimento è di 6 mesi .
      La presente legge non ha valore retroattivo.



    1.1.5 - Del Valore dei decreti

      I Decreti Legge sono uno strumento in mano al Principe per far passare velocemente una legge anche senza la consultazione dei consiglieri.
      Il Decreto non ha un vincolo temporale ma dopo 15 giorni i Consiglieri potranno votare per l'eventuale abrogazione anche senza l'approvazione del Duca.
      Il Duca in ogni momento potrà abrogare il decreto promulgato da lui o dai suoi predecessori.



    1.1.6 - Delle ordinanze comunali


      E' diritto dei sindaci fare richiesta al Duca di promulgare, in virtù delle facoltà previste dalla Legge 1.1.5, un Decreto Legge specifico valido solo per la loro città. Tali Decreto assume il nome di Ordinanza Comunale. L'Ordinanza verrà proposta dal Sindaco e promulgata dal Duca, se reputerà che tale legge non vada contro il C.L.M.

      Una volta promulgata, il Sindaco avrà il dovere di pubblicarla sia nella piazza del Municipio (forum cittadino) che nella bacheca del municipio. L'ordinanza entrerà in vigore solo dopo 24 ore dalla pubblicazione in tutte le piazze interessate.

      Il Sindaco potrà richiedere al Duca di abrogare un ordinanza della sua città in qualsiasi momento.

      Le Ordinanze Comunali dovranno al loro interno avere :

      - Tipo di reato con legge di riferimento ;
      - Capo di imputazione.

      Nei processi per violazione delle ordinanze comunali, il Sindaco dovrà iniziare il procedimento e svolgere il ruolo di Pubblico Ministero. Se dovesse avere problematiche nello svolgere tale compito potrà chiedere pubblicamente al Pubblico Ministero del Ducato di aprire e portare avanti la causa.


    1.1.7 - Della Votazione delle Leggi

      Ogni modifica, abrogazione o istituzione di una nuova Legge, salvo i casi previsti dalla legge 1.1.5, deve essere singolarmente discussa e approvata, con maggioranza relativa, dai membri del Consiglio e, in caso di approvazione, resa pubblica quanto prima.
      Nei casi in cui sia reso necessario operare su più leggi in maniera contestuale è possibile ritardarne la singola pubblicazione al fine di evitarne una differente applicazione.


Sez. 2 - Aggravanti


    1.2.0 – Delle aggravanti, della recidiva e della recidiva per Brigantaggio e furto


      Ogni reato o crimine commesso può subire un aggravamento, in termini di pena, qualora l’imputato metta in atto i sottonotati comportamenti:

      - rifiutare di sottoporsi alle operazioni di verifica della Prefettura;

      - mancare di presentarsi ad un processo dopo la convocazione da parte del Pubblico Ministero o del Giudice;

      - rifiutarsi di rispondere alle domande del Pubblico Ministero o del Giudice;
      (In questo caso Il giudice può decidere di non aprire un nuovo procedimento per il rifiuto di presentarsi a processo ma di integrare nella pena finale una sanzione per tale inadempienza)

      - commettere una qualsiasi azione che abbia lo scopo di allungare la durata dei processi o impedire le indagini del Giudice quali ad esempio la falsificazione di prove o il fornire dichiarazioni mendaci.

      - essere recidivo per lo stesso reato e con condanna visibile presso la Corte di Giustizia

      Qualora un atto di brigantaggio porti alla morte della parte lesa, verrà considerato un crimine infame.

      Il rifiutare di sottoporsi alle operazioni di verifica della Prefettura, il mancare di presentarsi ad un processo sono considerati reati leggeri:

      Il rifiutarsi di rispondere alle domande del Pubblico Ministero o del Giudice è un reato serio;

      Commettere una qualsiasi azione volta ad allungare la durata dei processi o impedire le indagini del Giudice è un reato grave.

      Capo d’imputazione: Disturbo dell’ordine pubblico


      L’essere recidivo per il reato di Brigantaggio comporterà altresì l’inserimento tra l’elenco dei ricercati (BL) in possesso degli eventuali eserciti presenti sul territorio Ducale.



Sez. 3 - Attenuanti


    1.3.0 - Del patteggiamento e della ammissione di colpa


      L’ammissione e la confessione dei reati e dei crimini da parte dell’imputato si traducono in un alleggerimento delle pene applicate.

      Il Pubblico Ministero, nella formulazione della requisitoria, può proporre il Patteggiamento all’imputato. L’accettazione del patteggiamento, comporta la confessione, presso le sale della Corte di Giustizia, della propria colpevolezza portando ad un alleggerimento della pena massima prevista; nel caso il patteggiamento non venisse accettato, o non andasse a buon fine, tale beneficio non potrà essere applicato.

      I recidivi sullo stesso reato non hanno diritto alla proposta di patteggiamento.

      I nati da meno di 30 giorni, accusati del reato di frode o di schiavismo, beneficiano di una procedura particolare di patteggiamento che permette loro di evitare totalmente il processo in cambio della restituzione al Ducato dei proventi ottenuti illegalmente; l’accusato deve essere contattato dai vice prefetti per avviare la procedura di patteggiamento.

      Se dopo ventiquattro ore non vi è risposta all'offerta di patteggiamento, oppure se la risposta è negativa, l'accusato verrà sottoposto a regolare processo.

      Se, una volta accettato il patteggiamento, decorrono tre giorni senza che la restituzione dell'importo frodato abbia avuto luogo, il patteggiamento si considererà come non avvenuto e l'imputato verrà sottoposto a regolare processo.

      Nel caso di frode l'accusato dovrà o ricomprare il bene che ha venduto a prezzo maggiorato, o dare la differenza al viceprefetto esecutore della sua città seguendone le indicazioni. In mancanza di questo è sempre necessario fare riferimento al Prefetto.

      Nel caso di schiavismo l'accusato dovrà restituire alla vittima la differenza di salario tra il minimo salario legale e il salario con cui l'ha assunto: il tutto sotto il controllo del viceprefetto esecutore della città. In mancanza di questo è sempre necessario fare riferimento al Prefetto.

      Il Prefetto ed i Viceprefetti Esecutori, suoi sottoposti, sono responsabili della gestione di questo tipo di Patteggiamenti.




Ultima modifica di Elein il Lun 17 Feb 2014, 10:43, modificato 1 volta
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Elein

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MessaggioTitolo: Re: [CLM] Corpo Legislativo Modenese - Febbraio 1462   Lun 03 Dic 2012, 10:24

Citazione :
2 – DELLA TIPOLOGIA DEGLI ILLECITI


Sez. 1 - Reati e crimini economici



    2.1.0 - Della Frode, della Speculazione e della Manipolazione dell’economia

      Costituisce un atto di frode la vendita di merci a prezzi superiori a quelli consentiti dalle leggi o l’abusare della fiducia di acquirenti inesperti al fine di vendere loro merce falsandone l’uso o a prezzi ingannevoli.

      Costituisce un atto di speculazione l’aver acquistato beni su un mercato, sia esso cittadino o fondiario, ed averli poi rivenduti, a prezzo maggiorato, sul mercato dove è avvenuto l’acquisto.

      Gli atti di speculazione destinati a produrre un rialzo generalizzato del prezzo della merce tale da produrre un danno alla comunità, portano al reato di Manipolazione dell’economia.

      Costituisce un atto di manipolazione dell’economia ogni azione fatta, o solo tentata, destinata a procurare un ingiusto profitto per sé o per gli altri.

      Il reato di Frode è un reato serio; se commesso in bande è un reato grave. Capo d’imputazione: Frode
      Il reato di Speculazione è un reato serio. Capo d’imputazione: Frode
      Il reato di Manipolazione dell’economia è un crimine grave. Capo di imputazione Tradimento

      Se il reato è commesso da un Consigliere Ducale è un crimine infame. Capo d’imputazione: Alto Tradimento



    2.1.1 - Del mancato pagamento del prestito


      Chiunque ottenga un prestito e non veda lo stesso risarcito nei tempi e nei modi concordati potrà appellarsi alla Giustizia del Principato, esibendo prove che attestino, in forma scritta (Missiva PM o forum), il contratto stipulato tra le parti.
      Le stesse dovranno aver cura di conservare copia del contratto ed eventuale dichiarazione di estinzione.

      Il mancato pagamento di un prestito è un reato grave. Capo di imputazione: Frode



    2.1.2 - Dello sfruttamento dei beni pubblici e dell’appropriazione indebita


      Costituisce un atto di sfruttamento dei beni pubblici ogni uso delle proprie funzioni ufficiali al fine di arricchire o favorire la propria persona e/o terzi a discapito delle finanze pubbliche o tramite l'utilizzo di beni pubblici per interesse privato quali: messaggio del sindaco, taverna municipale, municipio, messaggi del portavoce, utilizzo di mandati.

      Costituisce un atto di sfruttamento dei beni pubblici l’utilizzo dei mandati per fini personali variandone l’uso inizialmente previsto dal contratto.
      Costituisce un atto di danno alle finanze pubbliche ogni comportamento speculativo destinato ad arricchirsi volontariamente a discapito delle finanze pubbliche.

      Costituisce appropriazione indebita ogni azione che mini l'andata a buon fine dei mandati comunali o ducali per la produzione e/o consegna di beni al municipio o al ducato.

      Il cittadino che si dovesse render protagonista di tale atto, ha tempo un giorno dalla ricezione della notifica del reato, che perverrà come missiva In Gratibus e in Foro Primario, per provvedere a restituire al diretto interessato o tramite un autorità competente (Sindaco, Prefetto, Vice-Prefetto) la merce presa senza autorizzazione.

      Costituisce appropriazione indebita inoltre, ogni azione di cittadini modenesi e non atta a sottrarre l'offerta di lavoro ad un funzionario designato dallo Sceriffo.
      Lo status di "funzionario designato dallo Sceriffo" è dato da quest'ultimo in Università.

      Lo sfruttamento dei beni pubblici è un reato grave.
      Il danno alle finanze pubbliche è un reato grave.
      L'appropriazione indebita è un reato serio.

      Capo d’imputazione: Frode




    2.1.3 - Del mancato pagamento dei tributi e delle tasse


      Chiunque, obbligato in forza di una legge, per imposizione del Ducato o del Sindaco di una città, non provveda a versare la prevista tassa o il previsto tributo nelle casse del Ducato o del Municipio, si vedrà accusato di Frode alle Finanze Pubbliche.

      Il danno alle finanze pubbliche è un reato grave – Capo d’imputazione Frode





    2.1.4 - Dello Schiavismo


      Chiunque all'interno del Ducato di Modena assuma alle proprie dipendenze, salvo che non sia diversamente concesso da altre leggi, lavoratori corrispondendo loro un salario inferiore ai 15 ducati al netto delle tasse vigenti, si macchierà del reato di Schiavismo e sarà perseguibile penalmente.

      Capo d’imputazione: Schiavismo




Ultima modifica di Elein il Lun 17 Feb 2014, 10:45, modificato 2 volte
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Elein

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MessaggioTitolo: Re: [CLM] Corpo Legislativo Modenese - Febbraio 1462   Lun 03 Dic 2012, 10:25

Citazione :
Sez 2 – Reati e crimini economici - Ordinanze Municipali



    • 2.2.0 - Modena : Nessuna



    • 2.2.1 - Modena : Nessuna





    • 2.2.2 - Guastalla: Ordinanza sullo Schiavismo


      E' fatto divieto di proporre assunzioni di lavoro ad un prezzo inferiore ai 15 ducati al netto delle tasse (assunzione minima 16).
      I trasgressori saranno richiamati, e in caso di mancato ascolto, accusati di schiavismo..

      Capo d’imputazione: Schiavismo



    • 2.2.3 - Guastalla: Nessuna




    • 2.2.4 - Mantua : Ordinanza sullo Schiavismo


      Chiunque assume alle proprie dipendenze, salvo che non sia diversamente concesso da altre leggi, lavoratori corrispondendo loro un salario inferiore ai 15 ducati al netto delle tasse vigenti, si macchierà del reato di Schiavismo e sarà perseguibile penalmente.

      Capo d’imputazione: Schiavismo



    • 2.2.5 - Mantua: Ordinanza sul Prezzo Massimo della Legna

      Chiunque metta in vendita legna sul mercato cittadino ad un prezzo superiore ai 4,10 ducati, al netto delle tasse vigenti, sarà accusato del reato di Frode e perseguito penalmente.
      Tale Ordinanza non si applica nel caso la legna venga utilizzata per il trasferimento di ducati verso mandati e/o persone sempre che il Viceprefetto ne sia stato preventivamente informato.

      Capo d’imputazione: Frode





    • 2.2.6 - Massa : Ordinanza sul prezzo massimo di beni primari

      Chiunque metta in vendita i beni sotto indicati sul mercato cittadino ad un prezzo superiore a quello stabilito dalla presente ordinanza, sarà accusato del reato di Frode e perseguito penalmente.
      Tale Ordinanza non si applica nel caso i beni vengano utilizzati per il trasferimento di ducati verso mandati e/o persone sempre che il Viceprefetto ne sia stato preventivamente informato.

      Capo d’imputazione: Frode

      Calmiere dei prezzi:

      pane: 5,70 (no tasse)
      mais: 2,80 ducati (2,83 dct con tasse)
      pesce: 16,3 ducati (16,46 dct con tasse)
      grano: 10,50 ducati (10,61 dct con tasse)
      carne: 17, 20 ducati (no tasse)

      La presente ordinanza ha validità di un mese (1) dalla data di pubblicazione.




    • 2.2.7 - Massa : Nessuna







    • 2.2.8 - Mirandola : Ordinanza sullo Schiavismo


      L'ordinanza municipale impone un livello minimo di salario.

      Fà divieto di assumere al di sotto di 15 ducati al netto delle tasse ducali.

      I trasgressori saranno richiamati, invitati a porre rimedio al maltolto, e, in caso di recidività (minimo 3 richiami), accusati di schiavismo.

      Inoltre per garantire un salario che sia dignitoso per coloro che sono lavoratori specializzati ( possedendo caratteristiche acquisite con grandi sforsi e sacrifici) si consiglia, oltre tale soglia minima, di assumere/accettare assunzioni tenendo conto della seguente tabella, sempre al netto delle tasse.

      Per 0-15 punti caratteristica -->15 ducati
      Per 16 punti caratteristica -->16 ducati
      Per 17 punti caratteristica -->17 ducati
      Per 18 punti caratteristica -->18 ducati
      Per 19 punti caratteristica da 19 ducati in su.

      Capo d’imputazione: Schiavismo



    • 2.2.9 - Mirandola : Ordinanza sul Prezzo Massimo della Frutta

      Chiunque metta in vendita Frutta sul mercato cittadino ad un prezzo superiore ai 10,00 ducati sarà accusato del reato di Frode e perseguito penalmente.

      Capo d’imputazione: Frode




Sez. 3 - Reati e crimini sociali



    2.3.0 - Del furto e del brigantaggio



      Costituisce un atto di furto ogni azione atta a sottrarre i beni altrui.

      Costituisce un atto di brigantaggio ogni azione atta a sottrarre i beni altrui effettuata, servendosi della forza o delle armi.

      Costituisce un atto di brigantaggio in bande organizzate ogni azione di brigantaggio eseguita da un gruppo di almeno due persone.

      La legge non si applica nei confronti degli eserciti autorizzati dal Duca e dal Consiglio, ad intervenire direttamente per garantire la libera circolazione di uomini e beni contro atti di brigantaggio commessi da coloro già precedentemente giudicati per tale crimine ed il cui processo sia ancora visibile presso il Tribunale.

      Il furto è un reato serio.
      Il brigantaggio è un crimine semplice.
      Il brigantaggio in bande organizzate è un crimine infame.

      Capo d’imputazione: Disturbo dell’ordine pubblico.



    2.3.2 - Dell'insulto e della diffamazione


      Si considera come atto di insulto e/o di diffamazione ogni proposito proferito od effettuato, anche per interposta persona, atto ad infangare l’onore personale o professionale di un abitante del Principato o della sua famiglia che scandalizzi l’opinione pubblica od il cui contenuto si opponga alla morale

      Nel caso tale comportamento sia ripetuto nel lungo periodo verrà applicata l'aggravante della recidività.

      Gli atti di Insulto e/o Diffamazione sono dei Reati Seri.

      Se tali atti vengono compiuti verso un nobile, verso un ufficiale civile o verso un ufficiale militare si è in presenza di un Reato Grave.

      Nei casi in cui l’imputato riceva sentenza di assoluzione dall’imputazione di cui sopra, colui che si è dichiarato vittima di tale reato si vedrà aprire a suo carico d’ufficio, salvo che l'imputato assolto dia comunicazione di non voler procedere, un processo per il medesimo reato.

      Capi d’imputazione: Disturbo dell’ordine pubblico




    2.3.3 - Della ribellione e del suo incitamento

      Costituisce un atto di incitamento alla ribellione ogni appello pubblico o privato atto ad organizzare, o indirizzare, un gruppo di persone intenzionate a rovesciare con la forza il potere Comunale o del Principato.

      Costituisce un atto di ribellione ogni utilizzo illegittimo della forza per rovesciare il potere Comunale o del Principato.

      Il carattere illegittimo della rivolta viene valutato dal Giudice.

      L’incitamento alla ribellione contro un Sindaco è un Reato Serio;
      L’incitazione alla ribellione contro il Principato è un Reato Grave.
      La ribellione contro un Sindaco è un Crimine Semplice
      La ribellione contro un Principato è un Crimine Infame

      Capo d’imputazione: Disturbo dell’ordine pubblico




    2.3.4 - Del tradimento e dell'Alto Tradimento


      Costituisce un atto di tradimento ogni atto commesso da parte di un abitante presente nel Ducato di Modena, sia esso residente o non residente, contro le istituzioni dello stesso. Incorre parimenti nel reato di tradimento qualunque cittadino che diffonda, con o senza intenzione di recar danno, informazioni politiche, militari o economiche tali da poter produrre l'indebolimento del Ducato di Modena e delle sue componenti locali, in particolare attraverso la perdita di territori, di popolazione, di stabilità sociale, di sovranità politica o di autonomia economica.

      A causa del loro rango, i 12 membri del Consiglio del Principato si espongono a persecuzioni per Alto Tradimento.

      Il Tradimento è un Crimine infame - Capo d’imputazione: Tradimento

      L’Alto Tradimento è un Crimine infame - Capo d'imputazione: Alto Tradimento.



    2.3.5 - Dell'abuso di titoli o cariche




      Costituisce un atto di abuso di titoli o di cariche ogni dichiarazione scritta o verbale atta ad associare il proprio nome ad un titolo o una carica esistente nei Regni ed attualmente legata ad un'altra persona.

      Viene considerata come falsario ogni persona che si faccia passare per un terzo mediante contraffazione della sua firma [imitazione dello pseudonimo] al fine di ottenere informazioni private o di agire pubblicamente al suo posto.

      A seconda della carica, titolo o firma contraffatta si ha una diversa catalogazione del reato:

      - carica, titolo o firma in possesso della Cittadinanza Comune: Reato Serio;
      - carica, titolo o firma di un Nobile o di un Ufficiale Civile o Militare del Principato: Reato grave;
      - carica, titolo o firma di un appartenente all’Alta Nobiltà : Crimine semplice;
      - carica, titolo o firma di un appartenente all’Amministrazione Reale: Crimine infame.

      Nell’assenza di volontà di nuocere alle persone spogliate dei loro titoli o cariche o all’ordine voluto dalla divina provvidenza o dalle leggi del Principato, la categoria di questi atti viene ridotta e le pene domandate diminuite.

      Capo d’imputazione: Disturbo dell’ordine pubblico




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Elein

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MessaggioTitolo: Re: [CLM] Corpo Legislativo Modenese - Febbraio 1462   Lun 03 Dic 2012, 10:28

Citazione :
3 - DELLE ISTITUZIONI DUCALI - STATUTI E REGOLAMENTI


Sez. 1- Pubbliche Istituzioni



    3.1.1 - Statuto dei Rappresentanti Diplomatici del Ducato di Modena


      I. Gerarchia

      I rappresentanti diplomatici del Ducato di Modena sono suddivisi secondo una precisa gerarchia. Tale gerarchia è composta da differenti gradi, ciascuno con i suoi compiti e le sue funzioni.

      I gradi dei rappresentanti diplomatici del Ducato di Modena:

        - Gran Ciambellano
        - Ciambellano Anziano
        - Ambasciatore


      II. Gran Ciambellano

      1. Il Gran Ciambellano è nominato tra i dodici Consiglieri Ducali, dal Duca di Modena.
      Se tra i Consiglieri vi fossero Ambasciatori, il Duca dovrà preferibilmente affidare l'incarico ad uno di essi.

      2. Il Gran Ciambellano, in seguito alla pubblicazione di regolare bando pubblicato in Taverna del Ducato, può nominare i rappresentanti diplomatici del Ducato di Modena.

      3. Il Gran Ciambellano ha il compito accogliere e portare all'attenzione del Duca e del suo Consiglio le richieste degli ambasciatori stranieri giunti nel Ducato e di fornire loro una adeguata sistemazione. Inoltre è suo dovere coordinare i rappresentanti diplomatici affinché svolgano al meglio le loro funzioni. Il Ciambellano gestisce tutta la politica estera del Ducato, seguendo le direttive del Duca. Oltre a coordinare i vari rappresentanti diplomatici e accogliere i rappresentanti esteri, ha il compito di riportare all'attenzione del Consiglio e del Duca, le varie proposte di trattati e/o accordi diplomatici, chiedere l'autorizzazione per proporre eventuali trattati a stati esteri e ratificare trattati e/o accordi previa autorizzazione ducale.
      I suoi interventi in pubblica piazza, se non espressamente specificato, sono da considerarsi a titolo personale e non a nome del Duca o del Consiglio.

      4. Se il Duca riscontra gravi mancanze nel comportamento del Ciambellano, ha la facolta di revocargli immediatamente l'incarico, affidandolo o al Ciambellano Anziano oppure procedendo alla nomina di un nuovo Ciambellano secondo le direttive del punto (1) del paragrafo II

      5. Il Ciambellano revocato potrà essere denunciato per Alto Tradimento, in ottemperanza del punto VI del presente statuto.


      III. Ciambellano Anziano


      1. Il Ciambellano Anziano è il Gran Ciambellano uscente, il quale rimane in carica per 30 giorni, con possibilità di rinnovo, in caso di grave necessità, sino alla scadenza naturale del mandato del Gran Ciambellano in carica.

      2. Il Ciambellano Anziano è il garante della continuità della diplomazia del Ducato di Modena. Aiuta il Gran Ciambellano al momento del conferimento delle sue funzioni, ma rimane sempre subordinato ad esso.

      3. Il Ciambellano Anziano ha gli stessi accessi del Gran Ciambellano agli uffici dell’Ambasciata, ma non ha l'accesso al Consiglio Ducale.


      IV. Ambasciatore

      1. L’Ambasciatore è nominato dal Gran Ciambellano o dal Ciambellano
      Anziano.

      2. Le condizioni necessarie per richiedere l’incarico di Ambasciatore sono:

        - residenza nel Ducato di Modena
        - prestare giuramento in favore del Ducato di Modena (vedi allegato).


      3. Nel caso in cui una qualsiasi di queste condizioni non venga rispettata, l’Ambasciatore viene immediatamente rimosso dall’incarico.

      4. L’Ambasciatore si impegna ad essere la voce del Ducato di Modena presso le province di cui verrà incaricato. I suoi compiti prevedono:

        - Almeno una volta a settimana, riportare presso l’Ambasciata del Ducato di Modena le informazioni rilevanti di carattere politico, militare, economico, diplomatico della zona di sua competenza.

        - Prendere contatto diretto con i rappresentanti delle province della zona di sua competenza.

        - Negoziare gli accordi e i trattati secondo le indicazioni del Gran Ciambellano e del Ciambellano Anziano.


      5. L’ambasciatore è sottomesso alle decisioni del Gran Ciambellano e del Ciambellano Anziano in tutte le questioni diplomatiche. Non può sottoscrivere, proporre, redigere trattati o alleanze senza aver avvertito preventivamente i suoi superiori.


      V. Doveri ed obblighi

      1. I rappresentanti diplomatici sono obbligati al segreto. Salvo approvazione del Gran Ciambellano o del Ciambellano Anziano, i discorsi tenuti presso l’Ambasciata non potranno essere resi pubblici.

      2. I rappresentanti diplomatici sono tenuti ad essere discreti e a non intervenire pubblicamente sui temi di politica estera se non in seguito ad un accordo con il Gran Ciambellano o con il Duca.

      3. I rappresentanti diplomatici sono tenuti a comunicare tutte le informazioni di cui vengono in possesso tramite il loro incarico al Gran Ciambellano.


      VI. Disposizioni in caso di violazione dello statuto

      1. I rappresentanti diplomatici che contravvengano le disposizioni del presente statuto potranno essere sottoposti a processo per Alto Tradimento.

      2. Nel caso in cui un rappresentante diplomatico venga sottoposto a processo per Tradimento o Alto Tradimento, senza che ciò sia in rapporto con il suo incarico, viene sollevato dalle sue funzioni finché non è reso il verdetto della corte. In caso di condanna da parte del Giudice, il diplomatico sarà allontanato dall'ambasciata fino a che non abbia scontato la sua pena.


      Allegato: Il Giuramento ha scritto:
      Io XXX residente a XXX nel Ducato di Modena sono stato nominato XXX del Ducato di Modena.
      Per questo io mi impegno a rispettare la mia patria e i miei superiori, che sono il Duca, il Gran Ciambellano e il Ciambellano Anziano.
      Io mi impegno a rispettare e a conformarmi allo statuto dei rappresentanti diplomatici del Ducato di Modena.




    3.1.2 - Regolamento della Prefettura del Ducato di Modena



      1. Composizione della Prefettura


      La Sala Prefettizia è gestita interamente dal Prefetto che agisce in nome di Sua Grazia il Duca di Modena, riportandone direttive e ordini.

      Ad essa hanno accesso anche il Giudice ed Pubblico Ministero per i doveri inerenti il proprio ufficio.

      All’interno di essa il Prefetto coordina le attività giornaliere poste in essere dai Viceprefetti locali presenti nelle varie città e mantiene i rapporti con l’Esercito attraverso il Viceprefetto Militare.

      E’ presente altresì un ufficio distaccato della Prefettura presso ogni Piazza Municipale (Taverna del municipio), che dovrà essere degnamente segnalato (siglato Importante).


      2. Della gerarchia e dei compiti


      2.1.Prefetto:

      a lui spetta il compito di verificare l’osservanza ed il rispetto delle leggi Ducali in essere e presenti nel Corpo Legislativo di Modena o di Ordinanze in vigore nelle varie città nonché il costante monitoraggio degli ingressi via terra e via mare attraverso i confini Ducali ed è responsabile diretto delle difese del Castello presente nella Capitale Modena mediante le assunzioni e l’utilizzo dei Gendarmi di Modena.. In sua rappresentanza nelle varie città agiscono i Viceprefetti cittadini.
      E’ nominato direttamente dal Duca tra i membri del consiglio Ducale

      2.2 VicePrefetto Cittadino


      Nominato tramite bando pubblico, viene scelto tra tutti i cittadini modenesi che risiedono stabilmente nella città per la quale è richiesto tale ruolo. A lui sono demandati tutti i compiti di controllo cittadino, più precisamente:

      - controllo degli accessi e partenze recuperando gli avvistamenti giornalieri della milizia assunta presso il Municipio o di quella Volontaria e utilizzando propri informatori (Vedetta dei Regni) per la verifica di quanto riportato.

      - controllo del mercato cittadino (soprattutto in caso di calmieri o ordinanze municipali)

      - controllo delle assunzioni in Municipio, in caso di ordinanza municipale

      - coordinamento delle difese locali qualora richiesto dal Prefetto

      Oltre a questi compiti istituzionali, il VicePrefetto cittadino è tenuto ad assolvere anche ad altri eventuali compiti aggiuntivi del Prefetto, mantenendo sempre la segretezza del suo ruolo e rispetto dell’istituzione stessa.

      Per qualsiasi problema, il VP cittadino deve far riferimento al Prefetto del Ducato e rispondere delle proprie azioni direttamente a lui e al Consiglio Ducale.

      È lasciato libero di nominare un assistente personale che lo aiuti nelle sue attività.

      2.3 Assistente VicePrefetto

      Nominato direttamente dal VP Cittadino senza ricorrere a un bando pubblico, ha il compito di affiancarlo e, se necessario, aiutarlo nei suoi normali controlli. L’assistente, normalmente, risponde delle sue azioni al VP Cittadino e, se richiesto, deve risponderne direttamente al Prefetto.
      Nonostante la scelta di tale figura sia affidata solo al buon senso del VP, sarà nel potere del Prefetto e del Consiglio Ducale decidere se avvallare tale scelta o se, contrariamente, allontanare il prescelto da tale ruolo perché ritenuto non idoneo.

      All’occorrenza e con preavviso, l’assistente potrà coprire un periodo di assenza del VP Cittadino regolarmente nominato dal Consiglio Ducale. In questo caso, considerato come VP pro-tempore, risponderà del suo agire direttamente al Prefetto, fino al rientro del VP legittimo.

      Tale incarico, se espletato in maniera corretta, contribuirà a formare merito aggiuntivo in caso di candidatura alla carica di Viceprefetto in sede di bando.

      2.4 VicePrefetto Mentore

      Scelto tra tutta la popolazione di Modena, a lui è affidato il compito di istruire i neo VP nei propri compiti, chiarire dubbi soprattutto di carattere burocratico e assicurarsi, in concerto con il Prefetto, che le direttive vengano eseguite da tutti i VP.

      2.5 VicePrefetto Militare


      Ponte tra esercito e Prefettura, viene nominato tra i militari di carriera o tra chi appartiene già alle file dell’Esercito di Modena. Al Vice Prefetto Militare spetta il compito di aggiornare lo Stato Maggiore dell’Esercito sulle attività di monitoraggio in materia di sicurezza presenti in Prefettura e viceversa, di aggiornare la Prefettura in presenza di situazioni rischiose segnalate presso lo Stato Maggiore dell’Esercito.

      2.6. VicePrefetto Ispettore:


      Nominato direttamente dal Prefetto con il compito preciso di verificare l’operato dei Viceprefetti locali e dei loro assistenti in ogni città. Il nome dell’incaricato sarà noto solo al Duca in persona e il prescelto dovrà rendersi disponibile a spostarsi, a seconda della richiesta, in ognuna della città del Ducato. Tale figura deve essere in possesso di comprovata esperienza in materia e di ottima conoscenza delle Leggi Ducali

      3.Accessi alla Prefettura


      Gli accessi vengono concessi solo a coloro che svolgono la loro attività in quelle Sale.
      Oltre al Prefetto, parteciperanno alle discussioni anche tutti i VP, siano essi cittadini, mentore o militare. La segretezza delle direttive e delle decisioni riportate in quelle Sale è alla base della sicurezza Ducale.
      Gli Assistenti VP avranno accesso alla Camera Prefettizia, ma avranno la possibilità di intervenire direttamente nelle discussioni esclusivamente quando stiano effettivamente sostituendo il VP Cittadino.
      Il Duca, in piena autonomia, potrà decidere se concedere l’accesso anche agli altri Consiglieri Ducali regolarmente eletti dal popolo.

      4. Bandi, selezioni e durata degli incarichi.

      I VicePrefetti Cittadini verranno selezionati tramite bando pubblico aperto a tutti i residenti della città che abbiano compiuto la maggiore età (liv.1). Tale bando della durata di 2 mesi, verrà poi vagliato dal Prefetto e dal Consiglio Ducale tutto in seduta comune, il quale deciderà a chi affidare tale ufficio.

      Il bando dovrà richiedere i seguenti requisiti:

      - Assenza di carichi pendenti presso il Tribunale di Modena;
      - Disponibilità di tempo durante la giornata per controllare il mercato;
      - Residenza nella città dove si richiede di fare il Viceprefetto;
      - Quoziente di carisma superiore a 50 (facoltativo);
      - Serietà e costanza.
      - Buona conoscenza delle leggi del Ducato.
      - Padronanza dei mezzi d'informazione (conoscenza della Vedetta dei Regni) (facoltativo)

      4.2 Selezione Assistente VP

      Sebbene tale scelta spetti al VP Cittadino, dovrà seguire alcuni semplici criteri. L’Assistente dovrà risiedere stabilmente nella città per la quale intende operare, deve aver compiuto la maggiore età (liv. 1), non avere carichi pendenti durante la selezione e aver voglia di imparare e mettersi a disposizione del Ducato.
      L’ultima parola spetterà al Prefetto e al Consiglio Ducale i quali potranno revocare tale nomina.


      4.3 Rinunzia, scadenza e revoca dell'incarico

      Ogni Vice-prefetto rimane in carica fino a sue dimissioni e comunque per un periodo non superiore a 2 (due) mesi dalla sua nomina. E' fatta salva la possibilità del VicePrefetto uscente di riproporsi nel relativo bando ed essere eventualmente riconfermato nell'incarico.

      L’Assistente VicePrefetto rimane in carica sino alle sue dimissioni e comunque per un periodo non superiore alla durata del mandato del VicePrefetto. Può essere fatto permanere nella sua carica dal Prefetto nel caso si renda necessaria la sostituzione del Viceprefetto per qualsiasi motivo. Lo stesso può candidarsi in sede di bando per ricoprire la carica di Viceprefetto.

      Si riconosce al Consiglio la possibilità di sollevare dall'incarico un VicePrefetto che non abbia adempiuto ai propri doveri; in questo caso, la revoca dell'incarico, deve essere votata favorevolmente dal Consiglio con una maggioranza di 2/3 e motivata.

      Si riconosce al Duca il potere di revocare l'incarico per direttissima.


      5. Modalità di Esecuzione

      Operazioni sul mercato

      Una volta individuata merce in vendita sul mercato a prezzi superiori ai prezzi massimi, il Viceprefetto attiverà il proprio mandato e provvederà all'acquisto della merce, dopodiché disattiverà il mandato. Con la stessa procedura potrà eseguire controlli a campione al fine di verificare eventuali frodi o comportamenti speculativi e di manipolazione del mercato.

      E' dovere dei vice - prefetti, avvisare sempre con una missiva intitolata DENUNCIA la persone interessata da tale atto, spiegando specificatamente il perché e come di questo avvenimento.

      Operazione di controllo contratti lavoro

      Una volta accertato che vi è un'assunzione al di sotto dello stipendio minimo imposto dal Leggi o Ordinanze Municipali, il Viceprefetto controllerà l'anzianità del trasgressore:

      - se non supera i 30 giorni di vita, avrà diritto al Patteggiamento e sarà contattato dal Viceprefetto per avviare la procedura di patteggiamento, con la sospensione temporanea della denuncia. Se il patteggiamento non andrà a buon fine si provvederà alla denuncia nell'Ufficio del Pubblico Ministero, in Piazza Ducale ( Taverna del Ducato).

      - se supera i 30 giorni di vita, si procederà a regolare denuncia.
      In questo ambito, qualora non vi fosse l’ordinanza dello schiavismo, il vice-prefetto controllore può informare la cittadinanza alle modalità d'assunzione indicate dal Sindaco.


      Citazione :
      Schema segnalazioni
      - Il modello predefinito per le segnalazione è il seguente
      Citazione:
      Accusato: <accusato>
      Vittima: <vittima>
      Luogo: <citt>
      Accusa: <capo d'accusa>
      Prove: <varie> (dove reperirle)
      Informazioni sull'accusato: <varie> (dove reperirle)


      - Le prove devono essere sempre costituite dalla testimonianza del Viceprefetto a dimostrazione dei fatti accaduti.

      6. Appendice

      - Si ricorda che la Camera Prefettizia è un luogo di discussione privato, e le discussioni ivi inserite non devono essere riportate all'esterno senza specifica autorizzazione (questa regola vale per tutti gli aventi accesso a questa sezione).

      L'inosservanza di questa norma può portare ad una denuncia per Tradimento, Alto Tradimento o altri capi d'accusa, a seconda dei casi.

      - Si ricorda,che il Vice-prefetto,appena rassegnate le dimissioni dall'incarico, DEVE IMMEDIATAMENTE CHIUDERE IL PROPRIO MANDATO.
      In caso questo non avvenga, si procederà per vie legali.



    3.1.3 - Statuto della Camera Esterna del Consiglio di Modena


      Art. 1 Costituzione

      Si costituisce la Camera Esterna del Ducato di Modena. Obiettivo della Camera Esterna è la pubblicazione in una sede riservata degli atti del Consiglio del Ducato affinché la popolazione interessata, munita dei requisiti di cui all’articolo 8, possa prendere visione delle discussioni, della gestione e deliberazioni consiliari.

      Art. 2 Responsabili e Coordinatore

      Responsabile della Camera Esterna è il Duca di Modena e, in qualità di facente funzioni, il Portavoce del Consiglio Ducale. Il Portavoce è pertanto investito della responsabilità di assicurare il buon funzionamento della Camera Esterna e controllare il rispetto di regolamenti superiori.

      Art. 3 Atti oggetti di pubblicazione

      Possono essere pubblicati in Camera Esterna tutti i gli interventi esternati nelle sale del Consiglio Ducale, fatta eccezione per quelli relativi a:

      - Esercito e, in generale, tutte le discussioni inerenti la pubblica sicurezza.

      - Politica estera, con riferimento alle discussioni preparatorie alla definizione dei trattati politico / economici e allo stato dei rapporti fra il Ducato di Modena da un lato, gli altri Ducati la Chiesa Aristotelica e gli Ordini cavallereschi dall’altro.

      - Le discussioni e gli interventi ritenuti riservati dallo scrivente a seguito di motivazione e previa possibilità di obiezione da parte della maggioranza dei consiglieri (in questo caso se lo scrivente non autorizzerà comunque la pubblicazione, il Consiglio potrà provvedere a dichiarare pubblicamente, nel sommario settimanale, le cause del mancato spostamento.)

      -Le discussioni riguardanti materia economica ed in cui vi siano dati sensibili che possano compromettere la sicurezza e la stabilità del Ducato.

      Le discussioni e gli eventuali interventi inerenti le tematiche sopracitate costituiscono “Segreto di Stato” e, come tali, devono essere secretati. Pur non figurando nell’elenco delle materie oggetto di “Segreto di Stato”, non è pubblicabile in Camera Esterna qualsiasi discussione conclusasi in Consiglio Ducale prima dell’approvazione della presente legge. Per facilitare la distinzione fra atti pubblicabili e atti secretati, qualsiasi discussione inerente un “Segreto di Stato” deve essere qualificata come [RISERVATO]. I Consiglieri Ducali sono tenuti ad attenersi a tale regola e il Portavoce è investito della responsabilità di invitare i Consiglieri inadempienti a modificare la qualifica della discussione qualora quest'ultima trattasse informazioni oggetto di “Segreto di Stato” e venisse iniziata nelle sale del Consiglio senza l’apposita dicitura.

      Art. 4 Modalità di pubblicazione

      Il Portavoce pubblica in Consiglio Ducale un resoconto con il quale avvisa il Consiglio dell'imminente pubblicazione del sommario, dando visione della bozza finale un giorno prima della pubblicazione in Piazza Ducale. I Consiglieri che sono intervenuti in modo diretto nella discussione oggetto di pubblicazione, saranno tenuti a riportare entro due giorni dalla richiesta di pubblicazione eventuali non consensi.
      A seguito di ciò, il Portavoce rendiconterà settimanalmente in Piazza Ducale, in un'apposita bacheca, con un sommario degli atti consiliari identificati secondo le modalità prescritte dall’art. 3

      Art.4 Bis

      La pubblicazione dei dati inerenti alla gestione del Ducato avrà la seguente scadenza

      - Miniere : quotidianamente
      - Gestione animali: quotidianamente
      -Report finanziario: settimanalmente

      Art. 5 Regolamento della Camera Esterna

      La Camera Esterna è un luogo di sola lettura, a coloro che vi accedono non è dato rilasciare alcun commento sugli atti pubblicati.
      Al visitatore è consentito discutere pubblicamente di ciò che è pubblicato in Camera Esterna in una discussione ad hoc senza però poter riportare stralci delle discussioni.
      I Consiglieri Ducali che volessero partecipare a tali discussioni dovranno preventivamente essere autorizzati dal Duca, quest'ultimo tuttavia una volta concessa l'autorizzazione se ritiene che il consigliere ducale stia andando oltre le righe può revocare in qualsiasi momento tale permesso.

      Art. 6 Contestazioni

      Il Consiglio Ducale ha facoltà di sovvertire a maggioranza assoluta dei suoi membri (7 consiglieri su 12) le decisioni del Portavoce. La contestazione deve avvenire entro un giorno dalla notifica della bozza del sommario. In questo lasso di tempo un Consigliere può chiedere di annullare il provvedimento del Portavoce tutto o in parte e, dopo aver spiegato compiutamente le sue ragioni, rimettere questa decisione ad un voto palese del Consiglio Ducale. La pubblicazione in Piazza Ducale della parte contestata è sospesa fino alla comunicazione degli esiti del voto. Qualora la mozione del Consigliere raggiunga la maggioranza richiesta, la contestazione si considera approvata e il provvedimento del Portavoce deve essere ritirato.

      Art. 7 Sanzioni

      L'infrazione di questo Regolamento agli articoli 3-4-5, prefigurando la divulgazione dolosa da parte di un Consigliere di informazioni di capitale importanza per l'esistenza del Ducato, costituisce reato di Alto Tradimento.

      Art. 8 Accesso alla Camera Esterna

      La richiesta per accedere alla "Camera Esterna" deve essere depositata nell'apposita bacheca in Piazza Ducale indicando:

      Nome:

      Città di residenza:
      Status sociale ( Coltivatore, allevatore, bottegaio, etc...):

      Hanno diritto di accesso i cittadini che:

      - Abbiano il diritto di voto
      - Siano residenti del Ducato di Modena

      A ciò possono essere date deroghe solo ed esclusivamente dal Duca in carica.
      L'accesso alla camera Esterna decade quando non sono più rispettate le condizioni o, per qualsivoglia altro motivo, su decisione del Duca in carica.




    3.1.4 – Lettere di Credito

      Il ducato offre la possibilità di spostare merce, o ducati, fra due soggetti, siano essi cittadini Modenesi o non residenti nel Ducato di modena.

      Il ducato offre anche la possibilità al singolo cittadino modenese di trasferire merce, o ducati, fra due città' affinché possa viaggiare più leggero e in maggior sicurezza.

      Il costo del servizio è dato dal numero di nodi che separano partenza e arrivo e in rapporto al trasporto effettuato se si tratta di trasferimento merci mentre nel caso siano trasferiti ducati il costo della provvigione sarà pari al 5% del valore trasferito.

      Ogni nodo ha un costo pari a 10 ducati, purché' l'ingombro massimo sia pari o inferiore a 300.
      Se l'ingombro supera i 300 ducati ma resta inferiore ai 500 il costo per ogni nodo è pari a 15 ducati.
      Successivamente ogni multiplo di 500 aumenta il costo in modo sempre maggiore.
      Il massimo trasferibile e' pari 3000 di ingombro.
      Riepilogo costo nodo :

      Fino a 300 di ingombro = 10 ducati
      Fino a 500 di ingombro = 15 ducati
      Fino a 1000 di ingombro = 20 ducati
      Fino a 1500 di ingombro = 25 ducati
      Fino a 2000 di ingombro = 30 ducati
      Fino a 2500 di ingombro = 35 ducati
      Fino a 3000 di ingombro = 40 ducati

      Negli scambi fra due personaggi le tasse del prodotto verranno applicate una volta sola e i prezzi dovranno essere consoni al bene trasportato.

      Nel trasporto dove colui che invia e colui che riceve sono la stessa persona le tasse non saranno conteggiate.
      Per gli scambi all'interno del mandato verranno usate pietre o sassi inserite dal ducato.

      Il costo del servizio andrà pagato in anticipo tramite donazione al ducato, mentre le tasse saranno pagate durante gli scambi al mercato.

      Il Ducato si riserva il diritto di non concedere il servizio, senza per questo essere costretto a darne una motivazione.

      Il mandati assegnati andranno chiusi nel più breve tempo possibile e comunque entro le ore 20 , oltre tale orario il ducato si riserva il diritto di chiuderli d'ufficio senza poi essere costretto a restituire la merce ancora all'interno di esso.

      I mandati verranno assegnati solo a personaggi regolarmente censiti al mattino presso una delle città del ducato.

      Il mancato rispetto di tale disposizioni può comportare la denuncia presso il Tribunale del Ducato di Modena, come reato grave.
      Capo di imputazione : frode.

      Al richiedente della Lettera di Credito spetterà rimborsare il Ducato delle perdite qualora il ricevente del mandato si dovesse appropriare del suo contenuto o di parte di esso senza rispettare gli accordi di scambio.

      Chi si approprierà indebitamente del contenuto del mandato verrà denunciato in base all'articolo "2.3.0 - Del furto e del brigantaggio ".




    3.1.5 - Dei doveri dei sindaci


      Il Sindaco si occupa della gestione amministrativa , contabile e difensiva della propria città ed ha quindi l'obbligo di giurare fedeltà alle leggi del Ducato e alle sue Istituzioni dichiarando di non appartenere a nessuna associazione o gruppo a carattere civile o militare riconosciuta come nemico del Ducato.

      Ha l'obbligo di postare ogni settimana un resoconto in Camera dei sindaci indicando:

        - valore di cassa della tesoreria municipale
        - mandati in essere
        - inventario del magazzino municipale
        - inventario della taverna municipale
        - ricavi settimanali dalla taverna municipale
        - numero di miliziani assunti


      Per i Sindaci della città di Mantua vi è inoltre l'obbligo di rendicontare giornalmente, come da Regolamento depositato nell'apposita area a loro destinata, l'uso e lo stato delle asce in carico al Municipio.

      Tali notizie non potranno essere divulgate al di fuori della Camera dei Sindaci o del Consiglio Municipale nel caso in cui venisse postato un eventuale resoconto similare.

      Il sindaco ha l'obbligo di riferire a richiesta del Duca o di un Consigliere Ducale da questi incaricato in ordine alla situazione della difesa della città comunicando, compatibilmente con le informazioni in suo possesso , la situazione dei corpi volontari di difesa (numero di partecipanti alle ronde quotidiane).

      Il sindaco ha il dovere di provvedere affinché tutti gli importi a qualunque titolo percepiti dal municipio in nome e per conto del Ducato vengano versati nelle casse di quest'ultimo entro il termine di giorni 5 dall'incasso.

      In caso di mancanza verso uno di questi doveri il sindaco mancante sarà sottoposto ad iter conoscitivo cosi disposto:

      a) Il Sindaco mancante verrà una prima volta richiamato dal TM chiedendo lumi sull’accaduto;

      b) Se questi non risponde prontamente a tale richiamo il TM provvederà ad un secondo richiamo con preavviso di denuncia;

      c) Se anche il secondo tentativo darà esito negativo il TM provvederà a richiedere l’apertura di denuncia a carico del Sindaco mancante ed informerà il Duca sull’accaduto che a sua volta provvederà a contattarlo;

      d) In caso di esito negativo il Duca chiederà al Consiglio di decretarne la destituzione con voto di maggioranza per tutelare gli interessi della città
      e per riportare il Municipio a nuove elezioni.

      Il sindaco ha sempre l'obbligo di conferire , entro e non oltre le 24 ore dalla richiesta, con le seguenti figure ogni volta che esse ne facciano richiesta:

      - Duca
      - TM

      Il Sindaco che non adempie agli obblighi di cui sopra potrà essere denunciato per violazione alla presente legge con Capo di Imputazione: Disturbo all’Ordine Pubblico.

      L'inadempimento dei propri obblighi da parte di un Sindaco è un reato grave.

      Il Sindaco che divulga i dati comunicati in Camera dei Sindaci o in Consiglio comunale sarà accusato di Tradimento.

      Capo d'imputazione: Tradimento

      La presente legge, in deroga a quanto previsto dalla Legge 1.1.7 - Della Votazione delle Leggi, richiede per essere modificata il voto favorevole dei 2/3 dei Membri del Consiglio.



    3.1.6 - Dei porti, delle Navi e dei loro utilizzi


      Art. 1 - Le figure amministrative del Porto

      Le figure amministrative di un Porto nel Ducato di Modena sono:

      Il Consiglio Ducale tramite il Ministro delle Miniere da cui dipende la figura del Capo Porto;

      Il Capo Porto nominato dal Ducato di Modena nelle città dove sia possibile la costruzione di un porto. Il Capo Porto è un funzionario del Ducato alle dipendenze del Ministro delle Miniere e ogni lsua azione riveste carattere e responsabilità derivanti.

      Ogni altra figura che il Ducato ritenga sia possibile affidare compiti di controllo e gestione di un Porto.

      Art.2 - Nomina del Capo Porto

      Viene nominato dal Consiglio Ducale tra i candidati segnalati nell’apposito bando predisposto dal Ministro delle Miniere e affisso nella Bacheca Ducale

      Il mandato del Capo Porto dura 60 giorni e per tale durata si impegna a non lasciare la città portuale di sua competenza. Può dimettersi dal suo compito con un preavviso di 3 giorni.

      In casi eccezionali il Consiglio Ducale può nominare un Capo Porto pro tempore che resterà in carica sino all’insediamento del Capo Porto designato attraverso il bando.

      Il Duca puo richiedere all'MdMGO, senza preavviso di sorta, di effettuare rimozioni temporanee del Capoporto in carica al fine di consentire ad un incaricato facente funzioni di Ispettore Portuale di subentrare allo stesso e di effettuare un ispezione portuale per verificarne lo stato dei lavori, lo stato delle banchine, la corrispondenza dei magazzini con quanto comunicato dal Capoporto o provvedere alla consegna diretta di navi commissionate.

      Possono essere impiegate nell'ispezione le seguenti figure:

      - Consigliere senza carica se residente o presente nella città che ospita il porto oggetto di controllo;
      - Consigliere con carica se residente o presente nella città che ospita il porto oggetto di controllo;
      - Sindaco della città ospitante il Porto;
      - Uno dei Viceprefetto della città ospitante il Porto.

      Gli esiti di tale ispezione verrano poi confrontati con quanto comunicato dal Capoporto al fine di valutarne l'operato.

      Art.3 - Compiti

      a)Il Capo Porto deve affiggere giornalmente in Camera della Marina Modenese la situazione del porto di sua competenza. Nel caso tale affissione non venga effettuata il Ministro delle Miniere provvederà ad un richiamo ufficiale, dopo il secondo richiamo il Capo Porto verrà destituito dall'incarico.
      b) Il Capo Porto è il responsabile preposto, alla riscossione delle tasse di ormeggio, di costruzione e riparazione delle navi nonchè ad ogni altra incombenza demandata dal Ministro delle Miniere o da eventuali leggi specifiche.
      c) Il Capo Porto è responsabile della denuncia alle autorità del Ducato dei capitani inadempienti.
      d) Il Capo Porto è responsabile del suo buon ampliamento, funzionamento e della sicurezza derivante dall'attracco di navi . A tal fine esso collabora con la Prefettura ed eventualmente con il Capitano prima di concedere un permesso di attracco.
      Lo stesso per le concessioni dell’attracco dovrà attenersi al protocollo previsto dal punto 6

      Art.4 - Autorizzazione alla costruzione delle navi

      La costruzione di navi a carattere commerciale nei porti ducali è concessa a tutti i cittadini del Ducato di Modena e, qualora ci siano spazi e materiali a disposizione, anche a cittadini stranieri.

      La costruzione delle navi va concordata con il Principe e il Ministro delle Miniere che deve occuparsi delle relative pratiche in Consiglio.

      La costruzione di navi a carattere bellico sarà valutata di volta in volta dal consiglio, .

      Art.5 - Protocollo costruzione e riparazione navi

      Il Capo Porto sarà il referente per i cittadini che abbiano intenzione di costruire o far riparare una nave.

      Il Capo Porto dovrà riportare ogni richiesta nell’apposita bacheca in Camera della Marina Modenese e attendere le autorizzazioni necessarie per procedere con i lavori accordandosi con il Ministro delle Miniere sul numero di persone da assumere.


      Citazione :

      Contratto di licenza per la costruzione di navi private.

      Modena, xx/xx/xxxx

      Il Consiglio del Ducato di Modena, esaminata la richiesta di messer/madama [nome] relativa alla costruzione di una propria nave [tipo di nave], che verrà varata con il seguente nome [nome nave] presso il porto della città di [nome]

      vagliate tutte le credenziali e considerate le disponibilità economiche del richiedente

      AUTORIZZA tale costruzione alle seguenti condizioni:

      - pagamento anticipato di [tot] ducati da versare nelle Casse Ducali
      - vendita al Ducato dei seguenti materiali, elencare materiali, quantità e prezzo: (solo se contemplato il passaggio di materiale)

      CLAUSOLE CONTRATTUALI:
      - il Ducato comunicherà alla Provincia di residenza dell'armatore, qualora si tratti di costruzione di navi da guerra, l'attività di costruzione in essere;
      - il Ducato si riserva di utilizzare qualsiasi strumento utile a tutelare i propri interessi nel caso in cui detta nave, oggetto del contratto, venisse usata per attaccare o infastidire la sovranità del Ducato di Modena o delle navi appartenenti ad esso.
      - la nave dovrà essere consegnata solo al firmatario di tale contratto che la prenderà in consegna in quanto capitano della stessa.

      Vi preghiamo voler controfirmare l’atto di concessione testé redatto per l’apposizione del sigillo del Ducato di Modena.

      L'acquirente
      [firma]

      Il Duca di Modena
      [firma]


      Il Ministro delle Miniere e delle Grandi Opere
      [firma]


      Il capo porto della città di [nome]
      [firma]
      Citazione :

      Contratto di licenza per la riparazione di navi private.

      Modena, xx/xx/xxxx

      Il Consiglio del Ducato di Modena, esaminata la richiesta del Comandante [nome] della nave [tipo di nave e nome] relativa alla riparazione di [00] punti danno presso il porto della città di [nome]

      AUTORIZZA la riparazione della stessa alle seguenti condizioni:
      - pagamento anticipato di [tot] ducati
      - vendita al Ducato dei seguenti materiali, elencare materiali, quantità e prezzo: (solo se contemplato il passaggio di materiale)

      La nave verrà riconsegnata solo al firmatario di tale contratto e, quindi, al suo capitano.

      Vi preghiamo voler controfirmare l’atto di concessione testè redatto per l’apposizione del sigillo del Ducato di Modena.

      Il Comandante della nave
      [firma]

      Il Duca di Modena
      [firma]


      Il Ministro delle Miniere e delle Grandi Opere
      [firma]


      Il capo porto della città di [nome]
      [firma]

      Salari di Base per l'Arsenale


      Citazione :

      Per un operaio semplice: 18 ducati
      Per un artigiano: 22 ducati

      Prezzi delle navi

      Citazione :


      Chiatta: 1050 ducati

      Galea genovese : 3000 ducati

      Galea genovese da combattimento : 5750 ducati

      La Caracca mercantile : 9.900 ducati

      La Caracca da Guerra : 18.450 ducati

      Il Ducato Di Modena e' disponibile ad abbassare il prezzo delle navi solo in caso di fornitura di ferro. L'ammontare scontato sarà uguale al valore del ferro totale fornito; il controvalore del ferro sara' valutato di volta in volta a secono del valore di mercato al momento della richiesta.

      Verrà applicato un ulteriore abbassamento del costo finale sull'opera agli acquirenti che faranno richiesta di costruzione al porto di Mantua. Tale sconto sarà di 100 ducati.

      Il richiedente dovrà effettuare il pagamento in anticipo direttamente al principato, appena ricevuta autorizzazione all'inizio dei lavori.

      I prezzi potrebbero subire variazioni a causa delle normali fluttuazioni del mercato.


      Riparazione delle Navi

      Citazione :

      Il prezzo è da considerarsi per un singolo punto danno da riparare.

      Chiatta 115 dct
      Galea 115 dct
      Galea da guerra 300 dct
      Caracca Mercantile 180 dct
      Caracca da Guerra 300 ducati

      Il richiedente dovrà effettuare il pagamento in anticipo direttamente al principato, appena ricevuta autorizzazione all'inizio dei lavori.

      I prezzi potrebbero subire variazioni a causa delle normali fluttuazioni del mercato.


      Art.6 Protocollo richiesta di attracco


      6.1 )- I capitani delle navi in arrivo al porto dovranno fare richiesta di approdo al Capo Porto presentandosi presso gli uffici della Dogana di Modena con almeno 48 ore di anticipo sull'ora prevista per l'attracco, salvo particolari e comprovate esigenze che saranno valutate di volta in volta.

      6.2 )- I capitani dovranno compilare e consegnare corredata di firma per accettazione delle condizioni di ormeggio, l’apposito contratto di seguito riportato:


      Citazione :

      Al Capitano .........della nave.........,

      in merito alla Vostra richiesta di attracco formulata in data ....... presso la locale Dogana di Modena, viene inviata la seguente missiva a titolo di contratto d'attracco presso lo scalo portuale di ......, con preghiera di restituirla debitamente firmata per accettazione ai fini della concessione della prevista autorizzazione.
      _____________________________________________________________

      Il sottoscritto....................
      capitano della nave...............
      tipo di nave..............
      varata nel porto di ................
      richiesta di attracco nel porto di .................... dal................. al..............

      dichiaro di conoscere ed accettare le sottoelencate condizioni:

      - che la data di partenza indicata in questo contratto è prorogabile solo previo consenso scritto del Capo Porto.

      - che ogni cambiamento di capitano va comunicato al Capo Porto

      - che il capitano o chi per esso rimanga nella città in cui è attraccata la nave in modo tale da poterla spostare per ogni eventualità

      - che il giorno di attracco in banchina è gratuito

      - che dal 2° giorno al 10° il costo dell'affitto della banchina è fissato a 4 dct al gg

      - che dal 11° giorno al 20° il costo dell'affitto della banchina è fissato in 7 dct al gg

      - che dal 21°giorno al 30° il costo dell'affitto della banchina è fissato in 10 dct al gg

      - che allo scadere del 31° giorno la banchina deve essere obbligatoriamente liberata.

      - che il pagamento verrà effettuato per intero, ed in anticipo mediante donazione al ducato.

      - che il pagamento non è rimborsabile in caso di partenza anticipata.

      - che la ricevuta del pagamento effettuato, dovrà essere esibita al cdp il giorno successivo all'attracco, ed in caso di proroga, il giorno stesso in cui il cdp autorizza il prolungamento della sosta.

      - che nei casi di urgenza o motivata necessità, il cdp potrà richiedere lo spostamento immediato della nave conteggiando i giorni di mancata sosta a titolo di rimborso delle spese di ormeggio;

      - che il Consiglio di Modena si riserva la facoltà di mettere in atto tutti i comportamenti utili, anche l'eventuale danneggiamento o affondamento della nave indicata nel presente contratto, qualora il Capitano della stessa non adempia a quanto sottoscritto nel presente atto.

      - autorizzo la pubblicazione di questa missiva, ove si ritenesse necessario

      Luogo............. e data............

      in fede

      il Capo porto
      .................

      il capitano della nave:
      .........................................

      6.3 )- In calce alla richiesta di approdo i capitani dovranno comunicare la lista passeggeri

      6.4 )- Il Capo Porto valuterà le richieste e in base alla disponibilità delle banchine, il tempo previsto di sosta ed eventuali altre indicazioni concederà o meno l'ingresso in porto.

      6.5 )- Il Capo Porto avrà il dovere di dare precedenza di attracco alle navi battenti bandiera Modenese, a quelle navi che necessitano di manutenzione salvo casi particolari e valutando in base al fine ultimo dell'attracco.

      Nel caso lo stesso fosse costretto a chiedere la liberazione di una banchina per mancanza di disponibilità, dovrà conteggiare a titolo di rimborso i giorni di mancata sosta spettanti al comandante della nave che lascerà la banchina libera.

      6.6 )- Richieste per allungare la permanenza nel porto dovranno essere fatte 48 ore prima della scadenza del precedente permesso al Capo Porto, questa dilazione sarà massimo di 4 giorni, per ogni dilazione dovrà essere utilizzata la stessa procedura.

      6.7 )- I capitani delle navi che siano attraccate o vogliano attraccare nei porti del Ducato sono responsabili delle loro dichiarazioni e delle loro azioni.

      L'attracco senza autorizzazione (non richiesta o non concessa), la mendace dichiarazione sullo scopo dell'attracco e sui viaggiatori trasportati, la mancata partenza su ordine del Capo Porto costituisce reato per tutti i capitani delle navi con le seguenti specifiche:

      Classificazione : Reato Grave.

      Capo d’imputazione: Tradimento, Alto Tradimento

      Art. 7 - Pagamento delle tasse.


      Tutte le navi attraccate ai porti Modenesi sono soggette al pagamento delle imposte previste da apposito contratto sottoscritto in sede di richiesta di attracco..

      Questa imposta, variabile tra 1 e 50 ducati, sarà applicata a tutte le navi presenti nella banchine quotidianamente, se non in presenza di particolari situazioni previste dal Ducato (accordi commerciali con altri Ducati o Compagnie mercantili) che vengono regolamentati a parte.

      -Il Capo Porto con un preavviso minimo di 48 ore può richiedere l'allontanamento dal porto, dopo più di 10 giorni di sosta, per permettere ad altre navi di attraccare.
      -Il Capo Porto dovrà comunicare al Capitano l'ammontare complessivo della tassa che dovrà essere pagata al Ducato tramite donazione.
      -Il Capitano dovrà mostrare al Capo Porto la ricevuta dell'avvenuto pagamento.
      -Il mancato pagamento da parte del capitano della nave sarà perseguibile ai fini di legge.

      Classificazione: Reato Grave.

      Capo di imputazione: Disturbo all'ordine pubblico.




    3.1.7 Della Scelta del Magnifico Rettore

      La guida dell'Università del Ducato di Modena è affidata ad un Rettore.
      Questi viene nominato dal Duca attraverso la procedura di seguito delineata e, una volta nominato, ricoprirà tale carica per un periodo di 3 mesi, scaduti i quali, si provvederà ad un nuova nomina dando la possibilità allo stesso di ricandidarsi nuovamente.
      Potrà altresì dimettersi, previa comunicazione anticipata al Duca, mantenendo tale funzione, con relativi obblighi, per il tempo necessario alla nomina del nuovo Rettore.

      La nomina avviene in due fasi;

      - 1ª fase: i candidati saranno sottoposti presso le sale Universitarie ad una valutazione di gradimento tramite votazione, a cui parteciperanno gli aventi diritto presenti nella lista che verrà pubblicata all'apertura della selezione (ovvero gli aventi diritto saranno gli studenti che già hanno scelto una “Via” specifica e gli insegnanti regolarmente iscritti all'università).
      Il voto dovrà essere espresso in modo palese in quanto solo tali voti saranno considerati validi per la graduatoria.

      Al termine delle votazioni, verranno presentati al consiglio solamente i primi due classificati, segnalando il candidato più' gradito al corpo studentesco ; gli stessi verranno sottoposti alla valutazione del Consiglio Ducale, come previsto dalla 2ª fase.

      Nel caso ci fosse la presenza di un solo candidato, tale votazione non avrà luogo e si passerà d'ufficio alla seconda fase.

      - 2ª fase: i due candidati rimasti verranno valutati dal Consiglio Ducale che provvederà alla nomina di uno di essi tramite voto di maggioranza;
      nel caso il consiglio scegliesse a maggioranza il 2° classificato nella votazione universitari, la decisione finale spetterà al Duca.

      Il Rettore potrà essere sollevato dal suo incarico, tramite decisione motivata, dal Duca stesso o dai 3/4 del Consiglio Ducale.





    3.1.8 del Contributo di Trasferimento

      Il Ducato di Modena, attraverso le città Modena e Mirandola, concede un contributo di trasferimento del valore di 40 ducati al mese per la durata di 6 mesi ai primi 25 soggetti, non residenti nel Ducato, che si trasferiranno definitivamente nella città beneficiaria di tale incentivo.

      Per trasferimento definitivo si intende il portare la residenza nella città ed acquistare un campo da destinare poi a coltura/allevamento.

      Gli interessati dovranno far pervenire apposita segnalazione di intento al Sindaco della città corredata di idonea documentazione che provi la residenza precedente al trasferimento e gli stessi, a contributo concesso, verranno poi elencati in apposito albo riepilogativo.

      Nel caso di falsa dichirazione e/o attestazione circa la residenza posseduta in precedenza, si provvederà a segnalare il reo agli appositi uffici giudiziari con il seguente capo di imputazione: Frode

      Reato : Violazione della Legge 2.1.2 - Dello sfruttamento dei beni pubblici e dell’appropriazione indebita.


    Art. 3.1.9 - Dell'ereditarietà e dei Testamenti



      Il Ducato di Modena riconosce il diritto di successione a tutti i cittadini che abbiano raggiunto la maggiore età (liv. 1) e che non siano nobili , i quali devono depositare i loro testamenti presso il Collegio di Araldica Imperiale Italico.

      Per i nobili patentati Res Parendo il Ducato di Modena riconosce i testamenti registrati presso il Collegio d'Araldica Imperiale Italico e ritenuti validi dallo stesso .
      Per i cittadini ed i nobili IG , il Ducato di Modena riconosce i testamenti registrati direttamente presso il Ducato stesso.

      Affinchè un testamento sia registrato e ritenuto valido è necessario che possegga i seguenti requisiti:

      - al suo interno deve essere indicata la chiara linea di discendenza ( Se in possesso è gradita copia dell'albero genealogico aggiornato) ;
      - al suo interno deve essere indicata la chiara spartizione dei beni;
      - deve avere la firma dell'interessato, la firma di un testimone scelto dall'interessato e la firma del Duca di Modena (o di un funzionario delegato a tale compito) ;
      - deve essere depositato presso il palazzo Ducale almeno 30 giorni prima della morte dell'interessato.

      Alla morte dell'interessato il Ducato di Modena:

      - si impegna a rispettare le condizioni presenti nel testamento registrato e ritenuto valido dallo stesso Ducato.
      - si impegna a consegnare al discendente eventuali stipendi arretrati presso il Ducato senza applicare ritenute o eventuali beni lasciati in uso frutto al Ducato rispettando il contratto di uso frutto.

      Il Ducato di Modena si riserva il diritto di:

      - non riconoscere testamenti non conformi o non registrati nel Ducato e per i nobili non registrati nel Collegio d'Araldica Imperiale Italico;
      - non riconoscere i testamenti di coloro i quali son deceduti a causa della loro messa al rogo (multi account);
      - trasferire eventuali debiti che il testamentario aveva con il Ducato ai suoi discendenti;
      - annullare un testamento regolarmente registrato qualora il testamentario o il discendente si sia macchiato di gravi crimini contro il Ducato (Tradimento, Alto Tradimento);
      - annullare un testamento regolarmente registrato qualora il testamentario o il discendente sia dichiarato Nemico di Modena o dell'Impero;
      - annullare un testamento regolarmente registrato qualora il testamentario o il discendente sia stato condannato per Eterodossia, Eresia, Apostasia, Paganesimo o Scisma.
      - annullare un testamento regolarmente registrato in caso di Scomunica.




Ultima modifica di Elein il Lun 17 Feb 2014, 10:51, modificato 2 volte
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Elein

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MessaggioTitolo: Re: [CLM] Corpo Legislativo Modenese - Febbraio 1462   Lun 03 Dic 2012, 10:30

Citazione :
Sez. 2 - Sicurezza e Forze Armate



    3.2.1 - Della sicurezza della Capitale e del Territorio Modenese - Soppressa)




    3.2.2 - Delle forze armate


      Viene regolamentata la costituzione e il funzionamento delle seguenti formazioni militari Ducali:

      1)Esercito
      2)Miliziani
      3)Armigeri Ducali
      4)Reggimenti e Gruppi armati.


      Altri Eserciti:

      L'attivazione, il reclutamento e la circolazione di tutti gli eserciti, può avvenire solo previa concessione di specifica autorizzazione da parte delle autorità ducali. Il comandante che vorra costituire un esercito (In Gratibus) provvederà ad inviare la richiesta di autorizzazione al Duca di Modena che, sentito il Capitano e informato il Consiglio Ducale, provvederà a concedere o meno l'autorizzazione.

      La violazione al presente obbligo sarà considerata a tutti gli effetti un attentato contro la sicurezza del Ducato stesso e punibile quindi con le leggi vigenti in materia di Tradimento e Alto Tradimento

      Ai Nobili di Modena, coloro che prestano giuramento a ogni incoronazione e che si dimostrano sempre fedeli al Ducato, è data la possibilità di creare e mantenere un esercito che risponda agli ordini del Duca stesso o, in sua vece, del Capitano.
      Tale esercito sarà composto solo da volontari che presteranno i loro servigi qualora sia necessario. I volontari saranno soggetti a due specifiche:

      - se sono soldati regolari del Ducato, questi dovranno richiedere una licenza come da regolamento

      - se sono membri di una milizia cittadina, dovranno avere il via libera dal Maresciallo/Balestriere in carica.
      Avendo carattere puramente volontario, a tale esercito verranno rimborsate solo le armi perse durante eventuali scontri.


      1) ESERCITO

      L'Esercito Ducale è la suprema istituzione militare del Ducato, agisce agli ordini del Duca di Modena in qualità di comandante in capo e del suo facente funzioni, il Capitano.

      1.1 )Funzioni e struttura

      Il compito istituzionale dell’esercito è garantire la sicurezza ordinaria e straordinaria di tutto l’intero Ducato .
      Esso sarà dislocato all’interno delle caserme presenti in ogni città del Ducato e sarà composto dalle seguente Compagnie:

      - 1ª Compagnia I GUARDIANI di MODENA, distaccata presso la Capitale Modena;
      - 2ª Compagnia ULTIMO BALUARDO, distaccata presso la città di Massa;
      - 3ª Compagnia LEGIONE dell’ADE, distaccata presso la città di Guastalla;
      - 4ª Compagnia SELVA, distaccata presso la città di Mantua;
      - 5ª Compagnia ARMATA di ARES, distaccata presso la città di Mirandola.

      Alle Compagnie cittadine si aggiunge l’ ACCADEMIA MILITARE con sede a Modena che ha lo scopo di fornire la prima fase di addestramento e di istruzione a tutte le giovani Reclute; al termine della stessa i frequentatori verranno inquadrati tra le fila dell’Esercito con il grado di Soldato.


      2) MILIZIANI

      I Miliziani sono dipendenti assunti dal Prefetto, se si tratta della Gendarmeria, o dai singoli Municipi il cui scopo è quello di garantire la sicurezza ordinaria e amministrativa del Castello di Modena ( assunzioni prefettizie ) o dei singoli Municipi ( assunzioni effettuate dal sindaco )

      2.1 ) Deroghe:

      La milizia cittadina è gestita in autonomia dai Sindaci delle città. Il sindaco, in quanto responsabile della sicurezza ordinaria del municipio, e' libero nella scelta del numero dei miliziani e nel determinarne il salario minimo di assunzione. Questo tipo di assunzione, non è soggetto alle restrizioni imposte da eventuali Ordinanze sullo Schiavismo in vigore.


      3) ARMIGERI DUCALI


      3.1)Formazione e struttura

      Gli ARMIGERI DUCALI di ogni città del Ducato possono essere composti dai seguenti elementi:

      - Cittadini Volontari che hanno svolto o stanno svolgendo il corso di addestramento presso le sale apposite dell’ACCADEMIA MILITARE

      - Gruppi di Volontari organizzati in formazioni locali ufficialmente riconosciute dal Ducato, il cui comandante ha giurato fedeltà al Duca e abbia garantito che gli appartenenti hanno svolto o stanno svolgendo il corso di addestramento anche presso sedi proprie.

      Predetti saranno presenti nei distaccamenti previsti in ogni città e avranno il compito di garantire la sicurezza ordinaria del municipio, operando all’esigenza, in aggiunta e/o in sostituzione della milizia cittadina.

      Per i Cittadini Volontari verrà certificato lo Status di ARMIGERO DUCALE al termine del corso di addestramento tenuto all’interno della ACCADEMIA MILITARE di Modena . Tutti gli originali degli attestati verranno conservati negli archivi dell’Accademia stessa e ne verrà rilasciata copia su richiesta del singolo cittadino

      Nella Capitale Modena essi trovano realizzazione nel gruppo dei Capi Gendarmi che quotidianamente forniscono supporto direttivo e operativo alla difesa del castello direttamente alle dipendenze del Prefetto.

      Gli ARMIGERI DUCALI sono da ritenersi direttamente agli ordini del Duca di Modena in qualità di comandante in capo e del suo facente funzione, il Capitano; è data possibilità di subordinare tale dipendenza a Comandanti locali che agiranno quindi in loco per conto del Duca stesso o del suo facente funzioni, il Capitano.

      3.2) Impieghi straordinari.

      In caso di forte minaccia alla sicurezza del Ducato gli ARMIGERI DUCALI potranno, previa segnalazione volontaria. essere aggregati all’Esercito Ducale assumendone totalmente i diritti e doveri.
      Gli stessi, salvo diversa indicazione , verranno quindi aggregati ai rispettivi reggimenti locali dell’Esercito e saranno dal Ducato remunerati per i servizi svolti .


      4) REGGIMENTI E GRUPPI ARMATI

      I reggimenti e i gruppi armati possono costituirsi liberamente, senza apposita autorizzazione. Il Duca di Modena può tuttavia, per ragioni di sicurezza e di ordine pubblico, imporre lo scioglimento di un gruppo armato o reggimento. Tale scioglimento dovrà avvenire entro il termine di 24 ore dalla disposizione del Duca e In caso di inadempienza entro i termini egli stesso potrà disporne lo scioglimento coatto mediante intervento dell’Esercito Ducale



    3.2.3 - Statuto Esercito Ducale


      Art. 1 – GERARCHIA MILITARE

      UFFICIALI

      Duca

      E' il comandante in capo dell'Esercito. Decide se, quando e come impiegarlo.

      Capitano

      E' il comandante in seconda dell'Esercito.
      Aiuta il Duca al momento di prendere le sue decisioni ed è incaricato di fare eseguire i suoi ordini. Sarà eletto in seno al Consiglio e, quindi, eletto o confermato ad ogni cambio di consiglio . (Sarebbe utile fosse un soldato di carriera)

      Attendente del Capitano

      Nominato solo nel caso in cui il Capitano non sia un ufficiale dell'Esercito.
      Viene scelto fra i componenti dello Stato Maggiore dell’Esercito con compiti di supporto e consiglio all’attività del Capitano.
      Rimane in carica solo per il periodo del mandato Ducale in corso.

      Generale d’Armata

      E’ il comandante sul campo di un esercito Ducale in attività per conto di Modena.
      Comanda l’armata eseguendo gli ordini del Duca e del Capitano.

      Sergente

      E' addetto al rifornimento di armi e vettovaglie e controlla il buon funzionamento del Magazzino dell’Esercito. Coadiuva inoltre il lavoro del TM compilando i testi dei mandati di pagamento per i soldati e riportandoli nelle sale del Consiglio.
      Può consigliare il Duca nel momento di prendere le sue decisioni e aiuta il Capitano nella gestione della caserma.
      In caso di conflitto, supporta i Generali occupandosi del reclutamento di soldati volontari e coordinandone l’ingresso negli eserciti.


      Tenente I.S. (Incarichi Speciali)

      Ex Tenente che, dopo aver prestato servizio attivo e continuativo per 12 mesi in tale ruolo, viene promosso al plotone di élite. Gli ordini vengono impartiti direttamente dal Duca di Modena e, solo su sua delega, dal Capitano. A livello gerarchico, ha la medesima importanza dei Tenenti cittadini.


      Tenente

      E' il comandante e responsabile di un Plotone cittadino.
      Consiglia lo Stato Maggiore, trasmette gli ordini ai soldati del suo Plotone di competenza e ne gestisce il calcolo dei salari.

      Ufficiale di Collegamento

      E' un elemento dell'esercito che ha accesso alla Camera Prefettizia.
      Il suo compito è di coordinamento fra Prefettura ed Esercito.
      Viene scelto preferibilmente tra quanti abbiano già ricoperto l’incarico di Viceprefetto e/o Prefetto.

      SOTTOUFFICIALI


      Logista – Tesoriere

      Incarichi amministrativi all’interno di un’armata ducale. Vengono scelti dal Generale fra i componenti dell’armata stessa per gestirne inventario e tesoreria, secondo indicazioni ricevute dal comandante.
      Il logista deve inviare resoconti giornalieri al Generale per tenerlo aggiornato sulla situazione dell’inventario.

      Maresciallo d’Accademia

      E’ il responsabile dell’Accademia Militare.
      Impartisce lezioni alle reclute e ne valuta l’apprendimento.
      Viene scelto con cadenza semestrale tra i Caporalmaggiori in forza alla varie compagnie. Nel caso non ci fossero candidati gli stessi verranno ricercati tra i Caporali.

      Balestriere

      E' il comandante dei distaccamenti cittadini degli Armigeri Ducali.
      In caso di eventi bellici o di gravi calamità viene equiparato al grado di Caporalmaggiore dell’Esercito Ducale ed ammesso alla sala operativa della Compagnia cittadina e/o esercito dove opereranno i suoi sottoposti. Risponde del comportamento dei suoi uomini direttamente al Tenente o al Generale a seconda del tipo di operatività.

      TRUPPA

      Caporalmaggiore

      Il più alto in grado nella truppa, carica di prestigio che viene concessa esclusivamente a persone con elevate capacità ed esperienza (minimo 6 mesi di servizio).
      E'necessario essere armati di spada, bastone/ascia e scudo ed avere oltre 200 punti di forza e 200 di carisma.
      Assume compito di facente funzione in mancanza del Tenente comandate di plotone ed espleta attività di reclutamento assieme al Caporale.

      Caporale

      L'elemento più forte nella truppa.
      Requisiti e dotazioni: punti forza pari a 200, dotato di spada, bastone/ascia e scudo.
      Minimo 3 mesi di presenza in Caserma.
      Questi avrà anche compiti di reclutamento di nuove leve nella propria città.

      Specialista

      Requisiti e dotazioni: punti forza pari a 150, dotato di spada e scudo.
      Deve aver servito in missione per almeno 10 giorni.

      Soldato Scelto

      Requisiti e dotazioni: punti forza pari a 100, dotato di spada e scudo.


      Soldato

      Requisiti e dotazioni: punti forza da 0 a 99 punti di forza e di essere armato di spada o bastone.

      Recluta

      Sta seguendo il corso in Accademia e apprende la teoria della nobile Arte della Guerra .
      Dovrà essere almeno livello 1. Terminato il corso sarà promosso al grado di Soldato.


      Art. 2 – ARRUOLAMENTO ED ACCADEMIA MILITARE

      Art. 2.1 – Reclute

      Rientrano nel novero di Reclute coloro che stiano seguendo le lezioni in Accademia.
      Si può diventare Reclute solo facendo richiesta scritta al Sergente o al Capitano.
      Le ulteriori istruzioni sono nello Ufficio Reclutamento della Caserma dello Esercito ( Caserma)

      Le Reclute, per quanto riguarda il Regolamento Militare e il regime delle licenze, sono considerate a tutti gli effetti membri dell'Esercito, con gli stessi obblighi e gli stessi doveri.
      Al momento del loro ingresso in Caserma verranno indirizzati all’Accademia Militare dove parteciperanno a corsi di addestramento teorico-pratici.

      Art.2.2 - Giuramento

      Chiunque voglia entrare a far parte dell'Esercito del Ducato di Modena deve pronunciare il seguente giuramento ad alta voce e consegnarne copia scritta e firmata al Capitano o al Sergente:


      Citazione :
      GIURAMENTO DI LEALTÀ E SEGRETEZZA

      Io, ___(inserire nome completo usato in gioco)_____, giuro solennemente di servire sempre il mio ducato, sacrificando, se necessario, la mia vita per la sua difesa.
      Giuro di servire fedelmente, lealmente, e in buona fede il Duca di Modena. Giuro di rispettare la gerarchia militare e di obbedire agli ordini dati dai miei superiori.
      Giuro di rispettare lo Statuto dello Esercito di cui mi è stata data copia, di averlo letto e compreso.
      Giuro solennemente che, salvo autorizzazione regolarmente concessa, non rivelerò né comunicherò ad alcuno che non ne abbia legittimamente diritto le informazioni che verranno a mia conoscenza o che otterrò in ragione delle mie funzioni presso l’Esercito del Ducato di Modena.


      Art.2.3 – Accademia Militare

      L'Accademia dell'Esercito riunisce tutti coloro che, desiderosi di prestare servizio nell'Esercito Ducale, si preparano a superare l'addestramento necessario per diventare veri e propri soldati.

      I cadetti, anche se non ancora integrati nelle Compagnie cittadine, sono a tutti gli effetti parte dell'Esercito del Ducato e dovranno quindi obbedire agli ordini impartiti dai loro superiori e, se necessario, dovranno prendere le armi per cooperare per la difesa del Ducato.

      Art. 2.4 – Funzionamento dell’Accademia Militare

      La Accademia Militare è gestita dal Maresciallo d’Accademia, e, per quanto concerne l’istruzione degli Armigeri, dai Balestrieri. In essa sono presenti le aule Didattiche dove si svolgono le lezioni teoriche che i cadetti devono seguire lasciando un messaggio di presa visione.

      Il corso in Accademia prevede 5 (cinque) giorni di addestramento, al termine dei quali l’aspirante soldato potrà compilare la prova scritta necessaria per completare l’addestramento, inviandola al Maresciallo d’Accademia. Il Maresciallo, ricevuto l’esame, ha il compito di correggerlo e comunicare al Capitano l’eventuale promozione. In caso di bocciatura, il cadetto può ripresentare l’esame ogni giorno fino al superamento dello stesso.

      E’ dovere del Maresciallo d’Accademia redigere la prova d’esame, che deve prevedere: conoscenze di base riguardanti l’organizzazione dell’Esercito e il suo statuto; conoscenza di strutture ed apparati militari sia in pace che in guerra; gestione dei mandati.

      Art. 2.5 - Bonus di reclutamento

      Qualunque membro dell'Esercito che abbia ottenuto almeno il grado di soldato e che abbia fatto arruolare nell'Esercito di Modena un'altra persona, ha diritto a ricevere un compenso di 30 ducati in qualità di reclutatore, purché la recluta soddisfi i seguenti requisiti:

      - dimostri di essere affidabile;
      - dimostri serietà nell'adempimento del proprio dovere;
      - siano passati 60 giorni dal suo arruolamento;
      - abbia effettuato almeno 10 giorni di missione oppure di difesa della propria città.



      Art. 3 – ORGANI INTERNI E MANSIONI

      Art. 3.1 – Organi Interni allo Esercito

      Art.3.1.1 Stato Maggiore

      Sono le Stanze in cui si decidono gli ordini e dove si prendono tutte le decisioni che riguardano lo Esercito Ducale di Modena.
      Allo Stato maggiore hanno accesso: Duca, Capitano, Sergente ,Tenenti e Generali.

      Art.3.1.2 Magazzino Esercito

      E’ la stanza in cui vengono espletate le pratiche che riguardano le paghe dei soldati.
      Al Magazzino hanno accesso: Duca, Capitano, Sergente, addetti alla richiesta paghe, TM e Sceriffo.

      Art.3.1.3 Archivio Esercito

      E’ la stanza in cui vengono archiviati tutti i documenti non più in essere dello Esercito.
      In queste sale vengono scrupolosamente archiviati e catalogati tutti i giuramenti dei militari


      Art. 4 – COMPAGNIE

      Vengono istituite le seguenti Compagnie, nelle cittadine del Ducato di Modena.:

      - 1ª Compagnia I GUARDIANI di MODENA, distaccata presso la Capitale Modena;
      - 2ª Compagnia ULTIMO BALUARDO, distaccata presso la città di Massa;
      - 3ª Compagnia LEGIONE dell’ADE, distaccata presso la città di Guastalla;
      - 4ª Compagnia SELVA, distaccata presso la città di Mantua;
      - 5ª Compagnia ARMATA di ARES, distaccata presso la città di Mirandola.



      Art.5. - LICENZE E DIMISSIONI

      Art.5.1 - Richiesta e concessione delle Licenze

      Ogni soldato ha diritto ad una licenza (permesso per viaggiare fuori dalla città in cui risiede), che può ottenere facendone richiesta al suo Tenente.
      Il Tenente ha la facoltà di concedere o meno la licenza, in accordo con le direttive generali dettate dal Capitano o dal Sergente.
      In caso di dubbio, è tenuto a passare la richiesta al Capitano o al Sergente allegandovi un suo parere, positivo o negativo; il Capitano- Sergente valuterà la situazione e deciderà se concedere o meno la licenza al richiedente.
      Importante: perché sia concessa, e fatti salvi casi straordinari, la richiesta di licenza deve essere avanzata al Tenente con almeno 2 giorni di anticipo rispetto alla data di inizio della stessa.
      I Tenenti potranno fare richiesta di licenza direttamente al Capitano o al Sergente

      Art.5.2 - Richiesta e concessione delle Dimissioni

      Ogni soldato ha il diritto, qualora lo ritenesse opportuno, di dimettersi dall'Esercito Ducale; a questo scopo deve farne pubblicamente richiesta in Caserma.
      Il Capitano, o in sua assenza il Sergente, prende nota della richiesta di dimissioni, stabilendo entro quale data tali dimissioni diverranno effettive. Non può in ogni caso definire una data più lontana di 7 (sette) giorni, né può respingerle, a meno che il militare dimissionario non sia impegnato in una missione operativa; in tale caso, le dimissioni diverranno effettive solo quando la succitata missione sarà portata a termine.
      Solo ed esclusivamente in stato di guerra dichiarata, il Capitano può decidere di rifiutare una richiesta di dimissioni.
      Fino alla data definita dal Capitano, il militare dimissionario resta soggetto al Regolamento militare ed è normalmente processabile in caso di mancanze.



      Art. 6 – SALARI ED INCENTIVI DI MERITO

      Art.6.1 - Modalità di pagamento

      Ogni appartenente allo Esercito Ducale di Modena ha diritto di retribuzione per ogni giorno (diaria) di servizio effettivamente prestato .
      In caso di appartenenza ad un esercito con relativa distribuzione del rancio, il controvalore del cibo ricevuto verrà decurtato dalla paga totale.

      Il saldo della paga viene corrisposto a fine missione, fatta salva la possibilità data ad ognuno, previa richiesta formale, di riceverne un anticipo in caso di contingenza durante la missione in corso.

      Il pagamento, sempre che vi sia la disponibilità, avverrà in ducati o in alternativa, su decisione di Capitano e Sergente approvata dal Duca, in merce di consumo con eventuale eccedenza in moneta.

      Il controvalore economico della merce viene deciso dal consiglio con la supervisione del Ministro del Commercio.
      Tali controvalori aggiornati sono contenuti, assieme ad alcune note e formalità, nella Appendice "A" del presente statuto.

      Art.6.2 – Calcolo del salario

      Il calcolo delle paghe dovute per i giorni di servizio effettivo è compito di Generali e Tenenti con l'aiuto del Sergente e, eventualmente, di altri ufficiali o sottoufficiali precedentemente designati.

      A seconda del grado in esercito, la diaria spettante è la seguente:

      Citazione :
      -Recluta Accademia: 15 ducati

      -Soldato / Armigero pari caratteristiche: 16 ducati

      -Soldato scelto / Armigero pari caratteristiche: 17 ducati

      -Specialista /Armigero pari caratteristiche: 18 ducati

      -Caporale/Armigero pari caratteristiche: 18.50 ducati

      -Caporalmaggiore: 19 ducati

      -Sottoufficiali, Ufficiale di Collegamento e Attendente del Capitano: 19.50 ducati

      -Duca, Capitano, Generali, Sergente e Tenenti: 20 ducati


      +1 ducato per ogni notte passata in una locanda nelle Capitali a titolo di rimborso per i militari non residenti nella Capitale stessa.

      Tali importi sono da considerarsi al netto delle tasse.


      Art.7 – FUNZIONARI MILITARI

      Art.7.1 - Registro dei Funzionari

      Viene redatto in Caserma un Registro dei Funzionari Militari, curato da Capitano e Sergente, nel quale vengono raccolti i nomi dei soldati in grado di fornire consulenze di strategia e tattica alle armate Ducali (Punti Esercito).
      Tale Registro dovrà essere suddiviso per città e riportare, a fianco dei nominativi, il livello di conoscenze dei Funzionari (produzione giornaliera di PE) e la via universitaria scelta.

      Art.7.2 – Doveri dei Funzionari Militari

      Ogni soldato che sia in possesso dei requisiti per divenire Funzionario Militare è tenuto a comunicare i propri dati nell’apposito registro. Dovrà inoltre aggiornare la sua situazione in caso di spostamenti o apprendimento di nuove conoscenze utili per gli eserciti.
      Ogni Funzionario che non risulti in licenza ha l’obbligo di prestare consulenza alle armate che dovessero averne necessità.

      Art. 7.3 – Utilizzo e salario dei Funzionari Militari

      Il Generale che dovrà assumere i Funzionari Militari sarà tenuto a dare la precedenza ai funzionari che abbiano scelto il percorso accademico militare (via militare) con ulteriore privilegio se il funzionario fà anche parte dell'esercito, in grado di fornire una quantità di punti esercito pari o superiore a quella di un civile presente nella città; qualora non vi fossero segnalati facenti parte del predetto percorso potrà procedere all’assunzione di funzionari civili dello stato in grado di produrre i punti necessari. Per fare ciò potrà avvalersi dell’apposita bacheca presente nelle Sale Universitarie.

      Ogni Funzionario ha diritto, in rapporto alle proprie conoscenze, ad un corrispettivo in ducati:

      -Produzione giornaliera di 10 PE = 20 ducati
      -Produzione giornaliera di 20 PE = 25 ducati
      -Produzione giornaliera di 30 PE = 30 ducati



      Art. 8 – ARMIGERI DUCALI

      Premessa: Gli Armigeri Ducali opereranno con distaccamenti dislocati in ognuna delle città del Ducato e loro compito sarà quello di garantire la sicurezza cittadina .
      Essi sono costituiti da :

      -Cittadini Volontari che hanno svolto o stanno svolgendo il corso di addestramento.

      -Gruppi di Volontari organizzati che hanno pubblicato lo statuto,il cui comandante ha giurato fedeltà al Duca e i cui appartenenti hanno svolto o stanno svolgendo il corso di addestramento, anche presso sedi proprie.

      Art.8.1 - Durata Arruolamento

      Il periodo di appartenenza agli Armigeri Ducali inizia con l’arruolamento ad uno dei corpi di cui al precedente articolo e terminerà solo in caso di spontanee dimissioni o di morte sopraggiunta.
      Contestualmente il cittadino dovrà svolgere un corso di addestramento obbligatorio della durata di giorni 7 che può gestire a suo piacimento nell'arco di mesi 1 a partire dalla data di arruolamento.

      Il corso verrà svolto nella caserma dell'esercito ducale o, sotto responsabilità del relativo Balestriere presso le sedi distaccate ufficialmente riconosciute.
      Nel caso in cui durante l'addestramento sia previsto un impegno effettivo che non permetta una quotidiana attività lavorativa , all’Armigero verrà corrisposta paga secondo quanto disposto dallo "Statuto Esercito Ducale".


      Art.8.2 - Normativa

      Gli Armigeri distaccati di ogni città dovranno scegliere autonomamente un proprio comandante, detto Balestriere, purché tale nomina sia accettata anche dal Capitano e dal Sindaco della propria città, i quali hanno potere di veto al riguardo. Qualora sia presente un gruppo volontario organizzato è data possibilità al suo comandante di assumere la carica di Balestriere.

      I Balestrieri hanno obbligo di presentarsi in Caserma Ducale per fare costante rapporto sulla situazione del loro distaccamento; sono tenuti a prestare un giuramento di fedeltà al Duca di Modena, e per la durata del loro incarico saranno considerati a tutti gli effetti appartenenti all'Accademia Militare, con il grado appunto di Balestrieri.

      La carica di Balestriere nonché comandante degli Armigeri Ducali distaccati durerà fino a sue dimissioni volontarie o per scelta del gruppo che rappresenta.


      Art.8.3 - Doveri

      In caso di eventi straordinari quali la guerra tutti gli Armigeri potranno essere aggregati all'esercito e saranno considerati militari a tutti gli effetti; dovranno quindi obbedire agli ordini dei propri superiori, e saranno sottoposti alla disciplina militare come se fossero veri e propri Soldati dell'Esercito Ducale.

      L’ Aggregamento si svolgerà come segue:

      In caso di evento straordinario il Duca o il suo facente funzione, il Capitano, procederanno con la diramazione di una circolare ai vari Balestrieri. Nella circolare saranno presenti le motivazioni di tale aggregamento. I Balestrieri avranno il compito di diramare la circolare ai propri sottoposti e avranno 48 ore di tempo per comunicare l’elenco degli armigeri che dovranno essere accorpati all’esercito Ducale.

      Tale elenco dovrà essere composto da nominativi che abbiano volontariamente fatto richiesta di essere accorpati all’esercito Ducale .e qualora fosse accettata , da quel momento e fino al termine della missione , l’armigero assumerà gli stessi diritti e doveri di ogni militare effettivo.

      Art.8.4- Mansioni

      Gli Armigeri potranno prestare servizio di difesa cittadina volontario dietro richiesta del Sindaco che rimane libero di scegliere a chi affidare la difesa del municipio ( milizia cittadina /Armigeri Ducali o cittadini volontari ).

      Nessuna responsabilità potrà ricadere sugli armigeri in caso di disservizio in quanto a totale responsabilità del sindaco



      Art. 9 – GIUSTIZIA MILITARE

      Art.9.1 - Gerarchia degli ordini

      Tutti gli appartenenti all'esercito ducale sono vincolati al rispetto degli ordini dei loro superiori; in caso di ordini contrastanti hanno la precedenza gli ordini emanati dal più alto in grado.

      Art.9.2 - Disobbedienza

      Chi non esegue gli ordini di un superiore sarà accusato di Disobbedienza.
      La Disobbedienza è un reato serio.
      Capo di imputazione: Disturbo all’Ordine pubblico – Reato: Disobbedienza.

      Art.9.3 - Disobbedienza Grave

      Chi persiste nel non eseguire gli ordini, oppure chi intraprende azioni che danneggino l'unità e l'efficienza dell'esercito, sarà accusato di Disobbedienza Grave.
      La Disobbedienza Grave è un crimine semplice
      Capo di imputazione: Tradimento – Reato: Disobbedienza grave.

      Art.9.4 - Diserzione

      Chi non rispetta il tempo limite concessogli dalla licenza verrà accusato di Diserzione, e perseguito come un traditore del Ducato.

      La Diserzione è un crimine infame.

      La Diserzione in tempo di pace è un crimine semplice.
      Capo di imputazione: Tradimento – Reato: Diserzione

      La Diserzione in tempo di guerra è un crimine infame.
      Capo di imputazione: Tradimento – Reato: Diserzione

      Art.9.5 - Processo per Disobbedienza

      Il processo istruito dalle autorità civili, per i casi di Disobbedienza, ha il solo scopo di accertare la colpevolezza dell'accusato, e di somministrare pene pecuniarie.

      Art.9.6 - Processo per Disobbedienza Grave e Diserzione

      Il processo istruito dalle autorità civili per i casi di Disobbedienza Grave e Diserzione ha lo scopo di accertare la colpevolezza dell'accusato e di somministrare le pene ritenute adeguate, secondo anche quanto suggerito dal Capitano, che verrà ascoltato quale parte in causa.

      Chiunque venga riconosciuto colpevole dal Tribunale Civile per i reati di cui sopra, potrà subire un ulteriore pena accessoria di carattere militare che sarà inflitta dal Capitano nella sede della Caserma rientrate tra le tipologie sottoelencate:

      - degradazione
      - riduzione del salario
      - annullamento di future licenze
      - espulsione
      - espulsione con infamia

      Art.9.7 - Applicabilità del Codice

      L'applicabilità di questo Codice Penale viene estesa anche a tutti gli Armigeri Ducali o qualsiasi volontario durante la loro permanenza in Esercito ai sensi dell'art.8.3, con la sola esclusione delle pene accessorie interne dell'Esercito, applicabili solamente ai militari effettivi del Ducato di Modena.

      Citazione :

      APPENDICE “A” - Controvalore delle merci

      Alle merci di consumo utilizzabili come salario per i soldati, viene assegnato un corrispondente valore in ducati secondo la seguente tabella:

      Pane = 5,50 ducati
      Mais = 3 ducati
      Carne = 16,50 ducati
      Pesce = 16,.50 ducati
      Frutta = 8,50 ducati
      Verdura = 8,50 ducati




    3.2.4 - De La lotta alle aggregazioni criminali



      Il Ducato di Modena proibisce all’interno dei suoi territori, salvo preventiva autorizzazione da parte del Consiglio, qualsiasi forma di reclutamento, propaganda atta al reclutamento, adescamento o qualsiasi altro tipo di invito all’aggregazione finalizzato a favorire la creazione di gruppi, associazioni, movimenti e quant’altro destinati a destabilizzare l’ordine costituito o ad arrecare danno alle persone e/o Stati.

      Chiunque verrà trovato compiere dette azioni all’interno dei territori Ducali sarà accusato di Tradimento.

      Capo di imputazione: Tradimento – Reato: Tradimento




    3.2.5 - Statuto della Marina Militare

      PREMESSA

      La Marina Militare del Ducato di Modena nasce per garantire la difesa delle coste del Ducato e ha compiti di difesa e offesa via mare.
      E' parte delle Forze Armate del Ducato di Modena insieme allo Esercito Ducale.
      Può essere addetta al trasporto di militari durante operazioni belliche o al trasporto di civili in tempo di pace e con benestare dello Stato Maggiore della Marina Militare.


      Art.1 – GERARCHIA NELLA MARINA MILITARE

      UFFICIALI
      Duca
      E’ il comandante supremo della Marina Militare. Decide se, come e quando utilizzare le risorse navali del Ducato.

      Capitano
      Funge da collegamento tra Duca e Consiglio e lo Stato Maggiore della Marina.

      Ammiraglio

      Comanda la flotta della Marina Militare in sua vece. Coordina gli spostamenti e le strategie in mare sotto consenso del Duca e del Capitano.
      E’ responsabile dell’efficienza della flotta, assicurandosi che venga eseguita la periodica manutenzione delle imbarcazioni.
      Può essere anche Capitano di Vascello.
      Viene individuato con bando pubblico e scelto a maggioranza dal Consiglio.
      Rimane in carica per un periodo di 3 (tre) mesi o fino a sue dimissioni o per decisione del Duca. Al termine del suo mandato, può ricandidarsi.

      Commodoro

      Viene scelto dall’Ammiraglio, previa consultazione e consenso di Capitano e Duca, tra i Capitani di Vascello.
      Coadiuva il lavoro dell’Ammiraglio e lo sostituisce in caso di sua temporanea assenza.

      Capitano di Vascello

      Viene scelto, tramite bando pubblico, da Duca, Capitano e Ammiraglio per comandare una nave della flotta ducale. Deve rispondere ai seguenti requisiti:

      . essere cittadino del Ducato di Modena;
      . essere un personaggio di indubbia moralità e fedeltà al Ducato e non essere mai stato condannato per Tradimento o Alto Tradimento;
      . aver acquisito completamente Competenze marittime di base. Sono inoltre prioritarie le conoscenze di Astronomia, Combattimento navale di base, Ingegneria navale di base.
      E’ il responsabile della missione ed è suo compito scegliere e coordinare l’equipaggio della nave, curarsi della manutenzione dell’imbarcazione affidatagli e redigere giornalmente il diario di bordo.


      EQUIPAGGIO

      Nostromo

      E’ il comandante in seconda di una nave ducale.
      Viene scelto all’interno dell’equipaggio per sostituire, temporaneamente o in caso di necessità, il Capitano di Vascello alla guida della stessa.
      Aiuta il Capitano di Vascello nella gestione e coordinamento dell’equipaggio, sia durante le missioni in mare che nei periodi di riposo.
      Deve aver acquisito completamente Conoscenze marittime di base.

      Nocchiere

      Marinai della Marina Militare che hanno prestato giuramento, eseguono gli ordini del Capitano di Vascello.


      Art.2 – FLOTTA DELLA MARINA MILITARE

      Art.2.1 – Flotta della Marina

      Fanno parte della Flotta della Marina Militare tutte le navi da guerra, o altre navi riviste ad uso militare, del Ducato di Modena.
      Ogni nave è affidata ad un capitano di Vascello e al rispettivo equipaggio.


      Art.2.2 – Assegnazione delle navi

      E’ compito dell’Ammiraglio, su autorizzazione di Capitano e Duca, individuare il Capitano di Vascello che guiderà la nave ducale. E’ facoltà Di Ammiraglio, Capitano e Duca revocare la nomina del Capitano di Vascello.
      Il Capitano di vascello deve selezionare il suo equipaggio. Tra i criteri di scelta:
      . disponibilità di raggiungere la nave indipendentemente dalla residenza;
      . disponibilità di tempo richiesto per la missione.


      Art.3 – STRUTTURA ED ORGANIZZAZIONE DELLA MARINA MILITARE

      Art.3.1 – Stato Maggiore della Marina Militare

      Sono le stanze dove vengono prese le decisioni in merito alla Marina Militare.
      Lo Stato Maggiore della Marina è composto da Duca, Capitano, Ammiraglio e Capitani di Vascello.


      Art.3.2 – Ufficio di coordinamento

      All’ufficio di coordinamento hanno accesso i membri dello Stato Maggiore di Esercito e Marina per il coordinamento tra le forze di mare e di terra.


      Art.3.3 – Registri della Marina

      Sono tenuti e curati da Ammiraglio e Capitani di Vascello.
      Contengono:
      . dati relativi a Capitani di Vascello ed equipaggio, con elenco delle competenze navali acquisite, città di residenza, data di arruolamento e missioni effettuate;
      . diari di bordo, insieme anche a rapporti sull’equipaggio.


      Art.3.4 – Archivi

      Contengono i giuramenti dei Marinai e documenti riguardanti missioni concluse.


      Art.4 – ARRUOLAMENTO E DOVERI DEI MARINAI

      Art.4.1 – Modalità d’Arruolamento

      Si può divenire membri della Marina Militare tramite bando pubblico o facendone richiesta all’Ammiraglio ed in ogni caso su decisione finale di Duca, Capitano ed Ammiraglio.
      Perché l’ingresso nella Marina sia effettivo, è necessario inviare all’Ammiraglio o al Capitano il seguente giuramento:


    Citazione :
    GIURAMENTO DI LEALTA’ E SEGRETEZZA

    Io, ___(inserire nome completo e pseudonimo usato in gioco, il nick)_____, giuro solennemente di servire sempre il mio ducato, sacrificando, se necessario, la mia vita per la sua difesa.
    Giuro di servire fedelmente, lealmente, e in buona fede il Duca di Modena. Giuro di rispettare la gerarchia militare e di obbedire agli ordini dati dai miei superiori.
    Giuro di rispettare lo Statuto della Marina Militare di cui mi è stata data copia, di averlo letto e compreso.
    Giuro solennemente che, salvo autorizzazione regolarmente concessa, non rivelerò né comunicherò ad alcuno che non ne abbia legittimamente diritto le informazioni che verranno a mia conoscenza o che otterrò in ragione delle mie funzioni presso la Marina Militare del Ducato di Modena.


      Art.4.2 – Licenze e Dimissioni

      Ogni Capitano di Vascello può rinunciare all’incarico comunicandolo, con un anticipo di minimo 7 (sette) giorni, all’Ammiraglio o al Capitano, i quali potranno eventualmente chiedere al Capitano di Vascello di completare la missione in corso prima che il termine sia effettivo.
      Ogni membro dell’equipaggio può ottenere una licenza o chiedere di essere dimesso dalla Marina Militare facendone richiesta al Capitano di Vascello, con decisione approvata dall’Ammiraglio, con un anticipo di minimo 7 (sette) giorni. E’ facoltà dello Stato Maggiore chiedere eventualmente il completamento della missione in corso prima che la licenza o le dimissioni diventino effettive.


      Art.4.3 – Doveri dei Marinai

      Tutti gli appartenenti alla Marina Militare sono soggetti alla medesima Giustizia Militare riportata nello Statuto dello esercito Ducale.
      In caso di grave necessità, e solo fino al cessare della stessa, il Duca di Modena, su approvazione del Consiglio e dello Stato Maggiore della Marina, potrà chiedere ai Marinai di unirsi alle forze militari di terra.


      Art. 5 – RETRIBUZIONE ED INCENTIVI

      Art.5.1 - Modalità di pagamento

      Ogni membro della marina ha diritto di essere retribuito per ogni giorno di mobilitazione e servizio effettivamente prestato.
      E’ compito del Capitano di Vascello, in accordo con Ammiraglio e TM, individuare la predisposizione dei viveri per il viaggio.

      Il saldo della paga viene corrisposto a fine missione e avverrà in ducati o in alternativa in merce di consumo con eventuale eccedenza in moneta.
      Il controvalore delle merci è il medesimo adottato nell’Appendice “A” dello Statuto dell’Esercito Ducale.


      Art.5.2 – Calcolo del salario

      Il calcolo delle paghe è compito dei Capitani di Vascello, coadiuvati dal Nostromo.

      Ai Capitani di Vascello spetta una differente diaria in base alle conoscenze possedute:
      Competenze marittime di base: 19 ducati
      Due materie marittime: 20 ducati
      Almeno tre materie marittime: 21 ducati

      All’equipaggio, in base al grado, spetta una differente diaria:
      Nostromo: 20 ducati
      Nocchiere: 19 ducati




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Elein

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MessaggioTitolo: Re: [CLM] Corpo Legislativo Modenese - Febbraio 1462   Lun 17 Feb 2014, 10:54

Citazione :

4- RAPPORTI CON ALTRE ISTITUZIONI



Sez. 1- Della Chiesa



    4.1.1 - Concordato tra la Santa Chiesa Aristotelica ed il Ducato di Modena

      Preambolo

      Con la presente il Ducato di Modena ufficializza i suoi rapporti con la Santa Chiesa Aristotelica Romana e Universale e riconosce l'Aristotelismo come pietra fondante dei suoi valori e della sua cultura.
      Con la presente la Chiesa Aristotelica Romana e Universale riconosce il Ducato di Modena come Provincia di Confessione Aristotelica.

      Questo Concordato non può essere modificato o annullato che in seguito ad un accordo tra le due parti, quali che siano i cambiamenti che avvengano in seno al Consiglio Ducale di Modena o della Chiesa.
      Il presente Concordato potrà essere emendato solo con il consenso di entrambe le parti.
      Tale Concordato annulla ogni precedente trattato tra il Ducato di Modena e la Santa Chiesa Aristotelica.

      Precisazioni lessicali:
      IG = In Gratibus = In Game
      RP = Res Parendo = RolePlay (Forum etc)

      I - Del ruolo della Chiesa nell'organizzazione spirituale del Ducato

      I.1- Il presente Concordato fa della Chiesa Aristotelica Universale e Romana la religione ufficiale del Ducato di Modena.
      Il Ducato riconosce la Chiesa Aristotelica Universale e Romana come sola, unica e legittima Istituzione dell'Onnipotente, oltre che sola detentrice della Vera Fede.
      Il Ducato di Modena riconosce l'esistenza della Santa Sede e di tutte le sue istituzioni.

      I.2 - Solo il culto Aristotelico potrà essere esercitato o diffuso mediante proselitismo in pubblico nelle taverne, nei Municipi e negli altri edifici ed Istituzioni del Ducato di Modena.

      I.3 - La religione spinozista e i discepoli di Averroè interpretano erroneamente l'Aristotelismo, perciò hanno una visione errata di Dio. Nonostante questo, la Santa Chiesa Aristotelica, nella sua grande bontà, ed il Ducato di Modena, nel rispetto dei suoi sudditi, tollera questi soli due culti secondo le seguenti condizioni:

      • Le comunità di questi culti si possono installare nel territorio del Ducato solo con il permesso congiunto dell’Arcivescovo di Ravenna e del Duca di Modena.

      • È consentito che i fedeli di tali religioni tollerate aprano uno ed un solo luogo di culto che sarà loro nel municipio di una città a propria scelta, eccetto la capitale del Ducato e la sede Arciepiscopale, ma dovranno essere autorizzati dalle autorità ecclesiastiche e temporali. Tale tolleranza non consente loro di diffondere la miscredenza mediante proselitismo al di fuori del loro luogo di culto.

      • Per ricevere il permesso di pratica e predicazione del culto (In Gratibus, Res Parendo) dovrà comunque essere riconosciuta la Chiesa Aristotelica come istituzione ed esser consapevoli dell’esistenza di questo concordato.

      I.4 – Il Ducato di Modena riconosce la piena autorità della Chiesa Aristotelica e Romana nel dominio spirituale e sui Vescovi delle terre modenesi.
      Con la presente la Chiesa Aristotelica Romana e Universale riconosce al Ducato di Modena il diritto esclusivo di esercitare, entro i confini del territorio modenese, la potestà e di guida temporale degli uomini.

      I.5 - Tutte le violazioni alle disposizioni di questo corpo di leggi parte I saranno considerate come un atto di eresia.

      II - Il Ruolo della Chiesa nell'organizzazione temporale del Ducato

      II.1 - Il Ducato e la Chiesa modenesi, nel desiderio di instaurare rapporti di collaborazione, si impegnano nel creare modi e luoghi atti al continuo e proficuo confronto, in particolare nel binomio Duca/Arcivescovo, all'assistenza e alla consultazione per conformare la politica ai principi di giustizia ed equità Aristotelica.
      L'Arcivescovo può, se lo ritiene necessario, delegare nel dialogo con il Ducato un membro della Nunziatura Apostolica in sua sostituzione.
      Il Duca può, se lo ritiene necessario, delegare nel dialogo con la Chiesa ravennate un membro dell’ambasciata del Ducato di Modena in sua sostituzione.

      II.2 – L’Arcivescovo di Ravenna, se il Consiglio del Ducato di Modena lo ritiene opportuno, potrà sedere in Consiglio senza avere diritto di voto per aiutare quest’ultimo a legiferare e ad agire secondo i dettami dell’Unica Vera Fede.

      II.3 - L'Arcivescovo o il Nunzio che, in seguito alla collaborazione con le autorità temporali, venga a conoscenza di informazioni confidenziali che possano compromettere la sicurezza del Ducato s'impegna a non rivelarle, pena l'accusa di alto tradimento. D'altra parte se tali informazioni sono di natura tale da mettere in pericolo la Chiesa stessa o la Santa Sede, in questo caso L'Arcivescovo è tenuto a informare la Curia ed il Cenacolum Episcoporum Italiae, dopo averlo comunicato al Duca ed al Consiglio.

      II.4 - Un membro del clero Aristotelico che voglia assumersi una missione di natura temporale ne ha facoltà, ma non potrà violare in tale missione i principi della vera fede della quale la Chiesa Aristotelica è unica depositaria.

      II.5 - Il Duca di Modena dovrà essere intronizzato dall’Arcivescovo.
      Egli dovrà essere battezzato.

      Se il Duca non fosse battezzato al momento della elezione dovrà esserlo entro quattordici giorni con cerimonia pubblica, mentre i consiglieri che non fossero battezzati, dovranno fare esplicita dichiarazione di esercitare il proprio ruolo esclusivamente per le vicende riguardanti il Ducato, esimendosi dal partecipare ad eventuali discussioni o trattazioni riguardanti la fede o su quanto previsto dal presente Concordato.

      I fedeli spinozisti ed averroisti non saranno ritenuti nemici della Santa Chiesa Aristotelica se non violano le norme di questo Concordato e del Diritto Canonico.

      II.6 - Il Duca di Modena deve nominare al principio del suo mandato un confessore personale tra il clero del Ducato.

      II.7 - Il Duca di Modena non proporrà patenti di nobiltà per chi non sia stato battezzato o per chi non sia in possesso di attestato dell’Arcivescovo di Ravenna che lo dichiari comunque meritevole.

      II.8 – I nobili del Ducato di Modena non peroreranno patenti di nobiltà per chi non sia stato battezzato o per chi non sia in possesso di attestato dell’Arcivescovo di Ravenna che lo dichiari comunque meritevole.

      II.9 - L'Assemblea Episcopale dello SRING terrà un elenco Aere Perennius della nobiltà elevata nel Ducato di Modena.


      III - Il ruolo della Chiesa nella vita civile

      III.1 - I matrimoni aristotelici sono gli unici riconosciuti come validi.

      III.2 - Conformemente al decreto Matrimonium Prohibiti, il "matrimonio civile", o tutte le altre forme d'unione di questo tipo con lo scopo di legare l'uomo alla donna e la donna a l'uomo sono severamente vietate nelle terre del Ducato di Modena, sia per i fedeli aristotelici che per i non fedeli.

      III.3 - Un'unione more uxorio (convivenza senza matrimonio) è considerata peccaminosa e non benedetta dall'Altissimo. I figli che nasceranno da tale unione, come quelli che avverranno all'interno di matrimoni non Aristotelici di qualsivoglia tipo, sono considerati figli naturali non legittimi, ossia bastardi. Se un'unione more uxorio viene successivamente regolarizzata tramite il matrimonio, i figli verranno quindi riconosciuti come legittimi.

      III.4 - Il Ducato riconosce che l'educazione della prole debba avvenire all'interno di un nucleo familiare timorato dell'Altissimo e della Santa Chiesa. Per questo motivo le coppie sposate hanno la priorità in caso di adozione. L'adozione da parte di persone non sposate è consentita, ma deve essere seguita la "Procedura di adozione per cittadini non sposati" presentata al termine di questa sezione come appendice.
      In caso di annullamento di matrimonio l'adozione decade poichè il matrimonio risulta come mai celebrato. Se c'è il desiderio, da parte di un membro della coppia, di mantenere un figlio adottivo, la "Procedura di adozione per cittadini non sposati" dovrà essere applicata.
      La Santa Chiesa Aristotelica è l'unica istituzione che possa rendere un'adozione valida a livello civile.

      III.5 - La Chiesa fa propria la missione d'aiutare i più miserabili. I suoi rappresentanti cercheranno dunque di partecipare in maniera attiva alle azioni di carità coordinando, per quanto possibile, i loro sforzi con le autorità municipali e ducali.
      Il Diritto Canonico regola i doveri dei parroci e di ogni altra carica ecclesiastica verso la comunità.

      III.6 - La Chiesa fa propria la missione di educare il popolo ai giusti valori Aristotelici ed al rispetto delle istituzioni ducali.
      Per questo motivo il Rettore assegnerà le cattedre dei corsi relativi alla via della Chiesa dando precedenza a coloro che hanno seguito la Via della Chiesa, in collaborazione con l'Arcivescovo.
      Inoltre, l'Arcivescovo od un suo rappresentante avrà il ruolo di Consigliere per le Materie Ecclesiastiche all'interno dell'Università.

      III.7 - Ogni ecclesiastico non deve rendere conto a nessuno dei suoi atti spirituali tranne che al suo Vescovo. A nessun chierico può essere chiesto di rivelare ciò che è venuto a conoscenza a seguito del sacramento della confessione.

      III.8 - Almeno un rappresentante della diocesi deve essere presente alle manifestazioni organizzate dal Duca e dal suo Consiglio per le quali ha ricevuto preventivo invito. L'assenza di un rappresentante può essere tollerata, qualora il Duca o il Consiglio ne siano stati informati per tempo.

      III.9 - Il Duca o un rappresentante del Consiglio deve essere presente alle manifestazioni e celebrazioni religiose per le quali ha ricevuto preventivo invito.
      L'assenza di un rappresentante può essere tollerata, qualora l'Arcivescovo o il Vicario Generale ne sia stato informato per tempo.

      III.10 - I vescovi avranno completa autonomia e autorità nella nomina del clero della loro diocesi, sacerdoti o laici, e di autorizzarli ad amministrare i sacramenti. Qualsiasi tentativo di occupazione di un incarico religioso al di fuori delle procedure canoniche verrà punito dalla giustizia ordinaria del Ducato come disturbo dell'ordine pubblico.

      III.11 - La Chiesa riconosce l'importanza della diffusione della conoscenza, e ritiene che solo persone dalla irreprensibile condotta morale possano trasmettere nei luoghi del sapere le competenze ad essa riconducibili. Per questo essa ha il diritto di veto sulla scelta dei professori ottenenti una cattedra all'università modenese per tutti i corsi relativi alla via della Chiesa.

      III.12 – Il Ducato di Modena aiuterà i chierici a divenire parroci IG mediante un prestito (non oltre i 1000 ducati) su richiesta dell'Arcivescovo di Ravenna.
      Questo prestito sarà concesso esclusivamente nel caso il futuro parroco IG rimarrà nel Ducato di Modena dopo l'ordinazione per uno spazio temporale minimo di quattro mesi.
      Tale prestito assumerà la caratteristica di dono se il Duca ed il Consiglio di Modena voteranno all’unanimità, la non restituzione della somma assegnata.
      Questa votazione avverrà prima dell’erogazione della somma.

      III.13 – Gli Arcivescovi di Ravenna, Aquileia e Pisa si impegnano ad assegnare un membro del Clero modenese all’Esercito Ducale in qualità di Cappellano Militare, affinché possa portare conforto spirituale ai soldati. Per svolgere al meglio tale missione, egli avrà accesso alle sale alle quali hanno accesso i soldati, in modo da essere più presente tra di loro ed avere la possibilità di accompagnarli nelle loro missioni. E' fatto divieto, se il Cappellano è un Sacerdote, di prendere le armi contro un fratello aristotelico, mentre è concesso ad un Fratello Cappellano, laico, di combattere al fianco di coloro dei quali ha la cura spirituale.


      Citazione :
      Appendice: Procedura di adozione per cittadini non sposati

      I - Nel caso un cittadino di Modena non regolarmente sposato, mosso da misericordia e pietà verso un'infante ancora in fasce o verso un orfano, decidesse di prenderlo seco ed ammetterlo al proprio casato o famiglia, può farlo ma deve descrivere [in RP] nella Taverna del Ducato di Modena o in Piazza Italica:

      • l'incontro con il figlio che intende adottare, in che occasione, condizioni, luogo, ecc.;

      • compiere l'azione di prendere il pargolo e portarlo ad un monastero o ad una chiesa, affinchè i monaci oppure il parroco ne possano aver cura (al massimo specificare il nome del curato a cui si intende affidarlo);

      • trascorso un periodo indicativo di 15/20 giorni dalla consegna del piccolo all'autorità ecclesiastica, se si è ancora intenzionati ad adottare, si dovrà fare richiesta [sempre nel RP] al parroco o al monaco che ha in custodia il piccolo, che a sua discrezione potrà richiedere da voi una prova della vostra buona fede (una donazione alla chiesa oppure ad un municipio, un pellegrinaggio verso una destinazione designata, non più distante di 3 giorni di marcia, ecc.). Il richiedente dovrà provvedere a fornire una prova dell'avvenuta missione all'autorità ecclesiastica che ha la custodia del pargolo.

      II
      Nel caso il richiedente sia non battezzato, una volta che avrà consegnato il pargolo al monastero/parrocchia, prima di presentare la richiesta definitiva di adozione egli dovrà procedere a seguire un corso sulla pastorale aristotelica presso un luogo che gli verrà indicato e dopo riceverà il battesimo.

      III
      L'adozione verrà negata a persone dichiarate eretiche dalla Santa Chiesa.

      IV
      Nel caso il richiedente, entro il periodo di custodia del pargolo presso l'autorità ecclesiastica, convoli a giuste nozze, potrà non attendere il termine prestabilito per la richiesta di adozione e ricevere la patria podestà sul pargolo, sempre previa attestazione del certificato di matrimonio e dopo verifica da parte del curato.


      IV - La Giustizia della Chiesa

      IV.1 - Per la promessa canonica di intronizzazione nella Cattedrale di Modena, il Duca, come i suoi successori, si impegnano a perseguire le eresie sotto tutte le forme che esse potrebbero prendere. Il crimine di eresia è riconosciuto come disturbo dell'ordine pubblico dal momento che costituisce una attacco alle fondamenta dell'autorità ducale e religiosa.

      IV.2 - La Santissima Inquisizione ed il Tribunale Inquisitoriale di Ravenna sono istituiti sul territorio del Ducato. I poteri e le prerogative della Santissima Inquisizione e del Tribunale sono quelli definiti nel Diritto Canonico della Santa Chiesa Aristotelica e Romana.

      IV.3 – I reati giudicati dal Tribunale Religioso sono quelli previsti dal Diritto Canonico, riportati qui di seguito:.
      Dei reati:

      - Dell'Apostasia: consiste in uno o più atti di rigetto o rifiuto, da parte del battezzato, della Fede Aristotelica.

      - Dello Scisma: inganno degli uomini attraverso false parole, conducendoli su sentieri distanti da quelli originari della Chiesa Aristotelica e ratificato dalla Curia, dal Santo Ufficio o dal Collegio Teologale Italiano.

      - Della Stregoneria: è definita come l'apprendistato e/o la pratica di riti magici e diabolici, ovvero senza l'intervento divino, è un gravissimo crimine. Il fatto di leggere nei pensieri degli altri Res Parendo o In Gratibus è considerato come stregoneria. Il reato di condivisione dell’anima (multi account) In Gratibus, per la sua particolare esecrabilità e ripugnanza, ed il bisogno di punirne i colpevoli velocemente, sarà giudicato direttamente dal Tribunale del Ducato, senza il bisogno di alcun consulto presso le autorità religiose.

      - Dello spergiuro: E' considerato come spergiuro una persona che menta dopo aver giurato di dire il vero dinnanzi alle Sante Scritture o alle reliquie dei santi, anche in ambito civile.

      - Della bestemmia: E' fatta proibizione di bestemmiare il Dio che tutto governa, Aristotele e Christos, i santi ed in particolare il santo protettore del Provincia o di una delle sue città o ingiuriare membri della Chiesa Aristotelica Res Parendo (RP) o In Gratibus (IG).

      IV.4 - Il tribunale religioso farà applicare le differenti punizioni decise e previste dal Diritto Canonico trasmettendo, attraverso la Vidamia di Ravenna, la sentenza. In seguito, il tribunale temporale locale emetterà la propria sentenza, conforme a quella pronunciata della procura ecclesiastica.

      IV. 4 bis - Le sanzioni pesanti, conformi alla Carta del Giudice, come i roghi pubblici e le condanne alla prigionia superiore ai tre giorni, saranno oggetto di approvazione da parte del Ducato.

      IV.4 ter - Nel caso il tribunale ecclesiastico non sia in grado di fare applicare la sentenza, il tribunale temporale locale dovrà occuparsene, conformemente alla domanda della procura ecclesiastica ed in rispetto della Carta del Giudice.

      IV.5 - I tribunali ecclesiastici hanno precedenza su quelli temporali, i primi possono dissentire dai secondi per i casi di loro competenza specificati nel punto IV.3.

      IV.6 - I condannati potranno fare appello sulle sentenze del tribunale inquisitoriale al Tribunale della Rota Apostolica e della Cassazione, a Roma.

      IV.7 - Qualora la sentenza sia contestata dall'autorità civile, verrà istituita una commissione composta dall'Arcivescovo ravennate, da un funzionario della Santissima Inquisizione, dal giudice del Ducato e da un membro della CAI. Questa commissione esaminerà nuovamente il caso, ed il suo verdetto, scaturito dai tre quarti dei membri, sarà insindacabile.

      IV.8 - I giudizi della Chiesa in materia matrimoniale hanno effetto civile.



      V - I privilegi del clero

      V.1 – Gli Arcivescovi di Ravenna, Aquileia e Pisa potranno disporre di un corpo armato speciale, detto Guardia Episcopale, che non agirà mai contro gli interessi del Ducato stesso. La Guardia Episcopale è regolata dalle norme del Diritto Canonico.
      I rapporti tra il Ducato di Modena e la Guardia Episcopale sono regolati da specifico Trattato.

      V.2 - I chierici aristotelici possono richiedere al Ducato una scorta, qualora la loro missione di emissari di Dio renda necessario uno spostamento all'interno od all'esterno del Ducato.

      V.3 - I chierici non potranno essere trascinati in tribunale se non con il patrocinio di un altro chierico.

      V.4 - I membri della Nunziatura Apostolica, quali Ambasciatori della Santa Sede, gli Arcivescovi di Ravenna, di Venezia e di Pisa e i Vescovi delle Diocesi presenti nel Ducato, godono dell'immunità diplomatica. Per immunità diplomatica si intende una situazione giuridica soggettiva privilegiata riconosciuta e garantita a taluni soggetti, in considerazione della loro posizione e funzione istituzionale. Gli effetti delle immunità sono riconducibili alla non processabilità per tutti i reati esclusi quelli previsti dall'articolo seguente.

      V.4 bis - Il Ducato di Modena, solo ed esclusivamente dopo aver consultato il Consiglio Superiore della Nunziatura, può dichiarare un membro della Congregazione "persona non gradita". Ciò comporta il decadimento per tale membro dell’immunità diplomatica nel Ducato di Modena.

      V.5 - Per i reati quali la compravendita di ingenti merci sul territorio del Ducato senza previa autorizzazione (speculazione), il brigantaggio, l’assalto ai municipi o l’assalto al castello della capitale, i funzionari apostolici, i Vescovi e l'Arcivescovo rimangono processabili e saranno giudicati secondo le leggi in vigore nel Ducato di Modena.

      V.6 – I membri del clero saranno giudicati dal tribunale episcopale anche per crimini commessi non riguardanti la loro missione; in seguito potranno essere giudicati anche dalla giustizia civile.

      V.7 - Coloro a cui viene concesso asilo presso una struttura religiosa da parte del responsabile della detta struttura sono sotto la protezione della Santa Chiesa.

      V. 8 - Colui il quale sia ricercato poiché accusato di aver infranto una o più leggi modenesi, potrà ottenere asilo presso una struttura religiosa solo nel caso in cui non sia recidivo nel reato e nei reati che gli vengono contestati. In ogni caso il responsabile della struttura è tenuto, trascorsi 59 giorni, a consegnare il rifugiato alle autorità ducali.

      V.8 bis - Nel caso in cui tale rifugiato, durante la sua permanenza nella struttura, venga attratto dalla vita sacerdotale, verrà personalmente esaminato dall’Arcivescovo di competenza e se la sua richiesta sarà ritenuta sincera, basata sul desiderio di servire Dio anziché sul desiderio di fuggire dalla giustizia ducale, verrà ordinato sacerdote dopo un’eventuale penitenza e sarà graziato dalla giustizia temporale.

      V.8 ter - Il ricercato che abbia ottenuto asilo presso una struttura religiosa si vedrà immediatamente al di fuori della protezione della Chiesa nel momento in cui esce dalla struttura, in particolare se viene sorpreso a lasciare la città o a frequentare le Taverne In Gratibus o se viene sorpreso mentre discute con altre persone nelle Pubbliche Piazze Ducali o Cittadine, e in generale in tutti i cosiddetti Fori Res Parendo ed In Gratibus.

      V.9 - L’Arcivescovo può concordare con un nobile del Ducato di Modena la donazione di un feudo con la seguente formula: le terra della signoria di XXX sono donate al Vescovo di XXX che ne diviene signore a partire dalla sua nomina all'episcopato.
      Tale donazione ha valore perpetuo, a meno di diversa decisione dell'Arcivescovo, e rende autonome le terre donate dal Nobile donatario a tutti gli effetti.
      Il Ducato di Modena si impegnerà a verificare che tale accordo avvenga nel pieno rispetto delle regole stabilite e darà pieno riconoscimento alla nomina.

      V.10 - Il Ducato di Modena riconosce le Taverne aristoteliche quali luoghi di culto della fede aristotelica.
      Per tale motivo, si impegna (attraverso le singole Municipalità) a sostenere economicamente i costi settimanali di tali taverne, almeno nelle città di Modena, Mirandola e Guastalla.
      Se la taverna aristotelica non avrà fondi a sufficienza per pagare la tassa settimanale, richiederà un contributo al Sindaco, il quale dovrà fornirli (tramite mandato ovvero tramite scambio di merce) entro 48 ore dalla richiesta.
      Nel caso il Sindaco sia impossibilitato al pagamento, verrà sostituito dallo Sceriffo.
      L'aiuto economico non potrà eccedere l'importo della tassa settimanale.

      V.11 - Per qualsiasi dubbio interpretativo del presente Concordato fanno fede, quali fonti, il Diritto Canonico, il Dogma Aristotelico, La Carta dei Giudici e le Leggi Ducali in vigore.




    4.1.2 - Trattato tra la Guardia Episcopale e il Ducato di Modena

      Per la grazia dell'Altissimo,

      Nella volontà di rafforzare i legami reciproci che li uniscono,
      Nel desiderio di veder trionfare la Vera Fede Aristotelica, fede del Ducato di Modena,
      Nell'augurio di rinnovare l'amicizia reciproca,
      Conformemente al Diritto Canonico relativo alle Sante Armate,
      Conformemente alle usanze del Ducato di Modena,
      Il Ducato di Modena e la Santa Chiesa Aristotelica hanno discusso e ratificato il seguente trattato:

      I. Premesse


      Il Ducato di Modena riconosce l'autorità della Guardia Episcopale secondo le prerogative ed i limiti stabiliti dal Diritto Canonico.
      La Guardia Episcopale riconosce l'autorità temporale del Ducato di Modena, terra di Vera Fede Aristotelica, e si impegna a non andare contro gli interessi del potere amministrativo ducale e urbano.


      II. Delle relazioni tra la Guardia Episcopale e il Ducato di Modena

      II.1 Ufficio di collegamento

      Al fine di stabilire una comunicazione ottimale, un ufficio di collegamento sarà mantenuto per accogliere gli scambi tra il Ducato di Modena e la Guardia Episcopale.
      Gli accessi a questo ufficio saranno concordati tra il Duca ed i Vidami locali.


      II.2 Delle autorizzazioni

      II.2.1 Libera circolazione


      Il Ducato di Modena non imporrà mai alcun divieto di spostarsi sul territorio sotto il suo controllo alle guardie episcopali, che si muovano in gruppi (di qualsiasi genere) o singolarmente.
      In casi di limitazioni alla circolazione, la Guardia Episcopale non sarà ostacolata, tuttavia essa si impegnerà ad avvertire le autorità ducali dei propri spostamenti con il dovuto anticipo.


      II.2.2 Porto d'armi

      Il Ducato di Modena non applicherà mai ad alcun membro della Guardia Episcopale eventuali norme relative al porto d'armi, o di qualsivoglia tipo d'equipaggiamento.


      II.2.3 Formazionde d'eserciti

      In caso la Guardia Episcopale avesse necessità di costituire un esercito nel territorio del Ducato di Modena, chiederà autorizzazione al Duca prima dell'inizio delle operazioni, il quale potrà opporsi esponendo la motivazione al caso specifico.
      In caso di mancata risposta da parte del Duca dopo 2 giorni solari esatti dalla richiesta, l'autorizzazione si considererà concessa automaticamente, ma il Duca avrà la possibilità di chiedere successivamente all'esercito costituito di uscire dai confini del Ducato espondendo la motivazione che avrebbe opposto al caso specifico.


      II.3 Della collaborazione tra la Guardia Episcopale e l'Esercito Ducale di Modena

      II.3.1
      L'Esercito Ducale di Modena e la Guardia Episcopale, avendo modalità d'azione opposte, non sono in competizione, pertanto collaboreranno tra loro ove possibile.


      II.3.2 L'Esercito di Modena si impegna a:

      - collaborare pienamente con la Guardia Episcopale, compresi lo scambio di informazioni e l'eventuale partecipazione alla lotta armata sul proprio suolo, contro le minacce alla Santa Chiesa.


      II.3.3 La Guardia Episcopale si impegna a:

      - aggiornare regolarmente la lista dei suoi membri presso l'ufficio di collegamento;

      - fornire tutte le informazioni necessarie sulle persone che compongono i suoi gruppi, su domanda del Duca, del Prefetto o del Capitano depositata presso l'ufficio di collegamento;

      - collaborare attivamente con l'Esercito e la Prefettura di Modena, compresi lo scambio di informazioni e l'eventuale partecipazione alla lotta armata, in caso di minacce da parte di eretici, eterodossi o pericolosi briganti;

      - prestare supporto alle difese cittadine secondo le proprie possibilità in caso di necessità.


      II.3.4 Reclutamento

      Un ufficio di informazioni e reclutamento comune per la Guardia Episcopale e per l'Esercito Ducale sarà aperto e tenuto in vista nella Taverna Ducale. Gli interessati sceglieranno liberamente l'istituzione che si sentiranno di servire.
      Il Ducato di Modena non osteggerà mai in alcun modo le campagne di informazione e reclutamento effettuate dalla Guardia Episcopale.
      La Guardia Episcopale non osteggerà mai in alcun modo le campagne di informazione e reclutamento effettuate dal Ducato di Modena.


      II.3.5 Collaborazione armata

      Le guardie episcopali e i soldati del Ducato potranno militare fianco a fianco nel medesimo gruppo o nel medesimo esercito, in virtù degli obbiettivi previsti dalla loro collaborazione.

      Eventuali azioni non permesse alle guardie episcopali o ai soldati ducali dai loro rispettivi regolamenti, compiute seguendo gli ordini all'interno di un gruppo o esercito, saranno di responsabilità del capogruppo o comandante dell'esercito, o, se non è possibile individuare una figura di riferimento, del più alto in grado presente nel gruppo.

      La collaborazione sotto gli ordini di tale reponsabile potrà essere temporaneamente sospesa su volontà del Vidame o del Duca.

      II.3.6 Il Ducato di Modena si riserva la possibilità di offrire il vitto ai membri della Guardia Episcopale in missione per via di questa collaborazione a difesa della popolazione del Ducato di Modena, ma non elargirà mai alcun pagamento del servizio.

      II.3.7 In caso di mobilitazione generale delle Sante Armate, dichiarato dal Cardinale Conestabile, dal Prefetto dei Vidami o dal Prefetto Aggiunto dei Vidami, tutte le collaborazioni (eccetto lo scambio di informazioni) verranno automaticamente sospese conformemente al Diritto Canonico relativo alle Sante Armate, per ovvie necessità di presenza.



      III. Dei rapporti della Guardia Episcopale con la giustizia

      III.1 Le Guardie Episcopali, dal semplice Cadetto al Vidame, non beneficiano di alcuna immunità, benché il Vidame sia comunque un rango nobile.

      III.2 In caso di infrazioni delle leggi ducali o cittadine, i membri indagati della Guardia Episcopale saranno perseguiti davanti alla Corte di Giustizia del Ducato di Modena, come definito dalle leggi e i trattati in vigore.

      III.3 Le autorità giudiziarie si impegneranno a notificare al Vidame della Provincia Ecclesiastica interessata l'azione intrapresa.


      IV. Del contenuto del presente trattato

      IV.1 Il presente trattato non è limitato nel tempo.

      IV.2 Tutte le modifiche o abrogazioni, anche parziali, dovranno essere fatte con l'accordo di entrambe le parti.

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Nigio

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MessaggioTitolo: Re: [CLM] Corpo Legislativo Modenese - Febbraio 1462   Lun 29 Set 2014, 13:54

Citazione :
CORPO LEGISLATIVO DUCATO DI MODENA



Il Ducato di Modena al fine di garantire la serena e pacifica convivenza delle persone ivi residenti e/o circolanti ed il libero utilizzo di cose e beni,  appartenenti sia al privato che all’Istituzione Pubblica, si avvale del sistema
di Leggi e Ordinanze, qui sotto enunciato, valide su tutto il territorio su cui esercita la propria sovranità. Le stesse trovano applicazione nei modi e nei termini previsti dal vigente Corpo Legislativo.



1 - DISPOSIZIONI SULLA GRAVITA', DELLE PENE E DELLE PROCEDURE  PREVISTE DALLA GIUSTIZIA MODENESE



    Sez. 1 - Del volere Imperiale, delle Pene , della Gravità  e delle Procedure

      • 1.1.0 - Del Volere Imperiale • 1.1.1 - Della Modalità di Sviluppo del Processo  • 1.1.2 - Della Lista delle Pene applicabili nel Ducato di Modena  • 1.1.3 - Della gravità dei Reati e dei Crimini • 1.1.4 - Della prescrizione dei reati • 1.1.5 - Del Valore dei decreti  • 1.1.6 - Delle Ordinanze Comunali• 1.1.7 - Della Votazione delle Leggi

               Sez. 2 - Aggravanti

      • 1.2.0 - Delle aggravanti e della recidiva



                       

    Sez. 3 - Attenuanti

      • 1.3.0 - Del patteggiamento e dell’ammissione di colpa




2 - DELLA TIPOLOGIA DEGLI ILLECITI

                           
                         

    Sez. 1 - Reati e crimini economici

      • 2.1.0 - Della Frode, della Speculazione e della Manipolazione dell’economia• 2.1.1 - Del mancato pagamento del prestito  • 2.1.2 - Dello sfruttamento dei beni pubblici e dell’appropriazione indebita• 2.1.3 - Del mancato pagamento dei tributi e delle tasse• 2.1.4 - Dello Schiavismo  


             
                           

    Sez 2 – Reati e crimini economici - Ordinanze Municipali

      • 2.2.0 - Modena : • 2.2.1 - Modena :• 2.2.2 - Guastalla: Ordinanza sullo Schiavismo• 2.2.3 - Guastalla:• 2.2.4 - Mantua : Ordinanza sullo Schiavismo  • 2.2.5 - Mantua:  Ordinanza sul Prezzo Massimo della Legna  • 2.2.6 - Massa :   • 2.2.7 - Massa : • 2.2.8 - Mirandola : Ordinanza Sui Salari per i Lavori • 2.2.9 - Mirandola : Ordinanza sul Prezzo Massimo della Frutta




    Sez. 3 - Reati e crimini sociali

      • 2.3.1 - Del furto e del brigantaggio  • 2.3.2 - Dell'insulto e della diffamazione  • 2.3.3 - Della ribellione e del suo incitamento  • 2.3.4 - Del tradimento e dell'Alto Tradimento  • 2.3.5 - Dell'abuso di titoli o cariche




3 - DELLE ISTITUZIONI DUCALI E DELLA SICUREZZA  

 
       

    Sez. 1- Pubbliche Istituzioni

      • 3.1.1 - Statuto dei Rappresentanti Diplomatici del Ducato di Modena  • 3.1.2 - Regolamento della Prefettura del Ducato di Modena  • 3.1.3 - Statuto della Camera Esterna del Consiglio di Modena  • 3.1.4 - Lettere di Credito• 3.1.5 - Dei doveri dei sindaci • 3.1.6 - Dei porti, delle Navi e dei loro utilizzi• 3.1.7 - Della scelta del Magnifico Rettore• 3.1.8 - Del contributo di Trasferimento •      3.1.9 - Dell'ereditarietà e dei Testamenti


           
                 

    Sez. 2 - Sicurezza e Forze Armate

      • 3.2.1 - Della sicurezza della Capitale e del Territorio Modenese (soppressa)• 3.2.2 - Delle forze armate  • 3.2.3 - Statuto Esercito Ducale  • 3.2.4 - De La lotta alle aggregazioni Criminali• 3.2.5 - Statuto della Marina Militare





4 - RAPPORTI CON ALTRE ISTITUZIONI


                             

    Sez. 1- Della Chiesa

      • 4.1.1 - Concordato tra la Santa Chiesa Aristotelica romana e il Ducato di Modena • 4.1.2 - Trattato tra la Guardia Episcopale e il Ducato di Modena





Citazione :
1- DELLA GRAVITA, DELLE PENE E DELLE PROCEDURE  PREVISTE DALLA GIUSTIZIA MODENESE


Sez. 1 - Del volere Imperiale, delle Pene , della Gravità  e delle Procedure


    1.1.0 - Del Volere Imperiale

      Ogni processo o accusa pendente, visibile presso la Corte di Giustizia, verso un qualsiasi imputato  è da ritenersi immediatamente estinta nel caso Sua Altezza Imperiale si pronunciasse in favore di esso.




    1.1.1 - Della Modalità di Sviluppo del Processo Art.1 Processo in Tribunale (processo In Gratibus)

      Il Processo si svolge esclusivamente all'interno delle aule del Tribunale del castello di Modena, secondo i canoni classici della Giustizia (processo In Gratibus)




    Art. 2 Procedura per il Processo in Pubblica Piazza Vigilato  

      Il Pubblico Ministero ha facoltà di proporre all'imputato il processo in pubblica piazza vigilato, prima dell'apertura del processo di cui all'art.1 che verrà comunque avviato, chiedendo l’autorizzazione alla pubblicazione di tale consenso, consenso che dovrà pervenire entro 48 ore e lo stesso dovrà contenere l’eventuale citazione circa la presenza di testimoni/difensori che presenzieranno a suo favore.La mancata proposta del PM deve essere considerata come rifiuto ad aprire tale procedura.Nel caso l'imputato non rispondesse o non fornisse nessun tipo di assenso si procederà all’apertura del processo di cui all’Art.1 reputando la non risposta come un rifiuto ad avvalersene.Per procedere all'apertura del processo in pubblica piazza vigilato, il Pubblico Ministero dovrà aver ottenuto il consenso a partecipare di tutti i soggetti che dovrebbero prendere parte al processo.Una volta raccolte le risposte, se sono tutte positive, il Pubblico Ministero (PM) avrà il compito di aprire un aula destinata al Tribunale dove si svolgerà il processo, nel forum della Taverna del Ducato di Modena con dicitura nel titolo del Nome imputato – Accusa … specificando i nominativi di coloro che potranno partecipare a tale processo.In questa sede potranno partecipare unicamente la parti in causa e specificate in sede di apertura. Ogni altra partecipazione verrà annullata e la tempistica di svolgimento dello stesso dovrà essere identica a quella del processo In Gratibus sino alla fase in cui viene rinviato al Giudice per la sentenza finale.Il processo si concluderà con una pena di cui all’art. 3 - Legge 1.1.2 ; la sentenza dovrà prevedere l’eventuale pena In Gratibus che verrà irrogata qualora l’imputato non adempia alla stessa, dando quindi facoltà al Giudice di poter intervenire attraverso il processo In Gratibus in corso in un secondo momento.Tale pena dovrà essere compresa in un eventuale sentenza che preveda La sentenza dovrà illustrare una pena mista del tipo Res Parendo/Ingratibus di maggiore entità. (esempio: le percosse in pubblica piazza e 1 giorno di prigione)Rispettata la sentenza, il Giudice potrà poi chiudere il processo In Gratibus, riportando, in ogni sua parte, la sentenza emessa in sede di processo aperto in piazza .Viene precisato che nei casi di sentenza di colpevolezza in un processo (in piazza), in cui venga inflitta la sola pena Res Parendo e che la stessa sia stata scontata correttamente, il Giudice chiuderà il processo con l’ammenda di 1 ducato al fine di far corrispondere l’esito finale del processo Res Parendo con l’esito finale del processo In Gratibus. Tale importo dovrà essere preventivamente indicato nell’emissione di sentenza Res Parendo (ad esempio : condannato a scuse pubbliche presso…..ed a 1 ducato di ammenda)Da tale procedura è esclusa la pena dell’esilio che, in caso di inadempienza, soggiace ad apposite disposizioni.Tale tipologia di processo non è proponibile nel caso l’accusato abbia commesso un'infrazione considerata come "Crimine" di qualsiasi categoria, nei casi in cui l’apertura del processo spetti al Sindaco di una città o in presenza di forme di limitazione della libertà di movimento (chiusura di città o frontiere).





    1.1.2 - Della Lista delle Pene applicabili nel Ducato di Modena  

      Art. 1 Generalità Vengono di seguito riassunte le pene attuabili dal Giudice del Ducato di Modena. Per una corretta visualizzazione si effettua una suddivisione delle stesse in pene IG e pene Res Parendo. Art. 2- Pene In Gratibus Le pene In Gratibus (inflitte dal Giudice) sono le pene ad applicazione immediata per cui il giudice può optare senza consultazione col consiglio ducale e senza la collaborazione del condannato. La scelta varia fra le seguenti: [In Gratibus-I] L’ammenda. Essa è versata all’Impero come costo amministrativo della Giustizia. Il giudice che commini un'ammenda deve assicurarsi che il condannato abbia la possibilità di pagarla. [In Gratibus-II] La prigione leggera. Pena di una durata minore o uguale a 3 giorni. [In Gratibus-III] La prigione dura. Pena di una durata maggiore di 3 giorni; il limite massimo previsto per tale pena è di 10 giorni. [In Gratibus-IV] La pena capitale: La proposta di condanna sarà messa ai voti del Consiglio in modo da ottenerne un parere indicativo ma non vincolante. La pena di morte potrà essere commutata in altra pena nel caso in cui l'imputato abbia subito, durante il processo, o nei 15 giorni precedenti, uno scontro con un esercito del Ducato di Modena tale da averlo ferito mortalmente con prognosi variabile dai 15 ai 45 giorni di immobilità a letto. In tal caso l'imputato sarà tenuto a presentare in aula le prove del suo stato. Art. 3- Pene Res ParendoNel caso l'imputato decida di avvalersi delle facoltà previste dal Art.2 della Legge 1.1.1. in materia di svolgimento dei processi, lo stesso in sede di sentenza sarà passibile delle seguenti pene:[Res Parendo-I] Le Pubbliche scuse: il condannato dovrà scusarsi pubblicamente tramite affissione in Municipio (apposito topic aperto in Taverna Ducale o nel forum della città in cui è stato commesso il reato, a seconda della gravità dello stesso) [Res Parendo-II] I lavori forzati: presso il Municipio, il Ducato, la Gendarmeria, la Milizia o presso un terzo danneggiato. La persona o ente che assumerà il colpevole per lo svolgimento di tali lavori dovrà testimoniare l'adempimento da parte del colpevole di tale incarico. Alla fine di ogni giorno di lavoro il colpevole dovrà restituire il ducati al datore di lavoro. [Res Parendo-III] Le percosse in pubblica piazza: a seconda della gravità del reato, un numero di colpi di bastone in serie di cinque. ( da effettuarsi attraverso apposito intervento Res Parendo aperto in Taverna ducale o forum della città)[Res Parendo-IV] La gogna. Esposto sulla pubblica piazza, il condannato viene esposto agli improperi e al lancio di rifiuti da parte degli abitanti del villaggio. ( da effettuarsi attraverso apposito intervento Res Parendo aperto in Taverna ducale o forum della città)[Res Parendo-V] L'esilio. Pena prevista in sostituzione della pena di morte o in presenza di reati gravi e ripetuti, quali:  a) L'alto tradimento; b) Il tradimento; c) Il brigantaggio reiterato;d) La ribellione reiterata  o commessa in gruppo;e) Il disturbo all'ordine pubblico reiteratopuò avere una durata massima di 3 mesi ed essere inflitta solo dopo che il Giudice abbia formulato formale richiesta al Consiglio. Questi dovrà motivare tale richiesta riportandone la durata, attendendo poi che la stessa venga votata; l'approvazione o il diniego a tale proposta verrà presa con votazione a maggioranza dei votanti. Una volta inflitta la pena dell'esilio il Giudice comunica nella sentenza il termine entro cui il condannato deve abbandonare il suolo del ducato. Tele termine non potrà in ogni caso essere inferiore ai 10 giorni, e dovrà tener conto del tempo strettamente necessario al condannato per raggiungere il confine modenese. Se non abbandona il suolo entro il tempo stabilito si procede a un nuovo processo (capo di accusa: disturbo dell'ordine pubblico - rifiuto di collaborare con la giustizia). La pena prevista per tale nuovo procedimento è la condanna sino a 10 giorni di prigione.L'inadempimento, anche parziale, di una sentenza che disponga una pena Res Parendo, fatta salva la pena dell'esilio che soggiace alle apposite prescrizioni, comporta l'apertura di un processo in capo all'inadempiente.L'inadempimento ad una sentenza che disponga una pena Res Parendo diversa da quella dell'esilio è un reato serio.Capo d'imputazione: Disturbo dell'ordine pubblico.





    1.1.3 - Della gravità dei Reati e dei Crimini

      Ogni azione che violi la legge del Ducato di Modena è classificata come reato o crimine e può assumere diversi livelli di gravità. I reati sono divisi in tre categorie: reati leggeri, reati seri, reati gravi. - I reati leggeri sono passibili delle pene IG e Res Parendo di livello I. - I reati seri sono passibili delle pene IG di livello I e II, e di ogni livello di pene Res Parendo. - I reati gravi sono passibili delle pene IG di livello da I a III, e delle pene Res Parendo di ogni livello. I crimini sono divisi in due categorie: crimini e crimini infami. Per via della gravità maggiore rispetto a quella dei reati, tutte le pene Res PArendo, esclusa quella dell’esilio,  per questo tipo di infrazione sono precluse mentre le pene di tipo IG invece sono applicate secondo questa scala. - I crimini semplici sono passibili delle pene IG dal livello I al III. - I crimini infami sono passibili delle pene IG di ogni livello




    1.1.4 - Della prescrizione dei reati

      Chiunque commetta un reato o un crimine all’interno dei confini del Ducato di Modena e non veda a suo carico sporta una denuncia entro 45  giorni dalla data in cui è stato commesso, vedrà il proprio reato andare in prescrizione e non potrà più essere denunciato per esso.Chiunque venga denunciato per un reato o un crimine commesso all’interno dei confini del Ducato di Modena e non veda avviato un processo entro 60 giorni dalla data in cui è stata presentata la denuncia, vedrà il proprio reato andare in prescrizione e non potrà più essere processato per esso. I tempi di prescrizione per i reati di Tradimento ed Alto Tradimento è di 6 mesi . La presente legge non ha valore retroattivo.





    1.1.5 - Del Valore dei decreti  

      I Decreti Legge sono uno strumento in mano al Principe per far passare velocemente una legge anche senza la consultazione dei consiglieri. Il Decreto non ha un vincolo temporale ma dopo 15 giorni i Consiglieri potranno votare per l'eventuale abrogazione anche senza l'approvazione del Duca. Il Duca in ogni momento potrà abrogare il decreto promulgato da lui o dai suoi predecessori.





    1.1.6 - Delle ordinanze comunali  

      E' diritto dei sindaci fare richiesta al Duca di promulgare, in virtù delle facoltà previste dalla Legge 1.1.5, un Decreto Legge specifico valido solo per la loro città. Tali Decreto assume il nome di Ordinanza Comunale. L'Ordinanza verrà proposta dal Sindaco e promulgata dal Duca, se reputerà che tale legge non vada contro il C.L.M. Una volta promulgata, il Sindaco avrà il dovere di pubblicarla sia nella piazza del Municipio (forum cittadino) che nella bacheca del municipio. L'ordinanza entrerà in vigore solo dopo 24 ore dalla pubblicazione in tutte le piazze interessate. Il Sindaco potrà richiedere al Duca di abrogare un ordinanza della sua città in qualsiasi momento. Le Ordinanze Comunali dovranno al loro interno avere : - Tipo di reato con legge di riferimento ; - Capo di imputazione.Nei processi per violazione delle ordinanze comunali, il Sindaco dovrà iniziare il procedimento e svolgere il ruolo di Pubblico Ministero. Se dovesse avere problematiche nello svolgere tale compito potrà chiedere pubblicamente al Pubblico Ministero del Ducato di aprire e portare avanti la causa.




    1.1.7 - Della Votazione delle Leggi

      Ogni  modifica, abrogazione o istituzione di una nuova Legge, salvo i casi previsti dalla legge 1.1.5,  deve essere singolarmente discussa e approvata, con maggioranza relativa, dai membri del Consiglio e, in caso di approvazione, resa  pubblica quanto prima.Nei casi in cui sia reso necessario operare su più leggi in maniera contestuale è possibile ritardarne la singola pubblicazione al fine di evitarne una differente applicazione.



Sez. 2 - Aggravanti



    1.2.0 – Delle aggravanti, della recidiva e della recidiva per Brigantaggio e furto

      Ogni reato o crimine commesso può subire un aggravamento, in termini di pena, qualora l’imputato metta in atto i sottonotati comportamenti:- rifiutare di sottoporsi alle operazioni di verifica della Prefettura; - mancare di presentarsi ad un processo dopo la convocazione da parte del Pubblico Ministero o del Giudice; -  rifiutarsi di rispondere alle domande del Pubblico Ministero o del Giudice; (In questo caso Il giudice può decidere di non aprire un nuovo procedimento per il rifiuto di presentarsi a processo ma di integrare nella pena finale una sanzione per tale inadempienza) - commettere una qualsiasi azione che abbia lo scopo di allungare la durata dei processi o impedire le indagini del Giudice quali ad esempio la falsificazione di prove o il fornire dichiarazioni mendaci.- essere recidivo per lo stesso reato e con condanna visibile presso la Corte di GiustiziaQualora un atto di brigantaggio porti alla morte della parte lesa, verrà considerato un crimine infame.Il rifiutare di sottoporsi alle operazioni di verifica della Prefettura, il mancare di presentarsi ad un processo sono considerati reati leggeri:Il rifiutarsi di rispondere alle domande del Pubblico Ministero o del Giudice è un reato serio;Commettere una qualsiasi azione volta ad allungare la durata dei processi o impedire le indagini del Giudice è un reato grave. Capo d’imputazione: Disturbo dell’ordine pubblicoL’essere recidivo per il reato di Brigantaggio comporterà altresì l’inserimento tra l’elenco dei ricercati (BL) in possesso degli eventuali eserciti presenti sul territorio Ducale.




Sez. 3 - Attenuanti



    1.3.0 - Del patteggiamento e della ammissione di colpa

      L’ammissione e la confessione dei reati e dei crimini da parte dell’imputato si traducono in un alleggerimento delle pene applicate.Il Pubblico Ministero, nella formulazione della requisitoria, può proporre il Patteggiamento all’imputato. L’accettazione del patteggiamento, comporta la confessione, presso le sale della Corte di Giustizia,  della propria colpevolezza portando ad un alleggerimento della pena massima prevista; nel caso il patteggiamento non venisse accettato, o non andasse a buon fine, tale beneficio non potrà essere applicato.I recidivi sullo stesso reato non hanno diritto alla proposta di  patteggiamento.I nati da meno di 30 giorni,  accusati del reato di frode o di schiavismo, beneficiano di una procedura particolare di  patteggiamento che permette loro di evitare totalmente il processo in cambio della restituzione al Ducato dei proventi ottenuti illegalmente; l’accusato deve essere contattato dai vice prefetti per avviare la procedura di patteggiamento.Se dopo ventiquattro ore non vi è risposta all'offerta di patteggiamento, oppure se la risposta è negativa, l'accusato verrà sottoposto a regolare processo. Se, una volta accettato il patteggiamento, decorrono tre giorni senza che la restituzione dell'importo frodato abbia avuto luogo, il patteggiamento si considererà come non avvenuto e l'imputato verrà sottoposto a regolare processo. Nel caso di frode l'accusato dovrà o ricomprare il bene che ha venduto a prezzo maggiorato, o dare la differenza al viceprefetto esecutore della sua città seguendone le indicazioni. In mancanza di questo è sempre necessario fare riferimento al Prefetto. Nel caso di schiavismo l'accusato dovrà restituire alla vittima la differenza di salario tra il minimo salario legale e il salario con cui l'ha assunto: il tutto sotto il controllo del viceprefetto esecutore della città. In mancanza di questo è sempre necessario fare riferimento al Prefetto. Il Prefetto ed i Viceprefetti Esecutori, suoi sottoposti, sono responsabili della gestione di questo tipo di Patteggiamenti.




Citazione :
2 – DELLA TIPOLOGIA DEGLI ILLECITI


Sez. 1 - Reati e crimini economici




    2.1.0 - Della Frode, della Speculazione e della Manipolazione dell’economia

      Costituisce un atto di frode la vendita di merci a prezzi superiori a quelli consentiti dalle leggi o l’abusare della fiducia di acquirenti inesperti al fine di vendere loro merce falsandone l’uso o a prezzi ingannevoli.Costituisce un atto di speculazione l’aver acquistato beni su un mercato, sia esso cittadino o fondiario,  ed averli poi rivenduti, a prezzo maggiorato, sul mercato dove è avvenuto l’acquisto.Gli atti di speculazione destinati a produrre un rialzo generalizzato del prezzo della merce tale da produrre un danno alla comunità, portano al reato di Manipolazione dell’economia.Costituisce un atto di manipolazione dell’economia ogni azione fatta, o solo tentata, destinata a procurare un ingiusto profitto per sé o per gli altri.Il reato di Frode è un reato serio; se commesso in bande è un reato grave. Capo d’imputazione: FrodeIl reato di Speculazione è un reato serio. Capo d’imputazione: FrodeIl reato di Manipolazione dell’economia è un crimine grave. Capo di imputazione TradimentoSe il reato è commesso da un Consigliere Ducale è un crimine infame. Capo d’imputazione: Alto Tradimento




    2.1.1 - Del mancato pagamento del prestito

      Chiunque ottenga un prestito e non veda lo stesso risarcito nei tempi e nei modi concordati potrà appellarsi alla Giustizia del Principato, esibendo prove che attestino, in forma scritta (Missiva PM o forum),  il contratto stipulato tra le parti.Le stesse dovranno aver cura di conservare copia del contratto ed eventuale dichiarazione di estinzione.Il mancato pagamento di un prestito è un reato grave. Capo di imputazione: Frode




    2.1.2 - Dello sfruttamento dei beni pubblici e dell’appropriazione indebita

      Costituisce un atto di sfruttamento dei beni pubblici ogni uso delle proprie funzioni ufficiali al fine di arricchire o favorire la propria persona e/o terzi a discapito delle finanze pubbliche o tramite l'utilizzo di beni pubblici per interesse privato quali: messaggio del sindaco, taverna municipale, municipio, messaggi del portavoce, utilizzo di mandati.Costituisce un atto di sfruttamento dei beni pubblici l’utilizzo dei mandati per fini personali  variandone l’uso inizialmente previsto dal contratto.Costituisce un atto di danno alle finanze pubbliche ogni comportamento speculativo destinato ad arricchirsi volontariamente a discapito delle finanze pubbliche. Costituisce appropriazione indebita ogni azione che mini l'andata a buon fine dei mandati comunali o ducali per la produzione e/o consegna di beni al municipio o al ducato. Il cittadino che si dovesse render protagonista di tale atto, ha tempo un giorno dalla ricezione della notifica del reato, che perverrà come missiva In Gratibus e in Foro Primario, per provvedere a restituire al diretto interessato o tramite un autorità competente (Sindaco, Prefetto, Vice-Prefetto) la merce presa senza autorizzazione. Costituisce appropriazione indebita inoltre, ogni azione di cittadini modenesi e non atta a sottrarre l'offerta di lavoro ad un funzionario designato dallo Sceriffo. Lo status di "funzionario designato dallo Sceriffo" è dato da quest'ultimo in Università. Lo sfruttamento dei beni pubblici è un reato grave. Il danno alle finanze pubbliche è un reato grave. L'appropriazione indebita è un reato serio. Capo d’imputazione: Frode





    2.1.3 - Del mancato pagamento dei tributi e delle tasse

      Chiunque, obbligato in forza di una legge, per imposizione del Ducato o del Sindaco di una città, non provveda a versare la prevista tassa o il previsto tributo nelle casse del Ducato o del Municipio, si vedrà accusato di Frode alle Finanze Pubbliche.Il danno alle finanze pubbliche è un reato grave – Capo d’imputazione Frode






    2.1.4 - Dello Schiavismo

      Chiunque all'interno del Ducato di Modena assuma alle proprie dipendenze, salvo che non sia diversamente concesso da altre leggi, lavoratori corrispondendo loro un salario inferiore ai 15 ducati al netto delle tasse vigenti, si macchierà del reato di Schiavismo e sarà perseguibile penalmente.Capo d’imputazione: Schiavismo




Citazione :
Sez 2 – Reati e crimini economici - Ordinanze Municipali



    • 2.2.0 - Modena : Nessuna




    • 2.2.1 - Modena : Nessuna






    • 2.2.2 - Guastalla: Ordinanza sullo Schiavismo

      E' fatto divieto di proporre assunzioni di lavoro ad un prezzo inferiore ai 15 ducati al netto delle tasse (assunzione minima 16). I trasgressori saranno richiamati, e in caso di mancato ascolto, accusati di schiavismo..Capo d’imputazione: Schiavismo



    • 2.2.3 - Guastalla: Nessuna





    • 2.2.4 - Mantua : Ordinanza sullo Schiavismo

      Chiunque assume alle proprie dipendenze, salvo che non sia diversamente concesso da altre leggi, lavoratori corrispondendo loro un salario inferiore ai 15 ducati al netto delle tasse vigenti, si macchierà del reato di Schiavismo e sarà perseguibile penalmente. Capo d’imputazione: Schiavismo




    • 2.2.5 - Mantua:  Ordinanza sul Prezzo Massimo della Legna  

      Chiunque metta in vendita legna sul mercato cittadino ad un prezzo superiore ai 4,50 ducati (4,55 dct comprensivi di tasse) sarà accusato del reato di Frode e perseguito penalmente.Tale legge non si applica nel caso la legna venga utilizzata per il trasferimento di ducati verso mandati e/o persone sempre che il Viceprefetto ne sia stato preventivamente informato.Capo d’imputazione: Frode





    • 2.2.6 - Massa : Nessuna



    • 2.2.7 - Massa :  Nessuna






    • 2.2.8 - Mirandola : Ordinanza sullo Schiavismo

      L'ordinanza municipale impone un livello minimo di salario.Fà divieto di assumere al di sotto di 15 ducati al netto delle tasse ducali.I trasgressori saranno richiamati, invitati a porre rimedio al maltolto, e, in caso di recidività (minimo 3 richiami), accusati di schiavismo.Inoltre per garantire un salario che sia dignitoso per coloro che sono lavoratori specializzati ( possedendo caratteristiche acquisite con grandi sforsi e sacrifici) si consiglia, oltre tale soglia minima, di assumere/accettare assunzioni tenendo conto della seguente tabella, sempre al netto delle tasse.Per 0-15 punti caratteristica -->15 ducatiPer 16 punti caratteristica -->16 ducatiPer 17 punti caratteristica -->17 ducatiPer 18 punti caratteristica -->18 ducatiPer 19 punti caratteristica da 19 ducati in su. Capo d’imputazione: Schiavismo




    • 2.2.9 - Mirandola : Ordinanza sul Prezzo Massimo della Frutta

      Chiunque metta in vendita Frutta sul mercato cittadino ad un prezzo superiore ai 10,00 ducati sarà accusato del reato di Frode e perseguito penalmente.Capo d’imputazione: Frode





Sez. 3 - Reati e crimini sociali




    2.3.0 - Del furto e del brigantaggio

      Costituisce un atto di furto ogni azione atta a sottrarre i beni altrui. Costituisce un atto di brigantaggio ogni azione atta a sottrarre i beni altrui effettuata, servendosi della forza o delle armi.Costituisce un atto di brigantaggio in bande organizzate ogni azione di brigantaggio eseguita da un gruppo di almeno due persone. La legge non si applica nei confronti degli eserciti autorizzati dal Duca e dal Consiglio, ad intervenire direttamente per garantire la libera circolazione di uomini e beni contro atti di brigantaggio commessi da coloro già precedentemente giudicati per tale crimine ed il cui processo sia ancora visibile presso il Tribunale.Il furto è un reato serio. Il brigantaggio è un crimine semplice. Il brigantaggio in bande organizzate è un crimine infame. Capo d’imputazione: Disturbo dell’ordine pubblico.





    2.3.2 - Dell'insulto e della diffamazione

      Si considera come atto di insulto e/o di diffamazione ogni proposito proferito od effettuato, anche per interposta persona, atto ad infangare l’onore personale o professionale di un abitante del Principato o della sua famiglia che scandalizzi l’opinione pubblica od il cui contenuto si opponga alla morale Nel caso tale comportamento sia ripetuto nel lungo periodo verrà applicata l'aggravante della recidività.Gli atti di Insulto e/o Diffamazione sono dei Reati Seri.Se tali atti vengono compiuti verso un nobile, verso un ufficiale civile o verso un ufficiale militare si  è in presenza di un Reato Grave. Nei casi in cui l’imputato riceva sentenza di assoluzione dall’imputazione di cui sopra, colui che si è dichiarato vittima di tale reato si vedrà aprire a suo carico d’ufficio, salvo che l'imputato assolto dia comunicazione di non voler procedere, un processo per il medesimo reato. Capi d’imputazione: Disturbo dell’ordine pubblico






    2.3.3 - Della ribellione e del suo incitamento

      Costituisce un atto di incitamento alla ribellione ogni appello pubblico o privato atto ad organizzare, o indirizzare, un gruppo di persone intenzionate a rovesciare con la forza il potere Comunale o del Principato. Costituisce un atto di ribellione ogni utilizzo illegittimo della forza per rovesciare il potere Comunale o del Principato. Il carattere illegittimo della rivolta viene valutato dal Giudice. L’incitamento alla ribellione contro un Sindaco è un Reato Serio;L’incitazione alla ribellione contro il Principato è un Reato Grave.La ribellione contro un Sindaco è un Crimine SempliceLa ribellione contro un Principato è un Crimine Infame Capo d’imputazione: Disturbo dell’ordine pubblico






    2.3.4 - Del tradimento e dell'Alto Tradimento

      Costituisce un atto di tradimento ogni atto commesso da parte di un abitante presente nel Ducato di Modena, sia esso residente o non residente, contro le istituzioni dello stesso. Incorre parimenti nel reato di tradimento qualunque cittadino che diffonda, con o senza intenzione di recar danno, informazioni politiche, militari o economiche tali da poter produrre l'indebolimento del Ducato di Modena e delle sue componenti locali, in particolare attraverso la perdita di territori, di popolazione, di stabilità sociale, di sovranità politica o di autonomia economica. A causa del loro rango, i 12 membri del Consiglio del Principato si espongono a persecuzioni per Alto Tradimento. Il Tradimento è un Crimine infame - Capo d’imputazione: TradimentoL’Alto Tradimento è un Crimine infame - Capo d'imputazione: Alto Tradimento.





    2.3.5 - Dell'abuso di titoli o cariche

      Costituisce un atto di abuso di titoli o di cariche ogni dichiarazione scritta o verbale atta ad associare il proprio nome ad un titolo o una carica esistente nei Regni ed attualmente legata ad un'altra persona. Viene considerata come falsario ogni persona che si faccia passare per un terzo mediante contraffazione della sua firma [imitazione dello pseudonimo] al fine di ottenere informazioni private o di agire pubblicamente al suo posto. A seconda della carica, titolo o firma contraffatta si ha una diversa catalogazione del reato: - carica, titolo o firma in possesso della Cittadinanza Comune: Reato Serio;- carica, titolo o firma di un Nobile o di un Ufficiale Civile o Militare del Principato: Reato grave;- carica, titolo o firma di un appartenente all’Alta Nobiltà : Crimine semplice;- carica, titolo o firma di un appartenente  all’Amministrazione Reale: Crimine infame. Nell’assenza di volontà di nuocere alle persone spogliate dei loro titoli o cariche o all’ordine voluto dalla divina provvidenza o dalle leggi del Principato, la categoria di questi atti viene ridotta e le pene domandate diminuite. Capo d’imputazione: Disturbo dell’ordine pubblico

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Nigio

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MessaggioTitolo: Re: [CLM] Corpo Legislativo Modenese - Febbraio 1462   Lun 29 Set 2014, 13:57

Citazione :
3 - DELLE ISTITUZIONI DUCALI - STATUTI E REGOLAMENTI


Sez. 1- Pubbliche Istituzioni



    3.1.1 - Statuto dei Rappresentanti Diplomatici del Ducato di Modena

      I. GerarchiaI rappresentanti diplomatici del Ducato di Modena sono suddivisi secondo una precisa gerarchia. Tale gerarchia è composta da differenti gradi, ciascuno con i suoi compiti e le sue funzioni.I gradi dei rappresentanti diplomatici del Ducato di Modena:

        - Gran Ciambellano- Ciambellano Anziano- Ambasciatore

      II. Gran Ciambellano1. Il Gran Ciambellano è nominato tra i dodici Consiglieri Ducali, dal Duca di Modena.Se tra i Consiglieri vi fossero Ambasciatori, il Duca dovrà preferibilmente affidare l'incarico ad uno di essi.2. Il Gran Ciambellano, in seguito alla pubblicazione di regolare bando pubblicato in Taverna del Ducato, può nominare i rappresentanti diplomatici del Ducato di Modena.3. Il Gran Ciambellano ha il compito accogliere e portare all'attenzione del Duca e del suo Consiglio le richieste degli ambasciatori stranieri giunti nel Ducato e di fornire loro una adeguata sistemazione. Inoltre è suo dovere coordinare i rappresentanti diplomatici affinché svolgano al meglio le loro funzioni. Il Ciambellano gestisce tutta la politica estera del Ducato, seguendo le direttive del Duca. Oltre a coordinare i vari rappresentanti diplomatici e accogliere i rappresentanti esteri, ha il compito di riportare all'attenzione del Consiglio e del Duca, le varie proposte di trattati e/o accordi diplomatici, chiedere l'autorizzazione per proporre eventuali trattati a stati esteri e ratificare trattati e/o accordi previa autorizzazione ducale.I suoi interventi in pubblica piazza, se non espressamente specificato, sono da considerarsi a titolo personale e non a nome del Duca o del Consiglio.4. Se il Duca riscontra gravi mancanze nel comportamento del Ciambellano, ha la facolta di revocargli immediatamente l'incarico, affidandolo o al Ciambellano Anziano oppure procedendo alla nomina di un nuovo Ciambellano secondo le direttive del punto (1) del paragrafo II 5. Il Ciambellano revocato potrà essere denunciato per Alto Tradimento, in ottemperanza del punto VI del presente statuto. III. Ciambellano Anziano1. Il Ciambellano Anziano è il Gran Ciambellano uscente, il quale rimane in carica per 30 giorni, con possibilità di rinnovo, in caso di grave necessità, sino alla scadenza naturale del mandato del Gran Ciambellano in carica.2. Il Ciambellano Anziano è il garante della continuità della diplomazia del Ducato di Modena. Aiuta il Gran Ciambellano al momento del conferimento delle sue funzioni, ma rimane sempre subordinato ad esso.3. Il Ciambellano Anziano ha gli stessi accessi del Gran Ciambellano agli uffici dell’Ambasciata, ma non ha l'accesso al Consiglio Ducale.IV. Ambasciatore 1. L’Ambasciatore è nominato dal Gran Ciambellano o dal Ciambellano Anziano.2. Le condizioni necessarie per richiedere l’incarico di Ambasciatore sono:

        - residenza nel Ducato di Modena- prestare giuramento in favore del Ducato di Modena (vedi allegato).

      3. Nel caso in cui una qualsiasi di queste condizioni non venga rispettata, l’Ambasciatore viene immediatamente rimosso dall’incarico.4. L’Ambasciatore si impegna ad essere la voce del Ducato di Modena presso le province di cui verrà incaricato. I suoi compiti prevedono:

        - Almeno una volta a settimana, riportare presso l’Ambasciata del Ducato di Modena le informazioni rilevanti di carattere politico, militare, economico, diplomatico della zona di sua competenza. - Prendere contatto diretto con i rappresentanti delle province della zona di sua competenza. - Negoziare gli accordi e i trattati secondo le indicazioni del Gran Ciambellano e del Ciambellano Anziano.

      5. L’ambasciatore è sottomesso alle decisioni del Gran Ciambellano e del Ciambellano Anziano in tutte le questioni diplomatiche. Non può sottoscrivere, proporre, redigere trattati o alleanze senza aver avvertito preventivamente i suoi superiori.V. Doveri ed obblighi1. I rappresentanti diplomatici sono obbligati al segreto. Salvo approvazione del Gran Ciambellano o del Ciambellano Anziano, i discorsi tenuti presso l’Ambasciata non potranno essere resi pubblici. 2. I rappresentanti diplomatici sono tenuti ad essere discreti e a non intervenire pubblicamente sui temi di politica estera se non in seguito ad un accordo con il Gran Ciambellano o con il Duca. 3. I rappresentanti diplomatici sono tenuti a comunicare tutte le informazioni di cui vengono in possesso tramite il loro incarico al Gran Ciambellano. VI. Disposizioni in caso di violazione dello statuto1. I rappresentanti diplomatici che contravvengano le disposizioni del presente statuto potranno essere sottoposti a processo per Alto Tradimento.2. Nel caso in cui un rappresentante diplomatico venga sottoposto a processo per Tradimento o Alto Tradimento, senza che ciò sia in rapporto con il suo incarico, viene sollevato dalle sue funzioni finché non è reso il verdetto della corte. In caso di condanna da parte del Giudice, il diplomatico sarà allontanato dall'ambasciata fino a che non abbia scontato la sua pena. Allegato: Il GiuramentoIo XXX residente a XXX nel Ducato di Modena sono stato nominato XXX del Ducato di Modena. Per questo io mi impegno a rispettare la mia patria e i miei superiori, che sono il Duca, il Gran Ciambellano e il Ciambellano Anziano. Io mi impegno a rispettare e a conformarmi allo statuto dei rappresentanti diplomatici del Ducato di Modena.






    3.1.2 - Regolamento della Prefettura del Ducato di Modena

      1. Composizione della PrefetturaLa Sala Prefettizia è gestita interamente dal Prefetto che agisce in nome di Sua Grazia il Duca di Modena, riportandone direttive e ordini.Ad essa hanno accesso anche il Giudice ed Pubblico Ministero per i doveri inerenti il proprio ufficio.All’interno di essa il Prefetto coordina le attività giornaliere poste in essere dai Viceprefetti locali presenti nelle varie città e mantiene i rapporti con l’Esercito attraverso il Viceprefetto Militare.E’ presente altresì un ufficio distaccato della Prefettura presso ogni Piazza Municipale (Taverna del municipio), che dovrà essere degnamente segnalato (siglato Importante). 2. Della gerarchia e dei compiti2.1.Prefetto: a lui spetta il compito di verificare l’osservanza ed il rispetto delle leggi Ducali in essere e presenti nel Corpo Legislativo di Modena o di Ordinanze in vigore nelle varie città nonché il costante monitoraggio degli ingressi via terra e via mare attraverso i confini Ducali ed è responsabile diretto delle difese del Castello presente nella Capitale Modena mediante le assunzioni e l’utilizzo dei Gendarmi di Modena.. In sua rappresentanza nelle varie città agiscono i Viceprefetti cittadini.E’ nominato direttamente dal Duca tra i membri del consiglio Ducale2.2 VicePrefetto CittadinoNominato dal Consiglio di Modena che potrà scegliere tra tra i candidati (di cui almeno uno proposto dal Sindaco) al bando pubblico.  A lui sono demandati tutti i compiti di controllo cittadino, più precisamente:- controllo degli accessi e partenze recuperando gli avvistamenti giornalieri della milizia assunta  presso il Municipio o di quella Volontaria e utilizzando propri informatori (Vedetta dei Regni)  per la verifica di quanto riportato.- controllo delle assunzioni in Municipio, in caso di ordinanza municipale o legge ducale - controllo delle assunzioni in Municipio, in caso di ordinanza municipale- coordinamento delle difese locali qualora richiesto dal PrefettoOltre a questi compiti istituzionali, il VicePrefetto cittadino è tenuto ad assolvere anche ad altri eventuali compiti aggiuntivi del Prefetto, mantenendo sempre la segretezza del suo ruolo e rispetto dell’istituzione stessa.Per qualsiasi problema, il VP cittadino deve far riferimento al Prefetto del Ducato e rispondere delle proprie azioni direttamente a lui e al Consiglio Ducale.È lasciato libero di nominare un assistente personale che lo aiuti nelle sue attività.2.3 Assistente VicePrefetto (o Tribuno)Nominato direttamente dal VP Cittadino senza ricorrere a un bando pubblico, ha il compito di affiancarlo e, se necessario, aiutarlo nei suoi normali controlli. L’assistente, normalmente, risponde delle sue azioni al VP Cittadino e, se richiesto, deve risponderne direttamente al Prefetto.Nonostante la scelta di tale figura sia affidata solo al buon senso del VP, sarà nel potere del Prefetto e del Consiglio Ducale decidere se avvallare tale scelta o se, contrariamente, allontanare il prescelto da tale ruolo perché ritenuto non idoneo.All’occorrenza e con preavviso, l’assistente potrà coprire un periodo di assenza del VP Cittadino regolarmente nominato dal Consiglio Ducale. In questo caso, considerato come VP pro-tempore, risponderà del suo agire direttamente al Prefetto, fino al rientro del VP legittimo.Tale incarico, se espletato in maniera corretta, contribuirà a formare merito aggiuntivo in caso di candidatura alla carica di Viceprefetto in sede di bando.In caso di assenza dell'assistente, il Tribuno ricoprirà la carica nel periodo di assenza del VP Cittadino. In questo caso, considerato come VP pro-tempore, risponderà del suo agire direttamente al Prefetto, fino al rientro del VP legittimo. 2.4 VicePrefetto MentoreScelto tra tutta la popolazione di Modena, a lui è affidato il compito di istruire i neo VP nei propri compiti, chiarire dubbi soprattutto di carattere burocratico e assicurarsi, in concerto con il Prefetto, che le direttive vengano eseguite da tutti i VP.2.5 VicePrefetto MilitarePonte tra esercito e Prefettura, viene nominato tra i militari di carriera o tra chi appartiene già alle file dell’Esercito di Modena. Al Vice Prefetto Militare spetta il compito di aggiornare lo Stato Maggiore dell’Esercito sulle attività di monitoraggio in materia di sicurezza presenti in Prefettura e viceversa, di aggiornare la Prefettura in presenza di situazioni rischiose segnalate presso lo Stato Maggiore dell’Esercito.2.6. VicePrefetto Ispettore:Nominato direttamente dal Prefetto con il compito preciso di verificare l’operato dei Viceprefetti locali e dei loro assistenti in ogni città. Il nome dell’incaricato sarà noto solo al Duca in persona e il prescelto dovrà rendersi disponibile a spostarsi, a seconda della richiesta, in ognuna della città del Ducato. Tale figura deve essere in possesso di comprovata esperienza in materia e di ottima conoscenza delle Leggi Ducali 3.Accessi alla PrefetturaGli accessi vengono concessi solo a coloro che svolgono la loro attività in quelle Sale.Oltre al Prefetto, parteciperanno alle discussioni anche tutti i VP, siano essi cittadini, mentore o militare. La segretezza delle direttive e delle decisioni riportate in quelle Sale è alla base della sicurezza Ducale.Gli Assistenti VP avranno accesso alla Camera Prefettizia, ma avranno la possibilità di intervenire direttamente nelle discussioni esclusivamente quando stiano effettivamente sostituendo il VP Cittadino.Il Duca, in piena autonomia, potrà decidere se concedere l’accesso anche agli altri Consiglieri Ducali regolarmente eletti dal popolo. 4. Bandi, selezioni e durata degli incarichi.I VicePrefetti Cittadini verranno selezionati tramite bando pubblico aperto a tutti i residenti della città che abbiano compiuto la maggiore età (liv.1). A tale bando il Sindaco dovrà indicare almeno un nominativo e assicurarsi di pubblicizzare nella sua città il bando.Al termine del bando, della durata di 72 ore, i candidati passeranno poi al vaglio del Prefetto e del Consiglio Ducale tutto in seduta comune, il quale deciderà a chi affidare tale ufficio.Il bando dovrà richiedere i seguenti requisiti (validi anche per i nominativi presentati dal Sindaco): - Assenza di carichi pendenti presso il Tribunale di Modena;- Disponibilità di tempo durante la giornata per controllare il mercato;- Residenza nella città dove si richiede di fare il Viceprefetto;- Quoziente di carisma superiore a 50 (facoltativo);- Serietà e costanza.- Buona conoscenza delle leggi del Ducato.- Padronanza dei mezzi d'informazione (conoscenza della Vedetta dei Regni) (facoltativo)4.2 Selezione Assistente VPSebbene tale scelta spetti al VP Cittadino, dovrà seguire alcuni semplici criteri. L’Assistente dovrà risiedere stabilmente nella città per la quale intende operare, deve aver compiuto la maggiore età (liv. 1), non avere carichi pendenti durante la selezione e aver voglia di imparare e mettersi a disposizione del Ducato.L’ultima parola spetterà al Prefetto e al Consiglio Ducale i quali potranno revocare tale nomina.In caso in cui il VP non ne abbia nominato uno, esso verrà identificato nella figura del Tribuno della città. 4.3 Rinunzia, scadenza e revoca dell'incarico Ogni Vice-prefetto rimane in carica fino a sue dimissioni o alla nomina del suo successore.Il mandato avrà una durata non superiore a 2 (due) mesi dalla sua nomina. E' fatta salva la possibilità del VicePrefetto uscente di riproporsi nel relativo bando ed essere eventualmente riconfermato nell'incarico. L’Assistente VicePrefetto rimane in carica sino alle sue dimissioni o fino alla nomina del successore del VicePrefetto che lo ha nominato.Anche nel caso del Tribuno rimane in carica sino alle sue dimissioni in qualità di Tribuno o fino alla scadenza del proprio mandato.L’Assistente VicePrefetto (o Tribuno) comunque sarà fatto permanere nella sua carica dal Prefetto nel caso si renda necessaria la sostituzione del Viceprefetto per qualsiasi motivo. Lo stesso può candidarsi in sede di bando per ricoprire la carica di Viceprefetto. Si riconosce al Consiglio la possibilità di sollevare dall'incarico un VicePrefetto che non abbia adempiuto ai propri doveri; in questo caso, la revoca dell'incarico, deve essere votata favorevolmente dal Consiglio con una maggioranza di 2/3 e motivata. Si riconosce al Duca il potere di revocare l'incarico per direttissima. 5. Modalità di Esecuzione Operazioni sul mercato Una volta individuata merce in vendita sul mercato a prezzi superiori ai prezzi massimi, il Viceprefetto attiverà il proprio mandato e provvederà all'acquisto della merce, dopodiché disattiverà il mandato. Con la stessa procedura potrà eseguire controlli a campione al fine di verificare eventuali frodi o comportamenti speculativi e di manipolazione del mercato.E' dovere dei vice - prefetti, avvisare sempre con una missiva intitolata DENUNCIA la persone interessata da tale atto, spiegando specificatamente il perché e come di questo avvenimento. Operazione di controllo contratti lavoro Una volta accertato che vi è un'assunzione al di sotto dello stipendio minimo imposto dal Leggi o Ordinanze Municipali, il Viceprefetto controllerà l'anzianità del trasgressore: - se non supera i 30 giorni di vita, avrà diritto al Patteggiamento e sarà contattato dal Viceprefetto per avviare la procedura di patteggiamento, con la sospensione temporanea della denuncia. Se il patteggiamento non andrà a buon fine si provvederà alla denuncia nell'Ufficio del Pubblico Ministero, in Piazza Ducale ( Taverna del Ducato). - se supera i 30 giorni di vita, si procederà a regolare denuncia. In questo ambito, qualora non vi fosse l’ordinanza dello schiavismo, il vice-prefetto controllore può informare la cittadinanza alle modalità d'assunzione indicate dal Sindaco.


      Schema segnalazioni - Il modello predefinito per le segnalazione è il seguente Citazione:Accusato: <accusato> Vittima: <vittima> Luogo: <citt> Accusa: <capo d'accusa> Prove: <varie> (dove reperirle) Informazioni sull'accusato: <varie> (dove reperirle)- Le prove devono essere sempre costituite dalla testimonianza del Viceprefetto a dimostrazione dei fatti accaduti. 6. Appendice - Si ricorda che la Camera Prefettizia è un luogo di discussione privato, e le discussioni ivi inserite non devono essere riportate all'esterno senza specifica autorizzazione (questa regola vale per tutti gli aventi accesso a questa sezione). L'inosservanza di questa norma può portare ad una denuncia per Tradimento, Alto Tradimento o altri capi d'accusa, a seconda dei casi. - Si ricorda,che il Vice-prefetto,appena rassegnate le dimissioni dall'incarico, DEVE IMMEDIATAMENTE CHIUDERE IL PROPRIO MANDATO. In caso questo non avvenga, si procederà per vie legali.





    3.1.3 - Statuto della Camera Esterna del Consiglio di Modena

      Art. 1 Costituzione Si costituisce la Camera Esterna del Ducato di Modena. Obiettivo della Camera Esterna è la pubblicazione in una sede riservata degli atti del Consiglio del Ducato affinché la popolazione interessata, munita dei requisiti di cui all’articolo 8, possa prendere visione delle discussioni, della gestione e deliberazioni consiliari. Art. 2 Responsabili e Coordinatore Responsabile della Camera Esterna è il Duca di Modena e, in qualità di facente funzioni, il Portavoce del Consiglio Ducale. Il Portavoce è pertanto investito della responsabilità di assicurare il buon funzionamento della Camera Esterna e controllare il rispetto di regolamenti superiori. Art. 3 Atti oggetti di pubblicazione Possono essere pubblicati in Camera Esterna tutti i gli interventi esternati nelle sale del Consiglio Ducale, fatta eccezione per quelli relativi a: - Esercito e, in generale, tutte le discussioni inerenti la pubblica sicurezza. - Politica estera, con riferimento alle discussioni preparatorie alla definizione dei trattati politico / economici e allo stato dei rapporti fra il Ducato di Modena da un lato, gli altri Ducati la Chiesa Aristotelica e gli Ordini cavallereschi dall’altro. - Le discussioni e gli interventi ritenuti riservati dallo scrivente a seguito di motivazione e previa possibilità di obiezione da parte della maggioranza dei consiglieri (in questo caso se lo scrivente non autorizzerà comunque la pubblicazione, il Consiglio potrà provvedere a dichiarare pubblicamente, nel sommario settimanale, le cause del mancato spostamento.) -Le discussioni riguardanti materia economica ed in cui vi siano dati sensibili che possano compromettere la sicurezza e la stabilità del Ducato.Le discussioni e gli eventuali interventi inerenti le tematiche sopracitate costituiscono “Segreto di Stato” e, come tali, devono essere secretati. Pur non figurando nell’elenco delle materie oggetto di “Segreto di Stato”, non è pubblicabile in Camera Esterna qualsiasi discussione conclusasi in Consiglio Ducale prima dell’approvazione della presente legge. Per facilitare la distinzione fra atti pubblicabili e atti secretati, qualsiasi discussione inerente un “Segreto di Stato” deve essere qualificata come [RISERVATO]. I Consiglieri Ducali sono tenuti ad attenersi a tale regola e il Portavoce è investito della responsabilità di invitare i Consiglieri inadempienti a modificare la qualifica della discussione qualora quest'ultima trattasse informazioni oggetto di “Segreto di Stato” e venisse iniziata nelle sale del Consiglio senza l’apposita dicitura. Art. 4 Modalità di pubblicazione Il Portavoce pubblica in Consiglio Ducale un resoconto con il quale avvisa il Consiglio dell'imminente pubblicazione del sommario, dando visione della bozza finale un giorno prima della pubblicazione in Piazza Ducale. I Consiglieri che sono intervenuti in modo diretto nella discussione oggetto di pubblicazione, saranno tenuti a riportare entro due giorni dalla richiesta di pubblicazione eventuali non consensi. A seguito di ciò, il Portavoce rendiconterà settimanalmente in Piazza Ducale, in un'apposita bacheca, con un sommario degli atti consiliari identificati secondo le modalità prescritte dall’art. 3 Art.4 Bis La pubblicazione dei dati inerenti alla gestione del Ducato avrà la seguente scadenza - Miniere : quotidianamente - Gestione animali: quotidianamente -Report finanziario: settimanalmente Art. 5 Regolamento della Camera Esterna La Camera Esterna è un luogo di sola lettura, a coloro che vi accedono non è dato rilasciare alcun commento sugli atti pubblicati.Al visitatore è consentito discutere pubblicamente di ciò che è pubblicato in Camera Esterna in una discussione ad hoc senza però poter riportare stralci delle discussioni.I Consiglieri Ducali che volessero partecipare a tali discussioni dovranno preventivamente essere autorizzati dal Duca, quest'ultimo tuttavia una volta concessa l'autorizzazione se ritiene che il consigliere ducale stia andando oltre le righe può revocare in qualsiasi momento tale permesso.Art. 6 Contestazioni Il Consiglio Ducale ha facoltà di sovvertire a maggioranza assoluta dei suoi membri (7 consiglieri su 12) le decisioni del Portavoce. La contestazione deve avvenire entro un giorno dalla notifica della bozza del sommario. In questo lasso di tempo un Consigliere può chiedere di annullare il provvedimento del Portavoce tutto o in parte e, dopo aver spiegato compiutamente le sue ragioni, rimettere questa decisione ad un voto palese del Consiglio Ducale. La pubblicazione in Piazza Ducale della parte contestata è sospesa fino alla comunicazione degli esiti del voto. Qualora la mozione del Consigliere raggiunga la maggioranza richiesta, la contestazione si considera approvata e il provvedimento del Portavoce deve essere ritirato. Art. 7 Sanzioni L'infrazione di questo Regolamento agli articoli 3-4-5, prefigurando la divulgazione dolosa da parte di un Consigliere di informazioni di capitale importanza per l'esistenza del Ducato, costituisce reato di Alto Tradimento. Art. 8 Accesso alla Camera Esterna La richiesta per accedere alla "Camera Esterna" deve essere depositata nell'apposita bacheca in Piazza Ducale indicando: Nome: Città di residenza: Status sociale ( Coltivatore, allevatore, bottegaio, etc...):Hanno diritto di accesso i cittadini che: - Abbiano il diritto di voto - Siano residenti del Ducato di Modena A ciò possono essere date deroghe solo ed esclusivamente dal Duca in carica. L'accesso alla camera Esterna decade quando non sono più rispettate le condizioni o, per qualsivoglia altro motivo, su decisione del Duca in carica.



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    3.1.4 – Lettere di Credito

      Il ducato offre la possibilità di spostare merce, o ducati, fra due soggetti, siano essi cittadini Modenesi o non residenti nel Ducato di modena.Il ducato offre anche la possibilità al singolo cittadino modenese di trasferire merce, o ducati, fra due città' affinché possa viaggiare più leggero e in maggior sicurezza.Il costo del servizio è dato dal numero di giorni di viaggio che normalmente separano partenza e arrivo (es. Massa - Mantua 4 gg) e in rapporto al trasporto effettuato se si tratta di trasferimento merci mentre nel caso siano trasferiti ducati il costo della provvigione sarà pari al 3% del valore trasferito.Ogni giorno di viaggio ha un costo pari a 15 ducati, purché' l'ingombro massimo sia pari o inferiore a 300.Successivamente, per ogni unità di ingombro, aumenta il costo in modo sempre maggiore.Il massimo trasferibile e' pari 3000 di ingombro.Riepilogo costo per giorno di viaggio :Fino a 300 di ingombro = 15 ducatiSuccessivamente per ogni unità di ingombro un costo di 0,02 ducati con arrotondamento all'unità di ducato.Negli scambi fra due personaggi le tasse del prodotto verranno applicate una volta sola e i prezzi dovranno essere consoni al bene trasportato.Nel trasporto dove colui che invia e colui che riceve sono la stessa persona le tasse non saranno conteggiate.Per gli scambi all'interno del mandato verranno usate pietre o sassi inserite dal ducato.Il costo del servizio andrà pagato in anticipo tramite donazione al ducato, mentre le tasse saranno pagate durante gli scambi al mercato.Il Ducato si riserva il diritto di non concedere il servizio, motivando tale scelta.Il mandati assegnati andranno chiusi nel più breve tempo possibile e comunque entro le 36 ore , oltre tale orario il ducato si riserva il diritto di chiuderli d'ufficio senza poi essere costretto a restituire la merce ancora all'interno di esso.I mandati verranno assegnati solo a personaggi regolarmente censiti al mattino presso una delle città del ducato.Il mancato rispetto di tale disposizioni può comportare la denuncia presso il Tribunale del Ducato di Modena, come reato grave.Capo di imputazione : frode.Al richiedente della Lettera di Credito spetterà rimborsare il Ducato delle perdite qualora il ricevente del mandato si dovesse appropriare del suo contenuto o di parte di esso senza rispettare gli accordi di scambio.Chi si approprierà indebitamente del contenuto del mandato verrà denunciato in base all'articolo "2.3.0 - Del furto e del brigantaggio ".







    3.1.5 - Dei doveri dei sindaci

      Il Sindaco si occupa della gestione amministrativa , contabile e difensiva della propria città e si impegna quindi a giurare fedeltà alle leggi del Ducato e alle sue Istituzioni dichiarando di non appartenere a nessuna associazione o gruppo a carattere civile o militare riconosciuta come nemico del Ducato.Si proccuperà di presentare un resoconto, ogni settimana, alle autorità del Ducato indicando:

        - valore di cassa della tesoreria municipale- mandati in essere- inventario del magazzino municipale- inventario della taverna municipale- ricavi settimanali dalla taverna municipale- numero di miliziani assunti

      I Sindaci della città di Mantua provvederanno alla rendicontazione giornaliera, come da Regolamento, dell'uso e dello stato delle asce in carico al Municipio.Le informazioni non potranno essere divulgate al di fuori della Camera dei Sindaci o del Consiglio Municipale nel caso in cui venisse postato un eventuale resoconto similare.Su richiesta del Duca, o di un Consigliere da questi incaricato, il sindaco riferisce in ordine alla situazione della difesa della città comunicando, compatibilmente con le informazioni in suo possesso , la situazione dei corpi volontari di difesa (numero di partecipanti alle ronde quotidiane).Il sindaco provvede affinché tutti gli importi a qualunque titolo percepiti dal municipio in nome e per conto del Ducato vengano versati nelle casse di quest'ultimo entro il termine di giorni 5 dall'incasso. In caso di mancanza verso uno di questi doveri il sindaco mancante sarà sottoposto ad iter conoscitivo cosi disposto:a) Il Sindaco mancante verrà una prima volta richiamato dal TM chiedendo lumi sull’accaduto;b) Se questi non risponde prontamente a tale richiamo il TM provvederà ad un secondo richiamo con preavviso di denuncia;c) Se anche il secondo tentativo darà esito negativo il TM provvederà a richiedere l’apertura di denuncia a carico del Sindaco mancante ed informerà il Duca sull’accaduto che a sua volta provvederà a contattarlo;d) In caso di esito negativo il Duca chiederà al Consiglio di decretarne la destituzione con voto di maggioranza per tutelare gli interessi della cittàe per riportare il Municipio a nuove elezioni.Il sindaco ha sempre l'obbligo di conferire , entro e non oltre le 24 ore dalla richiesta, con le seguenti figure ogni volta che esse ne facciano richiesta:- Duca- TMIl sindaco conferirà, entro e non oltre le 24 ore dalla richiesta, con le seguenti figure ogni volta che esse ne facciano richiesta:- Duca- TMIl Sindaco mancante ad una delle attività di cui sopra potrà essere denunciato per violazione alla presente legge con Capo di Imputazione: Disturbo all’Ordine Pubblico.La mancanza alle proprie attività da parte di un Sindaco è un reato grave.Il Sindaco che divulga i dati comunicati in Camera dei Sindaci o in Consiglio comunale sarà accusato di Tradimento.Capo d'imputazione: TradimentoLa presente legge, in deroga a quanto previsto dalla Legge 1.1.7 - Della Votazione delle Leggi, richiede per essere modificata il voto favorevole dei 2/3 dei Membri del Consiglio.






    3.1.6 - Dei porti, delle Navi e dei loro utilizzi




      Art. 1 - Le figure amministrative del Porto Le figure amministrative di un Porto nel Ducato di Modena sono:Il Consiglio Ducale tramite il Ministro delle Miniere da cui dipende la figura del Capo Porto;Il Capo Porto nominato dal Ducato di Modena nelle città dove sia possibile la costruzione di un porto. Il Capo Porto è un funzionario del Ducato alle dipendenze del Ministro delle Miniere e ogni lsua azione riveste carattere e responsabilità derivanti.Ogni altra figura che il Ducato ritenga sia possibile affidare compiti di controllo e gestione di un Porto.Art.2 - Nomina del Capo Porto Viene nominato dal Consiglio Ducale tra i candidati segnalati nell’apposito bando predisposto dal Ministro delle Miniere e affisso nella Bacheca DucaleIl mandato del Capo Porto dura 60 giorni e per tale durata si impegna a non lasciare la città portuale di sua competenza. Può dimettersi dal suo compito con un preavviso di 3 giorni.In casi eccezionali il Consiglio Ducale può nominare un Capo Porto pro tempore che resterà in carica sino all’insediamento del Capo Porto designato attraverso il bando.Il Duca puo richiedere all'MdMGO, senza preavviso di sorta, di effettuare rimozioni temporanee del Capoporto in carica al fine di consentire ad un incaricato facente funzioni di Ispettore Portuale di subentrare allo stesso e di effettuare un ispezione portuale per verificarne lo stato dei lavori, lo stato delle banchine, la corrispondenza dei magazzini con quanto comunicato dal Capoporto o provvedere alla consegna diretta di navi commissionate.Possono essere impiegate nell'ispezione le seguenti figure:- Consigliere senza carica se residente o presente nella città che ospita il porto oggetto di controllo;- Consigliere con carica se residente o presente nella città che ospita il porto oggetto di controllo;- Sindaco della città ospitante il Porto;- Uno dei Viceprefetto della città ospitante il Porto.Gli esiti di tale ispezione verrano poi confrontati con quanto comunicato dal Capoporto al fine di valutarne l'operato.Art.3 - Compiti a) Il Capo Porto rendiconterà quotidianamente circa la situazione del porto di sua competenza. Nel caso tale rendicontazione non venga effettuata il Ministro delle Miniere provvederà ad un richiamo ufficiale, dopo il secondo richiamo il Capo Porto verrà destituito dall'incarico. b) Il Capo Porto è il responsabile preposto, alla riscossione delle tasse di ormeggio, di costruzione e riparazione delle navi nonchè ad ogni altra incombenza demandata dal Ministro delle Miniere o da eventuali leggi specifiche. c) Il Capo Porto è responsabile della denuncia alle autorità del Ducato dei capitani inadempienti. d) Il Capo Porto è responsabile del suo buon ampliamento, funzionamento e della sicurezza derivante dall'attracco di navi . A tal fine esso collabora con la Prefettura ed eventualmente con il Capitano prima di concedere un permesso di attracco. Lo stesso per le concessioni dell’attracco dovrà attenersi al protocollo previsto dal punto 6 Art.4 - Autorizzazione alla costruzione delle navi La costruzione di navi a carattere commerciale nei porti ducali è concessa a tutti i cittadini del Ducato di Modena e, qualora ci siano spazi e materiali a disposizione, anche a cittadini stranieri. La costruzione delle navi va concordata con il Principe e il Ministro delle Miniere che deve occuparsi delle relative pratiche in Consiglio. La costruzione di navi a carattere bellico sarà valutata di volta in volta dal consiglio, . Art.5 - Protocollo costruzione e riparazione navi Il Capo Porto sarà il referente per i cittadini che abbiano intenzione di costruire o far riparare una nave. Il Capo Porto dovrà riportare ogni richiesta nell’apposita bacheca in Camera della Marina Modenese e attendere le autorizzazioni necessarie per procedere con i lavori accordandosi con il Ministro delle Miniere sul numero di persone da assumere.


      Contratto di licenza per la costruzione di navi private.Modena, xx/xx/xxxxIl Consiglio del Ducato di Modena, esaminata la richiesta di messer/madama [nome] relativa alla costruzione di una propria nave [tipo di nave], che verrà varata con il seguente nome [nome nave] presso il porto della città di [nome]vagliate tutte le credenziali e considerate le disponibilità economiche del richiedenteAUTORIZZA tale costruzione alle seguenti condizioni:- pagamento anticipato di [tot] ducati da versare nelle Casse Ducali- vendita al Ducato dei seguenti materiali, elencare materiali, quantità e prezzo: (solo se contemplato il passaggio di materiale)CLAUSOLE CONTRATTUALI:- il Ducato comunicherà alla Provincia di residenza dell'armatore, qualora si tratti di costruzione di navi da guerra, l'attività di costruzione in essere;- il Ducato si riserva di utilizzare qualsiasi strumento utile a tutelare i propri interessi nel caso in cui detta nave, oggetto del contratto, venisse usata per attaccare o infastidire la sovranità del Ducato di Modena o delle navi appartenenti ad esso.- la nave dovrà essere consegnata solo al firmatario di tale contratto che la prenderà in consegna in quanto capitano della stessa.Vi preghiamo voler controfirmare l’atto di concessione testé redatto per l’apposizione del sigillo del Ducato di Modena.L'acquirente[firma]Il Duca di Modena[firma]Il Ministro delle Miniere e delle Grandi Opere[firma]Il capo porto della città di [nome][firma]Contratto di licenza per la riparazione di navi private.Modena, xx/xx/xxxxIl Consiglio del Ducato di Modena, esaminata la richiesta del Comandante [nome] della nave [tipo di nave e nome] relativa alla riparazione di [00] punti danno presso il porto della città di [nome]AUTORIZZA la riparazione della stessa alle seguenti condizioni:- pagamento anticipato di [tot] ducati- vendita al Ducato dei seguenti materiali, elencare materiali, quantità e prezzo: (solo se contemplato il passaggio di materiale)La nave verrà riconsegnata solo al firmatario di tale contratto e, quindi, al suo capitano.Vi preghiamo voler controfirmare l’atto di concessione testè redatto per l’apposizione del sigillo del Ducato di Modena.Il Comandante della nave[firma]Il Duca di Modena[firma]Il Ministro delle Miniere e delle Grandi Opere[firma]Il capo porto della città di [nome][firma]Salari di Base per l'Arsenale Per un operaio semplice: 18 ducati Per un artigiano: 22 ducatiPrezzi delle navi Chiatta: 1060 ducatiGalea genovese : 3050 ducatiGalea genovese da combattimento : 5850 ducatiLa Caracca mercantile : 10.050 ducatiLa Caracca da Guerra : 18.900 ducatiIl Ducato Di Modena e' disponibile ad abbassare il prezzo delle navi solo in caso di fornitura di ferro. L'ammontare scontato sarà uguale al valore del ferro totale fornito; il controvalore del ferro sara' valutato di volta in volta a secono del valore di mercato al momento della richiesta. Verrà applicato un ulteriore abbassamento del costo finale sull'opera agli acquirenti che faranno richiesta di costruzione al porto di Mantua. Tale sconto sarà di 100 ducati. Il richiedente dovrà effettuare il pagamento in anticipo direttamente al principato, appena ricevuta autorizzazione all'inizio dei lavori. I prezzi potrebbero subire variazioni a causa delle normali fluttuazioni del mercato. Riparazione delle Navi Il prezzo è da considerarsi per un singolo punto danno da riparare. Chiatta 120 dctGalea 120 dctGalea da guerra 120 dctCaracca Mercantile 145 dctCaracca da Guerra 145 dct Il richiedente dovrà effettuare il pagamento in anticipo direttamente al principato, appena ricevuta autorizzazione all'inizio dei lavori. I prezzi potrebbero subire variazioni a causa delle normali fluttuazioni del mercato.Art.6 Protocollo richiesta di attracco 6.1 )- I capitani delle navi in arrivo al porto dovranno fare richiesta di approdo al Capo Porto presentandosi presso gli uffici della Dogana di Modena con almeno 48 ore di anticipo sull'ora prevista per l'attracco, salvo particolari e comprovate esigenze che saranno valutate di volta in volta.6.2 )- I capitani dovranno compilare e consegnare corredata di firma per accettazione delle condizioni di ormeggio, l’apposito contratto di seguito riportato:Al Capitano .........della nave........., in merito alla Vostra richiesta di attracco formulata in data ....... presso la locale Dogana di Modena, viene inviata la seguente missiva a titolo di contratto d'attracco presso lo scalo portuale di ......, con preghiera di restituirla debitamente firmata per accettazione ai fini della concessione della prevista autorizzazione. _____________________________________________________________Il sottoscritto.................... capitano della nave............... tipo di nave.............. varata nel porto di ................ richiesta di attracco nel porto di .................... dal................. al.............. dichiaro di conoscere ed accettare le sottoelencate condizioni: - che la data di partenza indicata in questo contratto è prorogabile solo previo consenso scritto del Capo Porto. - che ogni cambiamento di capitano va comunicato al Capo Porto- che il capitano o chi per esso rimanga nella città in cui è attraccata la nave in modo tale da poterla spostare per ogni eventualità- che il giorno di attracco in banchina è gratuito - che dal 2° giorno al 10° il costo dell'affitto della banchina è fissato a 4 dct al gg - che dal 11° giorno al 20° il costo dell'affitto della banchina è fissato in 7 dct al gg - che dal 21°giorno al 30° il costo dell'affitto della banchina è fissato in 10 dct al gg - che allo scadere del 31° giorno la banchina deve essere obbligatoriamente liberata. - che il pagamento verrà effettuato per intero, ed in anticipo mediante donazione al ducato. - che il pagamento non è rimborsabile in caso di partenza anticipata. - che la ricevuta del pagamento effettuato, dovrà essere esibita al cdp il giorno successivo all'attracco, ed in caso di proroga, il giorno stesso in cui il cdp autorizza il prolungamento della sosta. - che nei casi di urgenza o motivata necessità, il cdp potrà richiedere lo spostamento immediato della nave conteggiando i giorni di mancata sosta a titolo di rimborso delle spese di ormeggio; - che il Consiglio di Modena si riserva la facoltà di mettere in atto tutti i comportamenti utili, anche l'eventuale danneggiamento o affondamento della nave indicata nel presente contratto, qualora il Capitano della stessa non adempia a quanto sottoscritto nel presente atto. - autorizzo la pubblicazione di questa missiva, ove si ritenesse necessario Luogo............. e data............ in fede il Capo porto ................. il capitano della nave: .........................................6.3 )- In calce alla richiesta di approdo i capitani dovranno comunicare la lista passeggeri 6.4 )- Il Capo Porto valuterà le richieste e in base alla disponibilità delle banchine, il tempo previsto di sosta ed eventuali altre indicazioni concederà o meno l'ingresso in porto.6.5 )- Il Capo Porto avrà il dovere di dare precedenza di attracco alle navi battenti bandiera Modenese, a quelle navi che necessitano di manutenzione salvo casi particolari e valutando in base al fine ultimo dell'attracco. Nel caso lo stesso fosse costretto a chiedere la liberazione di una banchina per mancanza di disponibilità, dovrà conteggiare a titolo di rimborso i giorni di mancata sosta spettanti al comandante della nave che lascerà la banchina libera.6.6 )- Richieste per allungare la permanenza nel porto dovranno essere fatte 48 ore prima della scadenza del precedente permesso al Capo Porto, questa dilazione sarà massimo di 4 giorni, per ogni dilazione dovrà essere utilizzata la stessa procedura. 6.7 )- I capitani delle navi che siano attraccate o vogliano attraccare nei porti del Ducato sono responsabili delle loro dichiarazioni e delle loro azioni.L'attracco senza autorizzazione (non richiesta o non concessa), la mendace dichiarazione sullo scopo dell'attracco e sui viaggiatori trasportati, la mancata partenza su ordine del Capo Porto costituisce reato per tutti i capitani delle navi con le seguenti specifiche: Classificazione : Reato Grave. Capo d’imputazione: Tradimento, Alto Tradimento Art. 7 - Pagamento delle tasse. Tutte le navi attraccate ai porti Modenesi sono soggette al pagamento delle imposte previste da apposito contratto sottoscritto in sede di richiesta di attracco.. Questa imposta, variabile tra 1 e 50 ducati, sarà applicata a tutte le navi presenti nella banchine quotidianamente, se non in presenza di particolari situazioni previste dal Ducato (accordi commerciali con altri Ducati o Compagnie mercantili) che vengono regolamentati a parte. -Il Capo Porto con un preavviso minimo di 48 ore può richiedere l'allontanamento dal porto, dopo più di 10 giorni di sosta, per permettere ad altre navi di attraccare. -Il Capo Porto dovrà comunicare al Capitano l'ammontare complessivo della tassa che dovrà essere pagata al Ducato tramite donazione. -Il Capitano dovrà mostrare al Capo Porto la ricevuta dell'avvenuto pagamento. -Il mancato pagamento da parte del capitano della nave sarà perseguibile ai fini di legge. Classificazione: Reato Grave. Capo di imputazione: Disturbo all'ordine pubblico.






    3.1.7 Della Scelta del Magnifico Rettore

      La guida dell'Università del Ducato di Modena è affidata ad un Rettore. Questi viene nominato dal Duca attraverso la procedura di seguito delineata e, una volta nominato, ricoprirà tale carica per un periodo di 3 mesi, scaduti i quali, si provvederà ad un nuova nomina dando la possibilità allo stesso di ricandidarsi nuovamente. Potrà altresì dimettersi, previa comunicazione anticipata al Duca, mantenendo tale funzione, con relativi obblighi, per il tempo necessario alla nomina del nuovo Rettore. La nomina avviene in due fasi; - 1ª fase: i candidati saranno sottoposti presso le sale Universitarie ad una valutazione di gradimento tramite votazione, a cui parteciperanno gli aventi diritto presenti nella lista che verrà pubblicata all'apertura della selezione (ovvero gli aventi diritto saranno gli studenti che già hanno scelto una “Via” specifica e gli insegnanti regolarmente iscritti all'università). Il voto dovrà essere espresso in modo palese in quanto solo tali voti saranno considerati validi per la graduatoria. Al termine delle votazioni, verranno presentati al consiglio solamente i primi due classificati, segnalando il candidato più' gradito al corpo studentesco ; gli stessi verranno sottoposti alla valutazione del Consiglio Ducale, come previsto dalla 2ª fase. Nel caso ci fosse la presenza di un solo candidato, tale votazione non avrà luogo e si passerà d'ufficio alla seconda fase. - 2ª fase: i due candidati rimasti verranno valutati dal Consiglio Ducale che provvederà alla nomina di uno di essi tramite voto di maggioranza; nel caso il consiglio scegliesse a maggioranza il 2° classificato nella votazione universitari, la decisione finale spetterà al Duca. Il Rettore potrà essere sollevato dal suo incarico, tramite decisione motivata, dal Duca stesso o dai 3/4 del Consiglio Ducale.








    3.1.8 del Contributo di Trasferimento

      Il Ducato di Modena, attraverso le città Modena e Mirandola, concede un contributo di trasferimento del valore di 40 ducati al mese per la durata di 6 mesi ai primi 25 soggetti, non residenti nel Ducato, che si trasferiranno definitivamente nella città beneficiaria di tale incentivo. Per trasferimento definitivo si intende il portare la residenza nella città ed acquistare un campo da destinare poi a coltura/allevamento. Gli interessati dovranno far pervenire apposita segnalazione di intento al Sindaco della città corredata di idonea documentazione che provi la residenza precedente al trasferimento e gli stessi, a contributo concesso, verranno poi elencati in apposito albo riepilogativo. Nel caso di falsa dichirazione e/o attestazione circa la residenza posseduta in precedenza, si provvederà a segnalare il reo agli appositi uffici giudiziari con il seguente capo di imputazione: Frode Reato : Violazione della Legge 2.1.2 - Dello sfruttamento dei beni pubblici e dell’appropriazione indebita.





    Art. 3.1.9 - Dell'ereditarietà e dei Testamenti

      Il Ducato di Modena riconosce il diritto di successione a tutti i cittadini che abbiano raggiunto la maggiore età (liv. 1) e che non siano nobili , i quali devono depositare i loro testamenti presso il Collegio di Araldica Imperiale Italico.Per i nobili patentati Res Parendo il Ducato di Modena riconosce i testamenti registrati presso il Collegio d'Araldica Imperiale Italico e ritenuti validi dallo stesso .Per i cittadini ed i nobili IG , il Ducato di Modena riconosce i testamenti registrati direttamente presso il Ducato stesso.Affinchè un testamento sia registrato e ritenuto valido è necessario che possegga i seguenti requisiti:- al suo interno deve essere indicata la chiara linea di discendenza ( Se in possesso è gradita copia dell'albero genealogico aggiornato) ;- al suo interno deve essere indicata la chiara spartizione dei beni;- deve avere la firma dell'interessato, la firma di un testimone scelto dall'interessato e la firma del Duca di Modena (o di un funzionario delegato a tale compito) ;- deve essere depositato presso il palazzo Ducale almeno 30 giorni prima della morte dell'interessato.Alla morte dell'interessato il Ducato di Modena:- si impegna a rispettare le condizioni presenti nel testamento registrato e ritenuto valido dallo stesso Ducato.- si impegna a consegnare al discendente eventuali stipendi arretrati presso il Ducato senza applicare ritenute o eventuali beni lasciati in uso frutto al Ducato rispettando il contratto di uso frutto.Il Ducato di Modena si riserva il diritto di:- non riconoscere testamenti non conformi o non registrati nel Ducato e per i nobili non registrati nel Collegio d'Araldica Imperiale Italico;- non riconoscere i testamenti di coloro i quali son deceduti a causa della loro messa al rogo (multi account);- trasferire eventuali debiti che il testamentario aveva con il Ducato ai suoi discendenti;- annullare un testamento regolarmente registrato qualora il testamentario o il discendente si sia macchiato di gravi crimini contro il Ducato (Tradimento, Alto Tradimento);- annullare un testamento regolarmente registrato qualora il testamentario o il discendente sia dichiarato Nemico di Modena o dell'Impero;- annullare un testamento regolarmente registrato qualora il testamentario o il discendente sia stato condannato per Eterodossia, Eresia, Apostasia, Paganesimo o Scisma.- annullare un testamento regolarmente registrato in caso di Scomunica.



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Nigio

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MessaggioTitolo: Re: [CLM] Corpo Legislativo Modenese - Febbraio 1462   Lun 29 Set 2014, 13:58

Citazione :
Sez. 2 - Sicurezza e Forze Armate



    3.2.1 - Della sicurezza della Capitale e del Territorio Modenese - Soppressa)




    3.2.2 - Delle forze armate

      Viene regolamentata la costituzione e il funzionamento delle seguenti formazioni militari Ducali: 1)Esercito 2)Miliziani 3)Armigeri Ducali 4)Reggimenti e Gruppi armati. Altri Eserciti: L'attivazione, il reclutamento e la circolazione di tutti gli eserciti, può avvenire solo previa concessione di specifica autorizzazione da parte delle autorità ducali. Il comandante che vorra costituire un esercito (In Gratibus) provvederà ad inviare la richiesta di autorizzazione al Duca di Modena che, sentito il Capitano e informato il Consiglio Ducale, provvederà a concedere o meno l'autorizzazione. La violazione al presente obbligo sarà considerata a tutti gli effetti un attentato contro la sicurezza del Ducato stesso e punibile quindi con le leggi vigenti in materia di Tradimento e Alto Tradimento Ai Nobili di Modena, coloro che prestano giuramento a ogni incoronazione e che si dimostrano sempre fedeli al Ducato, è data la possibilità di creare e mantenere un esercito che risponda agli ordini del Duca stesso o, in sua vece, del Capitano.Tale esercito sarà composto solo da volontari che presteranno i loro servigi qualora sia necessario. I volontari saranno soggetti a due specifiche:- se sono soldati regolari del Ducato, questi dovranno richiedere una licenza come da regolamento- se sono membri di una milizia cittadina, dovranno avere il via libera dal Maresciallo/Balestriere in carica.Avendo carattere puramente volontario, a tale esercito verranno rimborsate solo le armi perse durante eventuali scontri. 1) ESERCITO L'Esercito Ducale è la suprema istituzione militare del Ducato, agisce agli ordini del Duca di Modena in qualità di comandante in capo e del suo facente funzioni, il Capitano. 1.1 )Funzioni e struttura Il compito istituzionale dell’esercito è garantire la sicurezza ordinaria e straordinaria di tutto l’intero Ducato . Esso sarà dislocato all’interno delle caserme presenti in ogni città del Ducato e sarà composto dalle  seguente Compagnie: - 1ª Compagnia I GUARDIANI di MODENA, distaccata presso la Capitale Modena; - 2ª Compagnia ULTIMO BALUARDO, distaccata presso la città di Massa;- 3ª Compagnia LEGIONE dell’ADE, distaccata presso la città di Guastalla;- 4ª Compagnia SELVA, distaccata presso la città di Mantua; - 5ª Compagnia ARMATA di ARES, distaccata presso la città di Mirandola. Alle Compagnie cittadine si aggiunge l’ ACCADEMIA MILITARE con sede a Modena che ha  lo scopo di fornire la prima fase di addestramento e di istruzione a tutte le giovani Reclute;  al termine della stessa i frequentatori verranno inquadrati tra le fila dell’Esercito con il grado di Soldato.   2) MILIZIANI I Miliziani sono dipendenti assunti dal Prefetto, se si tratta della Gendarmeria,  o dai singoli Municipi il cui scopo è quello di garantire la sicurezza ordinaria e amministrativa del Castello di Modena ( assunzioni prefettizie ) o dei singoli Municipi ( assunzioni effettuate dal  sindaco ) 2.1 ) Deroghe:  La milizia cittadina è gestita in autonomia dai Sindaci delle città. Il sindaco, in quanto responsabile della sicurezza ordinaria del municipio, e' libero nella scelta del numero dei miliziani e nel determinarne il salario minimo di assunzione.  Questo tipo di  assunzione, non è soggetto alle restrizioni imposte da eventuali Ordinanze sullo Schiavismo in vigore.    3) ARMIGERI DUCALI 3.1)Formazione e struttura Gli ARMIGERI DUCALI di ogni città del Ducato possono essere composti dai seguenti elementi: - Cittadini Volontari che hanno svolto o stanno svolgendo il corso di addestramento presso le sale apposite dell’ACCADEMIA MILITARE - Gruppi di Volontari organizzati in formazioni locali ufficialmente riconosciute dal Ducato, il cui comandante ha giurato fedeltà al Duca e abbia garantito che gli  appartenenti hanno svolto o stanno svolgendo il corso di addestramento anche presso sedi proprie. Predetti saranno presenti nei distaccamenti previsti in ogni città e avranno il compito di garantire la sicurezza ordinaria del municipio, operando all’esigenza, in aggiunta e/o in sostituzione della milizia cittadina. Per i Cittadini Volontari verrà certificato lo Status di ARMIGERO DUCALE al termine del corso di addestramento tenuto all’interno della ACCADEMIA MILITARE di Modena . Tutti gli originali degli attestati verranno conservati negli archivi dell’Accademia stessa e ne verrà rilasciata copia su richiesta del singolo cittadinoNella Capitale Modena essi trovano realizzazione nel gruppo dei Capi Gendarmi che quotidianamente forniscono supporto direttivo e operativo alla difesa del castello direttamente alle dipendenze del Prefetto.Gli ARMIGERI DUCALI sono da ritenersi direttamente agli ordini del Duca di Modena in qualità di comandante in capo e del suo facente funzione, il Capitano; è data possibilità di subordinare tale dipendenza a Comandanti locali che agiranno quindi in loco per conto del Duca stesso o del suo facente funzioni, il Capitano.   3.2) Impieghi straordinari.In caso di forte minaccia alla sicurezza del Ducato gli ARMIGERI DUCALI  potranno, previa segnalazione volontaria.  essere aggregati all’Esercito Ducale assumendone totalmente i diritti e doveri. Gli stessi,  salvo diversa indicazione , verranno quindi aggregati ai rispettivi reggimenti locali dell’Esercito e saranno dal Ducato remunerati per i servizi svolti . 4) REGGIMENTI E GRUPPI ARMATI I reggimenti e i gruppi armati possono costituirsi liberamente, senza apposita autorizzazione. Il Duca di Modena può tuttavia, per ragioni di sicurezza e di ordine pubblico, imporre lo scioglimento di un gruppo armato o reggimento. Tale scioglimento dovrà avvenire entro il termine di 24 ore dalla disposizione del Duca e In caso di inadempienza entro i termini egli stesso potrà disporne lo scioglimento coatto mediante intervento dell’Esercito Ducale




    3.2.3 - Statuto Esercito Ducale

      Art. 1 – GERARCHIA MILITARE UFFICIALI Duca E' il comandante in capo dell'Esercito. Decide se, quando e come impiegarlo. Capitano E' il comandante in seconda dell'Esercito. Aiuta il Duca al momento di prendere le sue decisioni ed è incaricato di fare eseguire i suoi ordini. Sarà eletto in seno al Consiglio e, quindi, eletto o confermato ad ogni cambio di consiglio . (Sarebbe utile fosse un soldato di carriera) Attendente del Capitano Nominato solo nel caso in cui il Capitano non sia un ufficiale dell'Esercito. Viene scelto fra i componenti dello Stato Maggiore dell’Esercito con compiti di supporto e consiglio all’attività del Capitano. Rimane in carica solo per il periodo del mandato Ducale in corso. Generale d’Armata E’ il comandante sul campo di un esercito Ducale in attività per conto di Modena. Comanda l’armata eseguendo gli ordini del Duca e del Capitano. Sergente E' addetto al rifornimento di armi e vettovaglie e controlla il buon funzionamento del Magazzino dell’Esercito. Coadiuva inoltre il lavoro del TM compilando i testi dei mandati di pagamento per i soldati e riportandoli nelle sale del Consiglio. Può consigliare il Duca nel momento di prendere le sue decisioni e aiuta il Capitano nella gestione della caserma. In caso di conflitto, supporta i Generali occupandosi del reclutamento di soldati volontari e coordinandone l’ingresso negli eserciti. Tenente I.S. (Incarichi Speciali)Ex Tenente che, dopo aver prestato servizio attivo e continuativo per 12 mesi in tale ruolo, viene promosso al plotone di élite. Gli ordini vengono impartiti direttamente dal Duca di Modena e, solo su sua delega, dal Capitano. A livello gerarchico, ha la medesima importanza dei Tenenti cittadini.TenenteE' il comandante e responsabile di un Plotone cittadino. Consiglia lo Stato Maggiore, trasmette gli ordini ai soldati del suo Plotone di competenza e ne gestisce il calcolo dei salari. Ufficiale di Collegamento E' un elemento dell'esercito che ha accesso alla Camera Prefettizia. Il suo compito è di coordinamento fra Prefettura ed Esercito. Viene scelto preferibilmente tra quanti abbiano già ricoperto l’incarico di Viceprefetto e/o Prefetto. SOTTOUFFICIALI Logista – Tesoriere Incarichi amministrativi all’interno di un’armata ducale. Vengono scelti dal Generale fra i componenti dell’armata stessa per gestirne inventario e tesoreria, secondo indicazioni ricevute dal comandante. Il logista deve inviare resoconti giornalieri al Generale per tenerlo aggiornato sulla situazione dell’inventario. Maresciallo d’Accademia E’ il responsabile dell’Accademia Militare. Impartisce lezioni alle reclute e ne valuta l’apprendimento. Viene scelto con cadenza semestrale tra i Caporalmaggiori in forza alla varie compagnie. Nel caso non ci fossero candidati gli stessi verranno ricercati tra i Caporali. Balestriere E' il comandante dei distaccamenti cittadini degli Armigeri Ducali. In caso di eventi bellici o di gravi calamità viene equiparato al grado di Caporalmaggiore dell’Esercito Ducale ed ammesso alla sala operativa della Compagnia cittadina e/o esercito dove opereranno i suoi sottoposti. Risponde del comportamento dei suoi uomini direttamente al Tenente o al Generale a seconda del tipo di operatività. TRUPPA Caporalmaggiore Il più alto in grado nella truppa, carica di prestigio che viene concessa esclusivamente a persone con elevate capacità ed esperienza (minimo 6 mesi di servizio). E'necessario essere armati di spada, bastone/ascia e scudo ed avere oltre 200 punti di forza e 200 di carisma. Assume compito di facente funzione in mancanza del Tenente comandate di plotone ed espleta attività di reclutamento assieme al Caporale. Caporale L'elemento più forte nella truppa. Requisiti e dotazioni: punti forza pari a 200, dotato di spada, bastone/ascia e scudo. Minimo 3 mesi di presenza in Caserma. Questi avrà anche compiti di reclutamento di nuove leve nella propria città. Specialista Requisiti e dotazioni: punti forza pari a 150, dotato di spada e scudo. Deve aver servito in missione per almeno 10 giorni. Soldato Scelto Requisiti e dotazioni: punti forza pari a 100, dotato di spada e scudo. Soldato Requisiti e dotazioni: punti forza da 0 a 99 punti di forza e di essere armato di spada o bastone. Recluta Sta seguendo il corso in Accademia e apprende la teoria della nobile Arte della Guerra . Dovrà essere almeno livello 1.  Terminato il corso sarà promosso al grado di Soldato. Art. 2 – ARRUOLAMENTO ED ACCADEMIA MILITARE Art. 2.1 – Reclute Rientrano nel novero di Reclute coloro che stiano seguendo le lezioni in Accademia. Si può diventare Reclute solo facendo richiesta scritta al Sergente o al Capitano. Le ulteriori istruzioni sono nello Ufficio Reclutamento della Caserma dello Esercito (  Caserma)Le Reclute, per quanto riguarda il Regolamento Militare e il regime delle licenze, sono considerate a tutti gli effetti membri dell'Esercito, con gli stessi obblighi e gli stessi doveri. Al momento del loro ingresso in Caserma verranno indirizzati all’Accademia Militare dove parteciperanno a corsi di addestramento teorico-pratici. Art.2.2 - Giuramento Chiunque voglia entrare a far parte dell'Esercito del Ducato di Modena deve pronunciare il seguente giuramento ad alta voce e consegnarne copia scritta e firmata al Capitano o al Sergente: GIURAMENTO DI LEALTÀ E SEGRETEZZA Io, ___(inserire nome completo usato in gioco)_____, giuro solennemente di servire sempre il mio ducato, sacrificando, se necessario, la mia vita per la sua difesa. Giuro di servire fedelmente, lealmente, e in buona fede il Duca di Modena. Giuro di rispettare la gerarchia militare e di obbedire agli ordini dati dai miei superiori. Giuro di rispettare lo Statuto dello Esercito di cui mi è stata data copia, di averlo letto e compreso. Giuro solennemente che, salvo autorizzazione regolarmente concessa, non rivelerò né comunicherò ad alcuno che non ne abbia legittimamente diritto le informazioni che verranno a mia conoscenza o che otterrò in ragione delle mie funzioni presso l’Esercito del Ducato di Modena. Art.2.3 – Accademia Militare L'Accademia dell'Esercito riunisce tutti coloro che, desiderosi di prestare servizio nell'Esercito Ducale, si preparano a superare l'addestramento necessario per diventare veri e propri soldati. I cadetti, anche se non ancora integrati nelle Compagnie cittadine, sono a tutti gli effetti parte dell'Esercito del Ducato e dovranno quindi obbedire agli ordini impartiti dai loro superiori e, se necessario, dovranno prendere le armi per cooperare per la difesa del Ducato. Art. 2.4 – Funzionamento dell’Accademia Militare La Accademia Militare è gestita dal Maresciallo d’Accademia, e, per quanto concerne l’istruzione degli Armigeri, dai Balestrieri. In essa sono presenti le aule Didattiche dove si svolgono le lezioni teoriche che i cadetti devono seguire lasciando un messaggio di presa visione. Il corso in Accademia prevede 5 (cinque) giorni di addestramento, al termine dei quali l’aspirante soldato potrà compilare la prova scritta necessaria per completare l’addestramento, inviandola al Maresciallo d’Accademia. Il Maresciallo, ricevuto l’esame, ha il compito di correggerlo e comunicare al Capitano l’eventuale promozione. In caso di bocciatura, il cadetto può ripresentare l’esame ogni giorno fino al superamento dello stesso. E’ dovere del Maresciallo d’Accademia redigere la prova d’esame, che deve prevedere: conoscenze di base riguardanti l’organizzazione dell’Esercito e il suo statuto; conoscenza di strutture ed apparati militari sia in pace che in guerra; gestione dei mandati. Art. 2.5 - Bonus di reclutamentoQualunque membro dell'Esercito che abbia ottenuto almeno il grado di soldato e che abbia fatto arruolare nell'Esercito di Modena un'altra persona, ha diritto a ricevere un compenso di 30 ducati in qualità di reclutatore, purché la recluta soddisfi i seguenti requisiti:- dimostri di essere affidabile;- dimostri serietà nell'adempimento del proprio dovere;- siano passati 60 giorni dal suo arruolamento;- abbia effettuato almeno 10 giorni di missione oppure di difesa della propria città.Art. 3 – ORGANI INTERNI E MANSIONI Art. 3.1 – Organi Interni allo Esercito Art.3.1.1 Stato Maggiore Sono le Stanze in cui si decidono gli ordini e dove si prendono tutte le decisioni che riguardano lo Esercito Ducale di Modena. Allo Stato maggiore hanno accesso: Duca, Capitano, Sergente ,Tenenti e Generali. Art.3.1.2 Magazzino Esercito E’ la stanza in cui vengono espletate le pratiche che riguardano le paghe dei soldati. Al Magazzino hanno accesso: Duca, Capitano, Sergente, addetti alla richiesta paghe, TM e Sceriffo. Art.3.1.3 Archivio Esercito E’ la stanza in cui vengono archiviati tutti i documenti non più in essere dello Esercito. In queste sale vengono scrupolosamente archiviati e catalogati tutti i giuramenti dei militari Art. 4 – COMPAGNIEVengono istituite le seguenti Compagnie, nelle cittadine del Ducato di Modena.: - 1ª Compagnia I GUARDIANI di MODENA, distaccata presso la Capitale Modena; - 2ª Compagnia ULTIMO BALUARDO, distaccata presso la città di Massa;- 3ª Compagnia LEGIONE dell’ADE, distaccata presso la città di Guastalla;- 4ª Compagnia SELVA, distaccata presso la città di Mantua; - 5ª Compagnia ARMATA di ARES, distaccata presso la città di Mirandola.   Art.5. - LICENZE E DIMISSIONI Art.5.1 - Richiesta e concessione delle Licenze Ogni soldato ha diritto ad una licenza (permesso per viaggiare fuori dalla città in cui risiede), che può ottenere facendone richiesta al suo Tenente. Il Tenente ha la facoltà di concedere o meno la licenza, in accordo con le direttive generali dettate dal Capitano o dal Sergente. In caso di dubbio, è tenuto a passare la richiesta al Capitano o al Sergente allegandovi un suo parere, positivo o negativo; il Capitano- Sergente valuterà la situazione e deciderà se concedere o meno la licenza al richiedente. Importante: perché sia concessa, e fatti salvi casi straordinari, la richiesta di licenza deve essere avanzata al Tenente con almeno 2 giorni di anticipo rispetto alla data di inizio della stessa. I Tenenti potranno fare richiesta di licenza direttamente al Capitano o al Sergente Art.5.2 - Richiesta e concessione delle Dimissioni Ogni soldato ha il diritto, qualora lo ritenesse opportuno, di dimettersi dall'Esercito Ducale; a questo scopo deve farne pubblicamente richiesta in Caserma. Il Capitano, o in sua assenza il Sergente, prende nota della richiesta di dimissioni, stabilendo entro quale data tali dimissioni diverranno effettive. Non può in ogni caso definire una data più lontana di 7 (sette) giorni, né può respingerle, a meno che il militare dimissionario non sia impegnato in una missione operativa; in tale caso, le dimissioni diverranno effettive solo quando la succitata missione sarà portata a termine. Solo ed esclusivamente in stato di guerra dichiarata, il Capitano può decidere di rifiutare una richiesta di dimissioni. Fino alla data definita dal Capitano, il militare dimissionario resta soggetto al Regolamento militare ed è normalmente processabile in caso di mancanze. Art. 6 – SALARI ED INCENTIVI DI MERITO Art.6.1 - Modalità di pagamento Ogni appartenente allo Esercito Ducale di Modena ha diritto di retribuzione per ogni giorno (diaria) di servizio effettivamente prestato . In caso di appartenenza ad un esercito con relativa distribuzione del rancio, il controvalore del cibo ricevuto verrà decurtato dalla paga totale. Il saldo della paga viene corrisposto a fine missione, fatta salva la possibilità data ad ognuno, previa richiesta formale, di riceverne un anticipo in caso di contingenza durante la missione in corso. Il pagamento, sempre che vi sia la disponibilità, avverrà in ducati o in alternativa, su decisione di Capitano e Sergente approvata dal Duca, in merce di consumo con eventuale eccedenza in moneta. Il controvalore economico della merce viene deciso dal consiglio con la supervisione del Ministro del Commercio. Tali controvalori aggiornati sono contenuti, assieme ad alcune note e formalità, nella Appendice "A" del presente statuto. Art.6.2 – Calcolo del salario Il calcolo delle paghe dovute per i giorni di servizio effettivo è compito di Generali e Tenenti con l'aiuto del Sergente e, eventualmente, di altri ufficiali o sottoufficiali precedentemente designati. A seconda del grado in esercito, la diaria spettante è la seguente: -Recluta Accademia: 15 ducati -Soldato / Armigero pari caratteristiche: 16 ducati -Soldato scelto / Armigero pari caratteristiche: 17 ducati -Specialista /Armigero pari caratteristiche: 18 ducati -Caporale/Armigero pari caratteristiche: 18.50 ducati -Caporalmaggiore: 19 ducati -Sottoufficiali, Ufficiale di Collegamento e Attendente del Capitano: 19.50 ducati -Duca, Capitano, Generali, Sergente e Tenenti: 20 ducati+1 ducato per ogni notte passata in una locanda nelle Capitali a titolo di rimborso per i militari non residenti nella Capitale stessa.Tali importi sono da considerarsi al netto delle tasse. Art.7 – FUNZIONARI MILITARI Art.7.1 - Registro dei Funzionari Viene redatto in Caserma un Registro dei Funzionari Militari, curato da Capitano e Sergente, nel quale vengono raccolti i nomi dei soldati in grado di fornire consulenze di strategia e tattica alle armate Ducali (Punti Esercito). Tale Registro dovrà essere suddiviso per città e riportare, a fianco dei nominativi, il livello di conoscenze dei Funzionari (produzione giornaliera di PE) e la via universitaria scelta. Art.7.2 – Doveri dei Funzionari Militari Ogni soldato che sia in possesso dei requisiti per divenire Funzionario Militare è tenuto a comunicare i propri dati nell’apposito registro. Dovrà inoltre aggiornare la sua situazione in caso di spostamenti o apprendimento di nuove conoscenze utili per gli eserciti. Ogni Funzionario che non risulti in licenza ha l’obbligo di prestare consulenza alle armate che dovessero averne necessità. Art. 7.3 – Utilizzo e salario dei Funzionari Militari Il Generale che dovrà assumere i Funzionari Militari sarà tenuto a dare la precedenza ai funzionari che abbiano scelto il percorso accademico militare (via militare) con ulteriore privilegio se il funzionario fà anche parte dell'esercito, in grado di fornire una quantità di punti esercito pari o superiore a quella di un civile presente nella città; qualora non vi fossero segnalati facenti parte del predetto percorso potrà procedere all’assunzione di funzionari civili dello stato in grado di produrre i punti necessari. Per fare ciò potrà avvalersi dell’apposita bacheca presente nelle Sale Universitarie.Ogni Funzionario ha diritto, in rapporto alle proprie conoscenze, ad un corrispettivo in ducati:-Produzione giornaliera di 10 PE = 20 ducati-Produzione giornaliera di 20 PE = 25 ducati-Produzione giornaliera di 30 PE = 30 ducatiArt. 8 – ARMIGERI DUCALI Premessa: Gli Armigeri Ducali opereranno con distaccamenti dislocati in ognuna delle città del Ducato e loro compito sarà quello di garantire la sicurezza cittadina .Essi sono costituiti da : -Cittadini Volontari che hanno svolto o stanno svolgendo il corso di addestramento. -Gruppi di Volontari organizzati che hanno pubblicato lo statuto,il cui comandante ha giurato fedeltà al Duca e i cui appartenenti hanno svolto o stanno svolgendo il corso di addestramento,  anche presso sedi proprie.   Art.8.1 - Durata Arruolamento Il periodo di appartenenza agli Armigeri Ducali inizia con l’arruolamento ad uno dei corpi di cui al precedente articolo e terminerà solo in caso di spontanee dimissioni o di morte sopraggiunta. Contestualmente il cittadino dovrà svolgere un corso di addestramento obbligatorio della durata di giorni 7 che può gestire a suo piacimento nell'arco di mesi 1 a partire dalla data di arruolamento. Il corso verrà svolto nella caserma dell'esercito ducale o, sotto responsabilità del relativo Balestriere presso le sedi distaccate ufficialmente riconosciute. Nel caso in cui durante l'addestramento sia previsto un impegno effettivo che non permetta una quotidiana attività lavorativa , all’Armigero verrà corrisposta paga secondo quanto disposto dallo "Statuto Esercito Ducale". Art.8.2 - Normativa Gli Armigeri distaccati di ogni città dovranno scegliere autonomamente un proprio comandante, detto Balestriere, purché tale nomina sia accettata anche dal Capitano e dal Sindaco della propria città, i quali hanno potere di veto al riguardo. Qualora sia presente un gruppo volontario organizzato è data possibilità al suo comandante di assumere la carica di Balestriere. I Balestrieri hanno obbligo di presentarsi in Caserma Ducale per fare costante rapporto sulla situazione del loro distaccamento; sono tenuti a prestare un giuramento di fedeltà al Duca di Modena, e per la durata del loro incarico saranno considerati a tutti gli effetti appartenenti all'Accademia Militare, con il grado appunto di Balestrieri. La carica di Balestriere nonché comandante degli Armigeri Ducali distaccati durerà fino a sue dimissioni volontarie o per scelta del gruppo che rappresenta. Art.8.3 - Doveri In caso di eventi straordinari quali la guerra tutti gli Armigeri potranno essere aggregati all'esercito e saranno considerati militari a tutti gli effetti; dovranno quindi obbedire agli ordini dei propri superiori, e saranno sottoposti alla disciplina militare come se fossero veri e propri Soldati dell'Esercito Ducale. L’ Aggregamento si svolgerà come segue: In caso di evento straordinario il Duca o il suo facente funzione, il Capitano, procederanno con la diramazione di una circolare ai vari Balestrieri. Nella circolare saranno presenti le motivazioni di tale aggregamento. I Balestrieri avranno il compito di diramare la circolare ai propri sottoposti e avranno 48 ore di tempo per comunicare l’elenco degli armigeri che dovranno essere accorpati all’esercito Ducale. Tale elenco dovrà essere composto da nominativi che abbiano volontariamente fatto richiesta di essere accorpati all’esercito Ducale .e qualora fosse accettata , da quel momento e fino al termine della missione , l’armigero assumerà gli stessi diritti e doveri di ogni militare effettivo. Art.8.4- Mansioni Gli Armigeri potranno prestare servizio di difesa cittadina volontario dietro richiesta del Sindaco che rimane libero di scegliere a chi affidare la difesa del municipio ( milizia cittadina /Armigeri Ducali o cittadini volontari ). Nessuna responsabilità potrà ricadere sugli armigeri in caso di disservizio in quanto a totale responsabilità del sindaco Art. 9 – GIUSTIZIA MILITARE Art.9.1 - Gerarchia degli ordini Tutti gli appartenenti all'esercito ducale sono vincolati al rispetto degli ordini dei loro superiori; in caso di ordini contrastanti hanno la precedenza gli ordini emanati dal più alto in grado. Art.9.2 - Disobbedienza Chi non esegue gli ordini di un superiore sarà accusato di Disobbedienza. La Disobbedienza è un reato serio. Capo di imputazione: Disturbo all’Ordine pubblico – Reato: Disobbedienza. Art.9.3 - Disobbedienza Grave Chi persiste nel non eseguire gli ordini, oppure chi intraprende azioni che danneggino l'unità e l'efficienza dell'esercito, sarà accusato di Disobbedienza Grave. La Disobbedienza Grave è un crimine semplice Capo di imputazione: Tradimento – Reato:  Disobbedienza grave. Art.9.4 - Diserzione Chi non rispetta il tempo limite concessogli dalla licenza verrà accusato di Diserzione, e perseguito come un traditore del Ducato. La Diserzione è un crimine infame. La Diserzione in tempo di pace è un crimine semplice. Capo di imputazione: Tradimento – Reato: Diserzione La Diserzione in tempo di guerra è un crimine infame. Capo di imputazione: Tradimento – Reato: Diserzione    Art.9.5 - Processo per Disobbedienza Il processo istruito dalle autorità civili, per i casi di Disobbedienza, ha il solo scopo di accertare la colpevolezza dell'accusato, e di somministrare pene pecuniarie. Art.9.6 - Processo per Disobbedienza Grave e Diserzione Il processo istruito dalle autorità civili per i casi di Disobbedienza Grave e Diserzione ha lo scopo di accertare la colpevolezza dell'accusato e di somministrare le pene ritenute adeguate, secondo anche quanto suggerito dal Capitano, che verrà ascoltato quale parte in causa. Chiunque venga riconosciuto colpevole dal Tribunale Civile per i reati di cui sopra, potrà subire un ulteriore pena accessoria di carattere militare che sarà inflitta dal Capitano nella sede della Caserma rientrate tra le tipologie sottoelencate:- degradazione - riduzione del salario - annullamento di future licenze - espulsione - espulsione con infamia Art.9.7 - Applicabilità del Codice L'applicabilità di questo Codice Penale viene estesa anche a tutti gli Armigeri Ducali o qualsiasi volontario durante la loro permanenza in Esercito ai sensi dell'art.8.3,   con la sola esclusione delle pene accessorie interne dell'Esercito, applicabili solamente ai militari effettivi del Ducato di Modena. APPENDICE “A” - Controvalore delle merci Alle merci di consumo utilizzabili come salario per i soldati, viene assegnato un corrispondente valore in ducati secondo la seguente tabella: Pane = 5,50 ducati Mais = 3 ducati Carne = 16,50 ducati Pesce = 16,.50 ducati Frutta = 8,50 ducati Verdura = 8,50 ducati  





    3.2.4 - De La lotta alle aggregazioni criminali

      Il Ducato di Modena proibisce all’interno dei suoi territori, salvo preventiva autorizzazione da parte del Consiglio, qualsiasi forma di reclutamento, propaganda atta al reclutamento, adescamento o qualsiasi altro tipo di invito all’aggregazione finalizzato a favorire la creazione di gruppi, associazioni, movimenti e quant’altro destinati a destabilizzare l’ordine costituito o ad arrecare danno alle persone e/o Stati.Chiunque verrà trovato compiere dette azioni all’interno dei territori Ducali sarà accusato di Tradimento.Capo di imputazione: Tradimento – Reato: Tradimento






    3.2.5 - Statuto della Marina Militare

      PREMESSALa Marina Militare del Ducato di Modena nasce per garantire la difesa delle coste del Ducato e ha compiti di difesa e offesa via mare. E' parte delle Forze Armate del Ducato di Modena insieme allo Esercito Ducale. Può essere addetta al trasporto di militari durante operazioni belliche o al trasporto di civili in tempo di pace e con benestare dello Stato Maggiore della Marina Militare. Art.1 – GERARCHIA NELLA MARINA MILITARE UFFICIALI Duca E’ il comandante supremo della Marina Militare. Decide se, come e quando utilizzare le risorse navali del Ducato. CapitanoFunge da collegamento tra Duca e Consiglio e lo Stato Maggiore della Marina. AmmiraglioComanda la flotta della Marina Militare in sua vece. Coordina gli spostamenti e le strategie in mare sotto consenso del Duca e del Capitano. E’ responsabile dell’efficienza della flotta, assicurandosi che venga eseguita la periodica manutenzione delle imbarcazioni. Può essere anche Capitano di Vascello. Viene individuato con bando pubblico e scelto a maggioranza dal Consiglio. Rimane in carica per un periodo di 3 (tre) mesi o fino a sue dimissioni o per decisione del Duca. Al termine del suo mandato, può ricandidarsi. CommodoroViene scelto dall’Ammiraglio, previa consultazione e consenso di Capitano e Duca, tra i Capitani di Vascello. Coadiuva il lavoro dell’Ammiraglio e lo sostituisce in caso di sua temporanea assenza. Capitano di VascelloViene scelto, tramite bando pubblico, da Duca, Capitano e Ammiraglio per comandare una nave della flotta ducale. Deve rispondere ai seguenti requisiti: . essere cittadino del Ducato di Modena; . essere un personaggio di indubbia moralità e fedeltà al Ducato e non essere mai stato condannato per Tradimento o Alto Tradimento; . aver acquisito completamente Competenze marittime di base. Sono inoltre prioritarie le conoscenze di Astronomia, Combattimento navale di base, Ingegneria navale di base. E’ il responsabile della missione ed è suo compito scegliere e coordinare l’equipaggio della nave, curarsi della manutenzione dell’imbarcazione affidatagli e redigere giornalmente il diario di bordo. EQUIPAGGIONostromoE’ il comandante in seconda di una nave ducale. Viene scelto all’interno dell’equipaggio per sostituire, temporaneamente o in caso di necessità, il Capitano di Vascello alla guida della stessa. Aiuta il Capitano di Vascello nella gestione e coordinamento dell’equipaggio, sia durante le missioni in mare che nei periodi di riposo. Deve aver acquisito completamente Conoscenze marittime di base. Nocchiere Marinai della Marina Militare che hanno prestato giuramento, eseguono gli ordini del Capitano di Vascello. Art.2 – FLOTTA DELLA MARINA MILITARE  Art.2.1 – Flotta della MarinaFanno parte della Flotta della Marina Militare tutte le navi da guerra, o altre navi riviste ad uso militare, del Ducato di Modena. Ogni nave è affidata ad un capitano di Vascello e al rispettivo equipaggio.  Art.2.2 – Assegnazione delle naviE’ compito dell’Ammiraglio, su autorizzazione di Capitano e Duca, individuare il Capitano di Vascello che guiderà la nave ducale. E’ facoltà Di Ammiraglio, Capitano e Duca revocare la nomina del Capitano di Vascello. Il Capitano di vascello deve selezionare il suo equipaggio. Tra i criteri di scelta: . disponibilità di raggiungere la nave indipendentemente dalla residenza; . disponibilità di tempo richiesto per la missione. Art.3 – STRUTTURA ED ORGANIZZAZIONE DELLA MARINA MILITARE Art.3.1 – Stato Maggiore della Marina MilitareSono le stanze dove vengono prese le decisioni in merito alla Marina Militare. Lo Stato Maggiore della Marina è composto da Duca, Capitano, Ammiraglio e Capitani di Vascello. Art.3.2 – Ufficio di coordinamentoAll’ufficio di coordinamento hanno accesso i membri dello Stato Maggiore di Esercito e Marina per il coordinamento tra le forze di mare e di terra. Art.3.3 – Registri della Marina Sono tenuti e curati da Ammiraglio e Capitani di Vascello. Contengono: . dati relativi a Capitani di Vascello ed equipaggio, con elenco delle competenze navali acquisite, città di residenza, data di arruolamento e missioni effettuate; . diari di bordo, insieme anche a rapporti sull’equipaggio. Art.3.4 – Archivi Contengono i giuramenti dei Marinai e documenti riguardanti missioni concluse. Art.4 – ARRUOLAMENTO E DOVERI DEI MARINAI Art.4.1 – Modalità d’Arruolamento Si può divenire membri della Marina Militare tramite bando pubblico o facendone richiesta all’Ammiraglio ed in ogni caso su decisione finale di Duca, Capitano ed Ammiraglio. Perché l’ingresso nella Marina sia effettivo, è necessario inviare all’Ammiraglio o al Capitano il seguente giuramento:

    GIURAMENTO DI LEALTA’ E SEGRETEZZA Io, ___(inserire nome completo e pseudonimo usato in gioco, il nick)_____, giuro solennemente di servire sempre il mio ducato, sacrificando, se necessario, la mia vita per la sua difesa. Giuro di servire fedelmente, lealmente, e in buona fede il Duca di Modena. Giuro di rispettare la gerarchia militare e di obbedire agli ordini dati dai miei superiori. Giuro di rispettare lo Statuto della Marina Militare di cui mi è stata data copia, di averlo letto e compreso. Giuro solennemente che, salvo autorizzazione regolarmente concessa, non rivelerò né comunicherò ad alcuno che non ne abbia legittimamente diritto le informazioni che verranno a mia conoscenza o che otterrò in ragione delle mie funzioni presso la Marina Militare del Ducato di Modena.

      Art.4.2 – Licenze e Dimissioni Ogni Capitano di Vascello può rinunciare all’incarico comunicandolo, con un anticipo di minimo 7 (sette) giorni, all’Ammiraglio o al Capitano, i quali potranno eventualmente chiedere al Capitano di Vascello di completare la missione in corso prima che il termine sia effettivo. Ogni membro dell’equipaggio può ottenere una licenza o chiedere di essere dimesso dalla Marina Militare facendone richiesta al Capitano di Vascello, con decisione approvata dall’Ammiraglio, con un anticipo di minimo 7 (sette) giorni. E’ facoltà dello Stato Maggiore chiedere eventualmente il completamento della missione in corso prima che la licenza o le dimissioni diventino effettive. Art.4.3 – Doveri dei Marinai Tutti gli appartenenti alla Marina Militare sono soggetti alla medesima Giustizia Militare riportata nello Statuto dello esercito Ducale. In caso di grave necessità, e solo fino al cessare della stessa, il Duca di Modena, su approvazione del Consiglio e dello Stato Maggiore della Marina, potrà chiedere ai Marinai di unirsi alle forze militari di terra. Art. 5 – RETRIBUZIONE ED INCENTIVI  Art.5.1 - Modalità di pagamento Ogni membro della marina ha diritto di essere retribuito per ogni giorno di mobilitazione e servizio effettivamente prestato. E’ compito del Capitano di Vascello, in accordo con Ammiraglio e TM, individuare la predisposizione dei viveri per il viaggio. Il saldo della paga viene corrisposto a fine missione e avverrà in ducati o in alternativa in merce di consumo con eventuale eccedenza in moneta. Il controvalore delle merci è il medesimo adottato nell’Appendice “A” dello Statuto dell’Esercito Ducale. Art.5.2 – Calcolo del salario Il calcolo delle paghe è compito dei Capitani di Vascello, coadiuvati dal Nostromo. Ai Capitani di Vascello spetta una differente diaria in base alle conoscenze possedute: Competenze marittime di base: 19 ducati Due materie marittime: 20 ducati Almeno tre materie marittime: 21 ducati All’equipaggio, in base al grado, spetta una differente diaria: Nostromo: 20 ducati Nocchiere: 19 ducati



Citazione :

4- RAPPORTI CON ALTRE ISTITUZIONI



Sez. 1- Della Chiesa

    4.1.1 - Concordato tra la Santa Chiesa Aristotelica ed il Ducato di Modena

      PreamboloCon la presente il Ducato di Modena ufficializza i suoi rapporti con la Santa Chiesa Aristotelica Romana e Universale e riconosce l'Aristotelismo come pietra fondante dei suoi valori e della sua cultura. Con la presente la Chiesa Aristotelica Romana e Universale riconosce il Ducato di Modena come Provincia di Confessione Aristotelica. Questo Concordato non può essere modificato o annullato che in seguito ad un accordo tra le due parti, quali che siano i cambiamenti che avvengano in seno al Consiglio Ducale di Modena o della Chiesa. Il presente Concordato potrà essere emendato solo con il consenso di entrambe le parti. Tale Concordato annulla ogni precedente trattato tra il Ducato di Modena e la Santa Chiesa Aristotelica. Precisazioni lessicali: IG = In Gratibus = In Game RP = Res Parendo = RolePlay (Forum etc) I - Del ruolo della Chiesa nell'organizzazione spirituale del DucatoI.1- Il presente Concordato fa della Chiesa Aristotelica Universale e Romana la religione ufficiale del Ducato di Modena.Il Ducato riconosce la Chiesa Aristotelica Universale e Romana come sola, unica e legittima Istituzione dell'Onnipotente, oltre che sola detentrice della Vera Fede.Il Ducato di Modena riconosce l'esistenza della Santa Sede e di tutte le sue istituzioni.I.2 - Solo il culto Aristotelico potrà essere esercitato o diffuso mediante proselitismo in pubblico nelle taverne, nei Municipi e negli altri edifici ed Istituzioni del Ducato di Modena.I.3 - La religione spinozista e i discepoli di Averroè interpretano erroneamente l'Aristotelismo, perciò hanno una visione errata di Dio. Nonostante questo, la Santa Chiesa Aristotelica, nella sua grande bontà, ed il Ducato di Modena, nel rispetto dei suoi sudditi, tollera questi soli due culti secondo le seguenti condizioni: • Le comunità di questi culti si possono installare nel territorio del Ducato solo con il permesso congiunto dell’Arcivescovo di Ravenna e del Duca di Modena.• È consentito che i fedeli di tali religioni tollerate aprano uno ed un solo luogo di culto che sarà loro nel municipio di una città a propria scelta, eccetto la capitale del Ducato e la sede Arciepiscopale, ma dovranno essere autorizzati dalle autorità ecclesiastiche e temporali. Tale tolleranza non consente loro di diffondere la miscredenza mediante proselitismo al di fuori del loro luogo di culto. • Per ricevere il permesso di pratica e predicazione del culto (In Gratibus, Res Parendo) dovrà comunque essere riconosciuta la Chiesa Aristotelica come istituzione ed esser consapevoli dell’esistenza di questo concordato. I.4 – Il Ducato di Modena riconosce la piena autorità della Chiesa Aristotelica e Romana nel dominio spirituale e sui Vescovi delle terre modenesi.Con la presente la Chiesa Aristotelica Romana e Universale riconosce al Ducato di Modena il diritto esclusivo di esercitare, entro i confini del territorio modenese, la potestà e di guida temporale degli uomini.I.5 - Tutte le violazioni alle disposizioni di questo corpo di leggi parte I saranno considerate come un atto di eresia.II - Il Ruolo della Chiesa nell'organizzazione temporale del DucatoII.1 - Il Ducato e la Chiesa modenesi, nel desiderio di instaurare rapporti di collaborazione, si impegnano nel creare modi e luoghi atti al continuo e proficuo confronto, in particolare nel binomio Duca/Arcivescovo, all'assistenza e alla consultazione per conformare la politica ai principi di giustizia ed equità Aristotelica.L'Arcivescovo può, se lo ritiene necessario, delegare nel dialogo con il Ducato un membro della Nunziatura Apostolica in sua sostituzione.Il Duca può, se lo ritiene necessario, delegare nel dialogo con la Chiesa ravennate un membro dell’ambasciata del Ducato di Modena in sua sostituzione.II.2 – L’Arcivescovo di Ravenna, se il Consiglio del Ducato di Modena lo ritiene opportuno, potrà sedere in Consiglio senza avere diritto di voto per aiutare quest’ultimo a legiferare e ad agire secondo i dettami dell’Unica Vera Fede.II.3 - L'Arcivescovo o il Nunzio che, in seguito alla collaborazione con le autorità temporali, venga a conoscenza di informazioni confidenziali che possano compromettere la sicurezza del Ducato s'impegna a non rivelarle, pena l'accusa di alto tradimento. D'altra parte se tali informazioni sono di natura tale da mettere in pericolo la Chiesa stessa o la Santa Sede, in questo caso L'Arcivescovo è tenuto a informare la Curia ed il Cenacolum Episcoporum Italiae, dopo averlo comunicato al Duca ed al Consiglio. II.4 - Un membro del clero Aristotelico che voglia assumersi una missione di natura temporale ne ha facoltà, ma non potrà violare in tale missione i principi della vera fede della quale la Chiesa Aristotelica è unica depositaria.II.5 - Il Duca di Modena dovrà essere intronizzato dall’Arcivescovo.Egli dovrà essere battezzato.Se il Duca non fosse battezzato al momento della elezione dovrà esserlo entro quattordici giorni con cerimonia pubblica, mentre i consiglieri che non fossero battezzati, dovranno fare esplicita dichiarazione di esercitare il proprio ruolo esclusivamente per le vicende riguardanti il Ducato, esimendosi dal partecipare ad eventuali discussioni o trattazioni riguardanti la fede o su quanto previsto dal presente Concordato. I fedeli spinozisti ed averroisti non saranno ritenuti nemici della Santa Chiesa Aristotelica se non violano le norme di questo Concordato e del Diritto Canonico.II.6 - Il Duca di Modena deve nominare al principio del suo mandato un confessore personale tra il clero del Ducato.II.7 - Il Duca di Modena non proporrà patenti di nobiltà per chi non sia stato battezzato o per chi non sia in possesso di attestato dell’Arcivescovo di Ravenna che lo dichiari comunque meritevole.II.8 – I nobili del Ducato di Modena non peroreranno patenti di nobiltà per chi non sia stato battezzato o per chi non sia in possesso di attestato dell’Arcivescovo di Ravenna che lo dichiari comunque meritevole.II.9 - L'Assemblea Episcopale dello SRING terrà un elenco Aere Perennius della nobiltà elevata nel Ducato di Modena.III - Il ruolo della Chiesa nella vita civileIII.1 - I matrimoni aristotelici sono gli unici riconosciuti come validi.III.2 - Conformemente al decreto Matrimonium Prohibiti, il "matrimonio civile", o tutte le altre forme d'unione di questo tipo con lo scopo di legare l'uomo alla donna e la donna a l'uomo sono severamente vietate nelle terre del Ducato di Modena, sia per i fedeli aristotelici che per i non fedeli.III.3 - Un'unione more uxorio (convivenza senza matrimonio) è considerata peccaminosa e non benedetta dall'Altissimo. I figli che nasceranno da tale unione, come quelli che avverranno all'interno di matrimoni non Aristotelici di qualsivoglia tipo, sono considerati figli naturali non legittimi, ossia bastardi. Se un'unione more uxorio viene successivamente regolarizzata tramite il matrimonio, i figli verranno quindi riconosciuti come legittimi. III.4 - Il Ducato riconosce che l'educazione della prole debba avvenire all'interno di un nucleo familiare timorato dell'Altissimo e della Santa Chiesa. Per questo motivo le coppie sposate hanno la priorità in caso di adozione. L'adozione da parte di persone non sposate è consentita, ma deve essere seguita la "Procedura di adozione per cittadini non sposati" presentata al termine di questa sezione come appendice.In caso di annullamento di matrimonio l'adozione decade poichè il matrimonio risulta come mai celebrato. Se c'è il desiderio, da parte di un membro della coppia, di mantenere un figlio adottivo, la "Procedura di adozione per cittadini non sposati" dovrà essere applicata.La Santa Chiesa Aristotelica è l'unica istituzione che possa rendere un'adozione valida a livello civile.III.5 - La Chiesa fa propria la missione d'aiutare i più miserabili. I suoi rappresentanti cercheranno dunque di partecipare in maniera attiva alle azioni di carità coordinando, per quanto possibile, i loro sforzi con le autorità municipali e ducali.Il Diritto Canonico regola i doveri dei parroci e di ogni altra carica ecclesiastica verso la comunità.III.6 - La Chiesa fa propria la missione di educare il popolo ai giusti valori Aristotelici ed al rispetto delle istituzioni ducali.Per questo motivo il Rettore assegnerà le cattedre dei corsi relativi alla via della Chiesa dando precedenza a coloro che hanno seguito la Via della Chiesa, in collaborazione con l'Arcivescovo.Inoltre, l'Arcivescovo od un suo rappresentante avrà il ruolo di Consigliere per le Materie Ecclesiastiche all'interno dell'Università.III.7 - Ogni ecclesiastico non deve rendere conto a nessuno dei suoi atti spirituali tranne che al suo Vescovo. A nessun chierico può essere chiesto di rivelare ciò che è venuto a conoscenza a seguito del sacramento della confessione.III.8 - Almeno un rappresentante della diocesi deve essere presente alle manifestazioni organizzate dal Duca e dal suo Consiglio per le quali ha ricevuto preventivo invito. L'assenza di un rappresentante può essere tollerata, qualora il Duca o il Consiglio ne siano stati informati per tempo.III.9 - Il Duca o un rappresentante del Consiglio deve essere presente alle manifestazioni e celebrazioni religiose per le quali ha ricevuto preventivo invito.L'assenza di un rappresentante può essere tollerata, qualora l'Arcivescovo o il Vicario Generale ne sia stato informato per tempo.III.10 - I vescovi avranno completa autonomia e autorità nella nomina del clero della loro diocesi, sacerdoti o laici, e di autorizzarli ad amministrare i sacramenti. Qualsiasi tentativo di occupazione di un incarico religioso al di fuori delle procedure canoniche verrà punito dalla giustizia ordinaria del Ducato come disturbo dell'ordine pubblico.III.11 - La Chiesa riconosce l'importanza della diffusione della conoscenza, e ritiene che solo persone dalla irreprensibile condotta morale possano trasmettere nei luoghi del sapere le competenze ad essa riconducibili. Per questo essa ha il diritto di veto sulla scelta dei professori ottenenti una cattedra all'università modenese per tutti i corsi relativi alla via della Chiesa.III.12 – Il Ducato di Modena aiuterà i chierici a divenire parroci IG mediante un prestito (non oltre i 1000 ducati) su richiesta dell'Arcivescovo di Ravenna.Questo prestito sarà concesso esclusivamente nel caso il futuro parroco IG rimarrà nel Ducato di Modena dopo l'ordinazione per uno spazio temporale minimo di quattro mesi.Tale prestito assumerà la caratteristica di dono se il Duca ed il Consiglio di Modena voteranno all’unanimità, la non restituzione della somma assegnata.Questa votazione avverrà prima dell’erogazione della somma.III.13 – Gli Arcivescovi di Ravenna, Aquileia e Pisa si impegnano ad assegnare un membro del Clero modenese all’Esercito Ducale in qualità di Cappellano Militare, affinché possa portare conforto spirituale ai soldati. Per svolgere al meglio tale missione, egli avrà accesso alle sale alle quali hanno accesso i soldati, in modo da essere più presente tra di loro ed avere la possibilità di accompagnarli nelle loro missioni. E' fatto divieto, se il Cappellano è un Sacerdote, di prendere le armi contro un fratello aristotelico, mentre è concesso ad un Fratello Cappellano, laico, di combattere al fianco di coloro dei quali ha la cura spirituale.Appendice: Procedura di adozione per cittadini non sposati I - Nel caso un cittadino di Modena  non regolarmente sposato, mosso da misericordia e pietà verso un'infante ancora in fasce o verso un orfano, decidesse di prenderlo seco ed ammetterlo al proprio casato o famiglia, può farlo ma deve descrivere [in RP] nella Taverna del Ducato di Modena o in Piazza Italica: • l'incontro con il figlio che intende adottare, in che occasione, condizioni, luogo, ecc.; • compiere l'azione di prendere il pargolo e portarlo ad un monastero o ad una chiesa, affinchè i monaci oppure il parroco ne possano aver cura (al massimo specificare il nome del curato a cui si intende affidarlo); • trascorso un periodo indicativo di 15/20 giorni dalla consegna del piccolo all'autorità ecclesiastica, se si è ancora intenzionati ad adottare, si dovrà fare richiesta [sempre nel RP] al parroco o al monaco che ha in custodia il piccolo, che a sua discrezione potrà richiedere da voi una prova della vostra buona fede (una donazione alla chiesa oppure ad un municipio, un pellegrinaggio verso una destinazione designata, non più distante di 3 giorni di marcia, ecc.). Il richiedente dovrà provvedere a fornire una prova dell'avvenuta missione all'autorità ecclesiastica che ha la custodia del pargolo. II Nel caso il richiedente sia non battezzato, una volta che avrà consegnato il pargolo al monastero/parrocchia, prima di presentare la richiesta definitiva di adozione egli dovrà procedere a seguire un corso sulla pastorale aristotelica presso un luogo che gli verrà indicato e dopo riceverà il battesimo. III L'adozione verrà negata a persone dichiarate eretiche dalla Santa Chiesa. IV Nel caso il richiedente, entro il periodo di custodia del pargolo presso l'autorità ecclesiastica, convoli a giuste nozze, potrà non attendere il termine prestabilito per la richiesta di adozione e ricevere la patria podestà sul pargolo, sempre previa attestazione del certificato di matrimonio e dopo verifica da parte del curato.IV - La Giustizia della ChiesaIV.1 - Per la promessa canonica di intronizzazione nella Cattedrale di Modena, il Duca, come i suoi successori, si impegnano a perseguire le eresie sotto tutte le forme che esse potrebbero prendere. Il crimine di eresia è riconosciuto come disturbo dell'ordine pubblico dal momento che costituisce una attacco alle fondamenta dell'autorità ducale e religiosa.IV.2 - La Santissima Inquisizione ed il Tribunale Inquisitoriale di Ravenna sono istituiti sul territorio del Ducato. I poteri e le prerogative della Santissima Inquisizione e del Tribunale sono quelli definiti nel Diritto Canonico della Santa Chiesa Aristotelica e Romana.IV.3 – I reati giudicati dal Tribunale Religioso sono quelli previsti dal Diritto Canonico, riportati qui di seguito:.Dei reati:- Dell'Apostasia: consiste in uno o più atti di rigetto o rifiuto, da parte del battezzato, della Fede Aristotelica.- Dello Scisma: inganno degli uomini attraverso false parole, conducendoli su sentieri distanti da quelli originari della Chiesa Aristotelica e ratificato dalla Curia, dal Santo Ufficio o dal Collegio Teologale Italiano.- Della Stregoneria: è definita come l'apprendistato e/o la pratica di riti magici e diabolici, ovvero senza l'intervento divino, è un gravissimo crimine. Il fatto di leggere nei pensieri degli altri Res Parendo o In Gratibus è considerato come stregoneria. Il reato di condivisione dell’anima (multi account) In Gratibus, per la sua particolare esecrabilità e ripugnanza, ed il bisogno di punirne i colpevoli velocemente, sarà giudicato direttamente dal Tribunale del Ducato, senza il bisogno di alcun consulto presso le autorità religiose.- Dello spergiuro: E' considerato come spergiuro una persona che menta dopo aver giurato di dire il vero dinnanzi alle Sante Scritture o alle reliquie dei santi, anche in ambito civile.- Della bestemmia: E' fatta proibizione di bestemmiare il Dio che tutto governa, Aristotele e Christos, i santi ed in particolare il santo protettore del Provincia o di una delle sue città o ingiuriare membri della Chiesa Aristotelica Res Parendo (RP) o In Gratibus (IG).IV.4 - Il tribunale religioso farà applicare le differenti punizioni decise e previste dal Diritto Canonico trasmettendo, attraverso la Vidamia di Ravenna, la sentenza. In seguito, il tribunale temporale locale emetterà la propria sentenza, conforme a quella pronunciata della procura ecclesiastica.IV. 4 bis - Le sanzioni pesanti, conformi alla Carta del Giudice, come i roghi pubblici e le condanne alla prigionia superiore ai tre giorni, saranno oggetto di approvazione da parte del Ducato.IV.4 ter - Nel caso il tribunale ecclesiastico non sia in grado di fare applicare la sentenza, il tribunale temporale locale dovrà occuparsene, conformemente alla domanda della procura ecclesiastica ed in rispetto della Carta del Giudice.IV.5 - I tribunali ecclesiastici hanno precedenza su quelli temporali, i primi possono dissentire dai secondi per i casi di loro competenza specificati nel punto IV.3.IV.6 - I condannati potranno fare appello sulle sentenze del tribunale inquisitoriale al Tribunale della Rota Apostolica e della Cassazione, a Roma.IV.7 - Qualora la sentenza sia contestata dall'autorità civile, verrà istituita una commissione composta dall'Arcivescovo ravennate, da un funzionario della Santissima Inquisizione, dal giudice del Ducato e da un membro della CAI. Questa commissione esaminerà nuovamente il caso, ed il suo verdetto, scaturito dai tre quarti dei membri, sarà insindacabile.IV.8 - I giudizi della Chiesa in materia matrimoniale hanno effetto civile.V - I privilegi del cleroV.1 – Gli Arcivescovi di Ravenna, Aquileia e Pisa potranno disporre di un corpo armato speciale, detto Guardia Episcopale, che non agirà mai contro gli interessi del Ducato stesso. La Guardia Episcopale è regolata dalle norme del Diritto Canonico.I rapporti tra il Ducato di Modena  e la Guardia Episcopale sono regolati da specifico Trattato.V.2 - I chierici aristotelici possono richiedere al Ducato una scorta, qualora la loro missione di emissari di Dio renda necessario uno spostamento all'interno od all'esterno del Ducato.V.3 - I chierici non potranno essere trascinati in tribunale se non con il patrocinio di un altro chierico.V.4 - I membri della Nunziatura Apostolica, quali Ambasciatori della Santa Sede, gli Arcivescovi di Ravenna, di Venezia e di Pisa e i Vescovi delle Diocesi presenti nel Ducato, godono dell'immunità diplomatica. Per immunità diplomatica si intende una situazione giuridica soggettiva privilegiata riconosciuta e garantita a taluni soggetti, in considerazione della loro posizione e funzione istituzionale. Gli effetti delle immunità sono riconducibili alla non processabilità per tutti i reati esclusi quelli previsti dall'articolo seguente.V.4 bis - Il Ducato di Modena, solo ed esclusivamente dopo aver consultato il Consiglio Superiore della Nunziatura, può dichiarare un membro della Congregazione "persona non gradita". Ciò comporta il decadimento per tale membro dell’immunità diplomatica nel Ducato di Modena.V.5 - Per i reati quali la compravendita di ingenti merci sul territorio del Ducato senza previa autorizzazione (speculazione), il brigantaggio, l’assalto ai municipi o l’assalto al castello della capitale, i funzionari apostolici, i Vescovi e l'Arcivescovo rimangono processabili e saranno giudicati secondo le leggi in vigore nel Ducato di Modena.V.6 – I membri del clero saranno giudicati dal tribunale episcopale anche per crimini commessi non riguardanti la loro missione; in seguito potranno essere giudicati anche dalla giustizia civile.V.7 - Coloro a cui viene concesso asilo presso una struttura religiosa da parte del responsabile della detta struttura sono sotto la protezione della Santa Chiesa. V. 8 - Colui il quale sia ricercato poiché accusato di aver infranto una o più leggi modenesi, potrà ottenere asilo presso una struttura religiosa solo nel caso in cui non sia recidivo nel reato e nei reati che gli vengono contestati. In ogni caso il responsabile della struttura è tenuto, trascorsi 59 giorni, a consegnare il rifugiato alle autorità ducali. V.8 bis - Nel caso in cui tale rifugiato, durante la sua permanenza nella struttura, venga attratto dalla vita sacerdotale, verrà personalmente esaminato dall’Arcivescovo di competenza e se la sua richiesta sarà ritenuta sincera, basata sul desiderio di servire Dio anziché sul desiderio di fuggire dalla giustizia ducale, verrà ordinato sacerdote dopo un’eventuale penitenza e sarà graziato dalla giustizia temporale. V.8 ter - Il ricercato che abbia ottenuto asilo presso una struttura religiosa si vedrà immediatamente al di fuori della protezione della Chiesa nel momento in cui esce dalla struttura, in particolare se viene sorpreso a lasciare la città o a frequentare le Taverne In Gratibus o se viene sorpreso mentre discute con altre persone nelle Pubbliche Piazze Ducali o Cittadine, e in generale in tutti i cosiddetti Fori Res Parendo ed In Gratibus. V.9 - L’Arcivescovo può concordare con un nobile del Ducato di Modena la donazione di un feudo con la seguente formula: le terra della signoria di XXX sono donate al Vescovo di XXX che ne diviene signore a partire dalla sua nomina all'episcopato.Tale donazione ha valore perpetuo, a meno di diversa decisione dell'Arcivescovo, e rende autonome le terre donate dal Nobile donatario a tutti gli effetti.Il Ducato di Modena si impegnerà a verificare che tale accordo avvenga nel pieno rispetto delle regole stabilite e darà pieno riconoscimento alla nomina.V.10 - Il Ducato di Modena riconosce le Taverne aristoteliche quali luoghi di culto della fede aristotelica.Per tale motivo, si impegna (attraverso le singole Municipalità) a sostenere economicamente i costi settimanali di tali taverne, almeno nelle città di Modena, Mirandola e Guastalla.Se la taverna aristotelica non avrà fondi a sufficienza per pagare la tassa settimanale, richiederà un contributo al Sindaco, il quale dovrà fornirli (tramite mandato ovvero tramite scambio di merce) entro 48 ore dalla richiesta.Nel caso il Sindaco sia impossibilitato al pagamento, verrà sostituito dallo Sceriffo.L'aiuto economico non potrà eccedere l'importo della tassa settimanale.V.11 - Per qualsiasi dubbio interpretativo del presente Concordato fanno fede, quali fonti, il Diritto Canonico, il Dogma Aristotelico, La Carta dei Giudici e le Leggi Ducali in vigore.




    4.1.2 - Trattato tra la Guardia Episcopale e il Ducato di Modena

      Per la grazia dell'Altissimo,Nella volontà di rafforzare i legami reciproci che li uniscono,Nel desiderio di veder trionfare la Vera Fede Aristotelica, fede del Ducato di Modena,Nell'augurio di rinnovare l'amicizia reciproca,Conformemente al Diritto Canonico relativo alle Sante Armate,Conformemente alle usanze del Ducato di Modena,Il Ducato di Modena e la Santa Chiesa Aristotelica hanno discusso e ratificato il seguente trattato: I. PremesseIl Ducato di Modena riconosce l'autorità della Guardia Episcopale secondo le prerogative ed i limiti stabiliti dal Diritto Canonico.La Guardia Episcopale riconosce l'autorità temporale del Ducato di Modena, terra di Vera Fede Aristotelica, e si impegna a non andare contro gli interessi del potere amministrativo ducale e urbano.II. Delle relazioni tra la Guardia Episcopale e il Ducato di ModenaII.1 Ufficio di collegamentoAl fine di stabilire una comunicazione ottimale, un ufficio di collegamento sarà mantenuto per accogliere gli scambi tra il Ducato di Modena e la Guardia Episcopale.Gli accessi a questo ufficio saranno concordati tra il Duca ed i Vidami locali.II.2 Delle autorizzazioniII.2.1 Libera circolazioneIl Ducato di Modena non imporrà mai alcun divieto di spostarsi sul territorio sotto il suo controllo alle guardie episcopali, che si muovano in gruppi (di qualsiasi genere) o singolarmente.In casi di limitazioni alla circolazione, la Guardia Episcopale non sarà ostacolata, tuttavia essa si impegnerà ad avvertire le autorità ducali dei propri spostamenti con il dovuto anticipo.II.2.2 Porto d'armiIl Ducato di Modena non applicherà mai ad alcun membro della Guardia Episcopale eventuali norme relative al porto d'armi, o di qualsivoglia tipo d'equipaggiamento.II.2.3 Formazionde d'esercitiIn caso la Guardia Episcopale avesse necessità di costituire un esercito nel territorio del Ducato di Modena, chiederà autorizzazione al Duca prima dell'inizio delle operazioni, il quale potrà opporsi esponendo la motivazione al caso specifico.In caso di mancata risposta da parte del Duca dopo 2 giorni solari esatti dalla richiesta, l'autorizzazione si considererà concessa automaticamente, ma il Duca avrà la possibilità di chiedere successivamente all'esercito costituito di uscire dai confini del Ducato espondendo la motivazione che avrebbe opposto al caso specifico.II.3 Della collaborazione tra la Guardia Episcopale e l'Esercito Ducale di ModenaII.3.1 L'Esercito Ducale di Modena e la Guardia Episcopale, avendo modalità d'azione opposte, non sono in competizione, pertanto collaboreranno tra loro ove possibile.II.3.2 L'Esercito di Modena si impegna a:- collaborare pienamente con la Guardia Episcopale, compresi lo scambio di informazioni e l'eventuale partecipazione alla lotta armata sul proprio suolo, contro le minacce alla Santa Chiesa.II.3.3 La Guardia Episcopale si impegna a:- aggiornare regolarmente la lista dei suoi membri presso l'ufficio di collegamento;- fornire tutte le informazioni necessarie sulle persone che compongono i suoi gruppi, su domanda del Duca, del Prefetto o del Capitano depositata presso l'ufficio di collegamento;- collaborare attivamente con l'Esercito e la Prefettura di Modena, compresi lo scambio di informazioni e l'eventuale partecipazione alla lotta armata, in caso di minacce da parte di eretici, eterodossi o pericolosi briganti;- prestare supporto alle difese cittadine secondo le proprie possibilità in caso di necessità.II.3.4 ReclutamentoUn ufficio di informazioni e reclutamento comune per la Guardia Episcopale e per l'Esercito Ducale sarà aperto e tenuto in vista nella Taverna Ducale. Gli interessati sceglieranno liberamente l'istituzione che si sentiranno di servire.Il Ducato di Modena non osteggerà mai in alcun modo le campagne di informazione e reclutamento effettuate dalla Guardia Episcopale.La Guardia Episcopale non osteggerà mai in alcun modo le campagne di informazione e reclutamento effettuate dal Ducato di Modena.II.3.5 Collaborazione armataLe guardie episcopali e i soldati del Ducato potranno militare fianco a fianco nel medesimo gruppo o nel medesimo esercito, in virtù degli obbiettivi previsti dalla loro collaborazione.Eventuali azioni non permesse alle guardie episcopali o ai soldati ducali dai loro rispettivi regolamenti, compiute seguendo gli ordini all'interno di un gruppo o esercito, saranno di responsabilità del capogruppo o comandante dell'esercito, o, se non è possibile individuare una figura di riferimento, del più alto in grado presente nel gruppo.La collaborazione sotto gli ordini di tale reponsabile potrà essere temporaneamente sospesa su volontà del Vidame o del Duca.II.3.6 Il Ducato di Modena si riserva la possibilità di offrire il vitto ai membri della Guardia Episcopale in missione per via di questa collaborazione a difesa della popolazione del Ducato di Modena, ma non elargirà mai alcun pagamento del servizio.II.3.7 In caso di mobilitazione generale delle Sante Armate, dichiarato dal Cardinale Conestabile, dal Prefetto dei Vidami o dal Prefetto Aggiunto dei Vidami, tutte le collaborazioni (eccetto lo scambio di informazioni) verranno automaticamente sospese conformemente al Diritto Canonico relativo alle Sante Armate, per ovvie necessità di presenza.III. Dei rapporti della Guardia Episcopale con la giustiziaIII.1 Le Guardie Episcopali, dal semplice Cadetto al Vidame, non beneficiano di alcuna immunita', benché il Vidame sia comunque un rango nobile.III.2 In caso di infrazioni delle leggi ducali o cittadine, i membri indagati della Guardia Episcopale saranno perseguiti davanti alla Corte di Giustizia del Ducato di Modena, come definito dalle leggi e i trattati in vigore.III.3 Le autorita' giudiziarie si impegneranno a notificare al Vidame della Provincia Ecclesiastica interessata l'azione intrapresa. IV. Del contenuto del presente trattatoIV.1 Il presente trattato non è limitato nel tempo.IV.2 Tutte le modifiche o abrogazioni, anche parziali, dovranno essere fatte con l'accordo di entrambe le parti.

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hamea

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MessaggioTitolo: Re: [CLM] Corpo Legislativo Modenese - Febbraio 1462   Dom 04 Gen 2015, 16:54

CORPO LEGISLATIVO DUCATO DI MODENA



Il Ducato di Modena al fine di garantire la serena e pacifica convivenza delle persone ivi residenti e/o circolanti ed il libero utilizzo di cose e beni,  appartenenti sia al privato che all’Istituzione Pubblica, si avvale del sistema
di Leggi e Ordinanze, qui sotto enunciato, valide su tutto il territorio su cui esercita la propria sovranità. Le stesse trovano applicazione nei modi e nei termini previsti dal vigente Corpo Legislativo.



1 - DISPOSIZIONI SULLA GRAVITA', DELLE PENE E DELLE PROCEDURE  PREVISTE DALLA GIUSTIZIA MODENESE



    Sez. 1 - Del volere Imperiale, delle Pene , della Gravità  e delle Procedure

      • 1.1.0 - Del Volere Imperiale • 1.1.1 - Della Modalità di Sviluppo del Processo  • 1.1.2 - Della Lista delle Pene applicabili nel Ducato di Modena  • 1.1.3 - Della gravità dei Reati e dei Crimini • 1.1.4 - Della prescrizione dei reati • 1.1.5 - Del Valore dei decreti  • 1.1.6 - Delle Ordinanze Comunali• 1.1.7 - Della Votazione delle Leggi

               Sez. 2 - Aggravanti

      • 1.2.0 - Delle aggravanti e della recidiva



                       

    Sez. 3 - Attenuanti

      • 1.3.0 - Del patteggiamento e dell’ammissione di colpa




2 - DELLA TIPOLOGIA DEGLI ILLECITI

                           
                         

    Sez. 1 - Reati e crimini economici

      • 2.1.0 - Della Frode, della Speculazione e della Manipolazione dell’economia• 2.1.1 - Del mancato pagamento del prestito  • 2.1.2 - Dello sfruttamento dei beni pubblici e dell’appropriazione indebita• 2.1.3 - Del mancato pagamento dei tributi e delle tasse• 2.1.4 - Dello Schiavismo  


             
                           

    Sez 2 – Reati e crimini economici - Ordinanze Municipali

      • 2.2.0 - Modena : • 2.2.1 - Modena :• 2.2.2 - Guastalla: Ordinanza sullo Schiavismo• 2.2.3 - Guastalla:• 2.2.4 - Mantua : Ordinanza sullo Schiavismo  • 2.2.5 - Mantua:  Ordinanza sul Prezzo Massimo della Legna  • 2.2.6 - Massa :   • 2.2.7 - Massa : • 2.2.8 - Mirandola : Ordinanza Sui Salari per i Lavori • 2.2.9 - Mirandola : Ordinanza sul Prezzo Massimo della Frutta




    Sez. 3 - Reati e crimini sociali

      • 2.3.1 - Del furto e del brigantaggio  • 2.3.2 - Dell'insulto e della diffamazione  • 2.3.3 - Della ribellione e del suo incitamento  • 2.3.4 - Del tradimento e dell'Alto Tradimento  • 2.3.5 - Dell'abuso di titoli o cariche




3 - DELLE ISTITUZIONI DUCALI E DELLA SICUREZZA  

 
       

    Sez. 1- Pubbliche Istituzioni

      • 3.1.1 - Statuto dei Rappresentanti Diplomatici del Ducato di Modena  • 3.1.2 - Regolamento della Prefettura del Ducato di Modena  • 3.1.3 - Statuto della Camera Esterna del Consiglio di Modena  • 3.1.4 - Lettere di Credito• 3.1.5 - Dei doveri dei sindaci • 3.1.6 - Dei porti, delle Navi e dei loro utilizzi• 3.1.7 - Della scelta del Magnifico Rettore• 3.1.8 - Del contributo di Trasferimento •      3.1.9 - Dell'ereditarietà e dei Testamenti• 3.1.10 - Statuto della Scuola Ducale per l'Avviamento alla Pubblica Amministrazione


           
                 

    Sez. 2 - Sicurezza e Forze Armate

      • 3.2.1 - Della sicurezza della Capitale e del Territorio Modenese (soppressa)• 3.2.2 - Delle forze armate  • 3.2.3 - Statuto Esercito Ducale  • 3.2.4 - De La lotta alle aggregazioni Criminali• 3.2.5 - Statuto della Marina Militare





4 - RAPPORTI CON ALTRE ISTITUZIONI


                             

    Sez. 1- Della Chiesa

      • 4.1.1 - Concordato tra la Santa Chiesa Aristotelica romana e il Ducato di Modena • 4.1.2 - Trattato tra la Guardia Episcopale e il Ducato di Modena




Ultima modifica di hamea il Gio 15 Gen 2015, 12:01, modificato 2 volte
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MessaggioTitolo: Re: [CLM] Corpo Legislativo Modenese - Febbraio 1462   Dom 04 Gen 2015, 16:56

2 – DELLA TIPOLOGIA DEGLI ILLECITI


Sez. 1 - Reati e crimini economici


2.1.0 - Della Frode, della Speculazione e della Manipolazione dell’economia

Costituisce un atto di frode la vendita di merci a prezzi superiori a quelli consentiti dalle leggi o l’abusare della fiducia di acquirenti inesperti al fine di vendere loro merce falsandone l’uso o a prezzi ingannevoli.

Costituisce un atto di speculazione l’aver acquistato beni su un mercato, sia esso cittadino o fondiario, ed averli poi rivenduti, a prezzo maggiorato, sul mercato dove è avvenuto l’acquisto.

Gli atti di speculazione destinati a produrre un rialzo generalizzato del prezzo della merce tale da produrre un danno alla comunità, portano al reato di Manipolazione dell’economia.

Costituisce un atto di manipolazione dell’economia ogni azione fatta, o solo tentata, destinata a procurare un ingiusto profitto per sé o per gli altri.

Il reato di Frode è un reato serio; se commesso in bande è un reato grave. Capo d’imputazione: Frode
Il reato di Speculazione è un reato serio. Capo d’imputazione: Frode
Il reato di Manipolazione dell’economia è un crimine grave. Capo di imputazione Tradimento

Se il reato è commesso da un Consigliere Ducale è un crimine infame. Capo d’imputazione: Alto Tradimento



2.1.1 - Del mancato pagamento del prestito

Chiunque ottenga un prestito e non veda lo stesso risarcito nei tempi e nei modi concordati potrà appellarsi alla Giustizia del Principato, esibendo prove che attestino, in forma scritta (Missiva PM o forum), il contratto stipulato tra le parti.
Le stesse dovranno aver cura di conservare copia del contratto ed eventuale dichiarazione di estinzione.

Il mancato pagamento di un prestito è un reato grave. Capo di imputazione: Frode



2.1.2 - Dello sfruttamento dei beni pubblici e dell’appropriazione indebita

Costituisce un atto di sfruttamento dei beni pubblici ogni uso delle proprie funzioni ufficiali al fine di arricchire o favorire la propria persona e/o terzi a discapito delle finanze pubbliche o tramite l'utilizzo di beni pubblici per interesse privato quali: messaggio del sindaco, taverna municipale, municipio, messaggi del portavoce, utilizzo di mandati.

Costituisce un atto di sfruttamento dei beni pubblici l’utilizzo dei mandati per fini personali variandone l’uso inizialmente previsto dal contratto.
Costituisce un atto di danno alle finanze pubbliche ogni comportamento speculativo destinato ad arricchirsi volontariamente a discapito delle finanze pubbliche.

Costituisce appropriazione indebita ogni azione che mini l'andata a buon fine dei mandati comunali o ducali per la produzione e/o consegna di beni al municipio o al ducato.

Il cittadino che si dovesse render protagonista di tale atto, ha tempo un giorno dalla ricezione della notifica del reato, che perverrà come missiva In Gratibus e in Foro Primario, per provvedere a restituire al diretto interessato o tramite un autorità competente (Sindaco, Prefetto, Vice-Prefetto) la merce presa senza autorizzazione.

Costituisce appropriazione indebita inoltre, ogni azione di cittadini modenesi e non atta a sottrarre l'offerta di lavoro ad un funzionario designato dallo Sceriffo.
Lo status di "funzionario designato dallo Sceriffo" è dato da quest'ultimo in Università.

Lo sfruttamento dei beni pubblici è un reato grave.
Il danno alle finanze pubbliche è un reato grave.
L'appropriazione indebita è un reato serio.

Capo d’imputazione: Frode




2.1.3 - Del mancato pagamento dei tributi e delle tasse

Chiunque, obbligato in forza di una legge, per imposizione del Ducato o del Sindaco di una città, non provveda a versare la prevista tassa o il previsto tributo nelle casse del Ducato o del Municipio, si vedrà accusato di Frode alle Finanze Pubbliche.

Il danno alle finanze pubbliche è un reato grave – Capo d’imputazione Frode





2.1.4 - Dello Schiavismo

Chiunque all'interno del Ducato di Modena assuma alle proprie dipendenze, salvo che non sia diversamente concesso da altre leggi, lavoratori corrispondendo loro un salario inferiore ai 15 ducati al netto delle tasse vigenti, si macchierà del reato di Schiavismo e sarà perseguibile penalmente.

Capo d’imputazione: Schiavismo


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MessaggioTitolo: Re: [CLM] Corpo Legislativo Modenese - Febbraio 1462   Dom 04 Gen 2015, 16:59

Sez 2 – Reati e crimini economici - Ordinanze Municipali


    • 2.2.0 - Modena : Nessuna






    • 2.2.1 - Modena : Nessuna







    • 2.2.2 - Guastalla: Ordinanza sullo Schiavismo




      E' fatto divieto di proporre assunzioni di lavoro ad un prezzo inferiore ai 15 ducati al netto delle tasse (assunzione minima 16). I trasgressori saranno richiamati, e in caso di mancato ascolto, accusati di schiavismo..Capo d’imputazione: Schiavismo



    • 2.2.3 - Guastalla: Nessuna





    • 2.2.4 - Mantua : Ordinanza sullo Schiavismo

      Chiunque assume alle proprie dipendenze, salvo che non sia diversamente concesso da altre leggi, lavoratori corrispondendo loro un salario inferiore ai 15 ducati al netto delle tasse vigenti, si macchierà del reato di Schiavismo e sarà perseguibile penalmente. Capo d’imputazione: Schiavismo




    • 2.2.5 - Mantua:  Ordinanza sul Prezzo Massimo della Legna  

      Chiunque metta in vendita legna sul mercato cittadino ad un prezzo superiore ai 4,50 ducati (4,55 dct comprensivi di tasse) sarà accusato del reato di Frode e perseguito penalmente.Tale legge non si applica nel caso la legna venga utilizzata per il trasferimento di ducati verso mandati e/o persone sempre che il Viceprefetto ne sia stato preventivamente informato.Capo d’imputazione: Frode





    • 2.2.6 - Massa : Nessuna



    • 2.2.7 - Massa :  Nessuna






    • 2.2.8 - Mirandola : Ordinanza sullo Schiavismo

      L'ordinanza municipale impone un livello minimo di salario.Fà divieto di assumere al di sotto di 15 ducati al netto delle tasse ducali.I trasgressori saranno richiamati, invitati a porre rimedio al maltolto, e, in caso di recidività (minimo 3 richiami), accusati di schiavismo.Inoltre per garantire un salario che sia dignitoso per coloro che sono lavoratori specializzati ( possedendo caratteristiche acquisite con grandi sforsi e sacrifici) si consiglia, oltre tale soglia minima, di assumere/accettare assunzioni tenendo conto della seguente tabella, sempre al netto delle tasse.Per 0-15 punti caratteristica -->15 ducatiPer 16 punti caratteristica -->16 ducatiPer 17 punti caratteristica -->17 ducatiPer 18 punti caratteristica -->18 ducatiPer 19 punti caratteristica da 19 ducati in su. Capo d’imputazione: Schiavismo




    • 2.2.9 - Mirandola : Ordinanza sul Prezzo Massimo della Frutta

      Chiunque metta in vendita Frutta sul mercato cittadino ad un prezzo superiore ai 10,00 ducati sarà accusato del reato di Frode e perseguito penalmente.Capo d’imputazione: Frode





Sez. 3 - Reati e crimini sociali




    2.3.0 - Del furto e del brigantaggio

      Costituisce un atto di furto ogni azione atta a sottrarre i beni altrui. Costituisce un atto di brigantaggio ogni azione atta a sottrarre i beni altrui effettuata, servendosi della forza o delle armi.Costituisce un atto di brigantaggio in bande organizzate ogni azione di brigantaggio eseguita da un gruppo di almeno due persone. La legge non si applica nei confronti degli eserciti autorizzati dal Duca e dal Consiglio, ad intervenire direttamente per garantire la libera circolazione di uomini e beni contro atti di brigantaggio commessi da coloro già precedentemente giudicati per tale crimine ed il cui processo sia ancora visibile presso il Tribunale.Il furto è un reato serio. Il brigantaggio è un crimine semplice. Il brigantaggio in bande organizzate è un crimine infame. Capo d’imputazione: Disturbo dell’ordine pubblico.





    2.3.2 - Dell'insulto e della diffamazione

      Si considera come atto di insulto e/o di diffamazione ogni proposito proferito od effettuato, anche per interposta persona, atto ad infangare l’onore personale o professionale di un abitante del Principato o della sua famiglia che scandalizzi l’opinione pubblica od il cui contenuto si opponga alla morale Nel caso tale comportamento sia ripetuto nel lungo periodo verrà applicata l'aggravante della recidività.Gli atti di Insulto e/o Diffamazione sono dei Reati Seri.Se tali atti vengono compiuti verso un nobile, verso un ufficiale civile o verso un ufficiale militare si  è in presenza di un Reato Grave. Nei casi in cui l’imputato riceva sentenza di assoluzione dall’imputazione di cui sopra, colui che si è dichiarato vittima di tale reato si vedrà aprire a suo carico d’ufficio, salvo che l'imputato assolto dia comunicazione di non voler procedere, un processo per il medesimo reato. Capi d’imputazione: Disturbo dell’ordine pubblico






    2.3.3 - Della ribellione e del suo incitamento

      Costituisce un atto di incitamento alla ribellione ogni appello pubblico o privato atto ad organizzare, o indirizzare, un gruppo di persone intenzionate a rovesciare con la forza il potere Comunale o del Principato. Costituisce un atto di ribellione ogni utilizzo illegittimo della forza per rovesciare il potere Comunale o del Principato. Il carattere illegittimo della rivolta viene valutato dal Giudice. L’incitamento alla ribellione contro un Sindaco è un Reato Serio;L’incitazione alla ribellione contro il Principato è un Reato Grave.La ribellione contro un Sindaco è un Crimine SempliceLa ribellione contro un Principato è un Crimine Infame Capo d’imputazione: Disturbo dell’ordine pubblico






    2.3.4 - Del tradimento e dell'Alto Tradimento

      Costituisce un atto di tradimento ogni atto commesso da parte di un abitante presente nel Ducato di Modena, sia esso residente o non residente, contro le istituzioni dello stesso. Incorre parimenti nel reato di tradimento qualunque cittadino che diffonda, con o senza intenzione di recar danno, informazioni politiche, militari o economiche tali da poter produrre l'indebolimento del Ducato di Modena e delle sue componenti locali, in particolare attraverso la perdita di territori, di popolazione, di stabilità sociale, di sovranità politica o di autonomia economica. A causa del loro rango, i 12 membri del Consiglio del Principato si espongono a persecuzioni per Alto Tradimento. Il Tradimento è un Crimine infame - Capo d’imputazione: TradimentoL’Alto Tradimento è un Crimine infame - Capo d'imputazione: Alto Tradimento.





    2.3.5 - Dell'abuso di titoli o cariche

      Costituisce un atto di abuso di titoli o di cariche ogni dichiarazione scritta o verbale atta ad associare il proprio nome ad un titolo o una carica esistente nei Regni ed attualmente legata ad un'altra persona. Viene considerata come falsario ogni persona che si faccia passare per un terzo mediante contraffazione della sua firma [imitazione dello pseudonimo] al fine di ottenere informazioni private o di agire pubblicamente al suo posto. A seconda della carica, titolo o firma contraffatta si ha una diversa catalogazione del reato: - carica, titolo o firma in possesso della Cittadinanza Comune: Reato Serio;- carica, titolo o firma di un Nobile o di un Ufficiale Civile o Militare del Principato: Reato grave;- carica, titolo o firma di un appartenente all’Alta Nobiltà : Crimine semplice;- carica, titolo o firma di un appartenente  all’Amministrazione Reale: Crimine infame. Nell’assenza di volontà di nuocere alle persone spogliate dei loro titoli o cariche o all’ordine voluto dalla divina provvidenza o dalle leggi del Principato, la categoria di questi atti viene ridotta e le pene domandate diminuite. Capo d’imputazione: Disturbo dell’ordine pubblico


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MessaggioTitolo: Re: [CLM] Corpo Legislativo Modenese - Febbraio 1462   Dom 04 Gen 2015, 17:02

3 - DELLE ISTITUZIONI DUCALI - STATUTI E REGOLAMENTI


Sez. 1- Pubbliche Istituzioni


3.1.1 - Statuto dei Rappresentanti Diplomatici del Ducato di Modena

I. Principi e la Forma


1.1 I trattati e gli impegni diplomatici sono presi dal Duca di Modena e dal Gran Ciambellano designato in pieno accordo con il diritto internazionale e sempre sotto la totale e imprescindibile fedeltà all’Impero di cui Modena stessa è parte integrante.

1.2 L’obbiettivo della politica internazionale modenese deve sempre essere volta al bene del Ducato e del popolo stesso di Modena. Ogni trattato o accordo che violi tale principio è da ritenersi nullo.

1.3 I trattati devono essere firmati dal Duca in carica e dal Gran Ciambellano e esser pubblicati in pubblica piazza per esser validi

1.4 I trattati internazionali di Modena sono soggetti al Corpus Iuris di Modena. Ogni norma che andrà contro il corpo legislativo modenese sarà considerata nulla.

1.5 La sede della diplomazia modenese è eletta a Palazzo Ducale. In esso si trattano e si incontrano tutte le questioni diplomatiche e internazionali del ducato.


II. Gerarchia

I rappresentanti diplomatici del Ducato di Modena sono suddivisi secondo una precisa gerarchia. Tale gerarchia è composta da differenti gradi, ciascuno con i suoi compiti e le sue funzioni.

I gradi dei rappresentanti diplomatici del Ducato di Modena:

- Gran Ciambellano- Ciambellano Anziano- Console- Ambasciatore


II.1 Il Duca


II.1.1 Il Duca è a capo dell’attività diplomatica. Egli ha pieni poteri all’interno di Palazzo ducale di Modena, sede della diplomazia. Egli decide all’inizio del mandato gli obbiettivi della politica estera e in accordo con il Gran Ciambellano utilizza ogni iniziativa e azione per attuarla.
Egli può richiedere in ogni momento delucidazioni al Ciambellano su ogni questione internazionale.
Egli ha il poteri di congelare, revocare, bloccare ogni accordo, trattato internazionale firmato a nome di Modena, previo consulto col Ciambellano e il Consiglio eletto.
Il Duca può a seguito di denuncia o processo per alto tradimento, a seguito di votazione consiliare, revocare il mandato al Gran Ciambellano in carica prima della conclusione del mandato o delle sue eventuali dimissioni.





II.2 Gran Ciambellano


II.2.1 Il Gran Ciambellano è nominato dal Duca di Modena previo bando pubblico esposto in pubblicato piazza ed è scelto tra il personale diplomatico attivo del Ducato di Modena. Il suo incarico ha la durata di 4 mesi a partire dalla sua nomina.
Il Gran Ciambellano è tenuto a prestare giuramento in pubblica piazza giurando totale fedeltà al Ducato e al Duca.

II.2.2 Il Gran Ciambellano è a capo del Corpo diplomatico del Ducato ed è tenuto, in accordo con il Duca, ad attuare la politica estera stabilita dal Duca e dal Consiglio. Egli coordina e controlla l’attività dei Consoli e degli ambasciatori e ha il compito di consigliare il Duca nello svolgimento delle sue funzioni.

II.2.3 Il Gran Ciambellano è tenuto a informare il Consiglio eletto e il Duca di ogni informazione diplomatica in suo possesso con regolarità nell’apposita sala consiliare creata a Palazzo Ducale di Modena.

II.2.4 Il Gran Ciambellano, in seguito alla pubblicazione di regolare bando pubblicato in Taverna del Ducato, nomina i rappresentanti diplomatici del Ducato di Modena egli si impegna a fornire agli stessi tutti gli strumenti necessari al loro lavoro.
Ha totale facoltà di rimuovere, congelare, modificare nel proprio incarico tutti i rappresentanti diplomatici del Ducato apportando sempre adeguata motivazione.

II.2.5 Il Gran Ciambellano ha il compito di fornire una adeguata sistemazione ai rappresentanti stranieri che giungano a Palazzo Ducale. Inoltre è suo dovere coordinare i rappresentanti diplomatici affinché svolgano al meglio le loro funzioni.
Il Ciambellano gestisce tutta la politica estera del Ducato, seguendo le direttive del Duca e del Consiglio eletto. Egli ha in mano la politica estera del Ducato, Egli siede con il duca ai tavoli internazionali e ha il dovere di presenziare presso le Ambasciate estere.
Egli parla a nome del Ducato. Ogni parola espressa in piazza è da ritenersi parola di Modena e per questo si assume le conseguenze di ogni sua azione o comunicazione.

II.2.6 Il Gran Ciambellano ha il dovere di mantenere corretta e aggiornata in pubblica piazza la lista dei rappresentati diplomatici del Ducato in modo che ogni cittadino sappia a chi fare riferimento per informazioni e viaggi all’estero. Egli ha inoltre l’obbligo di pubblicare con cadenza mensile un “Documento diplomatico complessivo” in cui ogni Ambasciatore/Console riporterà un aggiornamento sui paesi a lui affidati (politica, frontiere, economia, religione).

II.2.7 Se il Duca riscontra gravi mancanze nel comportamento del Ciambellano, ha facoltà di revocargli l’incarico previa votazione consiliare a maggioranza, affidandolo protempore al Ciambellano Anziano oppure procedendo alla nomina di un nuovo Ciambellano secondo le direttive precedentemente elencate.

II.2.8 Il Ciambellano revocato potrà essere denunciato per Alto Tradimento, in ottemperanza del punto VI del presente statuto.



II.3 Ciambellano Anziano




II.3.1 Il Ciambellano Anziano è il Gran Ciambellano uscente, il quale rimane in carica per 30 giorni, con possibilità di rinnovo, in caso di grave necessità, sino alla scadenza naturale del mandato del Gran Ciambellano in carica e su diretta richiesta dello stesso al Consiglio.

II.3.2 Il Ciambellano Anziano è il garante della continuità della diplomazia del Ducato di Modena. Aiuta il Gran Ciambellano al momento del conferimento delle sue funzioni, ma rimane sempre subordinato ad esso.

II.3.3 Il Ciambellano Anziano ha gli stessi accessi del Gran Ciambellano agli uffici dell’Ambasciata, tranne l’accesso alla Sala Consiliare di Palazzo Ducale. Tale accesso gli può esser dato solo in assenza del Ciambellano in carica.

II.3.4 Qual’ora il Ciambellano fosse revocato dal suo incarico non potrà divenire Ciambellano anziano.


II.4 Console




II.3.1 Il Console è nominato dal Gran Ciambellano tra il personale diplomatico del Ducato. Rimane in carica per 6 mesi dalla sua nomina e in qualunque momento può essere revocato nel suo incarico dal Ciambellano stesso

II.3.2 Il suo ruolo è quello di coordinare gli attori decisionali a lui subordinati, oltre a garantire il corretto svolgimento dell’attività diplomatica all'interno di una regione o di uno stato di cui è nominato responsabile.

II.3.3 Viene nominato un Console per ogni zona geodogmatica esistente (Italofona, Francofona, Anglofona, Tedesca, Scandinava) ad essi è demandata la coordinazione degli ambasciatori di tali zone e in collaborazione con il Ciambellano la redazione del Documento diplomatico da esporre in pubblica piazza con cadenza mensile.


II.5. Ambasciatore


II.5.1 L’Ambasciatore è nominato dal Gran Ciambellano o in sua assenza dal Ciambellano
Anziano attraverso un bando pubblico.
Una volta nominato egli deve prestare giuramento pubblico al Ducato di Modena (vedi allegato). Il mandato di ambasciatore termina con le dimissioni dall’incarico ma il Gran Ciambellano può decidere di sospendere, revocare o modificare l’incarico a tutti i rappresentanti diplomatici.

II.5.2 Un cittadino può chiedere di divenire ambasciatore se:
- Casellario privo di condanne per tradimento o alto tradimento
- È residente nel Ducato di Modena

II.5.3 L’Ambasciatore si impegna ad essere la voce del Ducato di Modena presso le province di cui verrà incaricato. I suoi compiti prevedono:

- conoscere la situazione politica interna e esterna, legata al territorio di riferimento, ed informare il Console o Ciambellano, tempestivamente, di qualsiasi cambiamento;
- mantenere rapporti diplomatici con l’ambasciatore estero di riferimento, aggiornandolo a sua volta dei documenti pubblici emessi dal Ducato di Modena;
- coadiuvare il Ciambellano e il Console nello stilare accordi, trattati con il paese a lui affidato.

II.5.4 L’ambasciatore è sottomesso alle decisioni del Gran Ciambellano e del Ciambellano Anziano in tutte le questioni diplomatiche. Non può sottoscrivere, proporre, redigere trattati o alleanze senza aver avvertito preventivamente i suoi superiori.


III. Doveri ed obblighi



1. I rappresentanti diplomatici sono obbligati al segreto. Salvo approvazione del Gran Ciambellano o del Ciambellano Anziano, i discorsi tenuti presso Palazzo Ducale non potranno essere resi pubblici.

2. I rappresentanti diplomatici sono tenuti ad essere discreti e a non intervenire pubblicamente sui temi di politica estera se non in seguito ad un accordo con il Gran Ciambellano o con il Duca.

3. I rappresentanti diplomatici sono tenuti a comunicare tutte le informazioni di cui vengono in possesso tramite il loro incarico al Gran Ciambellano.


IV. Disposizioni in caso di violazione dello statuto


1. I rappresentanti diplomatici che contravvengano le disposizioni del presente statuto potranno essere sottoposti a processo per Alto Tradimento.

2. Nel caso in cui un rappresentante diplomatico venga sottoposto a processo per Tradimento o Alto Tradimento, senza che ciò sia in rapporto con il suo incarico, viene sollevato dalle sue funzioni finché non è reso il verdetto della corte. In caso di condanna da parte del Giudice, il diplomatico sarà allontanato dall'ambasciata fino a che non abbia scontato la sua pena.


Citazione :
Allegato: Il Giuramento ha scritto:
Io XXX residente a XXX nel Ducato di Modena sono stato nominato XXX del Ducato di Modena.
Per questo io mi impegno a rispettare la mia patria e i miei superiori, che sono il Duca, il Gran Ciambellano e il Ciambellano Anziano.
Io mi impegno a rispettare e a conformarmi allo statuto dei rappresentanti diplomatici del Ducato di Modena.









3.1.2 - Regolamento della Prefettura del Ducato di Modena



1. Composizione della Prefettura

La Sala Prefettizia è gestita interamente dal Prefetto che agisce in nome di Sua Grazia il Duca di Modena, riportandone direttive e ordini.

Ad essa hanno accesso anche il Giudice ed Pubblico Ministero per i doveri inerenti il proprio ufficio.

All’interno di essa il Prefetto coordina le attività giornaliere poste in essere dai Viceprefetti locali presenti nelle varie città e mantiene i rapporti con l’Esercito attraverso il Viceprefetto Militare.

E’ presente altresì un ufficio distaccato della Prefettura presso ogni Piazza Municipale (Taverna del municipio), che dovrà essere degnamente segnalato (siglato Importante).


2. Della gerarchia e dei compiti

2.1.Prefetto:

a lui spetta il compito di verificare l’osservanza ed il rispetto delle leggi Ducali in essere e presenti nel Corpo Legislativo di Modena o di Ordinanze in vigore nelle varie città nonché il costante monitoraggio degli ingressi via terra e via mare attraverso i confini Ducali ed è responsabile diretto delle difese del Castello presente nella Capitale Modena mediante le assunzioni e l’utilizzo dei Gendarmi di Modena.. In sua rappresentanza nelle varie città agiscono i Viceprefetti cittadini.
E’ nominato direttamente dal Duca tra i membri del consiglio Ducale

2.2 VicePrefetto Cittadino

Nominato dal Consiglio di Modena che potrà scegliere tra tra i candidati (di cui almeno uno proposto dal Sindaco) al bando pubblico. A lui sono demandati tutti i compiti di controllo cittadino, più precisamente:

- controllo degli accessi e partenze recuperando gli avvistamenti giornalieri della milizia assunta presso il Municipio o di quella Volontaria e utilizzando propri informatori (Vedetta dei Regni) per la verifica di quanto riportato.

- controllo delle assunzioni in Municipio, in caso di ordinanza municipale o legge ducale

- controllo delle assunzioni in Municipio, in caso di ordinanza municipale

- coordinamento delle difese locali qualora richiesto dal Prefetto

Oltre a questi compiti istituzionali, il VicePrefetto cittadino è tenuto ad assolvere anche ad altri eventuali compiti aggiuntivi del Prefetto, mantenendo sempre la segretezza del suo ruolo e rispetto dell’istituzione stessa.

Per qualsiasi problema, il VP cittadino deve far riferimento al Prefetto del Ducato e rispondere delle proprie azioni direttamente a lui e al Consiglio Ducale.

È lasciato libero di nominare un assistente personale che lo aiuti nelle sue attività.

2.3 Assistente VicePrefetto (o Tribuno)

Nominato direttamente dal VP Cittadino senza ricorrere a un bando pubblico, ha il compito di affiancarlo e, se necessario, aiutarlo nei suoi normali controlli. L’assistente, normalmente, risponde delle sue azioni al VP Cittadino e, se richiesto, deve risponderne direttamente al Prefetto.
Nonostante la scelta di tale figura sia affidata solo al buon senso del VP, sarà nel potere del Prefetto e del Consiglio Ducale decidere se avvallare tale scelta o se, contrariamente, allontanare il prescelto da tale ruolo perché ritenuto non idoneo.

All’occorrenza e con preavviso, l’assistente potrà coprire un periodo di assenza del VP Cittadino regolarmente nominato dal Consiglio Ducale. In questo caso, considerato come VP pro-tempore, risponderà del suo agire direttamente al Prefetto, fino al rientro del VP legittimo.

Tale incarico, se espletato in maniera corretta, contribuirà a formare merito aggiuntivo in caso di candidatura alla carica di Viceprefetto in sede di bando.

In caso di assenza dell'assistente, il Tribuno ricoprirà la carica nel periodo di assenza del VP Cittadino. In questo caso, considerato come VP pro-tempore, risponderà del suo agire direttamente al Prefetto, fino al rientro del VP legittimo.

2.4 VicePrefetto Mentore

Scelto tra tutta la popolazione di Modena, a lui è affidato il compito di istruire i neo VP nei propri compiti, chiarire dubbi soprattutto di carattere burocratico e assicurarsi, in concerto con il Prefetto, che le direttive vengano eseguite da tutti i VP.

2.5 VicePrefetto Militare

Ponte tra esercito e Prefettura, viene nominato tra i militari di carriera o tra chi appartiene già alle file dell’Esercito di Modena. Al Vice Prefetto Militare spetta il compito di aggiornare lo Stato Maggiore dell’Esercito sulle attività di monitoraggio in materia di sicurezza presenti in Prefettura e viceversa, di aggiornare la Prefettura in presenza di situazioni rischiose segnalate presso lo Stato Maggiore dell’Esercito.

2.6. VicePrefetto Ispettore:

Nominato direttamente dal Prefetto con il compito preciso di verificare l’operato dei Viceprefetti locali e dei loro assistenti in ogni città. Il nome dell’incaricato sarà noto solo al Duca in persona e il prescelto dovrà rendersi disponibile a spostarsi, a seconda della richiesta, in ognuna della città del Ducato. Tale figura deve essere in possesso di comprovata esperienza in materia e di ottima conoscenza delle Leggi Ducali

3.Accessi alla Prefettura

Gli accessi vengono concessi solo a coloro che svolgono la loro attività in quelle Sale.
Oltre al Prefetto, parteciperanno alle discussioni anche tutti i VP, siano essi cittadini, mentore o militare. La segretezza delle direttive e delle decisioni riportate in quelle Sale è alla base della sicurezza Ducale.
Gli Assistenti VP avranno accesso alla Camera Prefettizia, ma avranno la possibilità di intervenire direttamente nelle discussioni esclusivamente quando stiano effettivamente sostituendo il VP Cittadino.
Il Duca, in piena autonomia, potrà decidere se concedere l’accesso anche agli altri Consiglieri Ducali regolarmente eletti dal popolo.

4. Bandi, selezioni e durata degli incarichi.

I VicePrefetti Cittadini verranno selezionati tramite bando pubblico aperto a tutti i residenti della città che abbiano compiuto la maggiore età (liv.1). A tale bando il Sindaco dovrà indicare almeno un nominativo e assicurarsi di pubblicizzare nella sua città il bando.

Al termine del bando, della durata di 72 ore, i candidati passeranno poi al vaglio del Prefetto e del Consiglio Ducale tutto in seduta comune, il quale deciderà a chi affidare tale ufficio.

Il bando dovrà richiedere i seguenti requisiti (validi anche per i nominativi presentati dal Sindaco):

- Assenza di carichi pendenti presso il Tribunale di Modena;
- Disponibilità di tempo durante la giornata per controllare il mercato;
- Residenza nella città dove si richiede di fare il Viceprefetto;
- Quoziente di carisma superiore a 50 (facoltativo);
- Serietà e costanza.
- Buona conoscenza delle leggi del Ducato.
- Padronanza dei mezzi d'informazione (conoscenza della Vedetta dei Regni) (facoltativo)

4.2 Selezione Assistente VP

Sebbene tale scelta spetti al VP Cittadino, dovrà seguire alcuni semplici criteri. L’Assistente dovrà risiedere stabilmente nella città per la quale intende operare, deve aver compiuto la maggiore età (liv. 1), non avere carichi pendenti durante la selezione e aver voglia di imparare e mettersi a disposizione del Ducato.
L’ultima parola spetterà al Prefetto e al Consiglio Ducale i quali potranno revocare tale nomina.

In caso in cui il VP non ne abbia nominato uno, esso verrà identificato nella figura del Tribuno della città.

4.3 Rinunzia, scadenza e revoca dell'incarico

Ogni Vice-prefetto rimane in carica fino a sue dimissioni o alla nomina del suo successore.

Il mandato avrà una durata non superiore a 2 (due) mesi dalla sua nomina. E' fatta salva la possibilità del VicePrefetto uscente di riproporsi nel relativo bando ed essere eventualmente riconfermato nell'incarico.

L’Assistente VicePrefetto rimane in carica sino alle sue dimissioni o fino alla nomina del successore del VicePrefetto che lo ha nominato.
Anche nel caso del Tribuno rimane in carica sino alle sue dimissioni in qualità di Tribuno o fino alla scadenza del proprio mandato.

L’Assistente VicePrefetto (o Tribuno) comunque sarà fatto permanere nella sua carica dal Prefetto nel caso si renda necessaria la sostituzione del Viceprefetto per qualsiasi motivo. Lo stesso può candidarsi in sede di bando per ricoprire la carica di Viceprefetto.

Si riconosce al Consiglio la possibilità di sollevare dall'incarico un VicePrefetto che non abbia adempiuto ai propri doveri; in questo caso, la revoca dell'incarico, deve essere votata favorevolmente dal Consiglio con una maggioranza di 2/3 e motivata.

Si riconosce al Duca il potere di revocare l'incarico per direttissima.


5. Modalità di Esecuzione

Operazioni sul mercato

Una volta individuata merce in vendita sul mercato a prezzi superiori ai prezzi massimi, il Viceprefetto attiverà il proprio mandato e provvederà all'acquisto della merce, dopodiché disattiverà il mandato. Con la stessa procedura potrà eseguire controlli a campione al fine di verificare eventuali frodi o comportamenti speculativi e di manipolazione del mercato.

E' dovere dei vice - prefetti, avvisare sempre con una missiva intitolata DENUNCIA la persone interessata da tale atto, spiegando specificatamente il perché e come di questo avvenimento.

Operazione di controllo contratti lavoro

Una volta accertato che vi è un'assunzione al di sotto dello stipendio minimo imposto dal Leggi o Ordinanze Municipali, il Viceprefetto controllerà l'anzianità del trasgressore:

- se non supera i 30 giorni di vita, avrà diritto al Patteggiamento e sarà contattato dal Viceprefetto per avviare la procedura di patteggiamento, con la sospensione temporanea della denuncia. Se il patteggiamento non andrà a buon fine si provvederà alla denuncia nell'Ufficio del Pubblico Ministero, in Piazza Ducale ( Taverna del Ducato).

- se supera i 30 giorni di vita, si procederà a regolare denuncia.
In questo ambito, qualora non vi fosse l’ordinanza dello schiavismo, il vice-prefetto controllore può informare la cittadinanza alle modalità d'assunzione indicate dal Sindaco.


Citazione :
Schema segnalazioni
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Vittima: <vittima>
Luogo: <citt>
Accusa: <capo d'accusa>
Prove: <varie> (dove reperirle)
Informazioni sull'accusato: <varie> (dove reperirle)


- Le prove devono essere sempre costituite dalla testimonianza del Viceprefetto a dimostrazione dei fatti accaduti.

6. Appendice

- Si ricorda che la Camera Prefettizia è un luogo di discussione privato, e le discussioni ivi inserite non devono essere riportate all'esterno senza specifica autorizzazione (questa regola vale per tutti gli aventi accesso a questa sezione).

L'inosservanza di questa norma può portare ad una denuncia per Tradimento, Alto Tradimento o altri capi d'accusa, a seconda dei casi.

- Si ricorda,che il Vice-prefetto,appena rassegnate le dimissioni dall'incarico, DEVE IMMEDIATAMENTE CHIUDERE IL PROPRIO MANDATO.
In caso questo non avvenga, si procederà per vie legali.



3.1.3 - Statuto della Camera Esterna del Consiglio di Modena


Art. 1 Costituzione

Si costituisce la Camera Esterna del Ducato di Modena. Obiettivo della Camera Esterna è la pubblicazione in una sede riservata degli atti del Consiglio del Ducato affinché la popolazione interessata, munita dei requisiti di cui all’articolo 8, possa prendere visione delle discussioni, della gestione e deliberazioni consiliari.

Art. 2 Responsabili e Coordinatore

Responsabile della Camera Esterna è il Duca di Modena e, in qualità di facente funzioni, il Portavoce del Consiglio Ducale. Il Portavoce è pertanto investito della responsabilità di assicurare il buon funzionamento della Camera Esterna e controllare il rispetto di regolamenti superiori.

Art. 3 Atti oggetti di pubblicazione

Possono essere pubblicati in Camera Esterna tutti i gli interventi esternati nelle sale del Consiglio Ducale, fatta eccezione per quelli relativi a:

- Esercito e, in generale, tutte le discussioni inerenti la pubblica sicurezza.

- Politica estera, con riferimento alle discussioni preparatorie alla definizione dei trattati politico / economici e allo stato dei rapporti fra il Ducato di Modena da un lato, gli altri Ducati la Chiesa Aristotelica e gli Ordini cavallereschi dall’altro.

- Le discussioni e gli interventi ritenuti riservati dallo scrivente a seguito di motivazione e previa possibilità di obiezione da parte della maggioranza dei consiglieri (in questo caso se lo scrivente non autorizzerà comunque la pubblicazione, il Consiglio potrà provvedere a dichiarare pubblicamente, nel sommario settimanale, le cause del mancato spostamento.)

-Le discussioni riguardanti materia economica ed in cui vi siano dati sensibili che possano compromettere la sicurezza e la stabilità del Ducato.

Le discussioni e gli eventuali interventi inerenti le tematiche sopracitate costituiscono “Segreto di Stato” e, come tali, devono essere secretati. Pur non figurando nell’elenco delle materie oggetto di “Segreto di Stato”, non è pubblicabile in Camera Esterna qualsiasi discussione conclusasi in Consiglio Ducale prima dell’approvazione della presente legge. Per facilitare la distinzione fra atti pubblicabili e atti secretati, qualsiasi discussione inerente un “Segreto di Stato” deve essere qualificata come [RISERVATO]. I Consiglieri Ducali sono tenuti ad attenersi a tale regola e il Portavoce è investito della responsabilità di invitare i Consiglieri inadempienti a modificare la qualifica della discussione qualora quest'ultima trattasse informazioni oggetto di “Segreto di Stato” e venisse iniziata nelle sale del Consiglio senza l’apposita dicitura.

Art. 4 Modalità di pubblicazione

Il Portavoce pubblica in Consiglio Ducale un resoconto con il quale avvisa il Consiglio dell'imminente pubblicazione del sommario, dando visione della bozza finale un giorno prima della pubblicazione in Piazza Ducale. I Consiglieri che sono intervenuti in modo diretto nella discussione oggetto di pubblicazione, saranno tenuti a riportare entro due giorni dalla richiesta di pubblicazione eventuali non consensi.
A seguito di ciò, il Portavoce rendiconterà settimanalmente in Piazza Ducale, in un'apposita bacheca, con un sommario degli atti consiliari identificati secondo le modalità prescritte dall’art. 3

Art.4 Bis

La pubblicazione dei dati inerenti alla gestione del Ducato avrà la seguente scadenza

- Miniere : quotidianamente
- Gestione animali: quotidianamente
-Report finanziario: settimanalmente

Art. 5 Regolamento della Camera Esterna

La Camera Esterna è un luogo di sola lettura, a coloro che vi accedono non è dato rilasciare alcun commento sugli atti pubblicati.
Al visitatore è consentito discutere pubblicamente di ciò che è pubblicato in Camera Esterna in una discussione ad hoc senza però poter riportare stralci delle discussioni.
I Consiglieri Ducali che volessero partecipare a tali discussioni dovranno preventivamente essere autorizzati dal Duca, quest'ultimo tuttavia una volta concessa l'autorizzazione se ritiene che il consigliere ducale stia andando oltre le righe può revocare in qualsiasi momento tale permesso.


Art. 6 Contestazioni

Il Consiglio Ducale ha facoltà di sovvertire a maggioranza assoluta dei suoi membri (7 consiglieri su 12) le decisioni del Portavoce. La contestazione deve avvenire entro un giorno dalla notifica della bozza del sommario. In questo lasso di tempo un Consigliere può chiedere di annullare il provvedimento del Portavoce tutto o in parte e, dopo aver spiegato compiutamente le sue ragioni, rimettere questa decisione ad un voto palese del Consiglio Ducale. La pubblicazione in Piazza Ducale della parte contestata è sospesa fino alla comunicazione degli esiti del voto. Qualora la mozione del Consigliere raggiunga la maggioranza richiesta, la contestazione si considera approvata e il provvedimento del Portavoce deve essere ritirato.

Art. 7 Sanzioni

L'infrazione di questo Regolamento agli articoli 3-4-5, prefigurando la divulgazione dolosa da parte di un Consigliere di informazioni di capitale importanza per l'esistenza del Ducato, costituisce reato di Alto Tradimento.

Art. 8 Accesso alla Camera Esterna

La richiesta per accedere alla "Camera Esterna" deve essere depositata nell'apposita bacheca in Piazza Ducale indicando:

Nome:

Città di residenza:
Status sociale ( Coltivatore, allevatore, bottegaio, etc...):

Hanno diritto di accesso i cittadini che:

- Abbiano il diritto di voto
- Siano residenti del Ducato di Modena

A ciò possono essere date deroghe solo ed esclusivamente dal Duca in carica.
L'accesso alla camera Esterna decade quando non sono più rispettate le condizioni o, per qualsivoglia altro motivo, su decisione del Duca in carica.








3.1.4 – Lettere di Credito

Il ducato offre la possibilità di spostare merce, o ducati, fra due soggetti, siano essi cittadini Modenesi o non residenti nel Ducato di modena.

Il ducato offre anche la possibilità al singolo cittadino modenese di trasferire merce, o ducati, fra due città' affinché possa viaggiare più leggero e in maggior sicurezza.

Il costo del servizio è dato dal numero di giorni di viaggio che normalmente separano partenza e arrivo (es. Massa - Mantua 4 gg) e in rapporto al trasporto effettuato se si tratta di trasferimento merci mentre nel caso siano trasferiti ducati il costo della provvigione sarà pari al 3% del valore trasferito.


Ogni giorno di viaggio ha un costo pari a 15 ducati, purché' l'ingombro massimo sia pari o inferiore a 300.
Successivamente, per ogni unità di ingombro, aumenta il costo in modo sempre maggiore.
Il massimo trasferibile e' pari 3000 di ingombro.


Riepilogo costo per giorno di viaggio :

Fino a 300 di ingombro = 15 ducati
Successivamente per ogni unità di ingombro un costo di 0,02 ducati con arrotondamento all'unità di ducato.

Negli scambi fra due personaggi le tasse del prodotto verranno applicate una volta sola e i prezzi dovranno essere consoni al bene trasportato.

Nel trasporto dove colui che invia e colui che riceve sono la stessa persona le tasse non saranno conteggiate.
Per gli scambi all'interno del mandato verranno usate pietre o sassi inserite dal ducato.

Il costo del servizio andrà pagato in anticipo tramite donazione al ducato, mentre le tasse saranno pagate durante gli scambi al mercato.

Il Ducato si riserva il diritto di non concedere il servizio, motivando tale scelta.

Il mandati assegnati andranno chiusi nel più breve tempo possibile e comunque entro le 36 ore , oltre tale orario il ducato si riserva il diritto di chiuderli d'ufficio senza poi essere costretto a restituire la merce ancora all'interno di esso.

I mandati verranno assegnati solo a personaggi regolarmente censiti al mattino presso una delle città del ducato.

Il mancato rispetto di tale disposizioni può comportare la denuncia presso il Tribunale del Ducato di Modena, come reato grave.
Capo di imputazione : frode.

Al richiedente della Lettera di Credito spetterà rimborsare il Ducato delle perdite qualora il ricevente del mandato si dovesse appropriare del suo contenuto o di parte di esso senza rispettare gli accordi di scambio.

Chi si approprierà indebitamente del contenuto del mandato verrà denunciato in base all'articolo "2.3.0 - Del furto e del brigantaggio ".







3.1.5 - Dei doveri dei sindaci


Il Sindaco si occupa della gestione amministrativa , contabile e difensiva della propria città e si impegna quindi a giurare fedeltà alle leggi del Ducato e alle sue Istituzioni dichiarando di non appartenere a nessuna associazione o gruppo a carattere civile o militare riconosciuta come nemico del Ducato.

Si proccuperà di presentare un resoconto, ogni settimana, alle autorità del Ducato indicando:

- valore di cassa della tesoreria municipale
- mandati in essere
- inventario del magazzino municipale
- inventario della taverna municipale
- ricavi settimanali dalla taverna municipale
- numero di miliziani assunti



I Sindaci della città di Mantua provvederanno alla rendicontazione giornaliera, come da Regolamento, dell'uso e dello stato delle asce in carico al Municipio.

Le informazioni non potranno essere divulgate al di fuori della Camera dei Sindaci o del Consiglio Municipale nel caso in cui venisse postato un eventuale resoconto similare.

Su richiesta del Duca, o di un Consigliere da questi incaricato, il sindaco riferisce in ordine alla situazione della difesa della città comunicando, compatibilmente con le informazioni in suo possesso , la situazione dei corpi volontari di difesa (numero di partecipanti alle ronde quotidiane).

Il sindaco provvede affinché tutti gli importi a qualunque titolo percepiti dal municipio in nome e per conto del Ducato vengano versati nelle casse di quest'ultimo entro il termine di giorni 5 dall'incasso.

In caso di mancanza verso uno di questi doveri il sindaco mancante sarà sottoposto ad iter conoscitivo cosi disposto:

a) Il Sindaco mancante verrà una prima volta richiamato dal TM chiedendo lumi sull’accaduto;

b) Se questi non risponde prontamente a tale richiamo il TM provvederà ad un secondo richiamo con preavviso di denuncia;

c) Se anche il secondo tentativo darà esito negativo il TM provvederà a richiedere l’apertura di denuncia a carico del Sindaco mancante ed informerà il Duca sull’accaduto che a sua volta provvederà a contattarlo;

d) In caso di esito negativo il Duca chiederà al Consiglio di decretarne la destituzione con voto di maggioranza per tutelare gli interessi della città
e per riportare il Municipio a nuove elezioni.

Il sindaco ha sempre l'obbligo di conferire , entro e non oltre le 24 ore dalla richiesta, con le seguenti figure ogni volta che esse ne facciano richiesta:

- Duca
- TM

Il sindaco conferirà, entro e non oltre le 24 ore dalla richiesta, con le seguenti figure ogni volta che esse ne facciano richiesta:

- Duca
- TM


Il Sindaco mancante ad una delle attività di cui sopra potrà essere denunciato per violazione alla presente legge con Capo di Imputazione: Disturbo all’Ordine Pubblico.

La mancanza alle proprie attività da parte di un Sindaco è un reato grave.


Il Sindaco che divulga i dati comunicati in Camera dei Sindaci o in Consiglio comunale sarà accusato di Tradimento.

Capo d'imputazione: Tradimento

La presente legge, in deroga a quanto previsto dalla Legge 1.1.7 - Della Votazione delle Leggi, richiede per essere modificata il voto favorevole dei 2/3 dei Membri del Consiglio.




3.1.6 - Dei porti, delle Navi e dei loro utilizzi


Art. 1 - Le figure amministrative del Porto

Le figure amministrative di un Porto nel Ducato di Modena sono:

Il Consiglio Ducale tramite il Ministro delle Miniere da cui dipende la figura del Capo Porto;

Il Capo Porto nominato dal Ducato di Modena nelle città dove sia possibile la costruzione di un porto. Il Capo Porto è un funzionario del Ducato alle dipendenze del Ministro delle Miniere e ogni lsua azione riveste carattere e responsabilità derivanti.

Ogni altra figura che il Ducato ritenga sia possibile affidare compiti di controllo e gestione di un Porto.

Art.2 - Nomina del Capo Porto

Viene nominato dal Consiglio Ducale tra i candidati segnalati nell’apposito bando predisposto dal Ministro delle Miniere e affisso nella Bacheca Ducale

Il mandato del Capo Porto dura 60 giorni e per tale durata si impegna a non lasciare la città portuale di sua competenza. Può dimettersi dal suo compito con un preavviso di 3 giorni.

In casi eccezionali il Consiglio Ducale può nominare un Capo Porto pro tempore che resterà in carica sino all’insediamento del Capo Porto designato attraverso il bando.

Il Duca puo richiedere all'MdMGO, senza preavviso di sorta, di effettuare rimozioni temporanee del Capoporto in carica al fine di consentire ad un incaricato facente funzioni di Ispettore Portuale di subentrare allo stesso e di effettuare un ispezione portuale per verificarne lo stato dei lavori, lo stato delle banchine, la corrispondenza dei magazzini con quanto comunicato dal Capoporto o provvedere alla consegna diretta di navi commissionate.

Possono essere impiegate nell'ispezione le seguenti figure:

- Consigliere senza carica se residente o presente nella città che ospita il porto oggetto di controllo;
- Consigliere con carica se residente o presente nella città che ospita il porto oggetto di controllo;
- Sindaco della città ospitante il Porto;
- Uno dei Viceprefetto della città ospitante il Porto.

Gli esiti di tale ispezione verrano poi confrontati con quanto comunicato dal Capoporto al fine di valutarne l'operato.

Art.3 - Compiti

a) Il Capo Porto rendiconterà quotidianamente circa la situazione del porto di sua competenza. Nel caso tale rendicontazione non venga effettuata il Ministro delle Miniere provvederà ad un richiamo ufficiale, dopo il secondo richiamo il Capo Porto verrà destituito dall'incarico.
b) Il Capo Porto è il responsabile preposto, alla riscossione delle tasse di ormeggio, di costruzione e riparazione delle navi nonchè ad ogni altra incombenza demandata dal Ministro delle Miniere o da eventuali leggi specifiche.
c) Il Capo Porto è responsabile della denuncia alle autorità del Ducato dei capitani inadempienti.
d) Il Capo Porto è responsabile del suo buon ampliamento, funzionamento e della sicurezza derivante dall'attracco di navi . A tal fine esso collabora con la Prefettura ed eventualmente con il Capitano prima di concedere un permesso di attracco.
Lo stesso per le concessioni dell’attracco dovrà attenersi al protocollo previsto dal punto 6

Art.4 - Autorizzazione alla costruzione delle navi

La costruzione di navi a carattere commerciale nei porti ducali è concessa a tutti i cittadini del Ducato di Modena e, qualora ci siano spazi e materiali a disposizione, anche a cittadini stranieri.

La costruzione delle navi va concordata con il Principe e il Ministro delle Miniere che deve occuparsi delle relative pratiche in Consiglio.

La costruzione di navi a carattere bellico sarà valutata di volta in volta dal consiglio, .

Art.5 - Protocollo costruzione e riparazione navi

Il Capo Porto sarà il referente per i cittadini che abbiano intenzione di costruire o far riparare una nave.

Il Capo Porto dovrà riportare ogni richiesta nell’apposita bacheca in Camera della Marina Modenese e attendere le autorizzazioni necessarie per procedere con i lavori accordandosi con il Ministro delle Miniere sul numero di persone da assumere.



Citazione :
Contratto di licenza per la costruzione di navi private. (escluse le caracche da guerra)

Modena, xx/xx/xxxx

Il Consiglio del Ducato di Modena, esaminata la richiesta di messer/madama [nome] relativa alla costruzione di una propria nave [tipo di nave], che verrà varata con il seguente nome [nome nave] presso il porto della città di [nome]

vagliate tutte le credenziali e considerate le disponibilità economiche del richiedente

AUTORIZZA tale costruzione alle seguenti condizioni:

- pagamento anticipato di [tot] ducati da versare nelle Casse Ducali
- vendita al Ducato dei seguenti materiali, elencare materiali, quantità e prezzo: (solo se contemplato il passaggio di materiale)

CLAUSOLE CONTRATTUALI:
- il Ducato comunicherà alla Provincia di residenza dell'armatore, qualora si tratti di costruzione di navi da guerra, l'attività di costruzione in essere;
- il Ducato si riserva di utilizzare qualsiasi strumento utile a tutelare i propri interessi nel caso in cui detta nave, oggetto del contratto, venisse usata per attaccare o infastidire la sovranità del Ducato di Modena o delle navi appartenenti ad esso.
- la nave dovrà essere consegnata solo al firmatario di tale contratto che la prenderà in consegna in quanto capitano della stessa.
- la nave non dovrà venire utilizzata contro il Ducato di Modena.

Vi preghiamo voler controfirmare l’atto di concessione testé redatto per l’apposizione del sigillo del Ducato di Modena.

L'acquirente
[firma]

Il Duca di Modena
[firma]


Il Ministro delle Miniere e delle Grandi Opere
[firma]


Il capo porto della città di [nome]
[firma]


Citazione :
Contratto di licenza per la riparazione di navi private.

Modena, xx/xx/xxxx

Il Consiglio del Ducato di Modena, esaminata la richiesta del Comandante [nome] della nave [tipo di nave e nome] relativa alla riparazione di [00] punti danno presso il porto della città di [nome]

AUTORIZZA la riparazione della stessa alle seguenti condizioni:
- pagamento anticipato di [tot] ducati
- vendita al Ducato dei seguenti materiali, elencare materiali, quantità e prezzo: (solo se contemplato il passaggio di materiale)

La nave verrà riconsegnata solo al firmatario di tale contratto e, quindi, al suo capitano.

Vi preghiamo voler controfirmare l’atto di concessione testè redatto per l’apposizione del sigillo del Ducato di Modena.

Il Comandante della nave
[firma]

Il Duca di Modena
[firma]


Il Ministro delle Miniere e delle Grandi Opere
[firma]


Il capo porto della città di [nome]
[firma]

Salari di Base per l'Arsenale



Citazione :
Per un operaio semplice: 18 ducati
Per un artigiano: 22 ducati


Prezzi delle navi



Citazione :
Chiatta: 1060 ducati

Galea genovese : 3050 ducati

Galea genovese da combattimento : 5850 ducati

La Caracca mercantile : 10.050 ducati

La Caracca da Guerra per cittadini modenesi : 18.900 ducati

La Caracca da Guerra per cittadini non modenesi : 19.500 ducati


Il richiedente dovrà effettuare il pagamento in anticipo direttamente al principato, appena ricevuta autorizzazione all'inizio dei lavori.

I prezzi potrebbero subire variazioni a causa delle normali fluttuazioni del mercato.

Per la costruzione di una Caracca da guerra la richiesta cambierà a seconda se il richiedente sia o meno cittadino modenese ed il consiglio vaglierà ogni richiesta con giudizio insindacabile.

Le richieste provenienti dall'estero devono avere le seguenti referenze:
- Se il richiedente è uno Stato estero, esso deve garantire di non usare la nave contro il Ducato di Modena o suoi alleati.

- se il richiedente è un privato o un ordine militare riconosciuto, dovrà avere l'avallo del Principe di riferimento che dovrà garantire per egli. Inoltre il Principe si impegnerà affinchè questo vascello non provochi danni al Ducato di Modena o ad i suoi alleati.

-La vendita a terzi delle Caracche da guerra dovrà essere comunicato al Ducato di Modena che ne dovrà avallare la transazione.

Le richieste provenienti da cittadini modenesi saranno anch'esse vagliate dal giudizio insindacabile del consiglio e, in caso di responso positivo, verrà stilato un contratto che assicuri che la nave sarà affiliata al Ducato di Modena.

Riparazione delle Navi


Citazione :
Il prezzo è da considerarsi per un singolo punto danno da riparare.

Chiatta 120 dct
Galea 120 dct
Galea da guerra 120 dct
Caracca Mercantile 145 dct
Caracca da Guerra 145 dct


Il richiedente dovrà effettuare il pagamento in anticipo direttamente al principato, appena ricevuta autorizzazione all'inizio dei lavori.

I prezzi potrebbero subire variazioni a causa delle normali fluttuazioni del mercato.


Art.6 Protocollo richiesta di attracco

6.1 )- I capitani delle navi in arrivo al porto dovranno fare richiesta di approdo al Capo Porto presentandosi presso gli uffici della Dogana di Modena con almeno 48 ore di anticipo sull'ora prevista per l'attracco, salvo particolari e comprovate esigenze che saranno valutate di volta in volta.

6.2 )- I capitani dovranno compilare e consegnare corredata di firma per accettazione delle condizioni di ormeggio, l’apposito contratto di seguito riportato:

Citazione:

Citazione :
Al Capitano .........della nave.........,

in merito alla Vostra richiesta di attracco formulata in data ....... presso la locale Dogana di Modena, viene inviata la seguente missiva a titolo di contratto d'attracco presso lo scalo portuale di ......, con preghiera di restituirla debitamente firmata per accettazione ai fini della concessione della prevista autorizzazione.
_____________________________________________________________

Il sottoscritto....................
capitano della nave...............
tipo di nave..............
varata nel porto di ................
richiesta di attracco nel porto di .................... dal................. al..............

dichiaro di conoscere ed accettare le sottoelencate condizioni:

- che la data di partenza indicata in questo contratto è prorogabile solo previo consenso scritto del Capo Porto.

- che ogni cambiamento di capitano va comunicato al Capo Porto

- che il capitano o chi per esso rimanga nella città in cui è attraccata la nave in modo tale da poterla spostare per ogni eventualità

- che il giorno di attracco in banchina è gratuito

- che dal 2° giorno al 10° il costo dell'affitto della banchina è fissato a 4 dct al gg

- che dal 11° giorno al 20° il costo dell'affitto della banchina è fissato in 7 dct al gg

- che dal 21°giorno al 30° il costo dell'affitto della banchina è fissato in 10 dct al gg

- che allo scadere del 31° giorno la banchina deve essere obbligatoriamente liberata. Solo i Capitani con residenza nel Ducato di Modena possono richiedere un'ulteriore proroga al presente contratto di 10 giorni.
Tale richiesta dovrà essere inoltrata il 29° giorno di sosta, o comunque il giorno prima della scadenza del permesso, e il Capitano del Porto potrà accoglierla solo in caso di banchine libere e in assenza di richieste di ormeggio precedentemente arrivate e esse in attesa. In caso di accettazione la nave sarà soggetta ad una tassazione di 15 dct al giorno. Ulteriori proroghe, qualora concesse, aventi durata massima come sopra (10 gg), comporteranno un incremento della tassazione di ulteriori 5 ducati al giorno rispetto all'ultima tariffa applicata.
In caso di più richieste, il Capitano del Porto darà priorità alla nave che ha usufruito di un periodo di sosta inferiore o, in caso di parità, a chi ha presentato prima la richiesta.

- che il pagamento verrà effettuato per intero, ed in anticipo mediante donazione al ducato.

- che il pagamento non è rimborsabile in caso di partenza anticipata.

- che la ricevuta del pagamento effettuato, dovrà essere esibita al cdp il giorno successivo all'attracco, ed in caso di proroga, il giorno stesso in cui il cdp autorizza il prolungamento della sosta.

- che nei casi di urgenza o motivata necessità, il cdp potrà richiedere lo spostamento immediato della nave conteggiando i giorni di mancata sosta a titolo di rimborso delle spese di ormeggio;

- che il Consiglio di Modena si riserva la facoltà di mettere in atto tutti i comportamenti utili, anche l'eventuale danneggiamento o affondamento della nave indicata nel presente contratto, qualora il Capitano della stessa non adempia a quanto sottoscritto nel presente atto.

- autorizzo la pubblicazione di questa missiva, ove si ritenesse necessario

Luogo............. e data............

in fede

il Capo porto
.................

il capitano della nave:
.........................................

6.3 )- In calce alla richiesta di approdo i capitani dovranno comunicare la lista passeggeri

6.4 )- Il Capo Porto valuterà le richieste e in base alla disponibilità delle banchine, il tempo previsto di sosta ed eventuali altre indicazioni concederà o meno l'ingresso in porto.

6.5 )- Il Capo Porto avrà il dovere di dare precedenza di attracco alle navi battenti bandiera Modenese, a quelle navi che necessitano di manutenzione salvo casi particolari e valutando in base al fine ultimo dell'attracco.

Nel caso lo stesso fosse costretto a chiedere la liberazione di una banchina per mancanza di disponibilità, dovrà conteggiare a titolo di rimborso i giorni di mancata sosta spettanti al comandante della nave che lascerà la banchina libera.

6.6 )- Richieste per allungare la permanenza nel porto dovranno essere fatte 48 ore prima della scadenza del precedente permesso al Capo Porto, questa dilazione sarà massimo di 4 giorni, per ogni dilazione dovrà essere utilizzata la stessa procedura.

6.7 )- I capitani delle navi che siano attraccate o vogliano attraccare nei porti del Ducato sono responsabili delle loro dichiarazioni e delle loro azioni.

L'attracco senza autorizzazione (non richiesta o non concessa), la mendace dichiarazione sullo scopo dell'attracco e sui viaggiatori trasportati, la mancata partenza su ordine del Capo Porto costituisce reato per tutti i capitani delle navi con le seguenti specifiche:

Classificazione : Reato Grave.

Capo d’imputazione: Tradimento, Alto Tradimento

Art. 7 - Pagamento delle tasse.

Tutte le navi attraccate ai porti Modenesi sono soggette al pagamento delle imposte previste da apposito contratto sottoscritto in sede di richiesta di attracco..

Questa imposta, variabile tra 1 e 50 ducati, sarà applicata a tutte le navi presenti nella banchine quotidianamente, se non in presenza di particolari situazioni previste dal Ducato (accordi commerciali con altri Ducati o Compagnie mercantili) che vengono regolamentati a parte.

-Il Capo Porto con un preavviso minimo di 48 ore può richiedere l'allontanamento dal porto, dopo più di 10 giorni di sosta, per permettere ad altre navi di attraccare.
-Il Capo Porto dovrà comunicare al Capitano l'ammontare complessivo della tassa che dovrà essere pagata al Ducato tramite donazione.
-Il Capitano dovrà mostrare al Capo Porto la ricevuta dell'avvenuto pagamento.
-Il mancato pagamento da parte del capitano della nave sarà perseguibile ai fini di legge.

Classificazione: Reato Grave.

Capo di imputazione: Disturbo all'ordine pubblico.




3.1.7 Della Scelta del Magnifico Rettore

La guida dell'Università del Ducato di Modena è affidata ad un Rettore.
Questi viene nominato dal Duca attraverso la procedura di seguito delineata e, una volta nominato, ricoprirà tale carica per un periodo di 3 mesi, scaduti i quali, si provvederà ad un nuova nomina dando la possibilità allo stesso di ricandidarsi nuovamente.
Potrà altresì dimettersi, previa comunicazione anticipata al Duca, mantenendo tale funzione, con relativi obblighi, per il tempo necessario alla nomina del nuovo Rettore.

La nomina avviene in due fasi;

- 1ª fase: i candidati saranno sottoposti presso le sale Universitarie ad una valutazione di gradimento tramite votazione, a cui parteciperanno gli aventi diritto presenti nella lista che verrà pubblicata all'apertura della selezione (ovvero gli aventi diritto saranno gli studenti che già hanno scelto una “Via” specifica e gli insegnanti regolarmente iscritti all'università).
Il voto dovrà essere espresso in modo palese in quanto solo tali voti saranno considerati validi per la graduatoria.

Al termine delle votazioni, verranno presentati al consiglio solamente i primi due classificati, segnalando il candidato più' gradito al corpo studentesco ; gli stessi verranno sottoposti alla valutazione del Consiglio Ducale, come previsto dalla 2ª fase.

Nel caso ci fosse la presenza di un solo candidato, tale votazione non avrà luogo e si passerà d'ufficio alla seconda fase.

- 2ª fase: i due candidati rimasti verranno valutati dal Consiglio Ducale che provvederà alla nomina di uno di essi tramite voto di maggioranza;
nel caso il consiglio scegliesse a maggioranza il 2° classificato nella votazione universitari, la decisione finale spetterà al Duca.

Il Rettore potrà essere sollevato dal suo incarico, tramite decisione motivata, dal Duca stesso o dai 3/4 del Consiglio Ducale.





3.1.8 del Contributo di Trasferimento

Il Ducato di Modena, attraverso le città Modena e Mirandola, concede un contributo di trasferimento del valore di 40 ducati al mese per la durata di 6 mesi ai primi 25 soggetti, non residenti nel Ducato, che si trasferiranno definitivamente nella città beneficiaria di tale incentivo.

Per trasferimento definitivo si intende il portare la residenza nella città ed acquistare un campo da destinare poi a coltura/allevamento.

Gli interessati dovranno far pervenire apposita segnalazione di intento al Sindaco della città corredata di idonea documentazione che provi la residenza precedente al trasferimento e gli stessi, a contributo concesso, verranno poi elencati in apposito albo riepilogativo.

Nel caso di falsa dichirazione e/o attestazione circa la residenza posseduta in precedenza, si provvederà a segnalare il reo agli appositi uffici giudiziari con il seguente capo di imputazione: Frode

Reato : Violazione della Legge 2.1.2 - Dello sfruttamento dei beni pubblici e dell’appropriazione indebita.




3.1.9 - Dell'ereditarietà e dei Testamenti



Il Ducato di Modena riconosce il diritto di successione a tutti i cittadini che abbiano raggiunto la maggiore età (liv. 1) e che non siano nobili , i quali devono depositare i loro testamenti presso il Collegio di Araldica Imperiale Italico.

Per i nobili patentati Res Parendo il Ducato di Modena riconosce i testamenti registrati presso il Collegio d'Araldica Imperiale Italico e ritenuti validi dallo stesso .
Per i cittadini ed i nobili IG , il Ducato di Modena riconosce i testamenti registrati direttamente presso il Ducato stesso.

Affinchè un testamento sia registrato e ritenuto valido è necessario che possegga i seguenti requisiti:

- al suo interno deve essere indicata la chiara linea di discendenza ( Se in possesso è gradita copia dell'albero genealogico aggiornato) ;
- al suo interno deve essere indicata la chiara spartizione dei beni;
- deve avere la firma dell'interessato, la firma di un testimone scelto dall'interessato e la firma del Duca di Modena (o di un funzionario delegato a tale compito) ;
- deve essere depositato presso il palazzo Ducale almeno 30 giorni prima della morte dell'interessato.

Alla morte dell'interessato il Ducato di Modena:

- si impegna a rispettare le condizioni presenti nel testamento registrato e ritenuto valido dallo stesso Ducato.
- si impegna a consegnare al discendente eventuali stipendi arretrati presso il Ducato senza applicare ritenute o eventuali beni lasciati in uso frutto al Ducato rispettando il contratto di uso frutto.

Il Ducato di Modena si riserva il diritto di:

- non riconoscere testamenti non conformi o non registrati nel Ducato e per i nobili non registrati nel Collegio d'Araldica Imperiale Italico;
- non riconoscere i testamenti di coloro i quali son deceduti a causa della loro messa al rogo (multi account);
- trasferire eventuali debiti che il testamentario aveva con il Ducato ai suoi discendenti;
- annullare un testamento regolarmente registrato qualora il testamentario o il discendente si sia macchiato di gravi crimini contro il Ducato (Tradimento, Alto Tradimento);
- annullare un testamento regolarmente registrato qualora il testamentario o il discendente sia dichiarato Nemico di Modena o dell'Impero;
- annullare un testamento regolarmente registrato qualora il testamentario o il discendente sia stato condannato per Eterodossia, Eresia, Apostasia, Paganesimo o Scisma.
- annullare un testamento regolarmente registrato in caso di Scomunica.




[color=#cc0000]3.1.10 - Statuto della Scuola Ducale per l'Avviamento alla Pubblica Amministrazione[/color]



Art. 1 - Sede

La scuola avrà sede presso il Foro Secondario in una sala chiamata "Scuola professionale Ducale”
Tutti coloro che saranno interessati potranno prendere parte alle lezioni, previa iscrizione presso la Segreteria della Scuola.
Il Duca, il Ministro della Cultura ed il Rettore dell'Università degli Studi di Modena hanno diritto di accesso alla Sede della Scuola.



Art. 2 - Organico

L'organico scolastico è il seguente (in ordine di grado):

- Presidente della scuola
- Segretario scolastico
- Professori
- Studenti



Art. 3 - Lezioni svolte

Le lezioni svolte all'interno della scuola sono le seguenti:

- Avviamento alla carica di Sindaco;
- Avviamento alla carica di Capo-Porto;
- Avviamento alla carica di Vice-Prefetto;
- Avviamento alle cariche Consiliari.



Art. 4 - I compiti


4.1 - Presidente della scuola

Scelto dal Duca, dal Ministro della Cultura e dal Rettore dell'Università di Modena tramite bando.

Il suo mandato dura 3 mesi. Allo scadere del mandato, il Presidente uscente potrà ripresentare la propria candidatura per un totale di 2 mandati consecutivi.
Nulla vieterà al Presidente che abbia completato 2 cicli continuativi di reggenza di ripresentare regolare candidatura una volta trascorsi almeno 3 mesi dalla fine del suo secondo mandato.

Si occupa di trovare il personale a cui affidare il compito di creare le lezioni e controlla l'operato di tutto l'organico scolastico.


4.2 - Segretario scolastico

Scelto dal Presidente della Scuola. Gestisce gli studenti indirizzandoli nella propria aula e affidandoli ad un insegnante per eventuali domande e dubbi.
Una volta finito il periodo delle lezioni, organizza l'esame.

4.3 - Professori

Scelti dal Presidente e dal Segretario scolastico dopo bando pubblico. Creano dei modelli di lezioni standard da far studiare a tutti i propri studenti. Si devono preoccupare di seguire passo dopo passo i propri studenti fino al raggiungimento del diploma.

4.4 - Studenti

Prendono visione del Regolamento e seguono attentamente le lezioni, impegnandosi a perseguire il massimo risultato.



Art. 5- L'esame

L'esame consiste in 10 domande a cui lo studente deve rispondere almeno al 70% per potersi diplomare. Esso viene svolto in taverna.
Esso può essere richiesto dopo 20 giorni dall'iscrizione alla scuola e dovrà essere comunicato nell'apposita bacheca.
In caso di esito positivo verrà rilasciato un diploma che attesti il risultato dell'esame per il relativo corso.



Art. 6 - Selezione del Presidente della scuola

Alla selezione si procede con bando pubblico. Il Presidente della scuola viene scelto da Duca, Ministro della Cultura e Rettore dell'Università degli Studi di Modena con voto pubblicato dal Duca in Consiglio.
In caso di parità nel voto, la scelta verrà presa, tramite voto palese, dal Consiglio del Ducato di Modena.


Ultima modifica di hamea il Lun 05 Gen 2015, 00:04, modificato 2 volte
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hamea

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MessaggioTitolo: Re: [CLM] Corpo Legislativo Modenese - Febbraio 1462   Dom 04 Gen 2015, 17:08

Sez. 2 - Sicurezza e Forze Armate



3.2.1 - Della sicurezza della Capitale e del Territorio Modenese - Soppressa)






3.2.2 - Delle forze armate



Viene regolamentata la costituzione e il funzionamento delle seguenti formazioni militari Ducali:

1)Esercito
2)Miliziani
3)Armigeri Ducali
4)Reggimenti e Gruppi armati.


Altri Eserciti:

L'attivazione, il reclutamento e la circolazione di tutti gli eserciti, può avvenire solo previa concessione di specifica autorizzazione da parte delle autorità ducali. Il comandante che vorra costituire un esercito (In Gratibus) provvederà ad inviare la richiesta di autorizzazione al Duca di Modena che, sentito il Capitano e informato il Consiglio Ducale, provvederà a concedere o meno l'autorizzazione.
La violazione al presente obbligo sarà considerata a tutti gli effetti un attentato contro la sicurezza del Ducato stesso e punibile quindi con le leggi vigenti in materia di Tradimento e Alto Tradimento
Ai Nobili di Modena, coloro che prestano giuramento a ogni incoronazione e che si dimostrano sempre fedeli al Ducato, è data la possibilità di creare e mantenere un esercito che risponda agli ordini del Duca stesso o, in sua vece, del Capitano.
Tale esercito sarà composto solo da volontari che presteranno i loro servigi qualora sia necessario. I volontari saranno soggetti a due specifiche:
- se sono soldati regolari del Ducato, questi dovranno richiedere una licenza come da regolamento
- se sono membri di una milizia cittadina, dovranno avere il via libera dal Maresciallo/Balestriere in carica.
Avendo carattere puramente volontario, a tale esercito verranno rimborsate solo le armi perse durante eventuali scontri.

1) ESERCITO

L'Esercito Ducale è la suprema istituzione militare del Ducato, agisce agli ordini del Duca di Modena in qualità di comandante in capo e del suo facente funzioni, il Capitano.

1.1 )Funzioni e struttura

Il compito istituzionale dell’esercito è garantire la sicurezza ordinaria e straordinaria di tutto l’intero Ducato .
Esso sarà dislocato all’interno delle caserme presenti in ogni città del Ducato e sarà composto dalle seguente Compagnie:

- 1ª Compagnia I GUARDIANI di MODENA, distaccata presso la Capitale Modena;
- 2ª Compagnia ULTIMO BALUARDO, distaccata presso la città di Massa;
- 3ª Compagnia LEGIONE dell’ADE, distaccata presso la città di Guastalla;
- 4ª Compagnia SELVA, distaccata presso la città di Mantua;
- 5ª Compagnia ARMATA di ARES, distaccata presso la città di Mirandola.

Alle Compagnie cittadine si aggiunge l’ ACCADEMIA MILITARE con sede a Modena che ha lo scopo di fornire la prima fase di addestramento e di istruzione a tutte le giovani Reclute; al termine della stessa i frequentatori verranno inquadrati tra le fila dell’Esercito con il grado di Soldato.


2) MILIZIANI

I Miliziani sono dipendenti assunti dal Prefetto, se si tratta della Gendarmeria, o dai singoli Municipi il cui scopo è quello di garantire la sicurezza ordinaria e amministrativa del Castello di Modena ( assunzioni prefettizie ) o dei singoli Municipi ( assunzioni effettuate dal sindaco )

2.1 ) Deroghe:

La milizia cittadina è gestita in autonomia dai Sindaci delle città. Il sindaco, in quanto responsabile della sicurezza ordinaria del municipio, e' libero nella scelta del numero dei miliziani e nel determinarne il salario minimo di assunzione. Questo tipo di assunzione, non è soggetto alle restrizioni imposte da eventuali Ordinanze sullo Schiavismo in vigore.


3) ARMIGERI DUCALI

3.1)Formazione e struttura

Gli ARMIGERI DUCALI di ogni città del Ducato possono essere composti dai seguenti elementi:

- Cittadini Volontari che hanno svolto o stanno svolgendo il corso di addestramento presso le sale apposite dell’ACCADEMIA MILITARE

- Gruppi di Volontari organizzati in formazioni locali ufficialmente riconosciute dal Ducato, il cui comandante ha giurato fedeltà al Duca e abbia garantito che gli appartenenti hanno svolto o stanno svolgendo il corso di addestramento anche presso sedi proprie.

Predetti saranno presenti nei distaccamenti previsti in ogni città e avranno il compito di garantire la sicurezza ordinaria del municipio, operando all’esigenza, in aggiunta e/o in sostituzione della milizia cittadina.

Per i Cittadini Volontari verrà certificato lo Status di ARMIGERO DUCALE al termine del corso di addestramento tenuto all’interno della ACCADEMIA MILITARE di Modena . Tutti gli originali degli attestati verranno conservati negli archivi dell’Accademia stessa e ne verrà rilasciata copia su richiesta del singolo cittadino

Nella Capitale Modena essi trovano realizzazione nel gruppo dei Capi Gendarmi che quotidianamente forniscono supporto direttivo e operativo alla difesa del castello direttamente alle dipendenze del Prefetto.

Gli ARMIGERI DUCALI sono da ritenersi direttamente agli ordini del Duca di Modena in qualità di comandante in capo e del suo facente funzione, il Capitano; è data possibilità di subordinare tale dipendenza a Comandanti locali che agiranno quindi in loco per conto del Duca stesso o del suo facente funzioni, il Capitano.

3.2) Impieghi straordinari.

In caso di forte minaccia alla sicurezza del Ducato gli ARMIGERI DUCALI potranno, previa segnalazione volontaria. essere aggregati all’Esercito Ducale assumendone totalmente i diritti e doveri.
Gli stessi, salvo diversa indicazione , verranno quindi aggregati ai rispettivi reggimenti locali dell’Esercito e saranno dal Ducato remunerati per i servizi svolti .


4) REGGIMENTI E GRUPPI ARMATI

I reggimenti e i gruppi armati possono costituirsi liberamente, senza apposita autorizzazione. Il Duca di Modena può tuttavia, per ragioni di sicurezza e di ordine pubblico, imporre lo scioglimento di un gruppo armato o reggimento. Tale scioglimento dovrà avvenire entro il termine di 24 ore dalla disposizione del Duca e In caso di inadempienza entro i termini egli stesso potrà disporne lo scioglimento coatto mediante intervento dell’Esercito Ducale






3.2.3 - Statuto Esercito Ducale

L’Esercito Ducale è l’Esercito del Ducato di Modena e ha il compito di difendere lo stesso e i suoi abitanti.

Art. 1 – GERARCHIA MILITARE

L’Esercito Ducale sarà diviso gerarchicamente in tre categorie: membri dello stato maggiore, ufficiali, truppa.

MEMBRI DELLO STATO MAGGIORE

Duca

E' il comandante in capo dell'Esercito. Decide se, quando e come impiegarlo.

Capitano

E' il comandante in seconda dell'Esercito.
Aiuta il Duca al momento di prendere le sue decisioni ed è incaricato di fare eseguire i suoi ordini. Sarà eletto in seno al Consiglio e, quindi, eletto o confermato ad ogni cambio di consiglio . (Sarebbe utile fosse un soldato di carriera)


Stratega

Nominato dallo stato maggiore ogni tre mesi tramite bando interno all’esercito. In caso di parità il sarà il Capitano a scegliere lo stratega tra i due o più che hanno ottenuto la maggioranza nelle votazioni.
Ha il compito di coordinare le attività dello stato maggiore, suggerire le strategie militari e belliche da utilizzare e supportare l’attività del Capitano.

Sergente

E' addetto al rifornimento di armi e vettovaglie e controlla il buon funzionamento del Magazzino dell’Esercito. Coadiuva inoltre il lavoro del TM compilando i testi dei mandati di pagamento per i soldati e riportandoli nelle sale del Consiglio.
Può consigliare il Duca nel momento di prendere le sue decisioni e aiuta il Capitano nella gestione della caserma.
In caso di conflitto, supporta i Generali occupandosi del reclutamento di soldati volontari e coordinandone l’ingresso negli eserciti.

Ha il compito di tenere aggiornato,a cadenza settimanale, in Caserma il registro dei gradi dei soldati con i rispettivi conteggi degli stessi.


Generale d’Armata

E’ il comandante sul campo di un esercito Ducale in attività per conto di Modena.
Comanda l’armata eseguendo gli ordini del Duca e del Capitano.
Scelto con bando in Caserma, qualora vi sia la necessità di aprire nuove armate. La scelta tra i candidati è a discrezione del Capitano dello Stato Maggiore.
I requisiti minimi per potersi candidare al bando sono:
avere almeno il grado di Tenente, essere uno studioso(Liv VI) e avere la possibilità di diventare Nobile di Spada.

Il Generale presenterà i dati sul servizio in armata almeno una volta ogni 7 giorni, per consentire il regolare pagamento e attribuzione dei Punti Merito ai soldati arruolati.

Generale Speciali

Ex Generale che al momento non è al comando di un’armata ma mantengono il grado di generale.



Maresciallo d’Accademia

Nominato tra i Generali speciali ogni tre mesi, è il responsabile dell’Accademia Militare.
Impartisce lezioni alle reclute e ne valuta l’apprendimento.


Prefetto

Presenzia nello Stato Maggiore come organo coordinatore di strategie difensive dei municipi. Non ha diritto di voto.

UFFICIALI

Maggiore (350 merito)

Comanda una sezione In Gratibus di un esercito.
Inoltra gli ordini datigli dal proprio Generale d'Armata ai membri della sua lancia.


Tenente (250 merito)

Si divide in Tenente Logista e Tenente Tesoriere.
Incarichi amministrativi all’interno di un’armata ducale. Vengono scelti dal Generale fra i componenti dell’armata stessa per gestirne inventario e tesoreria, secondo indicazioni ricevute dal comandante.
Il logista deve inviare resoconti giornalieri al Generale per tenerlo aggiornato sulla situazione dell’inventario.


TRUPPA

Caporale (150 merito)

Soldato con punti forza pari o superiori a 200, dotato di spada e scudo.


Soldato Specialista (100 merito)

Requisiti e dotazioni: punti forza 100 o superiori e di essere armato di spada o bastone.


Soldato Semplice (80 merito)

Requisiti e dotazioni: punti forza da 0 a 99 punti di forza e di essere armato di spada o bastone.

Cadetto

Soldato di base, si diventa Cadetto dopo aver passato l'esame in Accademia.

Recluta

E’ il soldato appena reclutato. Ha il dovere di seguire le lezioni in Accademia Militare e di sostenere l’esame finale. Una volta superato l’esame viene promosso al grado di Cadetto.

[b]Art. 2 – ARRUOLAMENTO ED ACCADEMIA MILITARE[/b]

Art. 2.1 – Reclute

Rientrano nel novero di Reclute coloro che stiano seguendo le lezioni in Accademia.
Si può diventare Reclute solo facendo richiesta scritta al Sergente o al Capitano.

Le Reclute, per quanto riguarda il Regolamento Militare e il regime delle licenze, sono considerate a tutti gli effetti membri dell'Esercito, con gli stessi obblighi e gli stessi doveri.
Al momento del loro ingresso in Caserma verranno indirizzati all’Accademia Militare dove parteciperanno a corsi di addestramento teorico-pratici.

Art.2.2 - Giuramento

Chiunque voglia entrare a far parte dell'Esercito del Ducato di Modena deve pronunciare il seguente giuramento ad alta voce e consegnarne copia scritta e firmata al Capitano o al Sergente:


Citazione :
GIURAMENTO DI LEALTÀ E SEGRETEZZA

Io, ___(inserire nome completo usato in gioco)_____, giuro solennemente di servire sempre il mio ducato, sacrificando, se necessario, la mia vita per la sua difesa.
Giuro di servire fedelmente, lealmente, e in buona fede il Duca di Modena. Giuro di rispettare la gerarchia militare e di obbedire agli ordini dati dai miei superiori.
Giuro di rispettare lo Statuto dello Esercito di cui mi è stata data copia, di averlo letto e compreso.
Giuro solennemente che, salvo autorizzazione regolarmente concessa, non rivelerò né comunicherò ad alcuno che non ne abbia legittimamente diritto le informazioni che verranno a mia conoscenza o che otterrò in ragione delle mie funzioni presso l’Esercito del Ducato di Modena.



Art.2.3 – Accademia Militare

L'Accademia dell'Esercito riunisce tutti coloro che, desiderosi di prestare servizio nell'Esercito Ducale, si preparano a superare l'addestramento necessario per diventare veri e propri soldati.

Art. 2.4 – Funzionamento dell’Accademia Militare

La Accademia Militare è gestita dal Maresciallo d’Accademia, e, per quanto concerne l’istruzione delle reclute e per chi volesse approfondire le proprie conoscenze militari. In essa sono presenti le aule Didattiche dove si svolgono le lezioni teoriche che i cadetti devono seguire lasciando un messaggio di presa visione.

Il corso in Accademia prevede dei corsi di addestramento, al termine dei quali l’aspirante soldato potrà compilare la prova scritta necessaria per completare l’addestramento, inviandola al Maresciallo d’Accademia. Il Maresciallo, ricevuto l’esame, ha il compito di correggerlo e comunicare al Capitano l’eventuale promozione. In caso di bocciatura, la recluta può ripresentare l’esame ogni giorno fino al superamento dello stesso.

E’ dovere del Maresciallo d’Accademia redigere la prova d’esame, che deve prevedere: conoscenze di base riguardanti l’organizzazione dell’Esercito e il suo statuto; conoscenza di strutture ed apparati militari sia in pace che in guerra; gestione dei mandati.

Art. 2.5 - Bonus di reclutamento

Qualunque membro dell'Esercito che abbia ottenuto almeno il grado di soldato e che abbia fatto arruolare nell'Esercito di Modena un'altra persona, ha diritto a ricevere un compenso di 30 ducati in qualità di reclutatore, purché la recluta soddisfi i seguenti requisiti:

- dimostri di essere affidabile;
- dimostri serietà nell'adempimento del proprio dovere;
- siano passati 60 giorni dal suo arruolamento;
- abbia effettuato almeno 10 giorni di missione oppure di difesa della propria città.



Art. 3 – ORGANI INTERNI E MANSIONI [/b
]

Art. 3.1 – Organi Interni allo Esercito

Art.3.1.1 Stato Maggiore

E' il luogo dove vengono annotate quotidianamente tutte le informazioni sugli eserciti e dove vengono discusse tutte le strategie tecnico/tattiche collegate alla difesa della sicurezza del Ducato.

Accedono ad esso: Duca, Capitano, Sergente, Capo di Stato Maggiore, Generali d'armata , Generali Speciali e Prefetto. Prefetto e, qualora il Capitano lo richieda, dai generali dell’esercito.


Art.3.1.2 Fureria

E’ la stanza in cui vengono espletate le pratiche che riguardano le paghe dei soldati.
Alla Fureria hanno accesso: Duca, Capitano, Stratega, Sergente, Generali d’Armata, Maggiori, Tenenti.

Art.3.1.3 Caserma

E’ la stanza in cui verranno pubblicate le comunicazioni a tutti i militari.
Vi avranno accesso tutti i membri dell’esercito.

Art.3.1.4 Archivio Esercito

E’ la stanza in cui vengono archiviati tutti i documenti non più in essere dello Esercito.
In queste sale vengono scrupolosamente archiviati e catalogati tutti i giuramenti dei militari


Art. 4 - COMPAGNIE - (Soppresso)


Art.5. – LICENZE, DIMISSIONI E REINTEGRO

Art.5.1 - Richiesta e concessione delle Licenze

Ogni soldato ha diritto ad una licenza (permesso per viaggiare fuori dalla città in cui risiede), che può ottenere facendone richiesta al Capitano o, in sua assenza, allo Stratega.

Il Capitano ha la facoltà di concedere o meno la licenza, in accordo con le direttive generali dettate dallo Stato Maggiore.

Importante: perché sia concessa, e fatti salvi casi straordinari, la richiesta di licenza deve essere avanzata al Capitano con almeno 2 giorni di anticipo rispetto alla data di inizio della stessa.

I membri dello Stato Maggiore potranno far richiesta di Licenza direttamente nello Stato Maggiore.

Art.5.2 - Richiesta e concessione delle Dimissioni

Ogni soldato ha il diritto, qualora lo ritenesse opportuno, di dimettersi dall'Esercito Ducale; a questo scopo deve farne pubblicamente richiesta in Caserma.

Il Capitano, o in sua assenza il Sergente, prende nota della richiesta di dimissioni, stabilendo entro quale data tali dimissioni diverranno effettive. Non può in ogni caso definire una data più lontana di 7 (sette) giorni, né può respingerle, a meno che il militare dimissionario non sia impegnato in una missione operativa; in tale caso, le dimissioni diverranno effettive solo quando la succitata missione sarà portata a termine.

Solo ed esclusivamente in stato di guerra dichiarata, il Capitano può decidere di rifiutare una richiesta di dimissioni.
Fino alla data definita dal Capitano, il militare dimissionario resta soggetto al Regolamento militare ed è normalmente processabile in caso di mancanze.

Art.5.3 - Richiesta e concessione di Reintegro

Se un cittadino Modenese avesse già militato nell’Esercito Ducale e desiderasse rientrarvi potrà far richiesta scritta di reintegro al Capitano o al Sergente.
Se dalle dimissioni è passato meno di un anno il soldato sarà reintegrato con il grado precedente.
Se invece è passato più di un anno il saldato sarà reintegrato con grado di soldato o specialista, a seconda delle caratteristiche.
Non è previsto reintegro per coloro che hanno militato in un esercito non modenese.
Il reintegro sarà concesso solo una volta nel corso della vita.


Art. 6 – INCARICHI SPECIALI E SALARI

Art.6.1 - Modalità di pagamento

Ogni appartenente allo Esercito Ducale di Modena ha diritto di retribuzione per ogni giorno (diaria) di servizio effettivamente prestato .
In caso di appartenenza ad un esercito con relativa distribuzione del rancio, il controvalore del cibo ricevuto verrà decurtato dalla paga totale.

Il saldo della paga viene corrisposto a fine missione, fatta salva la possibilità data ad ognuno, previa richiesta formale, di riceverne un anticipo in caso di contingenza durante la missione in corso.

Il pagamento, sempre che vi sia la disponibilità, avverrà in ducati o in alternativa, su decisione di Capitano e Sergente approvata dal Duca, in merce di consumo con eventuale eccedenza in moneta.

Il controvalore economico della merce viene deciso dal consiglio con la supervisione del Ministro del Commercio.
Tali controvalori aggiornati sono contenuti, assieme ad alcune note e formalità, nella Appendice "A" del presente statuto.

Art.6.2 – Calcolo del salario

Il calcolo delle paghe dovute per i giorni di servizio effettivo è compito di Generali e Maggiori Tesorieri con l'aiuto del Sergente e, eventualmente, di altri ufficiali o sottoufficiali precedentemente designati.

A seconda del grado in esercito, la diaria spettante è la seguente:



Citazione :
- Truppa: 16 ducati

- Ufficiali: 17 ducati

- Membri dello Stato Maggiore: 18 ducati

+1 ducato per ogni notte passata in una locanda nelle Capitali a titolo di rimborso per i militari non residenti nella Capitale stessa.

Tali importi sono da considerarsi al netto delle tasse.



Art.6.3 – Incarichi Straordinari

La Truppa può essere impiegata per incarichi straordinari, quali lavoro in miniere, nelle risorse cittadine o in opere civili, come ampliamento di porti, costruzioni di navi ducali o costruzioni di mura cittadine.
In tal caso i soldati prenderanno come diaria la differenza tra la paga presa come militare e lo stipendio percepito In Gratibus dallo svolgere l’incarico straordinario.
Se lo stipendio preso dall’incarico supera il salario militare, il militare non percepirà una diaria per quel giorno.

Art.6.4– Del servizio in marina

Solo in casi di estrema necessità il Consiglio Ducale con votazione a maggioranza potrà chiedere che i membri dell'esercito che hanno prestato giuramento, siano richiamati temporaneamente per servire nella marina militare.
In tal caso ai militari sarà corrisposto lo stipendio giornaliero corrispondente all'inquadramento nella Marina di Modena e i relativi benefici in caso di uccisione o ferimento.
Cessata la situazione di necessità i militari rientrano nel servizio attivo dell'Esercito.


Art.7 – FUNZIONARI MILITARI

Art.7.1 - Registro dei Funzionari

Viene redatto in Fureria un Registro dei Funzionari Militari, curato da Capitano e Sergente, nel quale vengono raccolti i nomi dei soldati in grado di fornire consulenze di strategia e tattica alle armate Ducali (Punti Esercito).
Tale Registro dovrà essere suddiviso per città e riportare, a fianco dei nominativi, il livello di conoscenze dei Funzionari (produzione giornaliera di PE) e la via universitaria scelta.

Art.7.2 – Doveri dei Funzionari Militari

Ogni soldato che sia in possesso dei requisiti per divenire Funzionario Militare è tenuto a comunicare i propri dati nell’apposito registro. Dovrà inoltre aggiornare la sua situazione in caso di spostamenti o apprendimento di nuove conoscenze utili per gli eserciti.
Ogni Funzionario che non risulti in licenza ha l’obbligo di prestare consulenza alle armate che dovessero averne necessità.

Art. 7.3 – Utilizzo e salario dei Funzionari Militari

Il Generale che dovrà assumere i Funzionari Militari sarà tenuto a dare la precedenza ai funzionari che abbiano scelto il percorso accademico militare (via militare) con ulteriore privilegio se il funzionario fà anche parte dell'esercito, in grado di fornire una quantità di punti esercito pari o superiore a quella di un civile presente nella città; qualora non vi fossero segnalati facenti parte del predetto percorso potrà procedere all’assunzione di funzionari civili dello stato in grado di produrre i punti necessari. Per fare ciò potrà avvalersi dell’apposita bacheca presente nelle Sale Universitarie.

Ogni Funzionario ha diritto, in rapporto alle proprie conoscenze, ad un corrispettivo in ducati:



Citazione :
-Produzione giornaliera di 10 PE = 20 ducati
-Produzione giornaliera di 20 PE = 25 ducati
-Produzione giornaliera di 30 PE = 30 ducati





Art. 8 – PROMOZIONI

In caserma ci sarà una bacheca dove i soldati potranno chiedere le promozioni.
Ad ogni missione od incarico speciale corrisponde dei Punti Merito. In base ai Punti Merito accumulati verranno calcolate le promozioni.



Citazione :
1 giorno di missione in esercito in tempo di pace: 2 punti merito
1 giorno di missione in esercito in tempo di guerra: 4 punti merito
1 giorno di incarico speciale: 1 punto merito


Ad ogni grado corrisponde questo numero di punti merito
Citazione:
Generale: con bando interno tra i Comandanti
Comandante: 350 punti esercito
Tenente: 250 punti esercito
Caporale: 150 punti esercito
Soldato Specialista: 100 punti esercito
Soldato Semplice : 80 punti esercito




* Per essere promossi da Cadetto a Soldato Semplice basta aver passato l'esame in Accademia Militare.

* I requisiti minimi per potersi candidare al bando da Generale sono:
avere almeno il grado di Tenente, essere uno studioso(Liv VI) e avere la possibilità di diventare Nobile di Spada.

* Gli ex Capitani che hanno comandato un esercito potranno chiedere al Capitano di esser reintegrati come Generali Scelti. Tale richiesta sarà valutata dallo Stato Maggiore.

*In caso ci fosse necessità di un ufficiale o un generale e non ci fossero candidati
disponibili o in casi di emergenza il Capitano, con l’approvazione per maggioranza dello Stato Maggiore, ha la possibilità di nominare un qualsiasi membro dell’esercito per tale ruolo.


Art. 9 – GIUSTIZIA MILITARE

Art.9.1 - Gerarchia degli ordini

Tutti gli appartenenti all'esercito ducale sono vincolati al rispetto degli ordini dei loro superiori; in caso di ordini contrastanti hanno la precedenza gli ordini emanati dal più alto in grado.

Art.9.2 - Disobbedienza

Chi non esegue gli ordini di un superiore sarà accusato di Disobbedienza.
La Disobbedienza è un reato serio.
Capo di imputazione: Disturbo all’Ordine pubblico – Reato: Disobbedienza.

Art.9.3 - Disobbedienza Grave

Chi persiste nel non eseguire gli ordini, oppure chi intraprende azioni che danneggino l'unità e l'efficienza dell'esercito, sarà accusato di Disobbedienza Grave.
La Disobbedienza Grave è un crimine semplice
Capo di imputazione: Tradimento – Reato: Disobbedienza grave.

Art.9.4 - Diserzione

Chi non rispetta il tempo limite concessogli dalla licenza verrà accusato di Diserzione, e perseguito come un traditore del Ducato.

La Diserzione è un crimine infame.

La Diserzione in tempo di pace è un crimine semplice.
Capo di imputazione: Tradimento – Reato: Diserzione

La Diserzione in tempo di guerra è un crimine infame.
Capo di imputazione: Tradimento – Reato: Diserzione

Art.9.5 - Processo per Disobbedienza

Il processo istruito dalle autorità civili, per i casi di Disobbedienza, ha il solo scopo di accertare la colpevolezza dell'accusato, e di somministrare pene pecuniarie.

Art.9.6 - Processo per Disobbedienza Grave e Diserzione

Il processo istruito dalle autorità civili per i casi di Disobbedienza Grave e Diserzione ha lo scopo di accertare la colpevolezza dell'accusato e di somministrare le pene ritenute adeguate, secondo anche quanto suggerito dal Capitano, che verrà ascoltato quale parte in causa.

Chiunque venga riconosciuto colpevole dal Tribunale Civile per i reati di cui sopra, potrà subire un ulteriore pena accessoria di carattere militare che sarà inflitta dal Capitano nella sede della Caserma rientrate tra le tipologie sottoelencate:

- degradazione
- riduzione del salario
- annullamento di future licenze
- espulsione
- espulsione con infamia

Art.9.7 - Applicabilità del Codice

L'applicabilità di questo Codice Penale viene estesa anche a tutti gli Armigeri Ducali o qualsiasi volontario durante la loro permanenza in Esercito ai sensi dell'art.8.3, con la sola esclusione delle pene accessorie interne dell'Esercito, applicabili solamente ai militari effettivi del Ducato di Modena.



Citazione :
APPENDICE “A” - Controvalore delle merci

Alle merci di consumo utilizzabili come salario per i soldati, viene assegnato un corrispondente valore in ducati secondo la seguente tabella:

Pane = 5,60 ducati
Mais = 3 ducati
Carne = 17 ducati
Pesce = 17 ducati
Frutta = 8,50 ducati
Verdura = 8,50 ducati





3.2.4 - De La lotta alle aggregazioni criminali



Il Ducato di Modena proibisce all’interno dei suoi territori, salvo preventiva autorizzazione da parte del Consiglio, qualsiasi forma di reclutamento, propaganda atta al reclutamento, adescamento o qualsiasi altro tipo di invito all’aggregazione finalizzato a favorire la creazione di gruppi, associazioni, movimenti e quant’altro destinati a destabilizzare l’ordine costituito o ad arrecare danno alle persone e/o Stati.

Chiunque verrà trovato compiere dette azioni all’interno dei territori Ducali sarà accusato di Tradimento.

Capo di imputazione: Tradimento – Reato: Tradimento




3.2.5 - Statuto della Marina Militare

PREMESSA

La Marina Militare del Ducato di Modena nasce per garantire la difesa delle coste del Ducato e ha compiti di difesa e offesa via mare.
E' parte delle Forze Armate del Ducato di Modena insieme allo Esercito Ducale.
Può essere addetta al trasporto di militari durante operazioni belliche o al trasporto di civili in tempo di pace e con benestare dello Stato Maggiore della Marina Militare.
La Marina Militare Ducale è considerata organo militare del Ducato , perciò ogni azione o strategia dovrà essere discussa dall'Ammiragliato (equivalente dello Stato Maggiore per l'esercito).

Art.1 – GERARCHIA NELLA MARINA MILITARE

Nell'Ammiragliato hanno accesso inderogabilmente il Duca di Modena, Capo dell'Ammiragliato, a cui tutti i suoi componenti devono obbedienza, il Capitano del Ducato, il Sergente,l'Ammiraglio, il Commodoro e i Capitani di Vascello.

-UFFICIALI

Duca

E’ il comandante supremo della Marina Militare. Decide se, come e quando utilizzare le risorse navali del Ducato.

Capitano

Funge da collegamento tra Duca e Consiglio e lo Stato Maggiore della Marina.

Sergente

E' addetto al rifornimento di armi e vettovaglie.Coadiuva inoltre il lavoro del TM compilando i testi dei mandati di pagamento per i marinai e riportandoli nelle sale del Consiglio.

Può consigliare il Duca nel momento di prendere le sue decisioni e aiuta il Capitano nella gestione della caserma.
In caso di conflitto, supporta gli ufficiali occupandosi del reclutamento di marinai volontari e coordinandone l’ingresso nella caserma della Marina Militare.

Ammiraglio

Coordina gli interventi di carattere strategico della Marina, ha accesso all'Ammiragliato.

Promuove la strategia navale, di concerto con gli altri componenti dell'Ammiragliato al fine di individuare le tattiche e le strategie migliori che potrà realizzare previa approvazione del Duca e del Capitano.

E’ responsabile dell’efficienza della flotta, assicurandosi che venga eseguita la periodica manutenzione delle imbarcazioni.

Può essere anche Capitano di Vascello.
Viene individuato con bando privato tra gli ufficiali e scelto a maggioranza dall' Ammiragliato.

Rimane in carica per un periodo di 3 (tre) mesi o fino a sue dimissioni o per decisione del Duca. Al termine del suo mandato, può ricandidarsi.

Il Duca di Modena può decidere di prendere provvedimenti, arrivando anche a destituirlo in caso di gravi inadempienze .

Commodoro

Viene scelto dall’Ammiraglio, previa consultazione e consenso di Capitano e Duca, tra i Capitani di Vascello.
Coadiuva il lavoro dell’Ammiraglio e lo sostituisce in caso di sua temporanea assenza.

Capitano di Vascello

Viene individuato con bando privato tra i membri dell'equipaggio e scelto a maggioranza dall' Ammiragliato.
Deve rispondere ai seguenti requisiti:

. essere cittadino del Ducato di Modena;
. essere un personaggio di indubbia moralità e fedeltà al Ducato e non essere mai stato condannato per Tradimento o Alto Tradimento;
.aver conseguito la laurea in via della navigazione.

E’ il responsabile della missione ed è suo compito scegliere e coordinare l’equipaggio della nave, curarsi della manutenzione dell’imbarcazione affidatagli e redigere giornalmente il diario di bordo.

-EQUIPAGGIO

Nostromo
E’ il comandante in seconda di una nave ducale.
Viene scelto all’interno dell’equipaggio dal Capitano di Vascello,previo consenso favorevole dell'Ammiragliato,per sostituire, temporaneamente o in caso di necessità, il Capitano di Vascello alla guida della stessa.
Aiuta il Capitano di Vascello nella gestione e coordinamento dell’equipaggio, sia durante le missioni in mare che nei periodi di riposo.
Deve aver conseguito la laurea in via della navigazione.

Nocchiere

Marinai della Marina Militare che hanno prestato giuramento, eseguono gli ordini del Capitano di Vascello.

Art.2 – FLOTTA DELLA MARINA MILITARE

Art.2.1 – Flotta della Marina

Fanno parte della Flotta della Marina Militare:
-le navi Ducali
-le navi municipali
-le navi di privati che abbiano firmato un contratto con il Ducato, vincolando il proprio natante per un determinato periodo di tempo a Modena.
I privati potranno mettere a disposizione del Ducato una nave fornita di comandante ed equipaggio o parte di esso.
Le condizioni saranno specificate nel contratto con il Ducato.

Le imbaracazioni sottoposte alla Marina Militare Ducale , sia esso di diretta proprietà del Ducato o in prestito da privati, verranno considerate a tutti gli effetti sotto la giurisdizione modenese.
I reati commessi dai capitani di tali imbarcazioni verranno puniti secondo le leggi del Ducato di Modena.

Qualora una nave privata, nel periodo di messa a disposizione del Ducato di Modena, vincolata da contratto, compia atti criminali o volti a danneggiare direttamente o indirettamenteil Ducato di Modena e la sua popolazione sarà perseguito a norma di legge, non solo il capitano che guida l'imbarcazione, ma anche il suo armatore, qualora sia una persona diversa dal capitano.

Art.2.2 – Assegnazione delle navi

Ogni nave è affidata ad un capitano di Vascello e al rispettivo equipaggio.
E’ compito dell’Ammiraglio, su autorizzazione di Capitano e Duca, individuare il Capitano di Vascello che guiderà la nave ducale. E’ facoltà Di Ammiraglio, Capitano e Duca revocare la nomina del Capitano di Vascello.
Il Capitano di vascello deve selezionare il suo equipaggio. Tra i criteri di scelta:
. disponibilità di raggiungere la nave indipendentemente dalla residenza;
. disponibilità di tempo richiesto per la missione.

Art.3 – STRUTTURA ED ORGANIZZAZIONE DELLA MARINA MILITARE

Art.3.1 – Stato Maggiore della Marina Militare
Sono le stanze dove vengono prese le decisioni in merito alla Marina Militare.
Lo Stato Maggiore della Marina è composto da Duca, Capitano, Ammiraglio e Capitani di Vascello.

Art.3.2 – Ufficio di coordinamento
All’ufficio di coordinamento hanno accesso i membri dello Stato Maggiore di Esercito e Marina per il coordinamento tra le forze di mare e di terra.

Art.3.3 – Registri della Marina
Sono tenuti e curati da Ammiraglio e Capitani di Vascello.
Contengono:
. dati relativi a Capitani di Vascello ed equipaggio, con elenco delle competenze navali acquisite, città di residenza, data di arruolamento e missioni effettuate;
. diari di bordo, insieme anche a rapporti sull’equipaggio.

Art.3.4 – Archivi
Contengono i giuramenti dei Marinai e documenti riguardanti missioni concluse.

Art.4 – ARRUOLAMENTO E DOVERI DEI MARINAI

Art.4.1 – Modalità d’Arruolamento

Si può divenire membri della Marina Militare tramite bando pubblico o facendone richiesta all’Ammiraglio ed in ogni caso su decisione finale di Duca, Capitano ed Ammiraglio.
Perché l’ingresso nella Marina sia effettivo, è necessario inviare all’Ammiraglio o al Capitano il seguente giuramento:


Citazione :
GIURAMENTO DI LEALTA’ E SEGRETEZZA

Io, ___(inserire nome completo e pseudonimo usato in gioco, il nick)_____, giuro solennemente di servire sempre il mio ducato, sacrificando, se necessario, la mia vita per la sua difesa.
Giuro di servire fedelmente, lealmente, e in buona fede il Duca di Modena. Giuro di rispettare la gerarchia militare e di obbedire agli ordini dati dai miei superiori.
Giuro di rispettare lo Statuto della Marina Militare di cui mi è stata data copia, di averlo letto e compreso.
Giuro solennemente che, salvo autorizzazione regolarmente concessa, non rivelerò né comunicherò ad alcuno che non ne abbia legittimamente diritto le informazioni che verranno a mia conoscenza o che otterrò in ragione delle mie funzioni presso la Marina Militare del Ducato di Modena.

Art.4.2 – Licenze e Dimissioni

Ogni Capitano di Vascello può rinunciare all’incarico comunicandolo, con un anticipo di minimo 7 (sette) giorni, all’Ammiraglio o al Capitano, i quali potranno eventualmente chiedere al Capitano di Vascello di completare la missione in corso prima che il termine sia effettivo.
Ogni membro dell’equipaggio può ottenere una licenza o chiedere di essere dimesso dalla Marina Militare facendone richiesta al Capitano di Vascello, con decisione approvata dall’Ammiraglio, con un anticipo di minimo 7 (sette) giorni. E’ facoltà dello Stato Maggiore chiedere eventualmente il completamento della missione in corso prima che la licenza o le dimissioni diventino effettive.

Art.4.3 – Doveri dei Marinai

Tutti gli appartenenti alla Marina Militare sono soggetti alla medesima Giustizia Militare riportata nello Statuto dello esercito Ducale.
In caso di grave necessità, e solo fino al cessare della stessa, il Duca di Modena, su approvazione del Consiglio e dello Stato Maggiore della Marina, potrà chiedere ai Marinai di unirsi alle forze militari di terra.

Art. 5 – RETRIBUZIONE ED INCENTIVI

Art.5.1 - Modalità di pagamento

Ogni membro della marina ha diritto di essere retribuito per ogni giorno di mobilitazione e servizio effettivamente prestato.
E’ compito del Capitano di Vascello, in accordo con Ammiraglio e TM, individuare la predisposizione dei viveri per il viaggio.

Il saldo della paga viene corrisposto a fine missione e avverrà in ducati o in alternativa in merce di consumo con eventuale eccedenza in moneta.
Il controvalore delle merci è il medesimo adottato nell’Appendice “A” dello Statuto dell’Esercito Ducale.

Art.5.2 – Calcolo del salario

Il calcolo delle paghe è compito dei Capitani di Vascello, coadiuvati dal Nostromo.

All'Ammiraglio sarà riconsciuta una diaria pari a 18
Al Commodoro spetta invece una diaria pari a 18

Ai Capitani di Vascello sarà riconosciuta una diaria pari a 18 ducati.

All’equipaggio, in base al grado,spetta una differente diaria:
Nostromo: 17 ducati
Nocchiere: 16 ducati

Art.6 – DEL SERVIZIO IN ESERCITO

Solo in casi di estrema necessità il Consiglio Ducale con votazione a maggioranza potrà chiedere che i Capitani di Vascello e i Nocchieri che hanno prestato giuramento, siano richiamati temporaneamente per servire nell’esercito di terra.
In tal caso ai militari di marina sarà corrisposto lo stipendio giornaliero corrispondente all'inquadramento nell'Esercito di terra e i relativi benefici in caso di uccisione o ferimento.
Cessata la situazione di necessità i militari di marina rientrano nel servizio attivo della Marina. [/list ] [/list ]


Ultima modifica di hamea il Dom 04 Gen 2015, 21:26, modificato 5 volte
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hamea

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MessaggioTitolo: Re: [CLM] Corpo Legislativo Modenese - Febbraio 1462   Dom 04 Gen 2015, 17:10

4- RAPPORTI CON ALTRE ISTITUZIONI


Sez. 1- Della Chiesa



4.1.1 - Concordato tra la Santa Chiesa Aristotelica ed il Ducato di Modena

Preambolo


Con la presente il Ducato di Modena ufficializza i suoi rapporti con la Santa Chiesa Aristotelica Romana e Universale e riconosce l'Aristotelismo come pietra fondante dei suoi valori e della sua cultura.
Con la presente la Chiesa Aristotelica Romana e Universale riconosce il Ducato di Modena come Provincia di Confessione Aristotelica.

Questo Concordato non può essere modificato o annullato che in seguito ad un accordo tra le due parti, quali che siano i cambiamenti che avvengano in seno al Consiglio Ducale di Modena o della Chiesa.
Il presente Concordato potrà essere emendato solo con il consenso di entrambe le parti.
Tale Concordato annulla ogni precedente trattato tra il Ducato di Modena e la Santa Chiesa Aristotelica.

Precisazioni lessicali:
IG = In Gratibus = In Game
RP = Res Parendo = RolePlay (Forum etc)

I - Del ruolo della Chiesa nell'organizzazione spirituale del Ducato

I.1- Il presente Concordato fa della Chiesa Aristotelica Universale e Romana la religione ufficiale del Ducato di Modena.
Il Ducato riconosce la Chiesa Aristotelica Universale e Romana come sola, unica e legittima Istituzione dell'Onnipotente, oltre che sola detentrice della Vera Fede.
Il Ducato di Modena riconosce l'esistenza della Santa Sede e di tutte le sue istituzioni.

I.2 - Solo il culto Aristotelico potrà essere esercitato o diffuso mediante proselitismo in pubblico nelle taverne, nei Municipi e negli altri edifici ed Istituzioni del Ducato di Modena.

I.3 - La religione spinozista e i discepoli di Averroè interpretano erroneamente l'Aristotelismo, perciò hanno una visione errata di Dio. Nonostante questo, la Santa Chiesa Aristotelica, nella sua grande bontà, ed il Ducato di Modena, nel rispetto dei suoi sudditi, tollera questi soli due culti secondo le seguenti condizioni:

• Le comunità di questi culti si possono installare nel territorio del Ducato solo con il permesso congiunto dell’Arcivescovo di Ravenna e del Duca di Modena.

• È consentito che i fedeli di tali religioni tollerate aprano uno ed un solo luogo di culto che sarà loro nel municipio di una città a propria scelta, eccetto la capitale del Ducato e la sede Arciepiscopale, ma dovranno essere autorizzati dalle autorità ecclesiastiche e temporali. Tale tolleranza non consente loro di diffondere la miscredenza mediante proselitismo al di fuori del loro luogo di culto.

• Per ricevere il permesso di pratica e predicazione del culto (In Gratibus, Res Parendo) dovrà comunque essere riconosciuta la Chiesa Aristotelica come istituzione ed esser consapevoli dell’esistenza di questo concordato.

I.4 – Il Ducato di Modena riconosce la piena autorità della Chiesa Aristotelica e Romana nel dominio spirituale e sui Vescovi delle terre modenesi.
Con la presente la Chiesa Aristotelica Romana e Universale riconosce al Ducato di Modena il diritto esclusivo di esercitare, entro i confini del territorio modenese, la potestà e di guida temporale degli uomini.

I.5 - Tutte le violazioni alle disposizioni di questo corpo di leggi parte I saranno considerate come un atto di eresia.

II - Il Ruolo della Chiesa nell'organizzazione temporale del Ducato

II.1 - Il Ducato e la Chiesa modenesi, nel desiderio di instaurare rapporti di collaborazione, si impegnano nel creare modi e luoghi atti al continuo e proficuo confronto, in particolare nel binomio Duca/Arcivescovo, all'assistenza e alla consultazione per conformare la politica ai principi di giustizia ed equità Aristotelica.
L'Arcivescovo può, se lo ritiene necessario, delegare nel dialogo con il Ducato un membro della Nunziatura Apostolica in sua sostituzione.
Il Duca può, se lo ritiene necessario, delegare nel dialogo con la Chiesa ravennate un membro dell’ambasciata del Ducato di Modena in sua sostituzione.

II.2 – L’Arcivescovo di Ravenna, se il Consiglio del Ducato di Modena lo ritiene opportuno, potrà sedere in Consiglio senza avere diritto di voto per aiutare quest’ultimo a legiferare e ad agire secondo i dettami dell’Unica Vera Fede.

II.3 - L'Arcivescovo o il Nunzio che, in seguito alla collaborazione con le autorità temporali, venga a conoscenza di informazioni confidenziali che possano compromettere la sicurezza del Ducato s'impegna a non rivelarle, pena l'accusa di alto tradimento. D'altra parte se tali informazioni sono di natura tale da mettere in pericolo la Chiesa stessa o la Santa Sede, in questo caso L'Arcivescovo è tenuto a informare la Curia ed il Cenacolum Episcoporum Italiae, dopo averlo comunicato al Duca ed al Consiglio.

II.4 - Un membro del clero Aristotelico che voglia assumersi una missione di natura temporale ne ha facoltà, ma non potrà violare in tale missione i principi della vera fede della quale la Chiesa Aristotelica è unica depositaria.

II.5 - Il Duca di Modena dovrà essere intronizzato dall’Arcivescovo.
Egli dovrà essere battezzato.

Se il Duca non fosse battezzato al momento della elezione dovrà esserlo entro quattordici giorni con cerimonia pubblica, mentre i consiglieri che non fossero battezzati, dovranno fare esplicita dichiarazione di esercitare il proprio ruolo esclusivamente per le vicende riguardanti il Ducato, esimendosi dal partecipare ad eventuali discussioni o trattazioni riguardanti la fede o su quanto previsto dal presente Concordato.

I fedeli spinozisti ed averroisti non saranno ritenuti nemici della Santa Chiesa Aristotelica se non violano le norme di questo Concordato e del Diritto Canonico.

II.6 - Il Duca di Modena deve nominare al principio del suo mandato un confessore personale tra il clero del Ducato.

II.7 - Il Duca di Modena non proporrà patenti di nobiltà per chi non sia stato battezzato o per chi non sia in possesso di attestato dell’Arcivescovo di Ravenna che lo dichiari comunque meritevole.

II.8 – I nobili del Ducato di Modena non peroreranno patenti di nobiltà per chi non sia stato battezzato o per chi non sia in possesso di attestato dell’Arcivescovo di Ravenna che lo dichiari comunque meritevole.

II.9 - L'Assemblea Episcopale dello SRING terrà un elenco Aere Perennius della nobiltà elevata nel Ducato di Modena.


III - Il ruolo della Chiesa nella vita civile

III.1 - I matrimoni aristotelici sono gli unici riconosciuti come validi.

III.2 - Conformemente al decreto Matrimonium Prohibiti, il "matrimonio civile", o tutte le altre forme d'unione di questo tipo con lo scopo di legare l'uomo alla donna e la donna a l'uomo sono severamente vietate nelle terre del Ducato di Modena, sia per i fedeli aristotelici che per i non fedeli.

III.3 - Un'unione more uxorio (convivenza senza matrimonio) è considerata peccaminosa e non benedetta dall'Altissimo. I figli che nasceranno da tale unione, come quelli che avverranno all'interno di matrimoni non Aristotelici di qualsivoglia tipo, sono considerati figli naturali non legittimi, ossia bastardi. Se un'unione more uxorio viene successivamente regolarizzata tramite il matrimonio, i figli verranno quindi riconosciuti come legittimi.

III.4 - Il Ducato riconosce che l'educazione della prole debba avvenire all'interno di un nucleo familiare timorato dell'Altissimo e della Santa Chiesa. Per questo motivo le coppie sposate hanno la priorità in caso di adozione. L'adozione da parte di persone non sposate è consentita, ma deve essere seguita la "Procedura di adozione per cittadini non sposati" presentata al termine di questa sezione come appendice.
In caso di annullamento di matrimonio l'adozione decade poichè il matrimonio risulta come mai celebrato. Se c'è il desiderio, da parte di un membro della coppia, di mantenere un figlio adottivo, la "Procedura di adozione per cittadini non sposati" dovrà essere applicata.
La Santa Chiesa Aristotelica è l'unica istituzione che possa rendere un'adozione valida a livello civile.

III.5 - La Chiesa fa propria la missione d'aiutare i più miserabili. I suoi rappresentanti cercheranno dunque di partecipare in maniera attiva alle azioni di carità coordinando, per quanto possibile, i loro sforzi con le autorità municipali e ducali.
Il Diritto Canonico regola i doveri dei parroci e di ogni altra carica ecclesiastica verso la comunità.

III.6 - La Chiesa fa propria la missione di educare il popolo ai giusti valori Aristotelici ed al rispetto delle istituzioni ducali.
Per questo motivo il Rettore assegnerà le cattedre dei corsi relativi alla via della Chiesa dando precedenza a coloro che hanno seguito la Via della Chiesa, in collaborazione con l'Arcivescovo.
Inoltre, l'Arcivescovo od un suo rappresentante avrà il ruolo di Consigliere per le Materie Ecclesiastiche all'interno dell'Università.

III.7 - Ogni ecclesiastico non deve rendere conto a nessuno dei suoi atti spirituali tranne che al suo Vescovo. A nessun chierico può essere chiesto di rivelare ciò che è venuto a conoscenza a seguito del sacramento della confessione.

III.8 - Almeno un rappresentante della diocesi deve essere presente alle manifestazioni organizzate dal Duca e dal suo Consiglio per le quali ha ricevuto preventivo invito. L'assenza di un rappresentante può essere tollerata, qualora il Duca o il Consiglio ne siano stati informati per tempo.

III.9 - Il Duca o un rappresentante del Consiglio deve essere presente alle manifestazioni e celebrazioni religiose per le quali ha ricevuto preventivo invito.
L'assenza di un rappresentante può essere tollerata, qualora l'Arcivescovo o il Vicario Generale ne sia stato informato per tempo.

III.10 - I vescovi avranno completa autonomia e autorità nella nomina del clero della loro diocesi, sacerdoti o laici, e di autorizzarli ad amministrare i sacramenti. Qualsiasi tentativo di occupazione di un incarico religioso al di fuori delle procedure canoniche verrà punito dalla giustizia ordinaria del Ducato come disturbo dell'ordine pubblico.

III.11 - La Chiesa riconosce l'importanza della diffusione della conoscenza, e ritiene che solo persone dalla irreprensibile condotta morale possano trasmettere nei luoghi del sapere le competenze ad essa riconducibili. Per questo essa ha il diritto di veto sulla scelta dei professori ottenenti una cattedra all'università modenese per tutti i corsi relativi alla via della Chiesa.

III.12 – Il Ducato di Modena aiuterà i chierici a divenire parroci IG mediante un prestito (non oltre i 1000 ducati) su richiesta dell'Arcivescovo di Ravenna.
Questo prestito sarà concesso esclusivamente nel caso il futuro parroco IG rimarrà nel Ducato di Modena dopo l'ordinazione per uno spazio temporale minimo di quattro mesi.
Tale prestito assumerà la caratteristica di dono se il Duca ed il Consiglio di Modena voteranno all’unanimità, la non restituzione della somma assegnata.
Questa votazione avverrà prima dell’erogazione della somma.

III.13 – Gli Arcivescovi di Ravenna, Aquileia e Pisa si impegnano ad assegnare un membro del Clero modenese all’Esercito Ducale in qualità di Cappellano Militare, affinché possa portare conforto spirituale ai soldati. Per svolgere al meglio tale missione, egli avrà accesso alle sale alle quali hanno accesso i soldati, in modo da essere più presente tra di loro ed avere la possibilità di accompagnarli nelle loro missioni. E' fatto divieto, se il Cappellano è un Sacerdote, di prendere le armi contro un fratello aristotelico, mentre è concesso ad un Fratello Cappellano, laico, di combattere al fianco di coloro dei quali ha la cura spirituale.


Citazione :
Appendice: Procedura di adozione per cittadini non sposati

I - Nel caso un cittadino di Modena non regolarmente sposato, mosso da misericordia e pietà verso un'infante ancora in fasce o verso un orfano, decidesse di prenderlo seco ed ammetterlo al proprio casato o famiglia, può farlo ma deve descrivere [in RP] nella Taverna del Ducato di Modena o in Piazza Italica:

• l'incontro con il figlio che intende adottare, in che occasione, condizioni, luogo, ecc.;

• compiere l'azione di prendere il pargolo e portarlo ad un monastero o ad una chiesa, affinchè i monaci oppure il parroco ne possano aver cura (al massimo specificare il nome del curato a cui si intende affidarlo);

• trascorso un periodo indicativo di 15/20 giorni dalla consegna del piccolo all'autorità ecclesiastica, se si è ancora intenzionati ad adottare, si dovrà fare richiesta [sempre nel RP] al parroco o al monaco che ha in custodia il piccolo, che a sua discrezione potrà richiedere da voi una prova della vostra buona fede (una donazione alla chiesa oppure ad un municipio, un pellegrinaggio verso una destinazione designata, non più distante di 3 giorni di marcia, ecc.). Il richiedente dovrà provvedere a fornire una prova dell'avvenuta missione all'autorità ecclesiastica che ha la custodia del pargolo.

II
Nel caso il richiedente sia non battezzato, una volta che avrà consegnato il pargolo al monastero/parrocchia, prima di presentare la richiesta definitiva di adozione egli dovrà procedere a seguire un corso sulla pastorale aristotelica presso un luogo che gli verrà indicato e dopo riceverà il battesimo.

III
L'adozione verrà negata a persone dichiarate eretiche dalla Santa Chiesa.

IV
Nel caso il richiedente, entro il periodo di custodia del pargolo presso l'autorità ecclesiastica, convoli a giuste nozze, potrà non attendere il termine prestabilito per la richiesta di adozione e ricevere la patria podestà sul pargolo, sempre previa attestazione del certificato di matrimonio e dopo verifica da parte del curato.


IV - La Giustizia della Chiesa

IV.1 - Per la promessa canonica di intronizzazione nella Cattedrale di Modena, il Duca, come i suoi successori, si impegnano a perseguire le eresie sotto tutte le forme che esse potrebbero prendere. Il crimine di eresia è riconosciuto come disturbo dell'ordine pubblico dal momento che costituisce una attacco alle fondamenta dell'autorità ducale e religiosa.

IV.2 - La Santissima Inquisizione ed il Tribunale Inquisitoriale di Ravenna sono istituiti sul territorio del Ducato. I poteri e le prerogative della Santissima Inquisizione e del Tribunale sono quelli definiti nel Diritto Canonico della Santa Chiesa Aristotelica e Romana.

IV.3 – I reati giudicati dal Tribunale Religioso sono quelli previsti dal Diritto Canonico, riportati qui di seguito:.
Dei reati:

- Dell'Apostasia: consiste in uno o più atti di rigetto o rifiuto, da parte del battezzato, della Fede Aristotelica.

- Dello Scisma: inganno degli uomini attraverso false parole, conducendoli su sentieri distanti da quelli originari della Chiesa Aristotelica e ratificato dalla Curia, dal Santo Ufficio o dal Collegio Teologale Italiano.

- Della Stregoneria: è definita come l'apprendistato e/o la pratica di riti magici e diabolici, ovvero senza l'intervento divino, è un gravissimo crimine. Il fatto di leggere nei pensieri degli altri Res Parendo o In Gratibus è considerato come stregoneria. Il reato di condivisione dell’anima (multi account) In Gratibus, per la sua particolare esecrabilità e ripugnanza, ed il bisogno di punirne i colpevoli velocemente, sarà giudicato direttamente dal Tribunale del Ducato, senza il bisogno di alcun consulto presso le autorità religiose.

- Dello spergiuro: E' considerato come spergiuro una persona che menta dopo aver giurato di dire il vero dinnanzi alle Sante Scritture o alle reliquie dei santi, anche in ambito civile.

- Della bestemmia: E' fatta proibizione di bestemmiare il Dio che tutto governa, Aristotele e Christos, i santi ed in particolare il santo protettore del Provincia o di una delle sue città o ingiuriare membri della Chiesa Aristotelica Res Parendo (RP) o In Gratibus (IG).

IV.4 - Il tribunale religioso farà applicare le differenti punizioni decise e previste dal Diritto Canonico trasmettendo, attraverso la Vidamia di Ravenna, la sentenza. In seguito, il tribunale temporale locale emetterà la propria sentenza, conforme a quella pronunciata della procura ecclesiastica.

IV. 4 bis - Le sanzioni pesanti, conformi alla Carta del Giudice, come i roghi pubblici e le condanne alla prigionia superiore ai tre giorni, saranno oggetto di approvazione da parte del Ducato.

IV.4 ter - Nel caso il tribunale ecclesiastico non sia in grado di fare applicare la sentenza, il tribunale temporale locale dovrà occuparsene, conformemente alla domanda della procura ecclesiastica ed in rispetto della Carta del Giudice.

IV.5 - I tribunali ecclesiastici hanno precedenza su quelli temporali, i primi possono dissentire dai secondi per i casi di loro competenza specificati nel punto IV.3.

IV.6 - I condannati potranno fare appello sulle sentenze del tribunale inquisitoriale al Tribunale della Rota Apostolica e della Cassazione, a Roma.

IV.7 - Qualora la sentenza sia contestata dall'autorità civile, verrà istituita una commissione composta dall'Arcivescovo ravennate, da un funzionario della Santissima Inquisizione, dal giudice del Ducato e da un membro della CAI. Questa commissione esaminerà nuovamente il caso, ed il suo verdetto, scaturito dai tre quarti dei membri, sarà insindacabile.

IV.8 - I giudizi della Chiesa in materia matrimoniale hanno effetto civile.



V - I privilegi del clero

V.1 – Gli Arcivescovi di Ravenna, Aquileia e Pisa potranno disporre di un corpo armato speciale, detto Guardia Episcopale, che non agirà mai contro gli interessi del Ducato stesso. La Guardia Episcopale è regolata dalle norme del Diritto Canonico.
I rapporti tra il Ducato di Modena e la Guardia Episcopale sono regolati da specifico Trattato.

V.2 - I chierici aristotelici possono richiedere al Ducato una scorta, qualora la loro missione di emissari di Dio renda necessario uno spostamento all'interno od all'esterno del Ducato.

V.3 - I chierici non potranno essere trascinati in tribunale se non con il patrocinio di un altro chierico.

V.4 - I membri della Nunziatura Apostolica, quali Ambasciatori della Santa Sede, gli Arcivescovi di Ravenna, di Venezia e di Pisa e i Vescovi delle Diocesi presenti nel Ducato, godono dell'immunità diplomatica. Per immunità diplomatica si intende una situazione giuridica soggettiva privilegiata riconosciuta e garantita a taluni soggetti, in considerazione della loro posizione e funzione istituzionale. Gli effetti delle immunità sono riconducibili alla non processabilità per tutti i reati esclusi quelli previsti dall'articolo seguente.

V.4 bis - Il Ducato di Modena, solo ed esclusivamente dopo aver consultato il Consiglio Superiore della Nunziatura, può dichiarare un membro della Congregazione "persona non gradita". Ciò comporta il decadimento per tale membro dell’immunità diplomatica nel Ducato di Modena.

V.5 - Per i reati quali la compravendita di ingenti merci sul territorio del Ducato senza previa autorizzazione (speculazione), il brigantaggio, l’assalto ai municipi o l’assalto al castello della capitale, i funzionari apostolici, i Vescovi e l'Arcivescovo rimangono processabili e saranno giudicati secondo le leggi in vigore nel Ducato di Modena.

V.6 – I membri del clero saranno giudicati dal tribunale episcopale anche per crimini commessi non riguardanti la loro missione; in seguito potranno essere giudicati anche dalla giustizia civile.

V.7 - Coloro a cui viene concesso asilo presso una struttura religiosa da parte del responsabile della detta struttura sono sotto la protezione della Santa Chiesa.

V. 8 - Colui il quale sia ricercato poiché accusato di aver infranto una o più leggi modenesi, potrà ottenere asilo presso una struttura religiosa solo nel caso in cui non sia recidivo nel reato e nei reati che gli vengono contestati. In ogni caso il responsabile della struttura è tenuto, trascorsi 59 giorni, a consegnare il rifugiato alle autorità ducali.

V.8 bis - Nel caso in cui tale rifugiato, durante la sua permanenza nella struttura, venga attratto dalla vita sacerdotale, verrà personalmente esaminato dall’Arcivescovo di competenza e se la sua richiesta sarà ritenuta sincera, basata sul desiderio di servire Dio anziché sul desiderio di fuggire dalla giustizia ducale, verrà ordinato sacerdote dopo un’eventuale penitenza e sarà graziato dalla giustizia temporale.

V.8 ter - Il ricercato che abbia ottenuto asilo presso una struttura religiosa si vedrà immediatamente al di fuori della protezione della Chiesa nel momento in cui esce dalla struttura, in particolare se viene sorpreso a lasciare la città o a frequentare le Taverne In Gratibus o se viene sorpreso mentre discute con altre persone nelle Pubbliche Piazze Ducali o Cittadine, e in generale in tutti i cosiddetti Fori Res Parendo ed In Gratibus.

V.9 - L’Arcivescovo può concordare con un nobile del Ducato di Modena la donazione di un feudo con la seguente formula: le terra della signoria di XXX sono donate al Vescovo di XXX che ne diviene signore a partire dalla sua nomina all'episcopato.
Tale donazione ha valore perpetuo, a meno di diversa decisione dell'Arcivescovo, e rende autonome le terre donate dal Nobile donatario a tutti gli effetti.
Il Ducato di Modena si impegnerà a verificare che tale accordo avvenga nel pieno rispetto delle regole stabilite e darà pieno riconoscimento alla nomina.

V.10 - Il Ducato di Modena riconosce le Taverne aristoteliche quali luoghi di culto della fede aristotelica.
Per tale motivo, si impegna (attraverso le singole Municipalità) a sostenere economicamente i costi settimanali di tali taverne, almeno nelle città di Modena, Mirandola e Guastalla.
Se la taverna aristotelica non avrà fondi a sufficienza per pagare la tassa settimanale, richiederà un contributo al Sindaco, il quale dovrà fornirli (tramite mandato ovvero tramite scambio di merce) entro 48 ore dalla richiesta.
Nel caso il Sindaco sia impossibilitato al pagamento, verrà sostituito dallo Sceriffo.
L'aiuto economico non potrà eccedere l'importo della tassa settimanale.

V.11 - Per qualsiasi dubbio interpretativo del presente Concordato fanno fede, quali fonti, il Diritto Canonico, il Dogma Aristotelico, La Carta dei Giudici e le Leggi Ducali in vigore.




4.1.2 - Trattato tra la Guardia Episcopale e il Ducato di Modena

Per la grazia dell'Altissimo,

Nella volontà di rafforzare i legami reciproci che li uniscono,
Nel desiderio di veder trionfare la Vera Fede Aristotelica, fede del Ducato di Modena,
Nell'augurio di rinnovare l'amicizia reciproca,
Conformemente al Diritto Canonico relativo alle Sante Armate,
Conformemente alle usanze del Ducato di Modena,
Il Ducato di Modena e la Santa Chiesa Aristotelica hanno discusso e ratificato il seguente trattato:

I. Premesse

Il Ducato di Modena riconosce l'autorità della Guardia Episcopale secondo le prerogative ed i limiti stabiliti dal Diritto Canonico.
La Guardia Episcopale riconosce l'autorità temporale del Ducato di Modena, terra di Vera Fede Aristotelica, e si impegna a non andare contro gli interessi del potere amministrativo ducale e urbano.

II. Delle relazioni tra la Guardia Episcopale e il Ducato di Modena

II.1 Ufficio di collegamento

Al fine di stabilire una comunicazione ottimale, un ufficio di collegamento sarà mantenuto per accogliere gli scambi tra il Ducato di Modena e la Guardia Episcopale.
Gli accessi a questo ufficio saranno concordati tra il Duca ed i Vidami locali.


II.2 Delle autorizzazioni

II.2.1 Libera circolazione

Il Ducato di Modena non imporrà mai alcun divieto di spostarsi sul territorio sotto il suo controllo alle guardie episcopali, che si muovano in gruppi (di qualsiasi genere) o singolarmente.
In casi di limitazioni alla circolazione, la Guardia Episcopale non sarà ostacolata, tuttavia essa si impegnerà ad avvertire le autorità ducali dei propri spostamenti con il dovuto anticipo.


II.2.2 Porto d'armi

Il Ducato di Modena non applicherà mai ad alcun membro della Guardia Episcopale eventuali norme relative al porto d'armi, o di qualsivoglia tipo d'equipaggiamento.


II.2.3 Formazionde d'eserciti

In caso la Guardia Episcopale avesse necessità di costituire un esercito nel territorio del Ducato di Modena, chiederà autorizzazione al Duca prima dell'inizio delle operazioni, il quale potrà opporsi esponendo la motivazione al caso specifico.
In caso di mancata risposta da parte del Duca dopo 2 giorni solari esatti dalla richiesta, l'autorizzazione si considererà concessa automaticamente, ma il Duca avrà la possibilità di chiedere successivamente all'esercito costituito di uscire dai confini del Ducato espondendo la motivazione che avrebbe opposto al caso specifico.


II.3 Della collaborazione tra la Guardia Episcopale e l'Esercito Ducale di Modena

II.3.1 L'Esercito Ducale di Modena e la Guardia Episcopale, avendo modalità d'azione opposte, non sono in competizione, pertanto collaboreranno tra loro ove possibile.


II.3.2 L'Esercito di Modena si impegna a:

- collaborare pienamente con la Guardia Episcopale, compresi lo scambio di informazioni e l'eventuale partecipazione alla lotta armata sul proprio suolo, contro le minacce alla Santa Chiesa.


II.3.3 La Guardia Episcopale si impegna a:

- aggiornare regolarmente la lista dei suoi membri presso l'ufficio di collegamento;

- fornire tutte le informazioni necessarie sulle persone che compongono i suoi gruppi, su domanda del Duca, del Prefetto o del Capitano depositata presso l'ufficio di collegamento;

- collaborare attivamente con l'Esercito e la Prefettura di Modena, compresi lo scambio di informazioni e l'eventuale partecipazione alla lotta armata, in caso di minacce da parte di eretici, eterodossi o pericolosi briganti;

- prestare supporto alle difese cittadine secondo le proprie possibilità in caso di necessità.


II.3.4 Reclutamento

Un ufficio di informazioni e reclutamento comune per la Guardia Episcopale e per l'Esercito Ducale sarà aperto e tenuto in vista nella Taverna Ducale. Gli interessati sceglieranno liberamente l'istituzione che si sentiranno di servire.
Il Ducato di Modena non osteggerà mai in alcun modo le campagne di informazione e reclutamento effettuate dalla Guardia Episcopale.
La Guardia Episcopale non osteggerà mai in alcun modo le campagne di informazione e reclutamento effettuate dal Ducato di Modena.


II.3.5 Collaborazione armata

Le guardie episcopali e i soldati del Ducato potranno militare fianco a fianco nel medesimo gruppo o nel medesimo esercito, in virtù degli obbiettivi previsti dalla loro collaborazione.

Eventuali azioni non permesse alle guardie episcopali o ai soldati ducali dai loro rispettivi regolamenti, compiute seguendo gli ordini all'interno di un gruppo o esercito, saranno di responsabilità del capogruppo o comandante dell'esercito, o, se non è possibile individuare una figura di riferimento, del più alto in grado presente nel gruppo.

La collaborazione sotto gli ordini di tale reponsabile potrà essere temporaneamente sospesa su volontà del Vidame o del Duca.

II.3.6 Il Ducato di Modena si riserva la possibilità di offrire il vitto ai membri della Guardia Episcopale in missione per via di questa collaborazione a difesa della popolazione del Ducato di Modena, ma non elargirà mai alcun pagamento del servizio.

II.3.7 In caso di mobilitazione generale delle Sante Armate, dichiarato dal Cardinale Conestabile, dal Prefetto dei Vidami o dal Prefetto Aggiunto dei Vidami, tutte le collaborazioni (eccetto lo scambio di informazioni) verranno automaticamente sospese conformemente al Diritto Canonico relativo alle Sante Armate, per ovvie necessità di presenza.


III. Dei rapporti della Guardia Episcopale con la giustizia

III.1 Le Guardie Episcopali, dal semplice Cadetto al Vidame, non beneficiano di alcuna immunita', benché il Vidame sia comunque un rango nobile.

III.2 In caso di infrazioni delle leggi ducali o cittadine, i membri indagati della Guardia Episcopale saranno perseguiti davanti alla Corte di Giustizia del Ducato di Modena, come definito dalle leggi e i trattati in vigore.

III.3 Le autorita' giudiziarie si impegneranno a notificare al Vidame della Provincia Ecclesiastica interessata l'azione intrapresa.

IV. Del contenuto del presente trattato

IV.1 Il presente trattato non è limitato nel tempo.

IV.2 Tutte le modifiche o abrogazioni, anche parziali, dovranno essere fatte con l'accordo di entrambe le parti.
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